APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO / 60
La nuova piattaforma CCT: cos’è e come funziona
Lo aveva anticipato il capo di gabinetto del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Grasso, in occasione del convegno “Obiettivo domani” organizzato da Ance e tenutosi a Roma il 12 novembre scorso (ne abbiamo parlato qui https://diariodiac.it/il-cct-motore-dellesecuzione/), ed ora ciò che era un progetto è diventato realtà. Stiamo parlando della piattaforma digitale per il monitoraggio dei Collegi Consultivi Tecnici (CCT) promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e attivata il 3 dicembre 2025.
La nuova infrastruttura informatica, sviluppata dalla Direzione Generale per la digitalizzazione del MIT con il supporto dell’Osservatorio permanente presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, rappresenta un passaggio decisivo nel processo di digitalizzazione e trasparenza della fase di esecuzione dei contratti pubblici. La piattaforma, infatti, è destinata a sostituire progressivamente le PEC quale strumento di raccolta e monitoraggio dei dati e degli atti dei CCT, diventandone la banca dati unica, con integrazione alla Banca Dati Nazionale ANAC e funzionalità di aggregazione e analisi in tempo reale.
Cerchiamo, quindi, di capire meglio di cosa si tratta e come funziona.
Cosa è il Collegio Consultivo Tecnico?
Preliminarmente, per comprendere appieno la funzione e l’utilità della nuova piattaforma, giova ricordare che il Collegio Consultivo Tecnico (CCT) è un organismo previsto dall’articolo 215 del Dlgs. 36/2023, istituito per prevenire le controversie o consentire la rapida risoluzione di dispute tecniche e giuridiche che possono insorgere nella fase di esecuzione dei contratti pubblici.
È composto secondo le modalità previste dall’Allegato V.2 del Codice, in modo da garantire indipendenza di giudizio e autonomia di valutazione.
Il CCT, infatti, può:
- esprimere pareri;
- adottare determinazioni;
- emettere pronunce con valore di lodo contrattuale ai sensi dell’art. 808-ter c.p.c.
La sua costituzione è:
- obbligatoria, per i lavori diretti alla realizzazione di opere pubbliche di importo pari o superiore alle soglie di rilevanza europea, incluse quelle realizzate tramite concessioni o partenariato pubblico-privato;
- facoltativa, negli altri casi, potendo ciascuna parte richiederne la costituzione per prevenire o risolvere rapidamente controversie insorte durante l’esecuzione del contratto.
Qual è la finalità della nuova piattaforma CCT?
La piattaforma ha la funzione di strumento centrale di monitoraggio dell’attività dei Collegi Consultivi Tecnici nella fase di esecuzione dei contratti pubblici.
In attuazione dell’articolo 6, comma 1, dell’Allegato V.2 al Codice (come introdotto dal Dlgs. 209/2024), ciò avviene con l’obbligo per i Presidenti dei CCT di trasmettere all’Osservatorio permanente:
- l’atto di costituzione del Collegio;
- le variazioni nella composizione;
- l’atto di scioglimento;
- le principali pronunce adottate.
A tal fine, quindi, la piattaforma consente l’inserimento strutturato di tali dati e atti, creando una banca dati unica che permette all’Osservatorio di:
- aggregare informazioni in tempo reale;
- elaborare statistiche sull’impatto dei CCT;
- valutare l’efficacia dello strumento nel prevenire contenziosi e accelerare l’esecuzione delle opere.
Le Linee Guida di cui al D.M. 17 gennaio 2022 prevedono che i predetti atti, sottoscritti digitalmente, siano trasmessi entro cinque giorni dalla loro adozione. Durante la fase iniziale di implementazione della piattaforma:
- resta operativo anche l’invio parallelo tramite PEC all’indirizzo osservatoriocct@pec.mit.gov.it;
- il caricamento in piattaforma è comunque richiesto con urgenza per consentire la completa alimentazione della banca dati.
Chi è tenuto a utilizzare la piattaforma?
In base a quanto detto sopra, l’utilizzo della piattaforma non è in capo alla stazione appaltante, ma in capo ai Presidenti dei CCT, quali soggetti responsabili della trasmissione degli atti all’Osservatorio.
