IL RAPPORTO NEXT ECONOMIA

Roma: le assunzioni green crescono del 6% annuo dal 2018, obiettivo 650mila al 2030. Ma rimangono profili difficili da reperire: edilizia e industria estrattiva tra i settori coinvolti

11 Dic 2025 di Mauro Giansante

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Roma: le assunzioni green crescono del 6% annuo dal 2018, obiettivo 650mila al 2030. Ma rimangono profili difficili da reperire: edilizia e industria estrattiva tra i settori coinvolti

La transizione energetica e ambientale delle città passa anche dalla forza lavoro da impegnare in questa rivoluzione affinché sia permanente. Nel suo percorso green, Roma avanza anche sotto il profilo occupazionale. Come snocciolato ieri dall’Ufficio clima diretto da Edoardo Zanchini grazie al rapporto realizzato nell’ambito del Climate City Contract di Roma, con il supporto tecnico di NeXt Economia, saranno circa 130mila l’anno i cosiddetti green jobs previsti da questo 2025 e fino al 2030, termine di scadenza dell’Agenda 2030 dell’Onu. Insomma, circa 650mila nuovi addetti. E il trend è positivo, anche se ancora non a sufficienza, già da qualche anno. Infatti, sono in crescita del 6,1% dal 2018.

Ma, si diceva, non basta. Perché insieme alle professionalità che servono in campo digitale, quelle verdi rappresentano oltre il 50% (il 36% prese da sole) delle figure difficili da reperire. Sempre secondo il rapporto presentato ieri a Palazzo Valentini, poi, dal 2018 al 2024 le assunzioni green nei settori con maggiore “Green Rating” (edilizia sostenibile, energie rinnovabili, mobilità, infrastrutture, servizi verdi avanzati) sono aumentate del 49%, segnalando un cambio di paradigma nei modelli occupazionali della Capitale.

Allargando lo sguardo al mondo intero, secondo i numeri presentati da Claudia Huerta Senior Business Manager, Global Leadership, C40 Cities, al 2040 si richiederanno 13 milioni di profili lavorativi green. A Roma se ne stimano 224mila, pari al 24% dei lavori in tre settori (costruzioni, trasporti, rifiuti). E l’impatto economico della risoluzione delle carenze previste (22-80mila) si aggira tra i 5 e i 19 miliardi.

 

 

Guardando più da vicino il contesto capitolino, il sistema produttivo richiede competenze chiave in conoscenze su norme ambientali, sicurezza in edilizia, prevenzione dell’inquinamento. Ma anche nella gestione dei rifiuti pericolosi. Ancora, servono competenze scientifiche, ingegneristiche e tecniche nella manutenzione, mobilità e produzione.

Tra le peculiarità del monitoraggio presentato emergono due criteri che mappano la Capitale: quello della “pressione green” e la “forza green” per comprendere il livello di intensità della domanda delle competenze verdi in un territorio. Dalle risultanze emerge come sia diffusa in tutti i Municipi, con picchi nelle aree a maggiore concentrazione industriale e infrastrutturale.

 

 

Infine, tra gli output più importanti della ricerca è stato presentato il prototipo della piattaforma digitale Green jobs che, insieme all’idea di un Osservatorio stabile sui lavori green, rappresenta una pista di lavoro futuro che permetterà ad amministratori pubblici di monitorare in tempo reale questo mercato e connettere imprese, enti formativi e cittadini, aiutando a ridurre il mismatch. Elementi concreti, questi, per dare un ulteriore segnale che la transizione verde si può fare a patto di incastrare tutti i tasselli. E quello occupazionale non può essere escluso.

 

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