LA GIORNATA
Sicurezza, Cdm rinviato. Scossone nella Lega, Vannacci se ne va
- Consip: al via il nuovo piano industriale 2026-2029, oltre 165 mld di acquisti nel quadriennio
- Abi: da calo demografico freno al Pil. Agire su giovani, donne, migrazione regolare e laureati
- Eni e Q8 insieme per la realizzazione della bioraffineria di Priolo
IN SINTESI
Il ‘pacchetto sicurezza’ è il terremoto in casa Lega hanno tenuto banco nella giornata politica di ieri. il dossier che scotta è, senza dubbio, quello sulla sicurezza. Oggi avrebbe dovuto tenersi il Consiglio dei ministri ma per il via libera servirà un giorno in più: questo per lasciare spazio al voto nell’aula del Senato sulle comunicazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sui fatti di Torino ma soprattutto per consentire al Quirinale di esaminare un corposo testo – due provvedimenti, un decreto legge e un disegno di legge, circa 80 pagine in tutto – che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto ieri mattina. Nel decreto legge che il Colle sta leggendo ci sono tre norme che inizialmente erano state previste nel disegno di legge ma che i fatti di cronaca di queste settimane – dall’accoltellamento in una scuola di La Spezia al poliziotto che ha sparato e ucciso un pusher a Rogoredo fino ai fatti di sabato al corteo pro Askatasuna – hanno portato il governo a voler accelerare: si tratta della stretta sui coltelli, della non iscrizione nel registro delle notizie di reato in presenza di cause di giustificazione (norma che riguarda sia i cittadini che le Forze dell’ordine) e del fermo di prevenzione di 12 ore delle persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione. Su quest’ultimo punto, dopo il vertice di lunedì a Palazzo Chigi, Forza Italia con Antonio Tajani e Maurizio Gasparri aveva espresso più di una perplessità sottolineando come si potessero utilizzare norme già esistenti come l’obbligo di firma o il daspo. Oggi tuttavia il presidente dei senatori Fi si dice convinto che “il fermo preventivo di cui si parla sia pienamente compatibile con i principi costituzionali, in particolare con il secondo comma dell’articolo 13, che prevede che in casi codificati dalla legge si possa procedere al fermo per poi informare la magistratura entro quarantotto ore. Quindi si può fare nelle forme previste dalla Costituzione”. Intanto, l’addio di Roberto Vannacci scuote la Lega. “Proseguo la mia strada da solo”, ha annunciato ieri ammettendo che il simbolo “Futuro Nazionale da oggi è una realtà”. Il ‘feeling’ tra il generale e Matteo Salvini che l’ha arruolato e promosso vicesegretario a tempo di record, è finito. E il leader del Carroccio passa al contrattacco: “Un soldato non abbandona mai il proprio posto”.
Da qui la delusione anche per averlo accolto “quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo”. Il segretario condivide la sua amarezza con i vertici della Lega, riuniti nel consiglio federale a Milano, nella sede storica di via Bellerio. Convocata principalmente sul pacchetto sicurezza, la riunione vira sullo strappo del numero due che non sorprende nessuno. Meno di tutti Luca Zaia, da sempre scettico sul generale. “Semplicemente ha preso atto di essere un corpo estraneo, ora la Lega ne esce rafforzata”, taglia corto l’ex Doge. E rimarca la “corsia preferenziale e la militanza zero” del frontman del Mondo al contrario, che ha esaurito la sua corsa in pochi mesi. Complice le promozioni volute da Salvini: mezze accuse al segretario che circolano nella vecchia guardia del partito, e che potrebbero esplodere nei prossimi mesi. Intanto Zaia, come il resto della Lega, guarda avanti e proclama: “Ora dobbiamo girare pagina”.
Bankitalia: l’indice euro-coin in leggera flessione a gennaio
A gennaio l’indice euro-coin è lievemente sceso a 0,49 (da 0,52 in dicembre), ma si conferma la fase di espansione ciclica nell’area. E’quanto emerge dalle rilevazioni della Banca d’Italia. L’andamento dell’indicatore riflette l’attenuazione dei segnali positivi nei servizi provenienti dalle indagini qualitative. L’indice euro-coin – sviluppato dalla Banca d’Italia – fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro, esprimendo tale indicazione in termini di tasso di crescita trimestrale del PIL depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo). È pubblicato mensilmente dalla Banca d’Italia e dal CEPR.
Dombrovskis, ‘Ue aperta a discutere di unione doganale con Gb’
La Commissione europea è “aperta” a discutere legami commerciali più stretti con il Regno Unito, inclusa l’ipotesi di un rientro nell’unione doganale, lasciata da Londra con la Brexit. Lo ha dichiarato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, in un’intervista alla Bbc dopo che lunedì a Londra ha incontrato alcuni ministri del governo laburista di Keir Starmer, come la cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves. Dombrovskis ha lasciato intendere che il Regno non potrà ottenere i vantaggi dell’accesso al mercato unico solo per determinati settori (come i servizi finanziari o gli standard alimentari) senza accettarne tutte le regole e gli obblighi, inclusa la libera circolazione delle persone. Le discussioni tra Londra e Bruxelles si inseriscono nel “reset” dei rapporti avviato dal premier Starmer per andare verso una Brexit annacquata nel tentativo di risollevare la sua leadership a fronte della grave crisi di consensi per il Labour. Il primo ministro aveva espresso di recente la disponibilità a negoziare un futuro “riallineamento” del Regno ad alcune delle regole del mercato unico europeo, senza però mettere in discussione il divorzio britannico dall’Ue e senza arrivare a un reingresso nell’unione doganale, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero. Quest’ultima opzione invece è stata riproposta in Parlamento da forze d’opposizione quali i Liberaldemocratici (centristi ‘europeisti’) o i Verdi (sinistra), ed è guardata con favore pure da alcuni esponenti laburisti.
Consip: al via il nuovo piano industriale 2026-2029, oltre 165 mld di acquisti nel quadriennio
Al via il nuovo Piano Industriale 2026-2029 di Consip con il quale punta a rafforzare il proprio ruolo di centrale di acquisto nazionale, riqualificando nuove quote di spesa pubblica e a generare valore per il sistema Paese. Nel quadriennio di Piano saranno intermediati oltre 165 miliardi di euro di acquisti pubblici, attraverso servizi di procurement end-to-end in grado di garantire qualità, efficienza e risparmi. Un impegno che coinvolgerà più di 3,8 milioni di contratti, messi a disposizione di 14.000 amministrazioni pubbliche e 350.000 imprese, di cui il 95% piccole e medie imprese. Il nuovo Piano si fonda sui risultati già conseguiti nel 2025, che confermano la solidità delle strategie delineate nel primo Piano Industriale, approvato nel dicembre 2024. Tutti gli indicatori di performance mostrano infatti una crescita rilevante, tale da consentire il raggiungimento degli obiettivi previsti per il 2027 con due anni di anticipo. Nel dettaglio, il valore delle gare pubblicate è più che raddoppiato, superando i 37 miliardi di euro, con un incremento del +126%. Parallelamente è aumentato il numero delle pubblicazioni (+10%), il numero dei lotti (+50%) e il numero delle offerte presentate dalle imprese (+121%). Le amministrazioni pubbliche hanno fatto ricorso a contratti e mercati digitali per oltre 31,2 miliardi di euro, pari a un sesto dei 185 miliardi di euro di spesa pubblica di riferimento (elaborazioni su dati Istat 2024), registrando una crescita del +10% e un livello di utilizzo triplicato rispetto al biennio precedente. Anche il coinvolgimento del tessuto produttivo è cresciuto in modo significativo: le imprese abilitate hanno raggiunto quota 290.000, di cui il 95% PMI, con un aumento del +20%, mentre i contratti stipulati – tra gare e mercati digitali – sono stati 900.000, in crescita del +10%. Su queste basi, il Piano Industriale 2026-2029 prosegue e accelera il riposizionamento di Consip come una centrale di acquisto moderna, digitale e innovativa, capace di far incontrare, per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la domanda delle amministrazioni pubbliche con l’offerta delle imprese. Un ruolo rinnovato che punta a riqualificare nuove quote di spesa pubblica attraverso un’azione combinata su quantità e qualità, garantendo da un lato una gestione più efficiente delle risorse pubbliche e, dall’altro, un forte impulso all’innovazione nei processi di acquisto. La sfida strategica è portare, entro il 2030, la spesa annua intermediata da Consip da un sesto a un terzo dei 185 miliardi di euro di spesa pubblica di riferimento.
