IL RAPPORTO EXCELSIOR E L'INDAGINE CNA

Costruzioni e filiera, nel 2025-29 servono 270mila tecnici. Mismatch, allarmi di artigiani e geometri

Il mancato incontro di domanda e offerta di lavoro rischia di frenare la crescita dell’occupazione. Dalla Cna e dalla Fondazione dei Geometri si è levato ieri un doppio grido d’allarme. Nelle costruzioni e infrastrutture, tra 226mila e 271mila nuovi tecnici saranno richiesti per il quinquennio 2025-2029. La confederazione degli artigiani calcola che serviranno 750mila lavoratori alle piccole imprese, ma aumenta la difficoltà a trovare i profili richiesti. C’è un problema legato ad adeguati percorsi formativi, ma a pesare è anche la questione degli alloggi in caso di trasferimento.

 

05 Dic 2025 di Maria Cristina Carlini

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Costruzioni, infrastrutture, impiantistica, meccanica e servizi specializzati: in questi settori la crescita c’è, l’occupazione anche ma le imprese non trovan0 addetti e profili adeguati. L’Italia sta attraversando una fase di espansione dell’occupazione mai così forte dagli anni Duemila, ma rischia di rallentare a causa di questo mismatch sempre più ampio tra domanda e offerta. C’è una doppia evidenza e una stessa diagnosi che arriva dall’Indagine dal rapporto Excelsior 2025-2029 di Unioncamere-Ministero del Lavoro e dall’Indagine 2025 sulla domanda di lavoro delle imprese artigiane della Cna. Una diagnosi che dà voce a un allarme e rilancia con forza l’urgenza di percorsi scolastici e formativi adeguati per chiudere, o almeno restringere, questa forbice e, soprattutto, per essere all’altezza delle nuove sfide imposte dalla transizione ecologica, del risparmio energetico, della rigenerazione urbana e dell’innovazione tecnologica.

Se ci si concentra nel settore delle costruzioni e infrastrutture, emerge che tra 226mila e 271mila nuovi tecnici sono richiesti nel quinquennio 2025-2029 nella filiera, con tassi di fabbisogno annuo superiori alla media industriale (2,6%-3,1%). Ma il sistema formativo italiano non riesce a rispondere: il fabbisogno di diplomati dell’istituto tecnico CAT (Costruzioni, Ambiente e Territorio) supera nettamente l’offerta, con una carenza annua stimata tra 6mila e 32mila unità, segnalando un gap critico tra domanda e offerta. Anche per i nuovi laureati triennali nella classe LP-01 – la laurea professionalizzante e abilitante in “Professioni tecniche per l’edilizia e il territorio” – la crescita attesa della domanda non trova ancora piena corrispondenza nei volumi di uscita dalle università. Il tema è stato ie al centro della partecipazione di Fondazione Geometri Italiani a Job & Orienta 2025, il salone nazionale di orientamento, formazione e lavoro che si è appena concluso a Verona. Il rapporto Excelsior indica con chiarezza quali competenze le imprese e le pubbliche amministrazioni cercano in questi profili: competenze digitali avanzate (utilizzo di strumenti BIM, software di progettazione 3D, AutoCAD, SAP2000), competenze green per l’efficientamento energetico, le fonti rinnovabili e la conoscenza delle normative e dei protocolli ambientali, oltre a capacità nella gestione di processi integrati territorio-edilizia-ambiente. La figura del geometra laureato viene riconosciuta dal rapporto come profilo strategico sia per la domanda privata (imprese di costruzioni, studi tecnici) sia per la Pubblica Amministrazione, risultando cruciale per i processi di rilancio del settore edilizio, in vista degli investimenti pubblici, delle trasformazioni urbane legate alla transizione green e all’innovazione tecnologica. Proprio la necessità di gestire cantieri complessi, rigenerazione urbana e patrimonio esistente rende queste figure indispensabili per affrontare le sfide della transizione ecologica e del risparmio energetico.

