PROPOSTA DI INTESA MIT-MEF

Piano casa venerdì in Cdm per il primo sì, poi un Dl. La dote sale a 8 miliardi con i fondi ex Rosco

Il primo passaggio per l’avvio delle politiche abitative, promosse da Salvini (in foto) e fatte proprie dall’intero governo, sarà il Dpcm di attuazione del comma 402 della legge di bilancio 2025, con la definizione di una prima cornice finanziaria a risorse disponibili. Il Dl infrastrutture non è ancora stato bollinato dalla Ragioneria che ha presentato trenta pagine di rilievi al MIT.

03 Mar 2026 di Giorgio Santilli

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Piano casa venerdì in Cdm per il primo sì, poi un Dl. La dote sale a 8 miliardi con i fondi ex Rosco

Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini

Venerdì il Consiglio dei ministri dirà un primo sì al Piano casa Italia: in particolare sarà approvato il Dpcm che darà attuazione al comma 402 della legge di bilancio 2025. Successivamente, però, il governo approverà una manovra molto più ampia, con un decreto legge che definirà un quadro complessivo degli obiettivi, delle misure e della dote finanziaria. Le risorse, in particolare, cresceranno a 8 miliardi grazie all’apporto di 1,2 miliardi destinati originariamente dalla sesta revisione Pnrr alla Rolling Stock Company (RoSCo) per il materiale rotabile ferroviario. Ulteriori risorse potrebbero venire poi da ulteriori riprogrammazioni dei fondi di coesione 2021-2027, dalla nuova programmazione 2028-34 e dalla risorse specifiche per le politiche abitative che l’Europa ha promesso di mettere a disposizione.

La trattativa di Foti con Bruxelles

Il ministro per l’Europa, il Pnrr e la coesione, Tommaso Foti
Prevista dalla sesta revisione Pnrr, la RoSCo era stata stralciata dal governo dal decreto legge “ultimo miglio Pnrr” per le resistenze dell’ad di Fs, Stefano Donnarumma. A quel punto, l’iniziativa del ministro per il Pnrr, Tommaso Foti, finalizzata anche a non perdere quelle risorse, le ha portate in dote alla nuova politica abitativa che oggi il governo considera tra le più urgenti. Salvini, titolare sia dellle competenze ferroviarie che di quelle abitative, non si è opposto.
Manca ancora un avallo formale di Bruxelles con la nuova revisione “tecnica” del Pnrr chiesta dal governo italiano – e questo spiega perché la manovra sul Piano casa si svolge in due tempi – ma le interlocuazioni avute finora da Foti con Bruxelles sono positive. Considerando come la stessa commissione Ue reputa oggi la casa una delle cinque priorità cui si possono destinare i fondi delle riprogrammazioni in corso (anche dei fondi di coesione).

Cosa dice il comma 402

Al Dpcm che sarà approvato venerdì ha lavorato soprattutto il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che comunque presenterà la proposta al Cdm di concerto con il MEF. Il comma 402 prevede che il Piano casa Italia sia “strumento programmatico avente ad oggetto il rilancio delle politiche abitative come risposta coerente ed efficace ai bisogni della persona e della famiglia”. Il Piano è “finalizzato a definire le strategie di medio e lungo termine per la complessiva riorganizzazione dell’offerta abitativa, in sinergia con gli enti territoriali, al fine di fornire risposte ai nuovi fabbisogni abitativi emergenti dal contesto sociale, integrare i programmi di edilizia residenziale e sociale, dare nuovo impulso alle iniziative di settore, individuare modelli innovativi di governance e di finanziamento dei progetti, razionalizzare l’utilizzo dell’offerta abitativa disponibile”.

Il recupero dei 60mila alloggi ERP inutilizzati

Salvini ha detto esplicitamente in Parlamento che le risorse aggiuntive per il Piano casa andranno prioritariamente a recuperare i 60mila alloggi ERP inutilizzati per gravi carenze di manutenzione. Non è escluso che, in attesa delle risorse aggiuntive, si possano destinare quote di risorse previste per i progetti pilota proprio al recupero di questi alloggi.  Su questa priorità, che ha il pregio di mettera a disposizione gli alloggi in tempi relativamente brevi, ci sarebbe ampio consenso nel governo.

Ancora fermo il decreto Infrastrutture/commissari

Si sono rivelate ottimistiche invece le previsioni di una rapida bollinatura del decreto legge Infrastrutture che prevede, fra le altre norme, quelle sul Ponte sullo Stretto e quelle sui supercommissari RFI e Anas. La Ragioneria generale dello Stato ha avanzato trenta pagine di osservazioni al MIT che sta rispondendo una a una. Se non ci saranno ulteriori ostacoli di merito, il decreto potrebbe vedere la luce, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, in settimana.

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