L'ACCORDO ATTUATIVO CON IL MIT ALLA CORTE DEI CONTI

Risorse Pnrr, lavori entro il 2031: subito il bando Invitalia da 700 milioni per gli investimenti idrici

L’accordo Invitalia-MIT attua la nuova misura Pnrr M2C4-I4.5 che proietta i lavori ben oltre il 2026. Entro agosto le convenzioni tra Invitalia e i soggetti beneficiari. Dal miliardo iniziale stralciati 300 milioni per diga di Campolattaro e Peschiera. Potranno presentare proposte i gestori idrici, prevista quota di compartecipazione. Priorità ai progetti del PNIISSI ma non finaziati dal primo stralcio. Il 40% al Sud.

27 Apr 2026 di Giorgio Santilli

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Risorse Pnrr, lavori entro il 2031: subito il bando Invitalia da 700 milioni per gli investimenti idrici

Parte l’attuazione della nuova misura per il finanziamento degli investimenti idrici, inserita nel Pnrr con la revisione del 27 novembre 2025 come M2C4-Investimento 4.5: potrà suonare strano ma le risorse, pari a un miliardo, sono Pnrr ma i lavori potranno essere completati entro il 30 giugno 2031. La gestione del fondo è affidata a Invitalia, che dovrà comportarsi come soggetto indipendente dal governo. L’avvio dell’attuazione è segnato proprio dall’accordo attuativo – una sorte di convenzione quadro – fra Invitalia e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) che è stato definitio e inviato alla Corte dei conti per la registrazione. I tempi sono acceleratissimi: la scadenza da rispettare per essere in regola con il Pnrr è agosto 2026 per la sottoscrizioone delle convenzioni fra Invitalia e i soggetti beneficiari dei contributi. Da qui ad allora, Invitalia si impegna a emettere un bando (dovrebbe arrivare già in settimana), dare un tempo congruo (un mese) per le proposte, valutare le proproste con una propria commissione indipendente anch’essa dal governo, selezionare i ebenficiari e, appunto, firmare le convenzioni.

La misura istituisce lo SFNIISSI (Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali  per la sicurezza nel settore idrico) e non è casuale, e anzi fortemente voluta, l’assonanza con il PNIISSI (l’acronimo indica le stesse parole con Piano al posto di Strumento finanziario). Sottratti 300 milioni che andranno a finanziare la diga di Campolattaro e gli interventi di messi in sicurezza del Peschiera (previsti già dall’allegato IV del decreto legge 77/2021), restano 700 milioni che andranno a finanziare il bando Invitalia di prossima uscita. Il 40% del complesso delle risorse dovrà andare alle Regioni del Sud, il massimo contributo per singolo progetto è di 100 milioni.

Le proposte che avranno la priorità nell’assegnazione dei contributi sono proprio quelle inserite nelle graduatorie PNIISSI, approvata con DPCM 17 ottobre 2024, ma non inserite nel primo piano stralcio approvato con decreto MIT il 16 settembre 2025. Il PNIISSI contiene 418 proposte per un importo complessivo di 12 miliardi, il primo stralcio finanzia 75 progetti per 957 milioni.

Un secondo sbarramento importante per accedere ai contributi SFNIISSI è che a presentare le proposte potranno essere solo imprese titolari di concessione di derivazione idrica o gestori del servizio idrico integrato. Esclusi i progetti entrati nel PNIISSI ma su proposta di Regioni e Autorità di bacino.

Terzo sbarramento, la tipologia di intervento. Ne sono ammesse solo due categorie: 1) efficientamento dell’uso della risorsa idrica, adeguamento e mantenimento della sicurezza delle opere strutturali e maggiore resilienza delle infrastrutture; 2) riduzione delle perdite nelle reti attraverso la digitalizzazione. Quindi, in sostanza, il filtro è piuttosto selettivo ammettendo a finanziamento solo i progetti PNIISSI di queste due categorie tipologiche, presentati da gestori idrici, che non abbiano finora ricevuto un finanziamento totale dal primo stralcio.

Una importante previsione dell’atto attuativo – che a sua volta costituirà un elemento di selezione dei beneficiari – è il cofinanziamento che i beneficiari dovranno garantire, attraverso risorse proprie, a copertura del costo complessivo dell’intervento. I limiti minimi di cofinanziamento sono del 10% per gli interventi della categoria tipologica 1) e del 15% per gli interventi della categoria tipologica 2). Inoltre, i beneficiari dovranno garantire la copertura del costo complessivo dell’intervento in caso di eventuali maggiori costi.

L’atto elenca anche i criteri con cui la commissione indipendente dovrà valutare “comparativamente” le proposte presentate:  disponibilità delle risorse finanziarie dello SFNIISSI; livello della progettazione dell’Intervento, anche in relazione all’iter autorizzativo necessario alla realizzazione dell’Intervento; tempistica di realizzazione dell’Intervento, che comunque non potrà superare la scadenza del 30 giugno 2031; contributo offerto dall’Intervento per il raggiungimento degli obiettivi climatici, in relazione ai regolamenti del Next Generation Eu.

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