Nel corso del quadriennio di Piano, Consip si pone l’obiettivo di assicurare acquisti di beni, servizi e lavori per oltre 165 miliardi di euro, coinvolgendo 14.000 amministrazioni e 350.000 imprese per la gestione di più di 3,8 milioni di contratti. Il procurement sarà sempre più allineato ai fabbisogni delle amministrazioni e all’offerta del mercato. In particolare, saranno sviluppate gare e lotti più mirati, con una forte focalizzazione sulla qualità della spesa pubblica, sull’innovazione e su nuovi ambiti di presidio merceologico: nel 2026 è previsto un +23% di gare in pubblicazione e almeno il 70% dei bandi con criteri innovativi. Contestualmente crescerà lo “scaffale di offerta” per rispondere a tutte le esigenze di acquisto, con un +59% di gare aggiudicate nel 2026 e il raddoppio del numero dei lotti, così da favorire una maggiore partecipazione del mercato e l’inclusione delle piccole e medie imprese.
Un ulteriore asse strategico riguarda lo sviluppo di mercati sempre più digitali, arricchiti da nuova offerta merceologica, nuovi servizi e soluzioni evolute. È prevista una crescita del +33% dei nuovi bandi Sdapa, l’introduzione di processi semplificati per i micro-affidamenti, che oggi rappresentano una spesa pubblica pari a circa 5 miliardi di euro, un forte orientamento all’utente e l’integrazione di intelligenza artificiale agentica, per offrire una nuova esperienza d’uso alle amministrazioni e alle imprese. Il Piano dedica inoltre un’attenzione centrale agli investimenti nelle persone e nelle nuove tecnologie. Consip intende valorizzare la capacità delle proprie persone di trasformare idee in progetti concreti, investendo nello sviluppo delle competenze necessarie per rafforzare il presidio dei processi critici, acquisire know-how in nuovi ambiti di spesa e promuovere una cultura organizzativa fondata su crescita e benessere. Sul fronte tecnologico, saranno integrate nei sistemi informativi interni soluzioni di intelligenza artificiale all’avanguardia, efficienti e sicure, attraverso investimenti autofinanziati per circa 40 milioni di euro, in crescita del +62% rispetto al quadriennio precedente.
Il nuovo Piano Industriale 2026-2029 si inserisce così in un percorso virtuoso di ascolto e confronto con amministrazioni, imprese e associazioni – come quello sviluppato attraverso il Market Day – con l’obiettivo di tradurre il dialogo con gli stakeholder in interventi concreti, capaci di generare valore pubblico, innovazione e sviluppo per l’intero sistema economico.
Sicurezza sul lavoro, a Guidonia sciopero di solidarietà per l’operaio morto
“Assemblea straordinaria e sciopero di solidarietà, le cui ore saranno trattenute e devolute alla famiglia di Diego Paniccia, il lavoratore 55enne, dipendente di una ditta esterna, che ieri ha perso la vita durante la pulizia dei silos della Buzzi Unicem a Guidonia. Un’altra ‘vittima del dovere’, una perdita gravissima che colpisce non solo la famiglia ma l’intera comunità lavorativa”. Lo dichiarano le segreterie nazionali dei sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil. “Chiediamo alla Buzzi Unicem – proseguono unitariamente le sigle – in segno di solidarietà di corrispondere almeno lo stesso importo delle ore di assemblea e di sciopero a favore della famiglia. Entrambe le iniziative saranno organizzate a livello territoriale, affinché ogni stabilimento possa rispondere in modo adeguato alle proprie necessità”.
“Un impegno collettivo volto a richiamare con forza l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Le assemblee straordinarie saranno organizzate negli 11 stabilimenti del Gruppo Buzzi, nei quali lavorano circa 1.500 addetti. Un’occasione preziosa per riflettere e confrontarsi sull’accaduto. Al termine delle assemblee, sempre a livello territoriale, sarà proclamato uno sciopero di solidarietà. Vogliamo non dimenticare quanto accaduto, rafforzando la prevenzione, la sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro”, concludono Feneal, Filca, Fillea.
Equo compenso, la relazione dell’Osservatorio verso le Camere. Chiuso testo sull’attività 2025; ‘fari’ su riforme professionali
La relazione annuale sull’azione svolta nel 2025 dall’Osservatorio nazionale per il monitoraggio dell’applicazione della legge sull’equo compenso per le prestazioni dei liberi professionisti (disciplina in vigore dal maggio del 2023) è pronta per essere inviata al Parlamento; a ricevere il testo definitivo dell’organismo istituito presso il ministero della Giustizia sono stati nelle ultime ore i componenti (Consigli nazionali e associazioni di lavoratori autonomi), che avevano avuto tempo fino al 26 gennaio scorso per inviare eventuali integrazioni, o osservazioni. Nel documento, che la legge sull’equo compenso stabilisce debba essere spedito alle Camere entro il 30 settembre di ogni anno (e che, dunque, nel 2026, come nel 2025, arriverà ai parlamentari con un ritardo di quattro-cinque mesi), vengono evidenziate le “ricadute positive attese” dai disegni di legge delega per le riforme delle professioni: al vaglio di Montecitorio e Palazzo Madama, infatti, ci sono i quattro provvedimenti varati dal governo nello scorso settembre, che stabiliscono l’aggiornamento delle regole e delle attività delle figure sanitarie, di 15 categorie ordinistiche (dagli ingegneri ai consulenti del lavoro, dai giornalisti ai geometri, etc), degli avvocati e dei dottori commercialisti ed esperti contabili. E si preannuncia che, anche nell’anno in corso, l’Osservatorio proseguirà il monitoraggio sui modelli di convenzione adottati con le imprese per il rispetto dei principi della giusta remunerazione dei professionisti e gli eventuali provvedimenti disciplinari avviati dai Consigli nazionali nei confronti degli iscritti per violazione della legge.
L’adempimento collaborativo “apre” alle piccole e medie imprese. Parte il nuovo regime opzionale: ecco come aderire
Al via la possibilità di aderire alla cooperative compliance per le imprese che adottano un sistema di controllo del rischio fiscale anche se hanno un fatturato inferiore a 500 milioni di euro per il 2026 e per il 2027. Con un provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, vengono infatti fissate le linee guida per i contribuenti interessati e viene approvato il relativo modello di adesione. L’esercizio dell’opzione (art. 7-bis del Dlgs n. 128/2015) consente di ottenere benefici ed effetti “premiali” grazie alla cooperazione rafforzata con l’Amministrazione finanziaria. L’istituto, previsto dal nuovo articolo 7-bis del Dlgs n. 128/2015 e attuato secondo le modalità definite dal decreto del viceministro dell’Economia e delle Finanze del 9 luglio 2025, è rivolto ai contribuenti che, pur non possedendo i requisiti dimensionali per aderire all’adempimento collaborativo, adottano un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. L’adesione comporta alcuni benefici: in particolare, non si applicano le sanzioni amministrative e penali per le violazioni tributarie relative a rischi di natura fiscale comunicati all’Agenzia con istanza di interpello, a patto che il contribuente abbia adottato un comportamento coerente con quello rappresentato nell’interpello stesso e che non abbia realizzato violazioni tributarie caratterizzate da condotte fraudolente. Il modello per esercitare l’opzione, approvato con il provvedimento di oggi insieme alle istruzioni e disponibile in formato elettronico sul sito internet dell’Agenzia, deve essere firmato e inviato via Pec alla Direzione centrale Grandi contribuenti e internazionale (dc.acc.cooperative@pec.agenziaentrate.it), che è competente in via esclusiva per la ricezione delle comunicazioni di adesione. Alla domanda va allegata la documentazione prevista (art. 2, comma 3 del decreto del 9 luglio 2025), tra cui la Mappa dei rischi e dei controlli fiscali. Ricevute l’istanza e la documentazione a corredo, l’unità competente alla gestione del regime di adempimento collaborativo, in seno alla stessa Direzione centrale, avvia le attività istruttorie e, entro 120 giorni dalla data di ricezione del modello, ne comunica l’esito al contribuente. Gli uffici territoriali competenti per il controllo, invece, si occuperanno di verificare la corretta applicazione delle risposte rese. La scelta ha una durata di due periodi d’imposta ed è irrevocabile. Alla scadenza, si rinnova automaticamente per altri due periodi, salvo revoca espressa da comunicare con lo stesso modello previsto per l’opzione.