“Il riscontro ottenuto in fiera ci conferma che stiamo lavorando nella direzione giusta – dichiarano Diego Buono, presidente di Cassa Geometri e di Fondazione Geometri Italiani, e Paolo Biscaro, presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati e vice presidente di Fondazione Geometri Italiani – La laurea triennale professionalizzante e abilitante in “Professioni tecniche per l’Edilizia e il Territorio”, classe LP-01, nasce per rispondere in modo concreto al mismatch tra domanda e offerta di competenze che il mercato del lavoro, e in particolare il comparto dell’edilizia, registra ormai da anni. Questo corso universitario rappresenta una risposta funzionale alle esigenze delle imprese: offre alle ragazze e ai ragazzi –provenienti sempre più spesso dal liceo scientifico negli ultimi tre anni – un percorso formativo che consente loro di acquisire, già durante gli studi, le competenze tecniche immediatamente spendibili sul campo. L’evoluzione del nostro sistema formativo deve andare proprio in questa direzione – proseguono  – non solo seguire le richieste del mercato, ma analizzarle in profondità, prevederle e anticiparle. L’obiettivo è superare la logica dell’emergenza e lavorare invece in una prospettiva di programmazione: costruire profili professionali solidi, in grado di inserirsi subito e con efficacia nel mondo del lavoro”.  Fondazione Geometri Italiani annuncia l’avvio della nuova campagna di orientamento per le iscrizioni all’anno accademico 2026/2027, confermando il proprio impegno sociale concreto nella prevenzione della dispersione scolastica e nel contrasto al fenomeno NEET (Not in Education, Employment or Training), per accompagnare le nuove generazioni verso percorsi di crescita di valore.

Ma cosa succede nelle imprese artigiane? Sempre ieri, il tema è stato uno dei primi punti affrontati dal presidente della Cna, Dario Costantini, nella sua relazione all’assemblea annuale della confederazione.  Nei prossimi 5 anni servono 750mila lavoratori alle piccole imprese. È sempre più difficile per le imprese trovare lavoratori. “È una vera emergenza – ha detto –  da Nord a Sud. Nel 2021 soltanto il 13% delle aziende trovava profili idonei alle proprie necessità. Quest’anno la percentuale scende all’11%, di contro il 33% non riesce a trovare alcun candidato”. Occorre un intervento forte in quanto “nei prossimi cinque anni le piccole imprese avranno bisogno di 750mila lavoratori – ha detto Costantini – e l’inverno demografico non è una prospettiva ma una realtà”.

La Cna ha promosso, nello scorso maggio, una indagine presso la sua base associativa riguardante l’andamento della domanda di lavoro delle imprese artigiane, micro e piccole nel secondo semestre del 2025 e le eventuali difficoltà riscontrate nel reperimento dei lavoratori con profili professionali in linea con le esigenze delle imprese. L’indagine, realizzata mediante la somministrazione online di un questionario a circa 2.000 imprese, ha fatto il punto sullo stato della domanda di lavoro da parte delle imprese artigiane, micro e piccole nella fase congiunturale corrente;  le eventuali difficoltà riscontrate nel processo di ricerca dei lavoratori; i canali e le modalità con cui le imprese effettuano la selezione del personale. La nuova della Cna racconta una realtà perfettamente complementare al quadro tratteggiato dalla Fondazione Geometri. Il principale dato emerso è la previsione di nuove assunzioni nel secondo semestre 2025 da parte del  50,8% delle imprese artigiane, micro e piccole.

