LA STRATEGIA DI SALVINI DOPO LA CORTE DEI CONTI
Ponte: su direttive Habitat e Appalti confronto con Bruxelles il 10 dicembre, si punta a direttiva Cipess-bis
Il ministro delle Infrastrutture al question time alla Camera: “La scelta di non precedere con una nuova gara non è una scelta di convenienza ma di buon senso”. Gli atti aggiuntivi ai contratti con il contraente generale “riprenderanno efficacia solo dopo la registrazione della Corte dei Conti”. La Ue “vuole il Ponte dal 1984, non è un capriccio del ministro dei Trasporti”.

PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA RENDER RENDERING PROGETTO
Si delinea la strategia del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, per uscire dal vicolo cieco in cui si è cacciato il Ponte sullo Stretto dopo la bocciatura della Corte dei conti. Salvini vuole tornare al Cipess, con una delibera-bis, dopo aver ottenuto dalla commissione UE un via libera sulla corretta applicazione delle direttive Habitat e appalti, che invece secondo la Corte dei conti non sono state applicate secondo l’interpretazione comunitaria corretta. Il 10 dicembre si terrà un incontro tecnico con gli uffici di Bruxelles per cercare di completare un confronto che era già in corso. Se il governo italiano avrà un ok dalla commissione sarà più difficile per la Corte dei conti non registrare la delibera modificata. Il governo deve anche decidere come affrontare la terza questione sollevata dalla CdC come questione dirimente, il mancato parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti.
Ieri intanto Salvini ha risposto al question time alla Camera. “Il ponte sullo Stretto si farà, milioni di italiani lo vogliono, lo aspettano e lo meritano, non è un capriccio del ministro Salvini ma una priorità dell’Unione europea”, ha detto il vicepremier aggiungendo che “la scelta di non precedere con una nuova gara non è una scelta di convenienza ma di buon senso”.
Ha poi spiegato quella che secondo lui è la posizione Ue. “Già nel 1984 – ha detto – su proposta dell’allora Commissario dei trasporti dell’Ue il ponte sullo Stretto venne identificato tra gli anelli mancanti per aumentare i collegamenti tra i paesi dell’Unione, tale proposta fu alla base del piano generale dei trasporti dell’Unione approvato formalmente dal Parlamento Ue nel 1986 e nel 2002 nel piano delle reti di collegamenti Tnt fu confermato anche il ponte sullo Stretto. Tale inclusione è stata sempre confermata anche in tutti i successivi aggiornamenti del piano”. Quindi “nella consapevolezza che ci troviamo di fronte ad una opera che la stessa Commissione europea ci chiede, l’intero governo è al lavoro sui primi rilievi trasmessi dalla Corte dei Conti”, ha concluso il ministro.
Salvini ha poi risposto sulle ipotesi di ulteriori contenziosi del general contractor. “La penale in caso di blocchi dei lavori – ha detto – sarebbe del 4% dei lavori non eseguiti, si tratta della metà del valore che è l’8% previsto dal codice degli appalti. Inoltre sono previste specifiche penali a carico del contraente generale qualora non rispettasse gli impegni, per tutelare i cittadini e l’interesse pubblico”, ha precisato il ministro, spiegando però che “gli atti aggiuntivi ai contratti con il contraente generale e gli altri affidatari riprenderanno efficacia solo dopo la registrazione della Corte dei Conti”.