L'INCONTRO ALL'ANCI

L’Agenda delle Città al centro delle nuove politiche di coesione. Fitto e Manfredi: “Servono coordinamento e flessibilità per le nuove sfide”

23 Gen 2026 di Maria Cristina Carlini

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L’Agenda delle Città al centro delle nuove politiche di coesione. Fitto e Manfredi: “Servono coordinamento e flessibilità per le nuove sfide”

RAFFAELE FITTO VICE PRESIDENTE COMMISSIONE EUROPEA, GAETANO MANFREDI PRESIDENTE ANCI

La nuova Agenda europea per le città, approvata a dicembre,  si pone come un tassello chiave nella ridefinizione delle politiche di coesione dell’Unione europea. Uno strumento che consentirà, o almeno dovrebbe, la definizione di un quadro degli investimenti delle aree urbane, chiamate ad affrontare emergenze e sfide sempre più pressanti, dalla casa alle infrastrutture. In questo quadro, la presentazione dell’Agenda da parte del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto nel corso di un incontro, ieri, con il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi e una delegazione di sindaci, segna l’avvio operativo di un confronto all’insegna di almeno due parole d’ordine: “coordinamento”, quella di Fitto, e “flessibilità”, quella di Manfredi in una prospettiva che vede chiudersi la stagione del Pnrr, nato da un approccio emergenziale e che ha visto i Comuni grandi protagonisti, e rientrare in una nuova ordinarietà delle politiche europee.

E questo Fitto tiene a sottolinearlo: “il Pnrr ha visto un ruolo rilevante da parte dei Comuni e ha dato delle risposte molto importanti e rilevanti, però non dobbiamo dimenticare che il Pnrr è uno strumento straordinario nato con un debito comune per dare una risposta al Covid, non è l’ordinarietà. Noi abbiamo degli elementi molto positivi nel piano nazionale di ripresa e resilienza che se sposati con gli obiettivi e i principi della politica di coesione possono costituire il giusto mix per salvaguardare gli obiettivi e la logica con cui utilizzare queste risorse. Nel corso di questi mesi c’è stata la possibilità di un confronto costante con numerosi sindaci per poter approfondire le questioni relative all’agenda per le città. Oggi presentiamo un risultato già di per sé molto importante, perché a dicembre la Commissione Europea ha approvato la nuova Agenda europea per le città, un lavoro di programmazione che riconosce il ruolo centrale e fondamentale delle città”.

L’Agenda europea per le città, approvata dalla Commissione a dicembre, riconosce formalmente il ruolo centrale delle aree urbane nello sviluppo economico, sociale e infrastrutturale dell’Unione. La sua implementazione, ha spiegato Fitto, dovrà avvenire in modo condiviso tenendo conto delle nuove scelte di bilancio già presentate dalla Commissione lo scorso luglio e attualmente oggetto di confronto con Parlamento e Consiglio. In questo contesto si colloca anche il nuovo “Piano nazionale e regionale” che ogni Stato membro sarà chiamato a predisporre per il periodo 2028-2034, in dialogo con Bruxelles. Accanto all’Agenda per le città, la Commissione sta lavorando a ulteriori strategie tematiche – dalle isole alle aree interne – con l’obiettivo di costruire un approccio coordinato e integrato tra diversi livelli di governo e settori di intervento. Una scelta che riflette la crescente complessità delle sfide territoriali e la necessità di strumenti flessibili, capaci di adattarsi a contesti socio-economici in rapido mutamento. “È in atto una valutazione sul ruolo delle città a livello europeo, quindi noi mettiamo a disposizione lo strumento dell’Agenda fino a quando non partirà il futuro bilancio. Gli Stati membri, le Regioni e le città, nel momento in cui sceglieranno come spendere le risorse per la programmazione dei prossimi sette anni, avranno uno strumento chiaro per il quale si potranno utilizzare questi strumenti”, spiega ancora. “Stiamo preparando in anticipo un terreno, anche seguendo le esperienze pregresse ma ora stiamo invertendo il meccanismo, cioè valutiamo in anticipo e scegliamo per tempo gli strumenti, individuiamo le priorità e mettiamo in condizione chi deve dare risposta a quelle priorità”.

