CASO MALAGò

Commissariare se stessi? Neanche le opere pubbliche erano arrivate a tanto

L’Italia Paese dei commissari straordinari ieri ha aggiunto un altro record al suo curriculum da primatista mondiale: Giovanni Malagò, presidente della Federazione Giuoco Calcio Italiana, è stato scalzato da Giovanni Malagò commissario straordinario (del Coni, non di governo). Non era mai successo, a memoria d’uomo. Mentre era successo, e anzi succede regolarmente, che il commissario venga insediato per risolvere errori formali, passaggi procedurali, cavilli normativi, iter burocratici eccessivamente farraginosi. Eppure a tanto non sarebbe arrivato neanche Giuseppe De Carlo, avvocato, esperto di contratti pubblici, autore di “Il Commissario Straordinario alle Grandi opere”, edito da McGraw-Hill che nella intervista a Diario DIAC del 6 agosto  (si legga qui l’articolo) aveva lanciato l’allarme non solo sulla moltiplicazione ormai senza limiti del numero di commissari, dovuta al fatto che Parlamento e territori continuano a chiederne per tutto neanche fossero la bacchetta magica, ma anche sul fatto che i loro poteri in deroga ormai puntano più a indebolire o sopprimere controlli che ad accelerare le procedure, con la conferma arrivata in estate dal decreto Pnrr. Su questo, però, ci sentiamo di tranquillizzare: Malagò non punta certo a indebolire se stesso. 

06 Ott 2026

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