ASTE
Dal gioiello liberty all’ufficio in centro, Notariato e Invimit mettono all’asta due immobili a Torino
IN SINTESI
Per aggiudicarsi uno dei simboli del Liberty torinese occorre poco più di un milione e mezzo di euro. Villa Javelli, storico complesso dei primi del Novecento, è infatti al centro di una procedura d’asta con base fissata a 1,4 milioni di euro. Ma non è l’unico immobile messo sul piatto dal Consiglio Nazionale del Notariato, insieme a Invimit SGR – la società controllata dal Ministero dell’Economia che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico – che ha pubblicato un bando di asta per la vendita di due complessi immobiliari a Torino, appartenenti al Fondo “i3-Sviluppo Italia”, comparto Regione Piemonte, gestito dalla stessa società pubblica.
L’operazione rientra nel più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale. Nel 2024 la Regione Piemonte ha infatti conferito a Invimit SGR sei immobili di proprietà regionale situati a Torino, tra cui Villa Javelli. Come riportato sul sito istituzionale della Regione, l’operazione – dal valore complessivo di 17,7 milioni di euro – mira a valorizzare il portafoglio immobiliare attraverso affitti, vendite o interventi di ristrutturazione, in linea con le condizioni di mercato e in collaborazione con gli enti coinvolti. L’iniziativa punta inoltre a garantire un ritorno finanziario immediato e una partecipazione agli utili generati dai singoli percorsi di valorizzazione.
Le aste, che si svolgeranno in modalità telematica, sono in programma per il prossimo 24 febbraio. Le offerte dovranno essere consegnate entro le ore 17 del 23 febbraio secondo le modalità riportate nel disciplinare d’asta.
Villa Javelli

Il primo immobile oggetto della procedura è Villa Javelli con un prezzo a base d’asta fissato, come detto, a 1,4 milioni di euro.
L’immobile si estende su oltre 1.200 metri quadrati ed è composto da quattro edifici, un giardino interno e numerosi elementi architettonici tipici dello stile Liberty: balconcini in ferro battuto, una struttura volumetrica irregolare e ampie vetrate dai toni verde salvia, azzurro e giallo oro, ispirate a motivi floreali e vegetali.
Villa Javelli si trova in una zona di pregio della città, a ridosso del parco del Valentino, tra via Petrarca e via Cabrera. Progettata dall’architetto Raimondo D’Aronco nei primi anni del ’900, la villa presenta anche un camminamento coperto con pensilina e spazi
parcheggio. L’immobile è provvisto di dichiarazioni di conformità urbanistica e catastale (dati catastali e planimetrie), le quali verranno rese
disponibili insieme alla documentazione dell’immobile. L’Ape è in corso di redazione.
L’ufficio in centro

Il secondo bene, situato nel centro cittadino, ha invece una base d’asta di 475 mila euro. L’edificio è situato nella zona centrale storica di Torino, nelle immediate vicinanze di Piazza Castello. L’immobile, di 313 metri quadri, è posto in una corte, all’interno dell’antico isolato di San Gaetano oggi delimitato da Piazza Castello, via Garibaldi, via XX Settembre e Via Palazzo di Città, ed è costituito da un basso fabbricato di due piani fuori terra, un box auto e un piano cantinato a destinazione ufficio privato.
L’immobile è provvisto di dichiarazioni di conformità urbanistica e catastale (dati catastali e planimetrie), le quali verranno rese disponibili insieme alla documentazione dell’immobile. L’Ape è in corso di redazione.
Come avverrà la vendita
La vendita avverrà attraverso la Rete Aste Notarili (Ran) del Consiglio Nazionale del Notariato, la piattaforma dedicata alle dismissioni immobiliari nata dall’accordo siglato lo scorso anno tra il Notariato e Invimit SGR, con l’obiettivo di rendere le procedure più rapide ed efficienti. Come spiegato nella nota congiunta, il sistema consente di partecipare alle aste online, collegandosi dagli studi notarili presenti su tutto il territorio nazionale, garantendo sicurezza e trasparenza grazie al controllo notarile.
La piattaforma Ran permette inoltre di ampliare la platea dei potenziali interessati e di ridurre i costi per gli acquirenti, che non saranno obbligati a recarsi fisicamente nel luogo dell’asta, potendo partecipare tramite i notai abilitati e collegati alla rete.