Il permesso di costruire digitale nel nuovo Codice dell’edilizia

16 Dic 2025 di Angelo Ciribini

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Nella legge delega per la redazione del Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni vi sono alcuni passaggi che alludono in maniera esplicita alla digitalizzazione. In particolare, vi è un primo passaggio che menziona i «processi di digitalizzazione dei procedimenti edilizi fondati sull’interoperabilità delle banche dati in possesso delle pubbliche amministrazioni, anche funzionali all’istituzione e progressiva attuazione di un’anagrafe e di un fascicolo digitale».

Da questa citazione si può evincere evidentemente la presenza di un fascicolo digitale dell’edificio, vale a dire di quello che, a livello di Commissione Europea, è stato codificato e normalizzato come Digital Building Book.

Si tratta di un tema a lungo dibattuto che, vede attualmente in Italia sviluppi in tema di ricerca attraverso un PRIN, un Programma di Ricerca di Interesse Nazionale che coinvolge diversi atenei: il Politecnico di Milano, il Politecnico di Bari, l’Università degli Studi di Brescia, l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il programma intende, oltre a occuparsi della digitalizzazione dei contratti e dei lavori pubblici tra piattaforme di approvvigionamento digitale (PAD) e ambienti di condivisione dei dati (ACDat), tracciare una linea di continuità nelle procedure legate all’edilizia privata, segnatamente identificando una evoluzione delle strutture di dati dal rilascio del permesso di costruire o dalla gestione della CILA e della SCIA sino alla configurazione, appunto, del fascicolo digitale dell’edificio.

A questo proposito, la legge delega menziona «razionalizzazione, riordino e semplificazione dei regimi amministrativi edilizi e urbanistici e dei connessi titoli abilitativi, secondo criteri di proporzionalità in funzione della tipologia dell’intervento e delle finalità perseguite, nonché di semplificazione amministrativa, anche attraverso il ricorso a istituti di auto-certificazione e asseverazione, nonché attraverso il ricorso a meccanismi di silenzio-assenso debitamente attestati».

È palese, pertanto, che ciò che è conosciuto a livello internazionale come Digital Building Permit (inclusivo di permesso di costruire, CILA e SCIA) debba essere posto al centro dello sviluppo operativo della legislazione in materia.

Si rinvengono, peraltro, già esempi significativi da parte degli enti locali, come per il Comune di Madrid e il Comune di Vienna, ma, soprattutto, la ricerca internazionale ha proposto inedite soluzioni tramite i tre progetti europei finanziati da Horizon Europe, denominati ACCORD, CHEK, DigiChecks.

Lo stesso Comitato Europeo di Normazione, ovvero il CEN, si sta occupando del tema, così come, a livello domestico, UNI.

Per questo motivo, è importante che il nuovo Codice, o Testo Unico, disciplini, sia pure in modo facoltativo e complementare, i processi digitalizzati avanzati, che non si limitino alla corrente dematerializzazione documentale.

Tra l’altro, questi approcci sono agevolmente scalabili dal punto di vista delle procedure di carattere urbanistico, con particolare attenzione alla cosiddetta rigenerazione urbana.

Sarebbe auspicabile, di conseguenza, che, nel corso dei provvedimenti attuativi della legge delega, con la partecipazione del mondo universitario, delle rappresentanze professionali e imprenditoriali e delle associazioni degli enti locali, si creasse un tavolo di lavoro per definire i riferimenti semantici (ontologie, modelli di dati, dizionari di dati), per rivedere alla luce della digitalizzazione autentica il Regolamento Edilizio Tipo e i criteri di rivisitazione dei regolamenti edilizi nell’ottica della interpretabilità degli stessi da parte della macchina, la formulazione dei requisiti informativi e dei processi di verifica semi automatica di conformità, per regolamentare l’introduzione delle logiche dell’Intelligenza Artificiale e della Gestione Informativa Digitale nelle odierne piattaforme di dematerializzazione dei procedimenti amministrativi.

Non vi è chi non possa vedere in questa effettiva digitalizzazione la possibilità di conseguire i risultati auspicati dalla legge delega, quanto a velocizzazione dei procedimenti per gli sportelli unici, certezza degli esiti per gli investitori e per gli sviluppatori, tutela dei liberi professionisti e dei funzionari pubblici nei confronti dell’asseverazione e dell’eventuale diniego.

Sul tema della digitalizzazione del rilascio dei titoli abilitativi molto vi è da fare ed è fondamentale che sia fatto all’interno del ridisegno della legislazione vigente, in coerenza con i principi formulati nella legge delega stessa.

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