L'ASSEMBLEA DEL CONSORZIO COOPERATIVO

Integra festeggia 10 anni e rilancia: piano industriale con sviluppo selettivo nel mercato che cambia

La presidente Adriana Zagarese (in foto) ha illustrato risultati del decennio e prospettiva 2026-28: “Non inseguiamo una crescita indistinta; vogliamo concentrare risorse, competenze e sviluppo nei comparti che, in una fase meno espansiva e caratterizzata dalla complessità geopolitica, continuano a giocare un ruolo fondamentale per le politiche di sviluppo e sostegno di territori, collettività e imprese”.

10 Apr 2026 di Giorgio Santilli

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Integra festeggia 10 anni e rilancia: piano industriale con sviluppo selettivo nel mercato che cambia

Consorzio Integra, costituito oggi da 149 cooperative socie, fra cui nomi storici come Cmb e Cpl Concordia, “è stato costituito il 3 marzo 2016 – come ha ricordato la presidente, Adriana Zagarese, nel corso dell’assemblea che si è tenuta ieri a Ca’ La Ghironda (Bologna) – e il 4 aprile 2016 ha preso in mano il ramo lavori del CCC per razionalizzare e salvaguardare il patrimonio delle imprese”. Integra nasce quindi dal collasso dello storico consorzio cooperativo e questo dato genetico spiega la prudenza (e la determinatezza a evitare avventure come il 110%) che ne caratterizza la gestione. “Siamo compatti, vigili, attenti”, ha detto Zagarese. Ma il dato genetico spiega forse anche perché per presentare il nuovo piano industriale 2026-2028 si siano accuratamente approfonditi, con due ore di presentazione, gli scenari di mercato che ci troviamo di fronte.

Prudenza non priva di elementi di ottimismo sulle scelte e sulla volontà del Consorzio di consolidare risultati e posizionamenti nei segmenti di mercato a maggiore solidità e continuità, in un momento difficile, di transizione, in cui “si chiude la crescita straordinaria trainata da PNRR e investimenti pubblici e il mercato entra in una fase di normalizzazione, dove restano però forti direttrici strategiche — infrastrutture, genio civile, manutenzione, energia e servizi core — sulle quali si concentrano le prospettive di sviluppo del prossimo triennio”. Ancora Zagarese: “Non inseguiamo una crescita indistinta; vogliamo concentrare risorse, competenze e sviluppo nei comparti che, in una fase meno espansiva e caratterizzata dalla complessità geopolitica, continuano a giocare un ruolo fondamentale per le politiche di sviluppo e sostegno di territori, collettività e imprese”.

I risultati di dieci anni e il logo del decennale

Zagarese ha lanciato il nuovo logo del Consorzio dedicato proprio ai dieci anni di attività. L’intervento del vicepresidente, Vincenzo Manganiello, ha delineato l’evoluzione in questi dieci anni. I due grafici sottostanti, in particolare, hanno riassunto questa storia dal lato del portafoglio e della produzione: il primo è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi sei anni, mentre la produzione ha visto una forte crescita, ma in entrambi i casi a spingere è stata la quota del settore dei lavori.

 

 

Il fattore determinante di questo sviluppo è stato il mercato delle opere pubbliche che in Italia ha vissuto, negli ultimi anni, “una fase di crescita eccezionale, sostenuta dalla spinta combinata del PNRR, dei programmi ordinari delle amministrazioni pubbliche e dell’ampia mole di bandi e aggiudicazioni accumulata nel periodo recente”. Dopo il forte incremento registrato nel 2023 e nel 2024, il mercato ha continuato a mostrare una dinamica positiva anche nel 2025.

 

L’analisi dello scenario di mercato

L’analisi dello scenario di mercato, condotta dal direttore dell’Area pianificazione, Rosario Calandruccio,  evidenzia una crescita anche nei primi mesi del 2026, pur con ritmi progressivamente più contenuti, mentre dal 2027 è attesa una fase di stabilizzazione dei volumi. “Il quadro che emerge – ha detto Calandruccio – non è quello di una contrazione generalizzata, bensì di una transizione: si passa da una stagione straordinaria a un mercato più selettivo, nel quale conteranno sempre di più la capacità di scegliere i segmenti giusti, la specializzazione industriale e il presidio delle filiere più resilienti”. A sostenere questa fase di tenuta contribuisce anche l’onda lunga degli investimenti già avviati, con una pipeline alimentata da progetti e realizzazioni da bandi e aggiudicazioni che continueranno a produrre effetti nel breve e medio periodo.

Tra i comparti con le prospettive più favorevoli si conferma centrale il ruolo del “genio civile”, destinato a rimanere uno dei principali motori del mercato anche nel triennio 2026-2028. A trainarlo sono in particolare gli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie e di trasporto, nelle reti di elettricità, gas, acqua e telecomunicazioni, cioè in ambiti che rispondono a fabbisogni strutturali del Paese. Il settore ferroviario si conferma tra i più promettenti e, accanto alle grandi infrastrutture, l’analisi segnala la tenuta dell’edilizia non residenziale pubblica, che dovrebbe proseguire il proprio ciclo espansivo nel 2026, per poi avviarsi verso un rallentamento fisiologico a partire dal 2027. Il comparto sanitario, la riqualificazione del patrimonio pubblico, uffici e caserme, inoltre, emergono tra gli ambiti di maggiore interesse. Ma anche segmenti specifici come quello dei data center.

In parallelo, resta rilevante anche il mercato dei servizi, che nel 2025 mostra una crescita dei bandi pubblici con una performance particolarmente positiva dei comparti core: energia, manutenzione e gestione del patrimonio immobiliare, ristorazione, pulizia. Questi segmenti rappresentano oltre la metà del totale dei servizi banditi, mentre sul fronte dei rinnovi contrattuali il prossimo triennio presenta un mercato potenziale significativo, soprattutto nei segmenti della sanità e della pubblica amministrazione locale.

La traiettoria individuata dal Piano industriale mira così a valorizzare le aree a maggiore continuità della domanda e a rafforzare la capacità dell’azienda di operare nei segmenti più coerenti con i propri punti di forza industriali, puntando al perseguimento di obiettivi acquisitivi che si attestano tra 700 e 750 milioni di euro, in linea con quelli degli anni precedenti, come mostra il grafico sottostante.

 

I risultati 2021-2025 in termini di acquisizioni e gli obiettivi acquisitivi del triennio 2026-2028

 

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