LE RACCOMANDAZIONI DELL'EUROPARLAMENTO
La commissione Tinagli incalza sul piano casa del commissario Jorgensen: permessi in 60 giorni
Le proposte votate dagli eurodeputati alla commissione Ue chiedono, oltre ad aumenti dell’offerta abitativa, interventi sul patrimonio esistente con efficienza energetica ed equilibrio sugli affitti brevi. La presidente della commissione Hous del Parlamento, Irene Tinagli (in foto): “I governi dovranno agire con incentivi, tassi agevolati, permessi”.

IRENE TINAGLI POLITICO
Quattro mesi, 1456 emendamenti, divenuti ora 49 compromessi. L’Europarlamento dice la sua e manda un forte segnale alla Commissione di Palazzo Berlaymont per accelerare sul piano casa. Ieri, infatti, la presidente della commissione Hous Irene Tinagli (Pd), insieme al relatore Borja Giménez Larraz (Ppe), ha presentato le proposte raccolte nella relazione sull’edilizia abitativa approvata con 23 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti. Raccomandazioni urgenti che riepilogano i passi da fare per mettere a terra la strategia unionale sull’emergenza casa. A partire dalla fissazione di un termine di 60 giorni per le autorizzazioni relative a proposte di edilizia sostenibile e a prezzi accessibili. E, sempre nell’ambito di procedure semplificate e rapide, gli eurodeputati chiedono alla Commissione di proporre un pacchetto di sburocratizzazione ad hoc per l’edilizia abitativa, che contenga ad esempio procedure di rilascio di autorizzazioni digitali.


L’obiettivo finale, ovviamente, è quello di migliorare le condizioni abitative dei cittadini europei. Ma tra i focus prioritari enunciati nella relazione europarlamentare c’è la destinazione dei fondi specificatamente al miglioramento delle prestazioni energetiche e alla riduzione della povertà energetica delle famiglie. Puntando, così a immobili con standard qualitativi soddisfacenti su isolamento, efficienza, qualità dell’aria. Quanto al capitolo altrettanto delicato degli affitti, brevi e a lungo termine, secondo i deputati va formulata una legislazione equilibrata, che tenga conto tanto delle esigenze turistiche quanto dell’accessibilità economica degli alloggi. Visto che, è stato ricordato anche ieri alla stampa, i flussi nelle città europee valgono il 4% del pil.
In ambito fiscale e finanziario, invece, per gli eurodeputati occorrono sistemi basati su incentivi, senza tasse alte di registrazione per chi acquista casa per la prima volta e rendere più accessibili gli affitti a lungo termine. Quanto ai fondi, serve maggior coordinamento tra risorse già in campo e quelle inutilizzate del Pnrr. Oltre che una revisione delle norme sugli aiuti di Stato per facilitare interventi pubblici. Infine, il capitolo delle ristrutturazioni vere e proprie. Per gli eurodeputati, l’Ue deve rafforzare la propria sovranità industriale nel settore dell’edilizia e della ristrutturazione, esortando la Commissione a potenziare prodotti innovativi e sostenibili, a rafforzare il mercato unico delle materie prime e a includere requisiti minimi di origine “Made in Eu” per i componenti nei progetti cofinanziati dall’Ue. Ultimo punto: la prossima strategia europea per l’edilizia abitativa si dovrà concentrare sul miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori qualificati attraverso la formazione e salari equi. Servirà, dunque, anche una più facile mobilità dei lavoratori all’interno dell’Unione, un migliore riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e l’assunzione di lavoratori qualificati provenienti da paesi terzi.
Per Tinagli, “siamo pronti a considerare l’edilizia abitativa una priorità sociale, rafforzando la cooperazione tra le autorità europee, nazionali e locali per affrontare la crisi alla radice”. Inoltre, ha spiegato ieri in conferenza, occorrerà agire forte non solo sulla creazione di nuova offerta abitativa ma anche sul recupero del patrimonio esistente. “I governi nazionali agiscano con incentivi, tassi agevolati, permessi”. Come ha ricordato il relatore Giménez Larraz, “la relazione riconosce la necessità di consentire la realizzazione di circa 10 milioni di alloggi aggiuntivi in tutta Europa”.
Eppure, non sono mancate polemiche politiche. Secondo i Verdi, la relazione del Parlamento europeo sulla crisi immobiliare nell’Unione europea rispecchia in larga misura le posizioni del Ppe. Per la deputata Maria Ohisalo, “il gruppo conservatore vuole garantire che le imprese che hanno tratto profitto dalla crisi degli alloggi continuino ad arricchirsi e ha stretto un’alleanza con l’estrema destra per portare avanti il proprio programma. Il Ppe non ha una visione chiara per affrontare le vere cause alla radice della crisi degli alloggi e utilizza invece questa relazione per promettere il proprio continuo sostegno ai proprietari avidi, ai magnati di Airbnb e agli speculatori immobiliari. Questo non è un messaggio che i Verdi possono sostenere. L’Ue dovrebbe invece introdurre obblighi di reinvestimento vincolanti e condizioni per gli investitori, affinché contribuiscano a garantire alloggi accessibili, sostenibili e dignitosi”. Appuntamento tra due settimane per la prossima riunione della Commissione Hous.