Ancona: sei edifici fantasma. Trento, sull’inceneritore decisione a fine ’27

Nel capoluogo marchigiano restano sei grandi contenitori senza destino: ex Angelini alla Palombella, Verrocchio, ex Tambroni a Posatora, Supercinema Coppi (corso Carlo Alberto), cantiere ex Stracca e ex cardiologico Lancisi (Borgo Rodi). Sull’impianto trentino, dai territori limitrofi Rovereto ha già preso le distanze. Entro giugno 2028 l’Egato dovrà anche definire un nuovo modello di governance del ciclo rifiuti. Le altre news. 

12 Dic 2025 di Diac Territori

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Nel centro e nei quartieri di Ancona restano sei grandi contenitori senza destino: ex Angelini alla Palombella, Verrocchio, ex Tambroni a Posatora, Supercinema Coppi (corso Carlo Alberto), cantiere ex Stracca e ex cardiologico Lancisi (Borgo Rodi). Il Coppi, chiuso dal 2008 e con aste deserte, è sceso a 100mila euro: il Comune ha valutato l’acquisto per edilizia pubblica ma l’assessore Stefano Tombolini dice che le risorse vanno allo studentato di piazza d’Armi. L’ex Stracca è bloccato da una quota societaria (2,48%) non fallita che impedisce la vendita dell’area. Per l’ex Lancisi (via Baccarani), disuso dal 2003, c’è interesse Anas per un centro direzionale ma serve una variante non ancora sottoscritta. L’ex Tambroni, mai aperto per problemi strutturali (proprietà Inrca), potrebbe diventare Rsa ma oggi è fermo. L’ex Angelini resta il caso più chiuso: vincoli e frana impediscono nuovi carichi edilizi.

Trento, inceneritore: decisioni rinviate al 31 dicembre 2027

Nei documenti di bilancio provinciali la scelta su tecnologia e sede dell’impianto finale dei rifiuti slitta al 31 dicembre 2027, due anni dopo la scadenza 2025 indicata dall’assessora Giulia Zanotelli. La Nota di aggiornamento del Defp 2026-2028 affida all’Egato la proposta tipologica e localizzativa per un impianto con recupero energetico e di materia. Il consigliere Filippo Degasperi (Onda) attacca la giunta: “prima emergenza, poi silenzio e ripartenza”, citando anche l’appello di Maurizio Fugatti del dicembre 2023. Restano due nodi legati: tecnologia (gassificazione o termovalorizzazione) e localizzazione, con l’asta dell’Adige e Trento ipotesi principale. Dai territori limitrofi, Rovereto ha già preso le distanze. Entro giugno 2028 l’Egato dovrà anche definire un nuovo modello di governance del ciclo rifiuti.

Napoli, Invimit: via i vincoli, beni al mercato per fare cassa

Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato la variante che elimina il “vincolo conformativo” sui cespiti conferiti a Invimit nel Fondo Comparto Napoli (Comune al 70%), aprendo a usi commerciali, sportivi, culturali e residenziali oltre alle sole “attrezzature di quartiere”. La delibera 532 mira a valorizzare immobili stimati quasi 50 milioni: Palazzo Cavalcanti (via Toledo), depositi Anm di via Posillipo e Garittone, Galleria Principe, edificio di via Egiziaca a Pizzofalcone (75 alloggi, 15 occupati regolarmente) e Villa Cava a Marechiaro (vincolo archeologico). La Galleria Principe potrà tornare anche al commercio mentre sul deposito del Garittone la variante introduce l’uso a parcheggio, considerato remunerativo. Baretta non esclude vendite su asset pregiati e a Pizzofalcone si ragiona su residenziale di livello e accoglienza, tutelando gli inquilini regolari.

Bergamo, piazza Angelini pedonale: 250mila euro e cantiere da 70 giorni

La giunta di Bergamo ha approvato il progetto esecutivo per trasformare piazza Angelini in Città Alta da parcheggio a spazio pedonale, con parere favorevole della Soprintendenza e gara in arrivo. I costi salgono da 100mila a 250mila euro (fondi comunali) dopo modifiche condivise anche col Comitato residenti. Prevista nuova pavimentazione permeabile, accesso limitato (carico-scarico, passi carrai, emergenze) e illuminazione led a luce calda. Cambia il verde: dieci carpini lungo l’asse pedonale, in continuità col filare vicino all’antico lavatoio. Inserite due isole di sosta con sedute in pietra di Sarnico e doghe in legno, riuso del ciottolato storico e materiali locali. L’avvio è atteso a metà gennaio e la durata stimata è di circa 70 giorni lavorativi, con sorveglianza archeologica.

Venezia, Mose: 40 milioni non pagati e fondi Mit congelati dal Mef

Restano 40 milioni di lavori Mose non ancora pagati perché fondi del ministero delle Infrastrutture risultano bloccati dal Mef, creando tensioni tra Autorità per la laguna, Provveditorato e Consorzio Venezia Nuova. Il commissario liquidatore Massimo Miani ha segnalato che senza liquidità diventano critici stipendi e gestione, inclusi i sollevamenti. Il blocco è legato a un congelamento nazionale di cassa che ha fermato 600 milioni al Mit, con ricadute anche su Venezia. Ogni sollevamento costa circa 200mila euro e nelle ultime settimane sono stati numerosi, mentre diversi stati di avanzamento restano arretrati. Il meccanismo prevede passaggio fondi dal Provveditorato al Cvn, che paga le imprese trattenendo il 25%. Sullo sfondo, l’attesa del decreto per la piena operatività dell’Autorità per la laguna e un emendamento che punta ad alzare i fabbisogni fino a 120 milioni annui a regime dal 2028.

