LE DOPPIE LINEE GUIDA VISTE CON L'OCCHIO DI UN RUP

AGID: l’acquisto di sistemi IA non è solo fornitura, ma impone alla Pa processi di governo dell’innovazione

Dal 12 marzo all’11 aprile, è possibile partecipare alla consultazione pubblica aperta dall’AgID sulle “Linee Guida per lo sviluppo di sistemi di Intelligenza Artificiale nella pubblica amministrazione” e le “Linee Guida per il procurement di IA nella Pubblica Amministrazione”. (…)

13 Mar 2026 di Gabriella Sparano

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AGID: l’acquisto di sistemi IA non è solo fornitura, ma impone alla Pa processi di governo dell’innovazione

Il direttore dell'AGID, Mario Nobile

Queste ultime, in particolare, impattano sull’attività contrattuale della Pubblica Amministrazione, andando a trasformare l’acquisto di sistemi di Intelligenza Artificiale con riferimento anche a quanto previsto dalla Legge 132/2025, da un semplice ordine di fornitura a un processo strategico di governo dell’innovazione.

Poiché, infatti, i sistemi di IA sono “vivi” (adattivi, data-driven ed evolutivi, il cui comportamento può modificarsi nel tempo in funzione dei dati utilizzati, delle configurazioni adottate, dei processi di addestramento e aggiornamento e dell’evoluzione tecnologica complessiva dell’ecosistema in cui sono inseriti), non possono essere gestiti con le vecchie regole del software tradizionale.

Le Linee Guida servono, quindi, a fornire alle Pubbliche Amministrazioni una marcia in più per affrontare almeno tre sfide fondamentali, quali:

  1. garantire il controllo pubblico: la finalità principale è assicurare che la PA capisca cosa sta comprando e come funzioni, evitando di affidarsi ad un prodotto a scatola chiusa, garantendo che le decisioni prese con l’IA siano sempre documentabili e legittime dal punto di vista amministrativo e mirando a far sì che l’amministrazione mantenga sempre la supervisione umana, senza delegare mai la funzione pubblica all’algoritmo;
  2. proteggere l’investimento: le Linee Guida servono a evitare che un acquisto fatto oggi diventi una trappola domani, impedendo che l’amministrazione rimanga ostaggio di un unico fornitore (lock-in). Per questo, promuovono l’uso di standard aperti e clausole che obbligano il fornitore a restituire i dati e permettere la portabilità del sistema alla fine del contratto. Esse, inoltre, introducono strumenti per calcolare non solo quanto costa il sistema oggi, ma quanto costerà gestirlo e aggiornarlo in futuro, evitando che costi variabili imprevisti svuotino le casse dell’amministrazione;
  3. allineare la tecnologia alla legalità: le Linee Guida hanno lo scopo di blindare i contratti sotto il profilo della sicurezza e della protezione dei dati, stabilire requisiti chiari sulla qualità e sulla titolarità dei dati, perché un’IA addestrata male produce decisioni sbagliate, e fornire i criteri per inserire nei capitolati obblighi di cybersecurity e piani di emergenza, garantendo che i servizi pubblici non si fermino in caso di malfunzionamenti del sistema.

In definitiva, queste Linee Guida servono a rendere la PA un acquirente consapevole, capace di usare il Codice dei contratti (Dlgs. 36/2023) per selezionare soluzioni che non siano solo tecnologicamente avanzate, ma anche etiche, sicure e sostenibili nel tempo.

Per fare ciò, esse incidono sul modo in cui le amministrazioni devono pensare, scrivere e gestire i propri appalti tecnologici.

L’impatto di questo documento sull’attività contrattuale è, quindi, profondo e tocca diversi momenti della vita di un affidamento, dalla programmazione alla fase esecutiva.

Per quanto detto sopra, infatti, un primo grande cambiamento riguarda la fase di definizione del fabbisogno.

Il Codice 36/2023 pone il principio del risultato come massima priorità. Per l’IA, le Linee Guida chiariscono che il risultato non è solo la consegna di un software, ma soprattutto l’efficacia di un sistema capace di apprendere e adattarsi.

Questo spinge le PA verso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV), dove il punteggio tecnico deve premiare non solo le prestazioni attuali, ma anche la robustezza del modello e l’assenza di pregiudizi (bias). Anche il procurement si evolve quindi, diventando un processo di co-creazione e monitoraggio continuo.

Un altro aspetto “rivoluzionario” è l’introduzione del concetto di LCOAI (Levelized Cost of AI). Tradizionalmente, la PA valuta il costo di un software basandosi sulla licenza iniziale. Le Linee Guida, invece, impongono di guardare all’intero ciclo di vita del sistema.

Nel redigere la base d’asta, quindi, i RUP (che dovranno verosimilmente essere supportati da un team multidisciplinare – legale, tecnico, esperto di dati, esperto di dominio) dovranno considerare i costi di alimentazione dei dati, il monitoraggio delle performance nel tempo e l’energia necessaria. Questo approccio protegge l’amministrazione dal rischio di costi occulti che potrebbero rendere insostenibile dopo pochi mesi la soluzione, garantendo un’applicazione reale del principio di sostenibilità economica previsto dal Dlgs. 36/2023.

L’attività contrattuale viene poi influenzata dalle nuove clausole necessarie per evitare il cosiddetto lock-in tecnologico.

Le Linee Guida stabiliscono che il contratto deve essere molto chiaro su chi possiede cosa, stabilendo:

  • la titolarità dei dati: la PA deve mantenere il controllo totale sui dati utilizzati per l’addestramento e su quelli generati dal sistema;
  • l’interoperabilità: le clausole contrattuali devono obbligare il fornitore a utilizzare architetture aperte. Questo significa che, se il rapporto col fornitore finisce, l’ente deve poter migrare il sistema o i dati senza perdere anni di lavoro;
  • trasparenza algoritmica: il contratto deve prevedere il diritto della PA di comprendere le logiche decisionali del sistema, per rispondere al dovere di motivazione degli atti amministrativi.

Infine, le Linee Guida impattano sulla fase di esecuzione. Un sistema di IA non è mai finito, ma evolve. Per questo, i contratti pubblici dovranno prevedere meccanismi di monitoraggio dinamico e clausole di revisione dei prezzi o delle prestazioni più agili.

L’amministrazione non può limitarsi a collaudare il software una volta per tutte, ma deve istituire una vigilanza costante e continua per assicurarsi che l’algoritmo non inizi a produrre risultati distorti o illegittimi nel tempo. I

n questo senso, le Linee Guida trasformano il contratto da un documento statico a uno strumento di governance attiva dell’innovazione, garantendo che l’IA rimanga sempre uno strumento valido e al servizio della legalità.

Altro “lavoro” in arrivo per i RUP!

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