Giubileo 2025: luci e ombre dello sviluppo urbano legato agli eventi

11 Giu 2026 di Marco Percoco

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Sono poche, almeno nell’ordinamento italiano, le leve di sviluppo effettivamente nelle mani dei decisori pubblici locali. Gran parte della politica economica, quella fiscale e monetaria, è infatti definita a livello centrale, pur producendo effetti territoriali fortemente differenziati. In questo quadro di limitata decentralizzazione, emergono tuttavia due eccezioni di grande rilievo, che hanno conosciuto fortune diverse, sebbene non necessariamente contrapposte. (…)

Da un lato, la leva urbanistica, probabilmente la più importante, risulta ampiamente sottoutilizzata e, almeno negli anni più recenti, impiegata non tanto come strumento capace di influenzare la traiettoria dello sviluppo economico, quanto piuttosto come insieme di interventi orientati all’estetica urbana o alla costruzione di narrazioni identitarie. Dall’altro lato, un numero straordinario di città di medie e grandi dimensioni ha partecipato a procedure di selezione per ospitare, o ha concretamente ospitato, grandi eventi sportivi, culturali e religiosi.

Le candidature sono quasi sempre accompagnate da una narrazione che lega l’evento a un presunto e inevitabile percorso di sviluppo, invariabilmente associato alla crescita del turismo. La realtà, tuttavia, è spesso più complessa. I benefici economici risultano infatti significativi soprattutto quando la città ospitante è già grande, prospera e diversificata sotto il profilo produttivo, oppure quando l’evento si inserisce all’interno di una strategia di sviluppo più ampia e coerente.

È in questa prospettiva che va letto il recente rapporto della Banca d’Italia sull’economia del Lazio nel 2025, che contiene una prima valutazione quantitativa degli effetti del Giubileo, evento straordinario, sebbene periodico, per l’intera Cristianità. I dati raccolti evidenziano investimenti per 3,8 miliardi di euro distribuiti tra interventi di varia natura, inclusi importanti progetti di riqualificazione urbana nella città di Roma. Sul fronte della domanda turistica, si registra un aumento delle presenze attribuibili all’evento pari all’11,2%, accompagnato da una crescita della spesa dei visitatori del 3%.

Ma, se questi sono i numeri, dove si annidano i rischi?

Nel caso di Roma, l’evento giubilare ha evidentemente generato effetti positivi sull’economia urbana attraverso l’espansione della domanda aggregata e il conseguente impatto moltiplicativo. Si tratta di effetti per loro natura temporanei, ma che potrebbero produrre conseguenze favorevoli anche nel medio periodo grazie agli interventi di riqualificazione realizzati, per quanto circoscritti. Occorre tuttavia ricordare che la storia non è sempre così positiva. Le città che puntano sugli eventi per incrementare i flussi turistici sperimentano spesso effetti collaterali indesiderati.

Lo sviluppo del turismo determina certamente un aumento dell’occupazione e del reddito nei settori direttamente coinvolti, ma tende anche a favorire una crescita significativa dei prezzi locali, a partire da quelli immobiliari. Quando tale incremento dei prezzi supera la dinamica dei redditi, il risultato è una contrazione del reddito reale dei residenti e, dunque, del loro tenore di vita.

Questo semplice meccanismo economico induce a guardare con cautela alle strategie fondate esclusivamente sulla crescita dei flussi turistici e ai fenomeni che molte città italiane stanno ormai sperimentando da anni. In realtà, non è il turismo in sé a generare criticità, quanto piuttosto l’assenza di una politica urbana capace di governarne gli effetti.

I grandi eventi rappresentano occasioni straordinarie per ripensare la città, la sua immagine e il suo spazio costruito. In questa prospettiva, l’urbanistica deve accompagnare l’evento non soltanto attraverso la progettazione di spazi e infrastrutture funzionali alle attività direttamente connesse alla manifestazione, ma anche mediante interventi destinati a migliorare la qualità della vita dei residenti e ad ampliare l’offerta immobiliare, così da contenere le pressioni sui prezzi.

Se gli investimenti saranno orientati a rendere la città più vivibile per chi la abita quotidianamente, allora sarà possibile attrarre capitale umano qualificato e sostenere una crescita fondata sulla produttività, anziché sulla sola espansione di una domanda transitoria. La pianificazione e l’organizzazione di un grande evento rappresentano, in definitiva, un’opportunità di sviluppo per il territorio soltanto se l’evento viene concepito come uno stimolo a ripensare la città e il suo spazio costruito. Va da sé che una strategia di questa portata richiede analisi e valutazioni rigorose, finalizzate a calibrare gli investimenti e a identificare le configurazioni progettuali più efficienti.

Il Giubileo 2025 ha prodotto effetti positivi per l’economia romana nel breve periodo; sarà necessario verificare nei prossimi anni se gli interventi di riqualificazione realizzati riusciranno a generare benefici persistenti e duraturi.

Infine, non va trascurata l’essenza stessa dell’evento, che contribuisce a rafforzare l’identità della città ospitante. Il Giubileo 2025 è stato un evento di straordinaria rilevanza per la Cristianità, preparato spiritualmente e culturalmente nel corso degli anni precedenti. Roma, ove mai ve ne fosse ulteriore bisogno, si è confermata il fulcro di questo movimento e continua oggi a svolgere tale ruolo grazie anche al carisma di Papa Leone XIV.

La vera eredità del Giubileo sarà dunque misurata non dalla quantità di visitatori attratti nel 2025, ma dalla capacità di trasformare un evento straordinario in una strategia coerente di sviluppo urbano, capace di coniugare crescita economica, qualità della vita e identità territoriale, in cui il turismo deve essere considerata un’utile attività ancillare.

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