Abi: da calo demografico freno al Pil nei prossimi anni. Agire su giovani, donne, migrazione regolare e laureati
“La dinamica demografica negativa prevista in Italia nei prossimi decenni può determinare un significativo rallentamento economico anche rispetto ai tassi di crescita attuali”. E’ quanto ammonisce il dg dell’ Abi Marco Elio Rottigni in audizione alla Commissione Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica. Rottigni ha ricordato che, come sottolineano gli esperti, “l’Italia può attingere da almeno quattro ‘riserve’ in cui presenta un significativo gap rispetto alla media europea che, se ben governate, potrebbero concorrere a contenere gli effetti dell’evoluzione della struttura demografica: i giovani, le donne”, “una gestione adeguata dei saldi migratori” e gli occupati laureati”. “Nostre analisi mostrano come annullando tali gap si riuscirebbe a ridurre significativamente gli effetti di minor crescita economica legati alla negativa dinamica demografica attesa nei prossimi anni, potenzialmente arrivando anche ad azzerarli”. Accanto alle “leve” analizzate, vi sono tuttavia anche altri segmenti della popolazione e del sistema produttivo che richiedono misure dedicate e possono contribuire in modo significativo alla crescita economica. Si pensi ad esempio ai nuovi nati, alla popolazione più anziana – cosiddetti silver ages – e ai nuovi imprenditori”. Le banche italiane ritengono la demografia “fondamentale per la sostenibilità economica e sociale” del paese e sono “pronte a collaborare con le istituzioni alla definizione di misure ad hoc a favore delle fasce di popolazione che più sono soggette agli effetti negativi dell’evoluzione demografica nel nostro Paese per individuare soluzioni che possano contribuire a contenerle”, ha quindi assicurato il dg dell’Abi ricordando le numerose misure già varate dall’Abi e dal comparto a supporto dei giovani, delle donne, della clientela silver, dell’inclusione finanziaria e sociale e della bancarizzazione dei cittadini stranieri, a vantaggio del benessere collettivo. Fra queste, il “Fondo di garanzia per i mutui prima casa,Fondo per il credito ai giovani (c.d. Fondo per lo studio) e quelle per le fasce più anziane di popolazione, più facilmente a rischio di patologie e quindi di esclusione sociale.
In questa logica “Abi e diverse banche hanno avviato dei progetti specificatamente destinati a favorire l’accessibilità fisica e l’usabilità di prodotti e servizi bancari per le persone con ridotta mobilità, un fenomeno sempre più diffuso nel nostro Paese anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, quale conseguenza dell’evoluzione demografica”.
Cdp: S&P conferma i rating e migliora l’outlook da stabile a positivo
L’agenzia S&P Global Ratings ha confermato ieri i rating di lungo e breve termine di CDP, rispettivamente BBB+ e A-2. Contestualmente, l’Outlook è stato rivisto da Stabile a Positivo. Lo ha comunicato Cassa Depositi e Prestiti spiegando che la decisione riflette la recente azione compiuta dall’Agenzia in relazione ai rating sovrani dell’Italia.
Indagine Ue sulle turbine eoliche cinesi di Goldwind, ‘sussidi esteri’
La Commissione europea ha aperto un’indagine approfondita per valutare, nel quadro del regolamento sulle sovvenzioni estere, le attività della società pubblica cinese Goldwind, nella produzione e vendita di turbine eoliche e nella fornitura di servizi correlati all’interno dell’Ue. Sulla base di un esame preliminare di propria iniziativa avviato nell’aprile 2024, la Commissione nutre preoccupazioni sul fatto che l’azienda possa aver ricevuto aiuti esteri in grado di distorcere il mercato interno dell’Ue
Energia: incontro tra il ministro Pichetto Fratin e il direttore esecutivo di IEA, Fatih Birol
Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha incontrato ieri mattina il direttore esecutivo di IEA, Fatih Birol, nell’ambito dell’evento per la presentazione del World Energy outlook di IEA, organizzato a Roma da Enel, con il patrocinio del MASE. Il ministro Pichetto Fratin ha brevemente rappresentato a Birol i risultati ottenuti in questi anni per l’ampliamento e la diversificazione del mix energetico italiano, rendendolo stabile e sicuro. Pichetto ha evidenziato al direttore Birol la principale criticità residua del settore energetico italiano, vale a dire i prezzi ancora elevati dovuti almeno in parte anche ad effetti di alcune delle politiche adottate a livello europeo, come l’ETS, per favorire la riduzione delle emissioni di CO2 Il presidente Birol si è congratulato per i risultati ottenuti negli ultimi anni dall’Italia in ambito energetico, dal riavvio di un programma nucleare al grande sviluppo del fotovoltaico, ed ha messo in evidenza la grande importanza della stabilità del Paese, specie all’interno del difficile contesto geopolitico attuale. Birol si è augurato che l’Italia possa proseguire in questo percorso, anche per conferire maggiore stabilità all’intera Europa. Pichetto Fratin e Fatih Birol si sono salutati dandosi appuntamento alla ormai prossima ministeriale di IEA, che si terrà a Parigi il 18 e 19 febbraio.
