DAI TERRITORI

Stadio Roma, ok i primi pareri definitivi. Rush finale della CdS

Città metropolitana, Acea, Areti e Rfi hanno depositato i propri documenti finali dopo le controdeduzioni e integrazioni del club giallorosso. In corso anche il procedimento di esproprio, ora si attende l’ultima seduta della conferenza dei servizi entro fine mese. Ma i comitati del no promettono battaglia.

03 Set 2026 di Mauro Giansante

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Avanza ancora l’iter sul nuovo stadio della Roma a Pietralata. Ieri, infatti, sono stati pubblicati sull’apposito portale del Comune i primi otto pareri definitivi in seno alla conferenza dei servizi decisoria. Tutti positivi, in qualche caso con riserve di valutazione.

Guardando nel dettaglio, allora, la Città metropolitana di Roma Capitale “ritiene che l’intervento in oggetto, in variante al PRG vigente, risulti compatibile con gli obiettivi e le direttive del Piano Territoriale Provinciale Generale”. Stessa valutazione è quella espressa da Areti: “parere di massima favorevole alla realizzazione dell’opera indicata in oggetto, a condizione che sia salvaguardato l’esercizio della rete elettrica. Laddove si rendessero necessari spostamenti e/o adeguamenti degli impianti di distribuzione di energia elettrica, dovrà essere presentata formale richiesta”. Inoltre, “al fine di garantire ad areti l’accessibilità ai propri impianti e consentirne, ove necessario, la riallocazione, dovrà pertanto essere prevista la realizzazione di idonee infrastrutture, quali tubazioni, cunicoli e pozzetti di ispezione. A seguito dell’approvazione del progetto del nuovo Stadio saranno definiti la convenzione e il progetto di elettrificazione. Al fine di agevolare le attività connesse alla definizione delle modalità di connessione e all’attivazione delle relative richieste commerciali, si invita la Società Proponente a prendere contatto con l’Unità Gestione Connessioni e Grandi Clienti”.

Le condizioni di Acea e Rfi

Via libera ma con condizioni è quello di Acea e Rfi. Rispettivamente, il gruppo guidato da Fabrizio Palermo ha posto l’accento su diverse questioni come gli allacci idrici e fognari, le interferenze con le infrastrutture esistenti, la gestione delle acque meteoriche, più una serie di richieste per la realizzazione delle nuove opere con il fine di salvaguardare gli impianti idrici e fognari esistenti in gestione e al fine di garantire le attività ordinarie e straordinarie di gestione e manutenzione delle rete. Rfi, invece, scrive nel proprio parere di confermare “integralmente quanto già rappresentato con le note di cui agli Allegati 1 e 2, rese in riscontro all’Ordinanza n. 1 della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 15/06/2026”. Aggiungendo, nel documento allegato e datato 27 luglio, che “la nuova proposta di PdA muta in modo sostanziale l’assetto urbanistico dell’area, rendendo non più attuale l’Analisi di Rischio approvata, d’intesa con il Dipartimento Tutela Ambientale Direzione Rifiuti, Risanamenti e Inquinamenti, è stata avviata l’elaborazione di uno studio di fondo naturale e l’aggiornamento dei dati di monitoraggio delle acque sotterranee (già effettuato nel 2019 e nel 2024). In esito alla definizione del nuovo assetto urbanistico dell’area, si procederà alla revisione dell’Analisi di Rischio sito specifica”.

Le direzioni regionali e Asl Roma 2

Nel pomeriggio di ieri, poi, sono arrivati anche i documenti delle direzioni regionali del Lazio di agricoltura e sviluppo economico. Rispettivamente, dieci i punti da rispettare per il rimboschimento compensativo.

Mentre nel caso del dipartimento economico, si legge:

“si prende atto degli elementi forniti dalla società proponente, con la nota di riscontro del 05/08/2026, in merito alla gestione degli accessi e dei parcheggi riservati alla clientela del megastore nei giorni di concomitante apertura della struttura e svolgimento di eventi sportivi; si segnala comunque la necessità, per la società proponente, di definire nel dettaglio, in sede di progettazione esecutiva, l’orario di apertura nei giorni di evento e le modalità operative di gestione dei flussi della clientela sprovvista di titolo di accesso all’evento sportivo, al fine di garantire la corretta gestione “in sicurezza” della stessa. Il presente assenso è reso fermo restando quanto sopra rilevato in ordine alla significativa riduzione della superficie utile commerciale rispetto agli originari 17.100 mq previsti nella proposta iniziale, e al rinvio a successivi e distinti progetti dell’individuazione delle strutture di vendita da realizzare nella porzione dell’intervento attualmente stralciata. In relazione a tale porzione, questa Direzione si riserva di esprimersi nelle competenti sedi non appena resi disponibili i relativi elaborati progettuali, e ribadisce sin d’ora che, ove la superficie di vendita complessiva dell’iniziativa – considerata unitariamente e non frazionata nelle sue diverse fasi attuative – dovesse superare la soglia dei 2.500 mq prevista per i Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, troverà applicazione la disciplina delle grandi strutture di vendita di cui all’art. 26 della l.r. 22/2019, con conseguente necessità del parere vincolante di questa Amministrazione, oltre all’osservanza dei requisiti stabiliti dal regolamento regionale 11 agosto 2022, n. 10.

Infine, ok con alcune osservazioni anche dalla Asl Roma 2 dipartimenti Servizio interzonale e Prevenzione.

Insomma, neanche il tempo di salutare agosto e l’iter del nuovo stadio della Roma avanza ancora. Si attende ora la data dell’ultima seduta della conferenza dei servizi, ipotizzata ieri dal Messaggero tra il 14 e il 18 di settembre. Comunque, entro il 27.

Nel frattempo, sulla procedura di esproprio altrettanto in corso sono state depositate alcune osservazioni sul ricalcolo nel piano particellare con la richiesta di provvedere alla rideterminazione dell’indennità. Non molla neppure il fronte dei comitati del no. In attesa della data del Consiglio di Stato sugli ultimi ricorsi, ad agosto aveva fatto scalpore la nomina dell’agronomo Mauro Uniformi, già responsabile del dossier del bosco di Pietralata, al vertice del dipartimento Ambiente di Roma Capitale. Sui nuovi documenti tecnici in uscita, invece, i comitati contestano almeno diciannove punti carenti dalle integrazioni richieste precedentemente.

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