L'INTERVENTO DELL'AD DI FS
Donnarumma: “Nel 2026 puntiamo a 20 mld di investimenti. Su RAB ragioniamo ancora ma siamo orientati ad altre collaborazioni fra pubblico e privato”. La sfida sulla RoSCo: “Vedremo…”

Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato Fs
Un intervento di pochi minuti quello con cui Stefano Antonio Donnarumma chiude il convegno organizzato dalla fondazione Merita sull’Alta velocità Salerno-Reggio Calabria. Eppure, denso di notizie.
La prima, subito in attacco: “Nel 2025 abbiamo fatto 18 miliardi di investimenti di cui 11,5 imputabili a RFI, quindi all’infratsruttura ferroviaria. Polverizzati tutti i record precedenti, abbiamo fatto 6-7 miliardi più di quanto si spendesse in media negli anni precedenti. E nel 2026 vogliamo fare ancora meglio, puntiamo a 20 miliardi”.
Seconda notizia. “Al modello RAB – ha detto Donnarumma – stiamo ancora lavorando da più di un anno con i colleghi del MEF e del MIT per capire se sia adattabile alle ferrovie che hanno una serie di peculiarità normative tutte loro, di proprietà, di assetti regolatori. Ma penso che troveremo soluzioni alternative e integrate di finanziamento, perché il modo migliore sarà comunque quello di unire la forza del pubblico e del privato, prospetticamente, per finanziare opere di questa importanza”. Niente di più, ma è già molto per dire che al modello RAB si sta sostituendo un modlelo alternativo, tutto da scoprire.
Terzo fronte, delicatissimo, il rapporto con la filiera. “Dobbiamo pianificare a 10 o 20 anni – ha detto Donnarumma – perché solo in questo modo si possono realizzare grandi opere infrastrutturali, ottimizzando progettazione, ingegnerizzazione e realizzazione dei progetti. Tutta la filiera in quest’ottica diventa molto più efficace perché si organizza sul medio lungo termine. Pensate ai tanti imprenditori italiani che ogni giorno combattono battaglie non semplici per rimanere in piedi con le loro imprese: sapere che per i prossimi dieci anni hanno una certezza di lavorare per un certo sistema, gli consente di assumere, investire, si rendono solidi anche finanziariamente”. Parole nuovissime dall’ad di Fs quelle sulla filiera. Sarà perché adesso, con l’acquisizione di Pizzarotti, anche lui è un imprenditore delle costruzioni?
Una battuta sul Sud. “Con i soldi dei cittadini italiani – ha detto Donnarumma – si sono realizzate le famose infrastrutture della T dell’Alta velocità che ha riguardato principalmente il centro-nord del paese. Ora mi piacerebbe vedere che con i soldi dei ricchi finanziatori si possa realizzare l’infrastruttura per i più umili meridionali come me. Sarà una grande svolta per questo Paese, anche perché il centro-sud ha da offrire tantissimo”.
Incalzato da Maria Cristina Carlini di DIAC, che modera il dibattito, Donnarumma risponde anche sul decreto Pnrr che dovrebbe andare a giorni in Consiglio dei ministri. La domanda puntuale è sulla RoSCo, la Rolling Stock Company, concordata con la Ue nel Pnrr, che dà molto fastidio all’ad delle Fs. E infatti il commento ha un tono di sfida. “Ha detto il viceministro Rixi – dice – che ci sono riunioni in corso su quel decreto, quindi io aspetterei di vedere come finisce prima di rispondere…”.