Eni e Q8 insieme per la realizzazione della bioraffineria di Priolo
Eni e Q8 Italia annunciano un importante investimento strategico nel progetto per la costruzione di una nuova bioraffineria a Priolo, in Sicilia. Il piano di trasformazione del sito Versalis di Priolo ha ottenuto l’approvazione del Consiglio di Amministrazione di Eni e di Kuwait Petroleum Corporation, a seguito dell’offerta vincolante presentata da Q8. Il progetto congiunto tra Eni e Q8 Italia per la costruzione e la successiva gestione dell’impianto industriale rafforza ulteriormente la partnership trentennale tra le due società, iniziata con la raffineria di Milazzo nel 1996. Il progetto si avvarrà della consolidata esperienza industriale dei due partner e beneficerà delle competenze specifiche tecnico-operative di Eni nell’applicazione della tecnologia Ecofining™, che consente di trasformare scarti e residui e oli vegetali in biocarburanti utilizzabili anche in purezza al 100%. La bioraffineria di Priolo avrà una capacità di 500 mila tonnellate/anno e avrà un’ampia flessibilità operativa per la produzione HVO-diesel o di SAF-biojet, al fine di seguire le dinamiche e richieste del mercato. Le nuove produzioni di biocarburanti per il trasporto su strada, marino e aereo contribuiranno, in linea con gli obiettivi UE, a ridurre le emissioni di gas effetto serra di almeno il 65% rispetto al mix fossile di riferimento. Il progetto ha completato la progettazione, sono state avviate le attività propedeutiche all’assegnazione dei contratti di approvvigionamento e costruzione, sono in procinto di partire le attività di demolizione propedeutiche alla realizzazione delle nuove infrastrutture ed è stato avviato l’iter autorizzativo. La conclusione dell’iter autorizzativo, la definizione degli accordi di dettaglio e dei lavori di costruzione è prevista entro la fine del 2028. Il piano di trasformazione del sito industriale di Priolo, annunciato da Eni nell’ottobre 2024 e confermato dall’accordo firmato a marzo 2025 presso il Ministero delle Imprese e del “Made in Italy”, consente di riconvertire l’attuale sito in un progetto più sostenibile e di lungo termine, supportando al contempo gli obiettivi di Eni e di Enilive, che prevedono una capacità di bioraffinazione di 5 milioni di tonnellate/anno entro il 2030. «Il piano di trasformazione del sito industriale di Priolo – commenta Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Industrial Transformation di Eni – dimostra di essere solido e sostenibile e testimonia la validità della visione di lungo termine che prevede la riconversione delle attività della chimica di base in perdita strutturale in nuove attività competitive e che puntano verso una maggiore sostenibilità, concorrendo agli obiettivi di decarbonizzazione dei trasporti. Il piano di trasformazione, che abbiamo annunciato nell’ottobre 2024 e che è stato ratificato dall’accordo sottoscritto nel marzo 2025 al Ministero delle Imprese e Made in Italy, ci consentirà infatti di riconvertire il sito industriale puntando a una maggiore sostenibilità ambientale e tutelando allo stesso tempo occupazione e competenze». Shafi Taleb Al Ajmi, Chief Executive Officer di Kuwait Petroleum International (KPI), commenta: «Questo progetto riflette l’impegno della Kuwait Petroleum Corporation a proseguire nella nostra Strategia di Transizione Energetica al 2050. L’investimento rappresenta il nostro secondo megaprogetto con Eni in Sicilia e testimonia l’impegno condiviso di Q8 ed Eni verso l’eccellenza, l’innovazione e la partnership strategica, nonché la nostra presenza continuativa e la fiducia riposta nel settore energetico italiano. Q8 è, inoltre, fortemente determinata a conseguire gli obiettivi strategici dei nostri azionisti e a diversificare il nostro portafoglio in linea con la visione di lungo periodo di KPC. Il nostro impegno è quello di consolidarci come uno dei principali fornitori di soluzioni di mobilità sostenibile per i clienti del mercato europeo nei prossimi anni». “L’investimento annunciato da Eni e Q8 Italia rappresenta una scelta industriale strategica di grande valore per il polo di Priolo e per l’intera Sicilia. Un progetto fondato su basi finanziarie robuste e su una chiara prospettiva di lungo periodo, promosso da due grandi operatori già radicati con successo nell’Isola”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, commentando l’annuncio della costruzione di una nuova bioraffineria a Priolo, in Sicilia. “La nuova bioraffineria rafforzerà occupazione, competitività e riconversione sostenibile di un sito industriale storico, trasformandolo in una risorsa per il futuro energetico e produttivo nazionale”, ha concluso.
La Commissione Ue approva la joint venture Plenitude-Societe Generale
La Commissione europea ha approvato, ai sensi del Regolamento Ue sulle concentrazioni, la creazione di una joint venture tra Eni Plenitude S.p.A. e Société Générale S.A. della Francia, tramite la sua controllata Vulturno Investments S.A. (SG Investor) della Spagna. L’operazione riguarda principalmente la gestione e l’acquisizione di tecnologie solari, eoliche e di accumulo tramite batterie. L’Esecutivo Ue ha concluso che l’operazione notificata non solleverebbe preoccupazioni in materia di concorrenza, dato il limitato posizionamento di mercato combinato delle imprese coinvolte.
Italferr e GRid+ consolidano la collaborazione su GeoanomalySentinel, IA a supporto dell’archeologia preventiva nelle infrastrutture
Italferr, società di ingegneria del Gruppo FS Italiane, e GRID+, startup innovativa dell’Università La Sapienza di Roma, rafforzano la loro collaborazione nell’ambito dell’archeologia preventiva attraverso GeoAnomalySentinel, una soluzione digitale basata su intelligenza artificiale e machine learning che supporta l’analisi automatizzata di dati e immagini non invasive, migliorando l’individuazione di possibili evidenze archeologiche dalle fasi di progettazione. GeoAnomalySentinel integra in modo coordinato remote sensing eproximal sensing, con l’obiettivo di ridurre tempi e costi degli scavi esplorativi tradizionali. La collaborazione si inserisce nel percorso di innovazione promosso da Italferr, attiva da oltre vent’anni nell’archeologia preventiva con una struttura interna dedicata e con l’adozione di tecnologie non invasive e strumenti digitali proprietari per una gestione più ottimizzata del rischio archeologico. Il progetto si basa su un’infrastruttura metodologica definita dalla Struttura Archeologia di Italferr, che include protocolli operativi standardizzati, una piattaforma GIS dedicata e una procedura strutturata di correlazione e interpretazione dei dati. GeoAnomalySentinel nasce per rendere più efficiente e affidabile l’elaborazione dei dati provenienti da rilievi e prospezioni, contribuendo a: anticipare l’analisi delle aree potenzialmente sensibili dal punto di vista archeologico; ridurre attività esplorative non necessarie e migliorare la qualità delle valutazioni;
supportare la pianificazione delle opere e l’ottimizzazione dei cronoprogrammi, con benefici su tempi, costi e impatti sul territorio. In questo contesto, GRID+ ha sviluppato un sistema integrato che affronta anche la criticità dell’eterogeneità delle sensoristiche, consentendo l’analisi coerente di grandi volumi di dati territoriali e geofisici e migliorando l’accuratezza delle valutazioni. In fase di sperimentazione, test su casi studio reali hanno evidenziato una riduzione significativa dei tempi di analisi rispetto a flussi di lavoro manuali. Il progetto è stato presentato nel contesto di SMAU Milano 2025, dove Italferr (Gruppo FS) e GRID+ hanno ricevuto il Premio Innovazione SMAU Milano 2025, a conferma del valore dell’iniziativa nel percorso di trasformazione digitale applicata ai processi infrastrutturali. “Questa collaborazione mette a fuoco un punto essenziale: l’intelligenza artificiale diventa uno strumento operativo che trasforma dati eterogenei e complessi in indicazioni immediatamente utilizzabili dai team tecnici, senza appesantire i flussi di lavoro e mantenendo il presidio metodologico in capo agli specialisti. GeoAnomalySentinel combina automazione, tracciabilità e controllo dei risultati con un obiettivo molto concreto: rendere più chiara e gestibile la valutazione del rischio archeologico nelle fasi decisionali della progettazione”, dichiara Andrea Ceschini, CEO e co-founder di GRID+. Dopo una prima fase di sperimentazione, Italferr e GRID+ proseguono il lavoro su una fase di implementazione su scala più ampia, orientata a consolidare processi, integrazioni e riuso del sistema in contesti operativi eterogenei (in funzione delle esigenze progettuali e delle specificità territoriali).
In Germania lo Stato acquista il 25,1% del gestore elettrico Tennet, transazione da 3,3 miliardi di euro
Lo Stato tedesco ha acquisito il 25,1% di Tennet Germany, una holding olandese che controlla circa 14.000 chilometri di rete elettrica ed è più grande gestore di reti in Germania, nella quale sono attivi anche altri tre gestori. È la stessa azienda a renderlo noto. Per la transazione, la Germania pagherà 3,3 miliardi di euro. Tuttavia, in futuro potrebbero aggiungersi ulteriori spese, poiché Berlino intende mantenere la quota del 25,1% anche in caso di ulteriori aumenti di capitale. La Germania ha acquisito tramite la banca pubblica Kfw la quota che fino ad oggi era in mano dello Stato olandese. Un’acquisizione era già stata tentata nell’estate del 2024 e allora, ricorda il quotidiano economico Handelsblatt si puntava all’acquisto del 100% delle quote. Tuttavia, l’accordo era fallito all’ultimo minuto perché i ministri del governo Scholz non sono riusciti a trovare un accordo sulle rilevanti spese che l’acquisto comportava. L’ingresso dello Stato in queste compagnie ha diverse ragioni: da un lato la qualificazione di queste infrastrutture come critiche e, quindi, meritevoli di una particolare attenzione. Ma anche per condividere con le stesse imprese le spese per la trasformazione della rete per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica. I precedenti governi avevano più volte avanzato l’idea di riunire tutti e quattro i gestori della rete di trasmissione elettrica tedesca in una sorta di società per azioni.