A livello macro-settoriale, le costruzioni e la manifattura sono gli ambiti produttivi nei quali la domanda di lavoro attesa nel periodo luglio-settembre, misurata in termini di quota di imprese propense ad assumere, è apparsa più robusta. Nel settore delle costruzioni (dato dall’insieme dell’edilizia edell’installazione di impianti) la quota di imprese intenzionate ad assumere risultava pari al 57,5%, nella manifattura risulta invece prossima al 51,9%. Solo nei servizi la quota di imprese che dichiarano di volere procedere a nuove assunzioni risultava complessivamente inferiore ai cinquanta punti percentuali nonostante la forte domanda di lavoro segnalata in alcuni comparti. Nella ristorazione, infatti, il 70,8% delle imprese dichiarava di volere assumere e valori ben superiori al dato medio complessivo si riscontrano anche nei trasporti/logistica (61,9%) e nelle autoriparazioni (60,5%). In tutti gli altri comparti dei servizi la domanda di lavoro risultava al di sotto del dato medio.

Passando all’analisi dei settori industriali, nelle costruzioni la domanda di lavoro risultava robusta sia nell’edilizia (54,5%) sia, soprattutto, nell’installazione di impianti (59,2%). Nella manifattura, invece, prospettive particolarmente incoraggianti riguardavano la meccanica e il sistema moda (dove le imprese intenzionate ad assumere sono, rispettivamente, il 56,0% e il 52,8%), ossia due ambiti produttivi fondamentali per il nostro export e che, dazi USA permettendo, anche in futuro dovrebbero poter contare sul traino fornito dalla domanda internazionale. La volontaà espressa dalla imprese è quello di  privilegiare la stabilità dei nuovi rapporti di lavoro. Il 65,9% dei lavoratori in entrata nelle imprese verrebbe infatti assunto con contratti a tempo indeterminato (34,6%) o con forme contrattuali ad esso assimilabili (apprendistato, 21,5%, e tirocinio formativo, 9,8%). Questa percentuale risulta maggiore nei comparti che esprimono una maggiore domanda di lavoro e/o nei quali, evidentemente, le imprese necessitano di rapporti di lavoro stabili nel tempo data la maggiore specificità delle competenze professionali richieste (tra questi spiccano in particolare la meccanica, 69,9%, le autoriparazioni, 76,1%, e l’installazione di impianti 73,3%). Ma l’esito dell’indagine evidenziava come la volontà delle imprese artigiane, micro e piccole di ampliare gli organici nel secondo semestre 2025 rischiava di essere limitata, se non del tutto vanificata, dalla difficoltà di reperire sul mercato le figure professionali in possesso delle competenze di cui hanno bisogno. Complessivamente, infatti, ben una impresa su tre (33,3%) dichiara di non essere riuscita a trovare alcun candidato idoneo. Il resto del campione si divide invece in una quota minoritaria di imprese (appena l’11,4%) che dichiara di non avere avuto alcun problema a trovare i lavoratori di cui hanno bisogno e una quota ben più ampia (55,4%) che pur avendo ricevuto candidature per le
posizioni lavorative offerte, ha riscontrato comunque qualche tipo di difficoltà nella selezione. Per il 7,7% delle imprese queste non riguardano tanto la mancanza delle professionalità ricercate quanto le aspettative dei candidati, che giudicano inadeguate le offerte economiche proposte dalle imprese (il che può derivare da diversi fattori quali ad esempio la necessità di disporre di un alloggio con un canone di affitto ragionevole se l’impresa che offre un’occupazione si trova in un territorio diverso da quello di residenza del lavoratore). Quasi la metà delle imprese intenzionate ad assumere (il 47,7%) riferisce però che i candidati selezionati non dispongono delle competenze richieste per lavorare immediatamente a pieno regime e che avrebbero bisogno di un periodo di formazione aggiuntiva.

Nel suo intervento in assemblea, il presidente della Cna ha voluto porre l’accento anche sul fatto che le imprese artigiane stanno accelerando sul fronte dell’innovazione.  “È in forte crescita l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale da parte della platea delle piccole imprese”,  ha sottolineato Costantini, nel corso dell’assemblea annuale indicando che il 30% delle piccole imprese utilizza l’intelligenza artificiale, solo un anno fa era il 15%.

 

 

 

 

 

 

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