Dal lato degli enti locali, il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi ha evidenziato come molte delle principali sfide europee si giochino oggi nelle città: “abbiamo dei temi che sono prioritari, pensiamo al grande tema della casa accessibile, che è una delle grandi sfide italiane, ma anche europee. Abbiamo i temi delle infrastrutture, essenzialmente le infrastrutture di trasporto, ma anche quelle energetiche, poi la sfida della gestione delle risorse idriche e tutti quelli che sono i temi legati allo sviluppo. Le analisi che emergono da qualsiasi studio sulle città che è stato condotto ci dimostrano che, da un lato, c’è ovviamente un grande fenomeno dell’urbanizzazione, ma le città sono anche in luoghi in cui si accumulano le opportunità e i problemi: dobbiamo avere delle politiche urbane che siano efficaci e capaci di poter agire con tempestività nel dare risposte alle domande di una società in continuo cambiamento”. Da qui la richiesta di strumenti che garantiscano non solo obiettivi chiari, ma anche reale spendibilità delle risorse, tempi rapidi e un adeguato grado di flessibilità nella programmazione.Abbiamo un problema di obiettivi, ma anche di strumenti, per fare in modo che ci sia una reale spendibilità delle risorse, che queste risorse arrivino alle città in tempi rapidi, ma ci sia anche una flessibilità, perché chiaramente gli obiettivi cambiano anche velocemente, quindi il sistema pianificatorio è importante, ma si deve adattare a una società in cambiamento sempre più veloce”, sottolinea Manfredi.  Il confronto tra Commissione europea e amministrazioni locali, sviluppatosi nei mesi precedenti alla presentazione dell’Agenda, indica una crescente consapevolezza del ruolo strategico delle città nelle politiche Ue. La sfida ora sarà tradurre questo riconoscimento in meccanismi di governance e finanziamento capaci di coniugare programmazione di lungo periodo e capacità di risposta a bisogni in continua evoluzione. In questo senso, l’Agenda europea per le città rappresenta non solo un documento di indirizzo, ma un banco di prova per la nuova stagione della politica di coesione europea.

Un dialogo permanente tra Bruxelles e le città, strumenti di semplificazione e investimenti più strategici a livello locale: sono questi i tre i pilastri su cui si fonda l’agenda Ue per le Città La comunicazione, di natura non vincolante, si fonda su tre principali aree di azione. Innanzitutto, Bruxelles vuole istituire dialoghi annuali ad alto livello politico e tecnico con le città per discutere le politiche dell’Ue che interessano le aree urbane. Sarà lanciata una nuova piattaforma ‘città dell’Ue’ per semplificare il sostegno alle aree urbane e un portale web come un punto di accesso unico per informazioni su attività, eventi, aggiornamenti sulle politiche, opportunità di finanziamento e iniziative di sviluppo urbano. Quanto ai finanziamenti, a inizio 2026 sarà lanciato un bando dell’Iniziativa urbana europea fornirà finanziamenti diretti a progetti innovativi e istituirà un “helpdesk delle città” il prossimo anno. Nei documenti allegati alla comunicazione la Commissione Ue ricorda che nell’attuale esercizio di bilancio 2021-2027, la politica di coesione ha investito circa 100 miliardi di euro a progetti nelle città, di cui oltre 24 miliardi gestiti direttamente dalle città stesse a sostegno di strategie locali integrate.

C’è un altro importante fronte che vede impegnata l’Anci: quello della sicurezza.  Un Fondo unico nazionale per la sicurezza delle città, il rafforzamento degli organici della polizia locale e delle forze dell’ordine, una maggiore presenza sul territorio, in particolare nelle ore notturne, con almeno una volante o radiomobile ogni 25.000 abitanti: sono queste le principali priorità emerse ieri nel corso della riunione della Consulta ANCI dei Comuni capoluogo di provincia, coordinata dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, che ha dato ufficialmente avvio alla costruzione di una proposta di nuovo Patto nazionale per il diritto alla sicurezza dei cittadini e la vivibilità delle città, da sottoporre al Governo e al Ministero dell’Interno. L’incontro rappresenta il primo passo di un percorso condiviso che punta a definire una strategia strutturale e di lungo periodo, capace di rispondere alle crescenti richieste di sicurezza dei cittadini e di sostenere i Comuni, chiarendo ruoli e responsabilità tra Stato e autonomie locali. Ma Manfredi ha anche sottolineato che il  ruolo “fondamentale” dei sindaci e delle comunita’ “e’ quello di lavorare anche sulle condizioni che determinano la sicurezza: recupero e rigenerazione urbana, poverta educativa e inclusione, ovvero le precondizioni della sicurezza che rappresentano il ruolo delle amministrazioni locali”.

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