Maire: Tecnimont e Baker Hughes collaborano su iniziative Lng a livello globale
Tecnimont (Integrated E&C Solutions) e Baker Hughes, una società di tecnologia in campo energetico, hanno firmato un protocollo d’intesa non esclusivo per esplorare opportunità di cooperazione su progetti di gas naturale liquefatto (LNG) modulari e scalabili a livello mondiale. Lo annuncia il gruppo Maire. In base all’accordo, le due società valuteranno alcune iniziative nell’LNG che incorporano la soluzione modulare NMBL™ LNG di Baker Hughes per i progetti di liquefazione. L’accordo fornisce un quadro strutturato per valutare i requisiti del progetto, gli ambiti di lavoro e determinare il modello di cooperazione più adatto. Questo approccio coordinato di fornire soluzioni LNG di nuova generazione, si basa sulla comprovata esperienza di TECNIMONT nell’esecuzione di progetti EPC complessi lungo la catena del valore nel settore energetico e sulle soluzioni avanzate di Baker Hughes per la liquefazione del gas e produzione di energia. In un contesto globale che richiede la sostituzione del carbone, e fornire risorse energetiche a più basso impatto carbonico, l’LNG continua a ricoprire un ruolo centrale nello scenario energetico e le soluzioni modulari e scalabili sono destinate a diventare sempre più determinanti, garantendo maggiore flessibilità e tempi più rapidi di commercializzazione. La collaborazione risponde in modo efficace alla crescente domanda di infrastrutture LNG flessibili, efficienti e a basse emissioni che supportino sia la sicurezza energetica che i percorsi di decarbonizzazione. Alessandro Bernini, CEO di MAIRE, ha commentato: “Questo accordo rappresenta un altro importante passo nella nostra strategia per supportare l’evoluzione della catena di valore del gas con soluzioni modulari ad alta efficienza. Combinando la leadership esecutiva di Tecnimont con le soluzioni di liquefazione all’avanguardia di Baker Hughes, ci posizioniamo per soddisfare la crescente domanda di LNG con soluzioni flessibili che supportino la sicurezza dell’approvvigionamento e un sistema energetico più sostenibile”.
Adani Defence & Aerospace e Leonardo avviano a una partnership strategica per lo sviluppo di un ecosistema elicotteristico in India
Adani Defence & Aerospace, società di Adani Enterprises Ltd attiva nel campo della difesa e dell’aerospazio nonché attore di primo piano nei settori di
riferimento in India, e Leonardo hanno annunciato oggi la firma di un memorandum of understanding. Attraverso questo accordo i due partner realizzeranno un ecosistema industriale integrato in ambito elicotteristico in India, rispondendo alla crescente domanda del mercato militare nazionale e sostenendo il paese verso l’autosufficienza nella produzione di elicotteri. Al fine di soddisfare requisiti delle forze armate indiane, in particolare con avanzati modelli
di elicottero di Leonardo quali l’AW169M e l’AW109 TrekkerM, la collaborazione assicurerà una graduale localizzazione, solide capacità manutentive, di riparazione e revisione, e servizi completi di addestramento per i piloti. Mettendo a sistema le competenze di Leonardo nella progettazione e realizzazione di
elicotteri, riconosciuta a livello mondiale, e quelle di Adani Defence nei settori dell’aerospazio e difesa, quest’iniziativa consente di fare progressi verso la realizzazione della visione espressa dai principi dell’Aatmanirbhar Bharat (autosufficienza nazionale), e rafforza la preparazione della difesa indiana con la possibilità di estendere tali capacità anche ad applicazioni nell’aviazione civile e alla catena di fornitura internazionale. Questo ecosistema promette di avere un forte impatto di trasformazione dal punto di vista economico: migliaia di posti di lavoro altamente qualificati nei settori dell’ingegneria, della produzione, della logistica e dei servizi di supporto, rafforzando il ruolo dell’India quale hub competitivo per la produzione di elicotteri. Gian Piero Cutillo, Managing Director di Leonardo Helicopters, ha commentato: “Siamo estremamente lieti di unire le forze con Adani per contribuire alla visione dell’India per un
rafforzamento progressivo della propria industria di aeromobili ad ala rotante, consentendo così al Paese di accedere alle tecnologie avanzate e alle capacità operative che merita. Guardiamo con grande interesse ai prossimi sviluppi di questo percorso, facendo leva sulle nostre competenze complementari per offrire le soluzioni migliori”. Questa collaborazione strategica ridefinisce il settore aerospaziale indiano, rafforza l’autonomia nel campo della difesa e posiziona il paese quale hub affidabile e globale per la costruzione e il supporto di elicotteri.
Gefran: investimento di 20 milioni per il nuovo polo produttivo a Provaglio d’Iseo, diventerà il nuovo headquarter del gruppo
Gefran, multinazionale italiana leader nella progettazione e produzione di sensori, componenti e soluzioni per l’automazione industriale, annuncia l’avvio del cantiere del nuovo polo produttivo e tecnologico a Provaglio d’Iseo che diventerà anche il nuovo headquarter del Gruppo. L’intervento, dal valore complessivo di 20 milioni di euro, consiste nella riqualificazione e nell’ampliamento di un edificio già di proprietà dell’azienda e il nuovo complesso, inserito in un’area di quasi 20.000 metri quadrati, si estenderà su una superficie lorda di circa 13.000 metri quadrati. La nuova sede si inserisce nel sistema produttivo presente a Provaglio d’Iseo e ne rafforza le sinergie, dando vita a un polo integrato costituito da tre stabilimenti collegati tra loro: una configurazione che ottimizza i flussi e rende più efficiente il coordinamento tra le attività. Il progetto riflette la visione imprenditoriale di lungo periodo, quella della seconda generazione di Gefran, che sceglie di investire in ciò che considera uno degli asset strategici per la crescita del Gruppo: lo spazio in cui tecnologia, innovazione e qualità del lavoro trovano coniugazione e finalità concreta. Il termine dei lavori, iniziati nel novembre dello scorso anno, è previsto per marzo 2027, con l’avvio delle attività produttive già dal mese successivo. Nel secondo trimestre del 2027 verranno ultimate anche le aree dedicate alle funzioni corporate e direzionali, portando così alla piena operatività dell’intero headquarter. La rigenerazione dell’area industriale è accompagnata da un progetto del verde sviluppato a partire da uno studio agronomico dedicato, che privilegia specie autoctone e soluzioni capaci di rispettare la biodiversità del territorio, mitigando l’impatto del polo e valorizzando il paesaggio. Gli spazi sono stati concepiti per evolvere nel tempo, con ambienti flessibili e riconfigurabili, con una porzione dell’edificio mantenuta volutamente aperta a future espansioni. A questo si affiancano interventi di efficientamento energetico e la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 500 kWp, a supporto del fabbisogno energetico del sito e coerenti con un modello di sviluppo sostenibile e responsabile. “Questo investimento guarda lontano. È il passo necessario per garantire continuità all’azienda e consolidarne la stabilità per i prossimi decenni – ha dichiarato Maria Chiara Franceschetti, Presidente di Gefran –. Crediamo nel Made in Italy e siamo convinti che la nostra manifattura sia ancora competitiva grazie alle tecnologie innovative dei processi produttivi e all’integrazione verticale che ci caratterizza. Quindi scegliamo di mantenere qui il cuore dei nostri processi, in un ambiente di lavoro che integra funzioni, competenze e flussi operativi in modo efficace. Pertanto, serve spazio, aree progettate per favorire la collaborazione e migliorare la vicinanza tra le diverse funzioni dell’azienda, perché la prossimità fisica è valore concreto: riduce i tempi, migliora la qualità delle decisioni e rafforza la continuità dei processi. I luoghi che abitiamo mentre lavoriamo modellano il nostro stato mentale: contesti luminosi, equilibrati e curati favoriscono concentrazione, serenità e sicurezza. Per queste ragioni, il contesto e l’ambiente che stiamo costruendo contribuiscono al benessere delle nostre persone, che sono il nostro asset più importante. Questo progetto rappresenta un segno concreto di ciò che siamo e di come vogliamo continuare a crescere. È una scelta che rafforza la nostra volontà di fare impresa nel lungo periodo e che conferma la fiducia nel valore delle nostre radici.”
