Il piano di Firenze contro le isole di calore. Galgani (Ambiente): “Verde anche nei parcheggi e negli spazi piccoli, adesso la sfida Cer. Ma servono risorse e norme dal governo”

07 Lug 2026 di Mauro Giansante

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Il piano di Firenze contro le isole di calore. Galgani (Ambiente): “Verde anche nei parcheggi e negli spazi piccoli, adesso la sfida Cer. Ma servono risorse e norme dal governo”

PAOLA GALGANI, VICESINDACA E ASSESSORA AMBIENTE FIRENZE

Verde speranza, si dice. Ma anche verde programma. Come quello in corso a Firenze per contrastare sempre più e sempre meglio il riscaldamento urbano, aumentando la vivibilità nei quartieri a prescindere delle temperature. E’ un percorso lungo che necessita di anni per dare risultati. “Noi abbiamo approvato un anno fa il piano del verde – denominato Iris in onore del fiore della città -previsto ma non obbligatorio per la legge del 2013”, racconta a Diac, la vicesindaca e assessora all’ambiente Paola Galgani.

Una strategia quinquennale da 50mila nuovi alberi e arbusti, 20 nuovi spazi verdi di prossimità, 50 aree gioco, 10 piazze verdi e 10mila metri quadrati di superfici permeabili. “La nostra città punta ad essere fra le prime d’Italia ad impostare una serie di strategie congiunte che si ispirano al principio 3-30-300: 3 alberi visibili da ogni finestra, il 30% di copertura verde e 300 metri al massimo tra casa e lo spazio verde più vicino”, recitava un claim dell’amministrazione al lancio del piano lo scorso anno. “Stiamo recuperando molti spazi piccoli, intervenendo con depavimentazioni, terreni permeabili e ampliamento del verde urbano con alberature, arbusti. Chiaramente ci sono zone dove le temperature sono più alte ed è lì che è prioritario agire”. E sempre dal piano del verde, ricorda Galgani, “abbiamo previsto un obbligo di copertura arborea al 70% per i nuovi parcheggi, dove interverremo anche con depavimentazioni, pavimentazioni ad alta riflettanza e permeabilizzazioni”.

C’è poi, ovviamente, un discorso di salute collegato a questi interventi. “Su questo – racconta l’assessora – stiamo realizzando i rifugi climatici”. Ad oggi sono 53 tra biblioteche, giardini e parchi, sedi di quartiere. A maggio, invece, il Comune gigliato ha approvato il Piano d’azione comunale per la qualità dell’aria 2025-2028 che introduce, tra l’altro, misure per ridurre l’impatto della climatizzazione degli edifici e conferma lo stop agli abbruciamenti all’aperto, oltre che interventi di mobilità sostenibile e gestione del verde urbano. “Il nostro Pnrr, invece, è stato indirizzato più su interventi come la riqualificazione delle scuole. Sul verde abbiamo usato fondi Pon Metro e React, oltre che risorse comunali”. Come annunciato ad aprile, poi, dagli iniziali dieci milioni gli stanziamenti sono saliti di altri trenta milioni per quasi 90 interventi complessivi finanziati in tre anni, di cui ben 38 vedranno la luce entro inizio 2028 grazie a 13 milioni di euro di cui 11,7 finanziati attraverso il fondo statale PUI (Piani Urbani Integrati).

Infine un richiamo alle comunità energetiche e le aree idonee per le rinnovabili. Conclude Galgani: “Entro luglio porteremo in giunta la delibera di costituzione della fondazione totalmente pubblica per le Cer. Un’impresa non facilissima raggiunta da noi come Comune, la Città metropolitana e l’università. Nel bilancio abbiamo poi inserito 2,2 milioni per investire sul fotovoltaico sugli immobili comunali, che però entrano a disposizione delle due comunità energetiche che abbiamo individuate come prioritarie”. Sulle aree idonee, invece, “abbiamo sottoscritto da poco un accordo di programma con il Mase per un impianto fotovoltaico su uno degli immobili Mercafir, l’isola di calore di Firenze. Produrrà fino a 0,8 megawatt. Sono scelte che dimostrano come ci sono sì vincoli ma anche tante possibilità. Come testimoniano anche tanti piccoli interventi o l’inserimento di pannelli sugli edifici scolastici”.

A dare evidenza sperimentale del funzionamento di queste tipologie di interventi urbani di pavimentazioni che non trattengono calore, realizzazione di nuovi spazi verdi e piantumazione di nuovi alberi ci sono i risultati di Mirificus, un programma di Ispra e Cnr, presentati ieri. Si tratta di un monitoraggio decennale (2013-2023) di dati analizzati e interventi simulati fino al 2025. Risultato, queste misure producono un calo netto delle temperature nelle ore più calde della giornata di almeno quattro gradi. A Firenze, che registra una media urbana superiore ai di 44 gradi, il calo è superiore ai 4 °C nelle ore centrali confermando che nelle zone più cementificate è possibile migliorare il microclima.

Un altro elemento decisivo è la forma dei quartieri. Mirificus ha analizzato la struttura urbana come un “Dna climatico” delle città, mostrando come disposizione degli edifici, altezza e materiali usati influenzino direttamente la distribuzione del caldo. A Firenze, le zone con edifici compatti di media altezza raggiungono i 44,6 °C, mentre nelle aree con boschi urbani le temperature si riducono a 35,9 °C, un raffrescamento naturale di quasi 9 °C.

Come detto, però, questa mole di interventi ha bisogno di tempo per produrre risultati ed effetti concreti. Pochi giorni fa, l’Istat ha pubblicato la classifica del verde urbano. Firenze è al 40° posto su 99 città censite, quindi con 22,17 alberi ogni 100 abitanti, poco più di un albero ogni quattro persone. E’ chiaro che sia una graduatoria parziale perché penalizza le città più popolose, tralasciando i parametri sulla superficie totale e quella su cui agire. Ma è comunque una spia per dare continuità alle politiche del verde urbano e arrivare davvero a città più vivibili a prescindere dalle stagioni.

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