L'ALLEANZA MUNICIPALISTA

Casa, il piano dei 40 sindaci progressisti: fondi, legge quadro, agenzie sociali, assegnazioni. Per nuove costruzioni le aree demaniali. “Dal governo soltanto tagli e annunci spot”

16 Dic 2025 di Mauro Giansante

Condividi:
Casa, il piano dei 40 sindaci progressisti: fondi, legge quadro, agenzie sociali, assegnazioni. Per nuove costruzioni le aree demaniali. “Dal governo soltanto tagli e annunci spot”

Un piano casa nazionale. No, non è quello del governo tante volte annunciato ma sul quale non ci sono sviluppi concreti. Bensì un programma stilato da oltre quaranta città amministrate dal centrosinistra (qui l’elenco) e parte della cosiddetta Alleanza municipalista. Ieri, presso la sala stampa della Camera dei Deputati sono stati raccontati i dieci punti chiave di un agenda che, per usare le parole di Angelo Bonelli di Avs, “per le opposizioni dev’essere la base per un governo del Paese”. E allora, si legge dal documento programmatico, occorre anzitutto una legge quadro sull’Edilizia Residenziale Pubblica e Sociale che garantisca l’uniformità territoriale nei diritti di accesso e permanenza all’edilizia pubblica e che riconosca il diritto alla casa tra i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (Leps). E, collegato a questo, l’alleanza propone il rifinanziamento del programma per il recupero e la razionalizzazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica (Erp) e l’introduzione di un sistema di credito d’imposta per la manutenzione delle case popolari. Ma la legge dovrebbe inoltre stimolare la creazione di soggetti come le Housing Associations, imprese sociali che, adeguatamente regolate nell’ambito di una solida politica pubblica dell’abitare, possano produrre, acquisire e gestire edilizia sociale.

Il secondo punto riguarda l’assegnazione gratuita ai Comuni di immobili inutilizzati. E, secondo quanto si legge dall’agenda, è necessaria la creazione di un fondo per l’adeguamento e la messa in sicurezza di tali immobili. Terzo punto: il rifinanziamento del Fondo Nazionale Locazione e Fondo Nazionale Morosi Incolpevoli. L’obiettivo è sostenere le famiglie in difficoltà e nell’ambito di una possibile programmazione nel tempo, quindi è essenziale rifinanziare con fondi pluriennali questi strumenti, che offrono un supporto continuativo agli affitti. Parallelamente, si legge, è necessaria una concertazione con gli enti locali incaricati dell’assegnazione e dell’erogazione di questi contributi. Al quarto posto trova spazio la legge nazionale di regolamentazione delle piattaforme turistiche. L’obiettivo è regolare “gli affitti brevi turistici, per mitigare gli impatti negativi sul sistema abitativo, considerando che le misure attualmente previste dall’art. 13bis del Decreto-Legge 18 ottobre 2023, n. 145, sono insufficienti e in consapevoli del fatto che l’Unione Europea sta provvedendo a fornire indicazioni in merito”. Quinta necessità: una misura nazionale per l’emergenza abitativa e le persone senza dimora. Occorre “riconoscere strutturalmente l’emergenza abitativa e la condizione di senzatetto come fragilità cui dedicare risorse e interventi specifici”. Di qui, il richiamo a “sviluppare un piano nazionale con chiari obiettivi e capace di continuità basato sull’approccio Housing First, che garantisca come primo intervento l’accesso stabile e immediato a un’abitazione, condizione essenziale per il recupero dell’autonomia personale” per “superare l’attuale logica emergenziale e frammentata, costruendo percorsi di inclusione più efficaci e riducendo nel tempo i costi sociali ed economici della marginalità estrema”.

Ancora. Le città chiedono quindi di agire sulla leva fiscale per favorire l’affitto a canone concordato e penalizzare il vuoto agibile. Serve, afferma il documento, uniformarsi sul tema della cedolare secca andando a valutare quanto il mancato gettito per l’erario abbia contribuito a calmierare i canoni locativi (in particolare quelli “concordati”) e regolarizzare i rapporti contrattuali (cioè l’emersione del “nero”). Settimo punto: occorre normare per favorire l’industrializzazione dell’edilizia residenziale sociale, armonizzando il Codice degli appalti con la tassonomia europea. Trovano spazio, infine, le agenzie sociali per la locazione per rimettere in circolo il patrimonio immobiliare destinato all’Ers. Sul capitolo degli studenti, secondo i sindaci, i fondi per il diritto allo studio superiore. Per l’affordable housing, occorre costruire fondi immobiliari a regia pubblica che garantiscano accesso agevolato all’affitto o all’acquisto grazie a forme di capitalizzazione dell’investimento per la casa.

Insomma, tante le necessità messe in fila dalle amministrazioni per risollevare l’attrattività delle città. Che hanno rivendicato di star già operando in queste direzioni enunciate. Eppure, serve un coordinamento nazionale perché “circa l’80% delle famiglie è proprietario di casa, per anni si è trascurata la necessità di politiche strutturali per l’abitazione, risultando in un grave impoverimento delle risorse destinate all’edilizia residenziale pubblica”. Ha detto la sindaca di Firenze Sara Funaro, delegata nazionale Anci per le politiche abitative: “Nel nostro paese, la percentuale più alta del patrimonio Erp è costruito prima degli anni 80, risale a dopo il 2010 solo il 2,5%. Se i bisogni sono aumentati, le risposte non sono andate di pari passo. Nel confronto con il Governo abbiamo chiesto interventi concreti, il piano Casa ad oggi non vede risorse in campo, le prime disponibili sono dal 2028”.

Un altro spunto è arrivato da Roberto Morassut, Pd: “La questione delle risorse è solo parte del problema, occorre affrontare la questione dei sedimi. C’è un tema di recupero e di nuovi terreni su cui costruire. Le risorse si trovano, lo spazio pubblico è un urgenza vera, basti guardare ai Paesi dell’Est Europa”. Un ultimo avvertimento: “Attenzione alla nuova legge delega che interviene sugli oneri dei Comuni e i contributi straordinari (articolo 16 Tu 380/2001)”. Già in estate ne aveva parlato a proposito del caso Milano, ricordando anche che “è la chiave per affrontare efficacemente anche il tema della casa e di una nuova politica per l’Erp che superi questo coro di ‘piani casa’, annunci e vuote promesse che da venti anni non hanno prodotto un bel nulla e solo tante regalie”. Appunto.

Argomenti

Argomenti

Accedi