Rifiuti, Locatelli (Anci) : “Favorevoli a riduzione borse di plastica, più risorse ai Comuni sui controlli”
“Come Anci esprimiamo pieno favore verso ogni iniziativa che riduca l’utilizzo di borse di plastica non compostabili. Per i Comuni questo tema è cruciale: le borse in plastica tradizionale sono infatti difficili da distinguere per i cittadini e finiscono troppo spesso nella raccolta dell’organico. Come amministrazioni siamo impegnati da tempo sul terreno della raccolta differenziata e del riciclo anche con gli accordi sottoscritti con il Conai, chiediamo solo che il decreto interministeriale sia sottoposto anche a parere in Conferenza Unificata”. Lo ha evidenziato il vicepresidente dell’Anci Stefano Locatelli, intervenendo davanti Commissione Ambiente della Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di legge che mira a modificare il Codice dell’Ambiente per regolare più severamente la detenzione e commercializzazione delle borse di plastica. Il vicepresidente Anci ha ricordato come “il problema principale che abbiamo sui territori è che per il cittadino medio è indistinguibile il sacchetto di plastica da quello biodegradabile e nella maggior parte dei casi succede ancora che nella raccolta differenziata viene conferito all’interno della parte compostabile”. Tutto questo “genera un peggioramento significativo della qualità dell’umido, aumento degli scarti, maggiori costi di trattamento e difficoltà nella produzione di compost di qualità. È quindi fondamentale – ha aggiunto – limitare alla fonte la presenza di materiali che possono confondere l’utente”. Locatelli, inoltre, ha precisato la necessità che accanto ad una semplificazione normativa siano previsti finanziamenti adeguati. “Perché le norme siano davvero efficaci, servono maggiori risorse per i controlli su importazioni, distribuzione e punti vendita, senza cui, anche le migliori regole rischiano di non produrre risultati. In questo senso la nostra richiesta è di destinare più fondi ai Comuni per poter garantire maggiori controlli, perché comunque tutto passa da lì”, ha detto. “Per questi motivi Anci – ha concluso il vicepresidente – accoglie positivamente la direzione del provvedimento e conferma la piena disponibilità a collaborare per migliorare la qualità della raccolta organica e l’efficacia delle misure lungo tutta la filiera”.
Consob: nel 2025 Borsa ai massimi ma il sistema resta sottodimensionato
Nel 2025 il mercato azionario corre e la capitalizzazione tocca in Italia il record storico di 1.077 miliardi di euro spinta dal rialzo dei corsi, nonostante il numero di società quotate sul mercato regolamentato sia sceso sotto le 200 unità. Sono alcuni dei numeri chiave presenti nel rapporto Capital Markets in Italy, pubblicato oggi dalla Consob. Lo studio mette in evidenza alcune delle dinamiche strutturali del mercato italiano fra le quali, ad esempio, la liquidità complessiva, che ha registrato un calo nell’ultimo decennio: su Euronext Milan il controvalore scambiato in un anno sul totale della capitalizzazione è passato, in media, da quasi il 100% nel 2015 all’88% nel 2025. Questo in un contesto di crescente concentrazione del mercato, dove la capitalizzazione delle prime dieci società su Euronext Milan rappresenta il 55% del totale rispetto al 37% nel 2015. Dal 2010 il rapporto stima che l’impatto del flusso di ammissioni e revoche sul mercato italiano è stato negativo per circa 96 miliardi, di cui 72 nell’ultimo quinquennio. In generale, la Borsa continua a mostrare dimensioni non in linea con le potenzialità dell’economia del Paese: rappresenta solo lo 0,8% del mercato azionario mondiale, nonostante il Pil italiano valga oltre il 2% di quello globale. In questo quadro si colloca lo sviluppo del private equity: in Italia gli investimenti continuano a crescere, con un +17% nella prima metà del 2025, nonostante si registri un calo della raccolta, in linea con la netta contrazione della raccolta globale (-33%). Negli ultimi dieci anni le risorse messe a disposizione delle imprese italiane da parte del private equity sono state quasi il triplo dei proventi di tutte le Ipo su Euronext Milan e Euronext Growth Milan.
Un maggiore sviluppo del mercato dei capitali appare raggiungibile alla luce dell’elevata ricchezza finanziaria delle famiglie italiane (6.148 miliardi di euro a giugno 2025). Una quota rilevante di questa ricchezza (26%) è oggi rappresentata da contante e depositi: un valore significativo se comparato con il dato degli Stati Uniti (11%), ma comunque inferiore alla media dell’area euro (32%). La porzione allocata in bond risulta superiore alla media dell’area euro (8% contro 3%), mentre il 19% è collocato in prodotti assicurativi e previdenziali, quota inferiore a quanto osservato nell’area euro (27%) e negli Stati Uniti (28%). L’industria domestica del risparmio gestito mostra ancora dimensioni contenute rispetto alle potenzialità dell’economia nazionale, attestandosi al 70% del Pil (valore lontano dal 350% in UK, 187% nei Paesi Bassi e 180% in Francia) e un’esposizione ancora limitata verso le azioni italiane (7% del patrimonio). Gli attivi dei fondi pensione rappresentano invece il 9% del Pil, in linea con Germania e Francia ma ancora sottodimensionati rispetto a Paesi Bassi (146%) e Svezia (51%). Le analisi confermano l’importanza delle misure volte a favorire un maggiore sviluppo del mercato dei capitali, come le iniziative di semplificazione dei prospetti obbligazionari condotte dalla Consob negli ultimi anni: nel 2025 l’incidenza sul totale dei bond emessi da società italiane e quotati sui mercati domestici è risultata superiore al valore medio registrato nei dieci anni precedenti (14% a fronte del 3,5%).
DDl architettura, OICE: Il concorso strumento utile ma non unico, accertare prima l’esperienza e la capacità del concorrente
Il concorso è uno strumento utile ma non unico, vanno acceertate prima l’esperienza e la capacità del concorrente. Sono queste le posizioni principali espresse oggi pomeriggio dall’OICE – l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria – rappresentata dal vicepresidente Alfredo Ingletti e dal Direttore Generale Andrea Mascolini, nel corso dell’audizione svolta presso la settima commissione (Cultura) del Senato sui due disegni di legge (n. 1112 e 1711). Dopo avere apprezzato le finalità delle due proposte, miranti a promuovere la qualità dell’architettura e del progetto, l’OICE ha espresso delle riserve su alcuni punti del provvedimento ritenuto in via generale prevalentemente orientato sui profili estetici e su una centralità della figura dell’architetto tale da squilibrare quell’integrazione di competenze che caratterizza necessariamente un’adeguata e corretta progettazione e coinvolge non solo le figure degli ingegneri, singoli, associati o organizzati in società, ma anche tante altre figure tecnico-professionali. Nel suo intervento Alfredo Ingletti si è soffermato principalmente sulla disciplina dei concorsi: “siamo assai perplessi sull’obbligo generalizzato del concorso perché oggi, per come sono gestiti i concorsi che generalmente si risolvono in un inutile dispendio di tempo, risorse e energie: ci si ritrova a produrre anche 20/30 PFTE in un concorso di cui uno solo verrà sviluppato. Un costo irragionevole che potrebbe essere contenuto se soltanto si scegliesse di fare come in Francia, selezionando 5 soggetti fra quelli in possesso di adeguati requisiti e chiedendo solo a loro di produrre il progetto. Solo così si coniugherebbe efficientemente scelta del progetto e scelta del progettista. C’è poi il problema dei tempi spesso non compatibili con le esigenze delle stazioni appaltanti e quello, altrettanto fondamentale, della mancata richiesta dei requisiti di capacità economica-organizzativa e tecnico-professionale a tutti i concorrenti prima dello svolgimento del concorso, cosa che eviterebbe di rimettere pesantemente mano al PFTE quando si sviluppa l’esecutivo. Per queste ragioni non siamo favorevoli alla proposta di rendere di fatto obbligatorio il ricorso ai concorsi ben oltre la casistica attuale.” La posizione OICE espressa in Commissione è quindi chiara: nessuna deroga alla disciplina del codice appalti e ridefinizione dei concorsi sul modello francese con preventiva richiesta dei requisiti necessari a sviluppare tutta la fase progettuale, ammettendo i raggruppamenti in grado di assicurare l’Amministrazione sulla realizzabilità del progetto vincitore nei tempi e ai costi preventivati.