Mestre, rotatoria Vespucci-Bissuola: cantiere a gennaio e versione sperimentale

A Mestre partirà a gennaio il cantiere per la rotatoria tra viale Vespucci e via Bissuola, destinata a sostituire l’incrocio semaforizzato considerato un nodo critico dal quartiere. L’assessora Francesca Zaccariotto conferma che le gare per l’appalto sono state definite e che l’opera alleggerirà code e conflitti di traffico nell’asse Vespucci–Fradeletto. La rotatoria sarà provvisoria: forma allungata (diametri 32 e 24 metri), rami a corsia unica e delimitazioni con new jersey in polietilene, senza aiuole o isole in muratura. Il costo è circa 1 milione di euro e servirà occupare porzioni di aree pedonali e verdi per rispettare le dimensioni minime. L’assetto definitivo, con arredi e rifacimenti, arriverà con un appalto successivo. Nel piano comunale rientrano anche guardrail in via Rampa Cavalcavia, attraversamento rialzato in via Miranese (zona Catalani) e barriere sul ponte di via Paliaga.

Arenzano, galleria paramassi: chiusa la conferenza, Pd chiede stop e alternative

Ad Arenzano la conferenza decisoria del 3 dicembre sull’opera Anas riduce i margini del Comune che contesta la galleria paramassi sull’Aurelia in località Pizzo per costi e impatto paesaggistico. Il sindaco Francesco Silvestrini sostiene che pareri tecnici e tempi di valutazione (anche della Soprintendenza) non siano stati adeguati e valuta l’impugnazione del parere. Il Consiglio comunale aveva già bocciato all’unanimità il progetto il 2 dicembre e ritiene che la messa in sicurezza del rio Giano a monte costerebbe circa 3 milioni contro i 25 dell’opera. Anas replica che interviene sull’infrastruttura stradale e che fermare il progetto può esporre a penali con l’impresa aggiudicataria. La consigliera regionale Katia Piccardo (Pd) segnala 450 giorni di limitazioni al traffico e la possibile inefficacia senza interventi a monte. I deputati Valentina Ghio e Alberto Pandolfo chiedono al ministro Matteo Salvini di valutare alternative meno invasive (reti paramassi, consolidamenti puntuali).

Bari, Enziteto-San Pio: Mit valuta come recuperare 15 milioni Pnrr

Il Mit segue la vicenda del definanziamento da 15 milioni per la rigenerazione di Enziteto/San Pio dopo la revoca del 6 novembre legata, secondo le opposizioni, alla mancata documentazione sul contratto di avvio lavori entro i termini. Il consigliere regionale Fabio Romito, con i consiglieri comunali Giuseppe Carrieri e Livio Sisto (Lega), riferisce di un incontro col ministro Matteo Salvini per “salvare” le risorse. Il progetto (pianificato nel 2021) prevede riqualificazione di spazi pubblici e immobili di edilizia residenziale pubblica per contrastare disagio abitativo e fragilità sociale. Romito avverte che senza fondi Pnrr il Comune rischia di coprire l’opera con risorse comunali, tagliando altri interventi. Il sindaco Vito Leccese definisce l’opera prioritaria e dice che l’iter è avanzato, con interlocuzioni ministeriali “costanti” e un confronto a Roma il 20 novembre. Il nodo resta la continuità del cantiere e la possibilità di riammettere il finanziamento.

Milano, urbanistica: sequestro in via Anfiteatro e chiusura indagini su Scalo House

A Milano la Gdf ha sequestrato il cantiere “Unico-Brera” in via Anfiteatro 7: da due edifici demoliti nel 2006 a una torre di 11 piani (oltre 34 metri) e una più piccola, con 27 appartamenti. La procura contesta lottizzazione abusiva, abuso edilizio e falso: tra i 27 indagati ci sono Giovanni Oggioni e Alessandro Scandurra, oltre a progettisti, costruttori e componenti della Commissione Paesaggio. Per i pm l’intervento sarebbe una nuova costruzione “spacciata” per ristrutturazione e avviata con Scia e oneri ridotti; il gip Mattia Fiorentini ha disposto il sequestro e le difese annunciano ricorso al Riesame citando un pronunciamento del Consiglio di Stato sul titolo edilizio. In parallelo è stata chiusa l’indagine su “Scalo House” tra via Valtellina e via Lepontina: 22 indagati e possibile richiesta di processo. Anche qui le accuse, a vario titolo, sono abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso. La società coinvolta ribadisce estraneità alle contestazioni.

Napoli, Bagnoli: demolito il pontile centrale, spinta con America’s Cup

A Bagnoli la demolizione del pontile centrale dell’ex Italsider segna una svolta: due pontili resteranno e saranno riqualificati, ma l’intervento cambia il fronte mare e accelera la trasformazione legata all’America’s Cup. Nel quartiere riaffiora la memoria industriale: Guglielmo Santoro ricorda l’Italsider come lavoro per 12mila famiglie e un argine sociale, dopo l’ultima colata del 1990. L’evento velico è visto come occasione ma con una richiesta: lasciare un’eredità stabile tra turismo, terziario e soprattutto balneabilità del mare, assente da decenni. Il Circolo Ilva, con 2.600 associati, rivendica valori di comunità e chiede coinvolgimento delle realtà locali nei progetti. Tra i giovani cresce l’entusiasmo per la riqualificazione ma c’è anche timore di overtourism e perdita di vivibilità. La scommessa, nel racconto dei residenti, è che il “look nuovo” non finisca con l’evento sportivo ma diventi trasformazione definitiva del quartiere.

 

(a cura di Francesco Stati)

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