E ciò vale sia per i Collegi già costituiti sia per i Collegi di nuova costituzione.
Resta, in ogni caso, un obbligo/impegno per la stazione appaltante di assicurare la corretta attivazione del Collegio nei casi previsti e di coordinarsi con il Presidente del CCT per il tempestivo caricamento dei dati.
Per l’implementazione della banca dati è necessario che i CCT compilino i campi riportati nell’apposito applicativo della piattaforma informatica, accessibile al link https://istanzedigitali.mit.gov.it/rwe2/module_preview.jsp?MODULE_TAG=OsservatorioCCT.
Quali sono gli effetti delle determinazioni del CCT e perché è importante il corretto monitoraggio?
L’inosservanza delle determinazioni del CCT è valutata ai fini della responsabilità per danno erariale e costituisce, salvo prova contraria, grave inadempimento contrattuale.
Al contrario, l’osservanza delle determinazioni esclude la responsabilità per danno erariale, salvo dolo.
Per le stazioni appaltanti, pertanto, il corretto utilizzo della piattaforma e la tracciabilità delle decisioni costituiscono non solo un adempimento formale, ma uno strumento di tutela amministrativa e gestionale. Per i CCT, rappresenta un presidio di trasparenza, legalità e riconoscimento del proprio ruolo nell’assicurare la celere e regolare esecuzione delle opere pubbliche.
Come si accede alla piattaforma e quali sono le modalità operative?
La piattaforma è accessibile dai siti istituzionali del MIT e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, tramite il link riportato al terzo quesito.
Per supportare nella compilazione effettiva è previsto un servizio FAQ, che al momento tuttavia non è ancora disponibile, così come non risulta possibile consultarne il manuale (all’interno della piattaforma, al comando “Consulta il manuale”, si apre infatti un messaggio di indisponibilità della pagina).
Attualmente, pertanto, è possibile solo rivolgersi all’indirizzo dl-supporto.cct@mit.gov.it, per quesiti amministrativi, e all’indirizzo dl-tecnico.cct@mit.gov.it, per problematiche tecniche relative al funzionamento della piattaforma.
L’interfaccia, in ogni caso, è progettata per garantire semplicità di utilizzo e una compilazione guidata dei campi richiesti all’interno delle seguenti 15 sezioni che vanno compilate in sequenza:
- Privacy (si tratta della liberatoria privacy per i dati e le informazioni inseriti nelle sezioni successive);
- Dati Anagrafici (del compilatore, con i relativi contatti);
- Appalto (richiede il CIG, il CUP, l’oggetto del contratto di appalto, la tipologia di contratto, la data di avvio esecuzione lavori con l’allegazione del relativo verbale, la data atto unico di collaudo o regolare esecuzione con l’allegazione del relativo verbale, l’importo contrattuale, l’importo senza ribasso, il tipo di opera e la fonte di finanziamento – PNRR, PNC o altro);
- Localizzazione;
- Appaltatore (richiede i dati anagrafici e la sede legale);
- Stazione Appaltante (richiede i dati anagrafici, la sede legale e il RUP con precisazione, tra l’altro, del relativo ente di appartenenza, laddove sia diverso dalla stazione appaltante);
- Costituzione (richiede la data del verbale di costituzione, da allegare, la tipologia del CCT – obbligatorio o facoltativo, e il valore o meno di lodo);
- Composizione CCT (richiede, tra l’altro, la data di accettazione dell’incarico, la qualifica, la professione e tutti i dati identificativi e professionali dei componenti);
- Verbali Principali (richiede l’oggetto e la data del verbale, da allegare anche);
- Richieste (richiede il numero, la data e il documento della richiesta);
- Quesiti/Pronunce (richiede il dettaglio del quesito e la descrizione dell’esito, da allegare);
- Scioglimento CCT (richiede la data del verbale di scioglimento, da allegare anche);
- Riepilogo (si tratta del riepilogo finale delle informazioni inserite nelle sezioni precedenti);
- Convalida;
- Inoltra.
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