Fondazione Inarcassa al Senato: “Riformare la legge sull’architettura per un futuro urbano sostenibile”
La Vicepresidente di Fondazione Inarcassa, Arch. Bruna Gozzi, è stata audita oggi dalla 7ª Commissione Cultura del Senato sui Disegni di Legge n. 1112 e n. 1711, che trattano della promozione e valorizzazione dell’architettura. Fondazione Inarcassa, punto di riferimento di oltre 175.000 architetti e ingegneri liberi professionisti, ha espresso pieno supporto ai disegni di legge, riconoscendo il loro potenziale nell’affrontare le sfide contemporanee legate alla rigenerazione urbana.
Durante l’audizione, è stato sottolineato come entrambi i provvedimenti rappresentino una fondamentale occasione per migliorare la qualità della vita nelle città italiane. “Una legge sull’architettura deve tenere conto del benessere collettivo e delle future generazioni, e la rigenerazione urbana deve essere vista come un processo di trasformazione sociale oltre che edilizia, uno strumento per meglio rispondere alle sfide ambientali e sociali contemporanee ” ha spiegato Gozzi.
Un altro tema centrale è stato quello dei concorsi di progettazione. Fondazione Inarcassa ha chiesto di privilegiare i concorsi in due fasi, un sistema che permette di selezionare progetti di alta qualità e dà spazio anche a giovani professionisti. “I concorsi in due fasi garantiscono una selezione che non si basa sul ribasso economico, ma sulla qualità del progetto, e favoriscono l’inclusione di giovani talenti,” arrivando anche all’affidamento dell’incarico professionale, ha affermato Gozzi, mentre i concorsi di idee, risultano inadeguati per raggiungere risultati concreti e di valore.
L’Arch. Gozzi ha anche sottolineato l’importanza di un approccio multidisciplinare alla progettazione, che includa architetti, ingegneri e professionisti provenienti da altre aree, come la sociologia e l’antropologia. Questo approccio, secondo la Vicepresidente di Fondazione Inarcassa, è cruciale per affrontare le sfide sociali e ambientali legate alla trasformazione delle città.
Inoltre, è stata avanzata la proposta di estendere la collaborazione con il Ministero della Cultura anche agli ordini professionali degli ingegneri, oltre agli ordini degli architetti, per garantire un’azione congiunta e integrata tra tutte le categorie professionali coinvolte.
Fondazione Inarcassa ha proposto di ampliare la rappresentanza nel Consiglio Nazionale per la Qualità dell’Architettura, includendo architetti, ingegneri e esperti di sociologia e antropologia, e di estendere il ruolo di “Progettista della città” anche agli ingegneri, per una progettazione urbana più completa. La Vicepresidente ha concluso il suo intervento con un appello affinché le modifiche
proposte vengano considerate per creare una normativa che non solo tuteli l’architettura e il paesaggio, ma che promuova anche uno sviluppo urbano sostenibile e inclusivo. “Confidiamo che queste modifiche possano contribuire a scrivere una legge che valorizzi i progettisti e favorisca la crescita armoniosa delle città italiane,” ha dichiarato Gozzi.
Mario Cucinella Architects per Estel il nuovo show-room come spazio di racconto tra rinnovata identità aziendale e nuove linee di prodotto per l’ufficio-ecosistema
Con l’inaugurazione del nuovo showroom Estel, progettato da MCA – Mario Cucinella Architects, prende forma una collaborazione che segna una nuova fase per il brand. La realizzazione rappresenta il primo intervento della Direzione Artistica affidata allo studio MCA – Mario Cucinella Architects, orientata a integrare architettura, prodotto e spazio di lavoro in un contesto sostenibile. L’ufficio-ecosistema immaginato da MCA – Mario Cucinella Architects per Estel è caratterizzato da interdipendenza. Gli spazi fisici diventano fluidi e adattabili: open space, zone di concentrazione, aree di socialità e coworking rispondono a esigenze diverse, favorendo il dialogo e l’innovazione. Le tecnologie digitali fungono da connettori vitali, garantendo la continuità dell’attività anche in contesti ibridi, dove il confine tra presenza e distanza si dissolve. Il lavoro sullo showroom nasce dall’intento di MCA – Mario Cucinella Architects di restituire all’esterno la cifra del valore e della storia di Estel, attraverso la realizzazione di uno spazio espositivo dedicato ai prodotti in un frame di racconto più ampio, dove contaminazione tra design e impresa, artigianato e saper fare, passione e curiosità si incontrano per porre le basi dei futuri capitoli del mondo Estel. La scelta di MCA – Mario Cucinella Architects come Direttore Artistico di Estel nasce da una visione condivisa sul ruolo e sull’evoluzione degli spazi di lavoro. Per Estel, l’ufficio contemporaneo è un ambiente in trasformazione, chiamato a rispondere a nuove modalità operative, a una maggiore attenzione al benessere delle persone e a una crescente responsabilità nei confronti dell’ambiente. All’interno di questo percorso, la direzione di MCA – Mario Cucinella Architects rafforza un approccio progettuale che considera lo spazio di lavoro come un sistema complesso, da leggere nella sua relazione con le persone, con l’organizzazione e con il contesto in cui si inserisce. Un contributo che si traduce in soluzioni capaci di coniugare qualità progettuale, sostenibilità e funzionalità, senza separare forma e contenuto. La collaborazione tra Estel e MCA – Mario Cucinella Architects si fonda quindi su una visione comune del workplace come ecosistema dinamico, in cui il design diventa uno strumento concreto per migliorare l’esperienza quotidiana del lavoro. “L’ufficio moderno è un ecosistema: occorre abbandonare il modello classico di ambiente arredato e considerare lo spazio dove si lavora come una materia viva, che interagisce con persone, luci, forme, movimento.” Mario Cucinella, Founder & Creative Director di MCA – Mario Cucinella Architects. La collaborazione tra Estel e lo studio MCA – Mario Cucinella Architects si articola in un percorso di art direction volto a valorizzare la storia dell’Azienda e del suo artigianato industriale di qualità che ha attraversato le diverse stagioni del settore del mobile. Il lavoro è stato declinato a più livelli: dallo studio della nuova immagine coordinata, a firma di Zup Design, al progetto del nuovo spazio espositivo dell’Azienda a Thiene, fino allo sviluppo di un nuovo prodotto – denominato Dolomite in omaggio alle Dolomiti e quindi al Veneto come regione d’origine di Estel – che potesse rispondere alle moderne esigenze dell’ufficio come ecosistema, integrando design e funzionalità. “Il nostro lavoro di Art Direction è teso a esporre un valore che c’è già in Azienda, restituendolo in un linguaggio che includa il prodotto, ma che sappia andare oltre, abbracciando tutta la storia di Estel. Abbiamo immaginato lo showroom come uno spazio di racconto a più livelli: dalla storia imprenditoriale della famiglia Stella, che si è intrecciata e incrociata con il lavoro di architetti importanti che hanno contribuito al successo del design Italiano, fino a dare spazio ai prodotti realizzati in questi anni, dalla fascia direzionale alta fino a quelle più operative. Uno spazio che esprima la cura che la Famiglia Stella ha sempre riposto nel lavoro sul prodotto e in tutti i suoi aspetti, anche quelli più piccoli.” Mario Cucinella, Founder & Creative Director di MCA – Mario Cucinella Architects.
