DOPO LA SENTENZA DELLA CGUE/1

A22, il bando MIT prevede di andare avanti anche senza prelazione (ma si può scegliere più concorrenza)

Finora la priorità di Salvini (in foto) e del MIT è stata procedere con la corsia preferenziale al concessionario uscente Autobrennero. Ora il bivio: confermare la gara, avvalendosi della clausola che consentiva di andare avanti senza prelazione in caso di bocciatura della Corte Ue o avviare una nuova gara in nome della concorrenza? La terza via dell’in house.

09 Feb 2026 di Giorgio Santilli

Condividi:
A22, il bando MIT prevede di andare avanti anche senza prelazione (ma si può scegliere più concorrenza)

MATTEO SALVINI MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE

Che succede nella tormentata gara per la concessione dell’A22 Autostrada del Brennero? La sentenza 5 febbraio della Corte di Giustizia che ha affondato il diritto di prelazione nel project financing (e che Diario DIAC ha pubblicato in anteprima nell’articolo che si può leggere qui) ha un impatto diretto sulla vicenda, considerando le contestazioni che la commissione Ue aveva immediatamente mosso al bando del MIT pubblicato il 3 gennaio 2025 proprio sul diritto di prelazione, costringendo il ministero delle Infrastrutture a sospenderlo. Proprio il conflitto sull’Autobrennero aveva risvegliato a Bruxelles l’attenzione non nuova al diritto di prelazione italiano, portando alla lettera di pre-procedura di infrazione che la commissione ha inviato l’8 ottobre scorso a Roma muovendo una serie di rilievi al codice degli appalti (riscritto con il correttivo di fine 2024) fra cui l’articolo 193 sul diritto di prelazione.

Quindi l’A22 resta un tema da maneggiare con cura. Eppure, il MIT il 28 novembre scorso aveva riaperto la gara sospesa dando solo pochi giorni (fino al 3 dicembre) per presentare le candidature nella fase di prequalificazione. Il bando di gara ha  però espressamente previsto l’ipotesi che la clausola sul diritto di prelazione potesse essere annullata in seguito a decisioni comunitarie, di fatto scudando il bando dalla decisione della Corte poi sovvenuta.

Proprio in virtù di questa previsione, la procedura potrebbe quindi andare avanti e concludersi. Il Ministero sembra orientato su questa scelta, forte anche del fatto che, in base alle indiscrezioni circolate, numerosi gruppi autostradali hanno presentato la propria candidatura.

Sul piano teorico e giuridico, non si può neanche escludere che il Mit annulli l’intera procedura per garantire la massima partecipazione alla procedura, tenuto conto che all’epoca il possibile ricorso al diritto di prelazione potrebbe aver scoraggiato una parte degli operatori dal prendere in considerazione una gara così importante.

Una terza ipotesi sul tavolo è che le amministrazioni pubbliche, socie di Autobrennero, potrebbero riesaminare la questione e decidere di chiedere che la concessione sia affidata dal Mit ad una società in house, interamente pubblica, che sarebbe conforme al diritto interno, per quanto previsto dall’art. 186, comma 7, del codice degli appalti. Un modello già seguito da Autostrade Alto Adriatico.

Argomenti

Argomenti

Accedi