L'AUDIZIONE DI TERNA
Rinnovabili, servono 65GW in più rispetto al 2023 per gli obiettivi di fine decennio
“La transizione energetica che stiamo vivendo in quest’epoca, insieme all’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi, pongono nuove sfide per il gestore delle reti di trasmissione nello svolgimento del proprio ruolo e del proprio compito”. Un percorso che “comporta sin da ora, ma ancora di più in prospettiva, un significativo cambio di paradigma in termini di logiche di funzionamento e criteri di gestione del sistema elettrico”. Tale processo infatti “prevede la graduale decarbonizzazione del sistema con la dismissione delle tradizionali centrali di generazione convenzionale a maggiori emissioni clima-alteranti e l’integrazione progressiva di nuova generazione elettrica da fonti rinnovabili”. E’ arrivato ieri alla Commissione Difesa della Camera, forte e chiaro, il monito di Terna (rappresentato dal responsabile pianificazione della resilienza e sicurezza della rete, Alessandro Lazzarini) il monito ad accelerare la transizione energetica italiana. “Per traguardare i target al 2030 di riduzione delle emissioni di CO2” è previsto “a livello nazionale il raggiungimento di una copertura di consumi elettrici da fonti rinnovabili pari a circa il 63%, in incremento rispetto al valore del 37% registrato nel 2023, e di conseguenza per traguardare tale valore si rende necessaria una crescita della capacità rinnovabile installata principalmente in termini di nuovi impianti eolici e fotovoltaici, con un incremento di circa 65 gigawatt rispetto alla quota installata nel 2023”. Detto in altri numeri, servono 9 gigawatt all’anno.
“In effetti negli ultimi anni” abbiamo osservato “un trend crescente di installazioni, traguardando oltre 7 gigawatt di nuove capacità entrate in esercizio solo nel 2024”. Ma bisogna tener conto che “il 2030 rappresenta soltanto una milestone di un percorso di più ampio respiro che prevede un incremento sempre maggiore della generazione rinnovabile”. Gli scenari elaborati da Terna e da Snam, “prevedono al 2035 un ulteriore incremento di 30 gigawatt delle capacità rinnovabili installate rispetto a quella che in sarà attesa al 2030”.
Ma accanto alla transizione, Lazzarini ha affrontato anche il tema della sicurezza interna. “Questa si articola e avviene seguendo tre indirizzi strategici”. Il primo “riguarda la tecnologia e l’innovazione a supporto della sicurezza del sistema, ovvero ricorrere a nuovi strumenti e soluzioni tecnologiche per incrementare la stabilità del sistema elettrico e la capacità di controllo e regolazione in tempo reale”, migliorandone “la capacità di resistere a perturbazioni improvvise e impreviste”. “La seconda milestone rappresenta invece la digitalizzazione”, per rendere “la rete di trasmissione sempre più intelligente, interconnessa, flessibile e predittiva”, ovvero capace di analizzare sempre maggiori volumi di dati e resistere a fronte delle nuove minacce digitali. “L’ultima dimensione della pianificazione per la sicurezza interna riguarda la resilienza della rete”, ovvero l’adozione di risoluzioni finalizzate a incrementare la capacità del sistema di “riprendersi da eventi avversi”.
Nel piano 2024-2028 aggiornato a marzo, Terna ha incrementato gli investimenti per la sicurezza della rete traguardando un valore pari al 2,3 miliardi, in crescita di 600 milioni rispetto all’edizione dell’anno precedente, confermando e potenziando così iniziative che sono finalizzate alla regolazione del sistema, alla gestione in sicurezza dei flussi di energia e a garantire la protezione delle infrastrutture di trasmissione da quelle che sono le nuove minacce fisiche e digitali. “La twin transition, ovvero la transizione duplice, energetica e digitale, rappresenta una delle maggiori sfide della nostra epoca”, ha concluso Lazzarini. “La transizione verso un sistema decarbonizzato, che sarà sempre più decentralizzato, co mplesso, interconnesso e multilaterale richiede un cambio di paradigma in termini di strumenti, logiche e criteri di gestione della rete nazionale, rendendo pertanto necessaria l’evoluzione verso una rete che sarà più flessibile, digitale, integrata e capace di adattarsi e rispondere alle nuove sfide che non sono soltanto energetiche, ma sono anche climatiche e cibernetiche”.