Durante l’inaugurazione del nuovo showroom Estel è stato presentato in anteprima Dolomite, il primo prodotto nato dalla collaborazione con MCA – Mario Cucinella Architects. Dolomite è un sistema di arredo ufficio composto da scrivanie operative, librerie, tavoli meeting e soluzioni per le aree break. I pannelli strutturali, i divisori fonoassorbenti, le ante e gli accessori metallici ricordano la forma utilizzata nella nuova immagine coordinata e rimandano alla silhouette delle Dolomiti, in omaggio alla Regione di origine di Estel. Il sistema Dolomite è ideato per adattarsi, in maniera semplice, alle necessità degli utenti – muoversi, collaborare, riposare – riflettendo l’approccio di MCA per una progettazione improntata alla cura dei luoghi e delle persone che li vivono. Gli stessi materiali sono scelti in base a una logica di attenzione sia ambientale che sociale: il luogo di lavoro deve proteggere e promuovere il benessere psico-fisico del lavoratore. La scrivania, in particolare, è progettata per offrire massima flessibilità e comfort nell’ambiente di lavoro contemporaneo: caratterizzata da pannelli di legno modulari e componibili, consente di creare configurazioni su misura per ogni esigenza, dal singolo desk operativo alle postazioni condivise, valorizzando l’uso dello spazio disponibile e fornendo all’utente spazi contenitivi, possibilità di personalizzazione, capacità di isolamento e il comfort di un ambiente dedicato al lavoro. Una parte del piano è elevabile, favorendo l’alternanza tra la posizione seduta e quella eretta. Inoltre, i pannelli fonoassorbenti integrati garantiscono un’elevata qualità acustica, mentre l’illuminazione incorporata assicura una luce uniforme e funzionale. L’innesto di elementi verdi, come vaschette per piante e sistemi di micro-vegetazione, contribuisce a creare un ambiente più naturale e stimolante. Il prodotto sarà svelato nella sua interezza e modularità in occasione del Salone del Mobile 2026, e declinato seguendo la filosofia dell’Italian Smart Office, confermando la visione condivisa di Estel e MCA per un design attento alla qualità dello spazio, alla sostenibilità e alla centralità delle persone.
“Con l’ingresso di Mario Cucinella come Direttore Artistico, Estel avvia un percorso di evoluzione che coinvolge l’identità del brand, il modo di progettare e il ruolo stesso dell’ufficio contemporaneo. Crediamo che gli spazi di lavoro saranno sempre più centrali nelle strategie delle aziende e dovranno essere progettati per risultare attrattivi, responsabili e in grado di rispondere alle aspettative delle nuove generazioni e dei professionisti. La collaborazione con MCA – Mario Cucinella Architects si inserisce in questa visione, unendo qualità progettuale, attenzione all’ambiente e una lettura consapevole dei cambiamenti in atto nel mondo del lavoro”, ha dichiarato Alberto Stella, Presidente Estel Group. Per Mario Cucinella, Founder & Creative Director di MCA – Mario Cucinella Architects, “Estel è una realtà italiana di valore, capace di produrre qualità internamente grazie a un livello importante di artigianato industriale. Dietro al prodotto Estel e a quello che si vede, c’è una storia tutta italiana di una famiglia che ha letto e attraversato le diverse stagioni del settore del mobile sapendo muoversi nei diversi segmenti, dall’ufficio fino alla casa. Nel solco di questo percorso si avvia una collaborazione che si pone l’obiettivo di prendersi cura di questo patrimonio di conoscenza ed esperienza, per illuminarlo da un altro punto di vista e far così affiorare in superfice il suo intrinseco portato culturale e sociale”. La collaborazione tra Estel e MCA – Mario Cucinella Architects si inserisce in un percorso di lungo periodo, che accompagnerà l’evoluzione del brand attraverso nuovi progetti, spazi e prodotti. Un dialogo continuo tra industria e architettura, orientato a sviluppare soluzioni per il workplace contemporaneo, in linea con i valori di sostenibilità, qualità e centralità della persona.
Schroders Capital e UPP avviano una partnership strategica nel settore immobiliare logistico e industriale europeo
Schroders Capital e University Pension Plan Ontario (UPP) hanno avviato una partnership strategica per investire in immobili logistici e industriali di alta qualità nel Nord-Ovest dell’Europa. La partnership si è concretizzata grazie all’investimento di UPP nel Real Estate Gateway Fund, un portafoglio di asset logistici e di magazzinaggio industriale nei Paesi Bassi. Questa partnership unisce capitali a lungo termine e competenze settoriali, con un focus condiviso sulla creazione di valore nel lungo periodo e sull’integrazione di fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) rilevanti nella gestione degli asset, a supporto di un’efficace gestione del rischio e della sicurezza pensionistica nel lungo periodo. L’operazione sostiene inoltre la strategia di UPP di costruire un portafoglio immobiliare ben diversificato, orientato a rendimenti stabili e di lungo termine per i propri aderenti. Il team real estate di Schroders Capital si concentra su una gamma di asset logistici industriali urbani di medie dimensioni, situati in aree a elevata domanda, inclusi terreni a reddito e soluzioni per la distribuzione dell’ultimo miglio. Il Fondo punta a generare rendimenti stabili nel lungo periodo, correlati all’inflazione, attraverso una combinazione di rivalutazione del capitale e reddito, grazie al lavoro del team real estate di Schroders Capital, composto da oltre 50 professionisti, che fa leva su una solida competenza operativa locale nei principali mercati e su un track record di sovraperformance rispetto al benchmark di settore sin dall’avvio della gestione degli asset nel 2006. Peter Martin Larsen, Senior Managing Director e Head of Private Markets di UPP, ha dichiarato: “Siamo lieti di aver avviato questa partnership con Schroders Capital. L’investimento è in linea con la nostra strategia, che mira a costruire un portafoglio immobiliare resiliente e capace di generare reddito, attraverso collaborazioni con primari specialisti del settore e investendo in mercati caratterizzati da solidi fondamentali. Il Real Estate Gateway Fund offre esposizione a un portafoglio diversificato di asset industriali core europei, in grado di garantire un’efficace protezione dall’inflazione, flussi di reddito stabili nel lungo periodo e una solida resilienza al ribasso. Grazie alla partnership con Schroders, rafforziamo la nostra piattaforma immobiliare europea, posizionando al contempo il portafoglio per offrire ai nostri aderenti rendimenti affidabili, di lungo termine e indicizzati all’inflazione”. Nick Montgomery, Global Head of Real Estate di Schroders Capital, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di accogliere UPP nel nostro Real Estate Gateway Fund come partner strategico e investitore. L’approccio di lungo periodo di UPP e la sua forte attenzione agli investimenti responsabili sono pienamente allineati ai nostri valori. Questa partnership testimonia la crescente fiducia degli investitori istituzionali nella nostra piattaforma e conferma la solidità e la rilevanza della nostra strategia paneuropea e settoriale, orientata a rendimenti sicuri e sostenibili”.
Da MCE e GEN Emirates tre nuovi appuntamenti di approfondimenti sul mercato arabo dell’impiantistica
Tornano gli appuntamenti dedicati al mercato arabo dell’impiantistica, nati dalla sinergia tra MCE Mostra Convegno Expocomfort e GEN Emirates, la società che si occupa di offrire supporto alle aziende interessate a una presenza stabile e duratura nella regione araba. Dopo il primo appuntamento di settembre, introduttivo sullo scenario arabo, i 3 nuovi incontri online vedono l’approfondimento per settore merceologico: 4 febbraio ore 17.00, focus valvole e pompe;18 febbraio ore 17.00, focus trattamento acque; 4 marzo ore 17.00, focus A/C, refrigerazione e ventilazione. Emerge sempre più come l’Arabia Saudita sia oggi uno dei mercati più dinamici e strategici per l’export italiano nel comparto HVAC-R, grazie agli ingenti investimenti governativi in energia, edilizia, infrastrutture e tecnologie sostenibili, come sottolinea Massimiliano Pierini, Managing Director di RX Italy. L’iniziativa con GEN Emirates rientra nel ciclo di studi settoriali e webinar, pensato per supportare le aziende del settore impiantistico nel comprendere meglio le dinamiche di crescita, gli incentivi e le opportunità operative offerte da mercati strategici come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Alla 44 edizione di MCE Mostra Convegno Expocomfort, poi, dal 24 al 27 marzo 2026, 4 nuovi incontri di approfondimento saranno organizzati per esaminare tempi e modi per operare nelle penisola araba.