LA GIORNATA
Ue: ok al Dpb ma l’Italia acceleri su Pnrr, produttività e investimenti
- Manovra, è slittato a oggi il vaglio delle inammissibilità sui 414 emendamenti
- L’Agenzia del Demanio aderisce alla Piattaforma digitale nazionale dati
- Forum Italia-Arabia, Tajani visita il cantiere Webuil Diriyah, accordi per Acea e Sace
IN SINTESI
L’Italia rientra tra i dodici Paesi con Dpb giudicato conforme dalla Commissione Ue nel pacchetto del Semestre europeo e può proseguire la politica fiscale prevista. Resta tra i nove Stati in procedura per disavanzo eccessivo (mantenuta ‘in sospeso’) e una valutazione definitiva arriverà in primavera con i dati 2025. Nel Meccanismo di Allerta macroeconomica, è poi tra i sette Paesi per cui saranno preparate analisi approfondite. Tra le raccomandazioni per l’Eurozona, al nostro Paese si chiede di completare il Pnrr, rafforzare produttività e investimenti, e mantenere la traiettoria di spesa coerente con il percorso raccomandato dal Consiglio. “L’approvazione di Bruxelles ci conferma che siamo sulla buona strada, percorsa con responsabilità e serietà. Sul debito il tracciato è già definito, al netto degli effetti negativi di cassa del Superbonus edilizio. Per la crescita, che non ci soddisfa, noi faremo la nostra parte ma serve un quadro internazionale che tenga conto dei profondi cambiamenti a livello globale”, ha commentato il ministro dell’economia e finanze Giancarlo Giorgetti. “L’Italia sta affrontando una crescita economica relativamente lenta, con una previsione di crescita dello 0,4% quest’anno e dello 0,8% l’anno prossimo”, ha sottolineato il commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis, nella conferenza stampa sul pacchetto di autunno del Semestre europeo. “La nostra attenzione, nelle nostre raccomandazioni europee e potenzialmente nelle raccomandazioni specifiche per Paese, è incentrata principalmente sulla competitività: su come rafforzare la produttività e su come sbloccare una crescita economica più forte”. E “nel caso dell’Italia è particolarmente rilevante lavorare su quelle riforme strutturali che promuovono la crescita in termini di sostegno da parte dei fondi Ue”. Per Dombrovskis, “IPnrr rappresenta un importante impulso per l’economia italiana – ha segnalato -. In termini assoluti, l’Italia è il principale beneficiario. Pertanto, è importante anche garantire una transizione graduale, mentre ci avviciniamo alla scadenza del Pnrr, verso un maggiore uso dei fondi di coesione per sostenere il livello di investimenti pubblici”.
Il pacchetto di autunno del Semestre europeo è il momento di apertura formale del ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche dell’Ue. Nel complesso, come detto, secondo l’analisi dell’esecutivo comunitario dodici Paesi con l’Italia ottengono un giudizio di conformità sui Dpb 2026. Gli altri undici sono: tra questi Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo e Slovacchia. Croazia, Lituania e Slovenia sono invece considerate a rischio di non conformità. Malta e Paesi Bassi risultano a rischio di non conformità materiale, e sono invitati a correggere la linea di bilancio nella fase nazionale. Sul fronte della sorveglianza rafforzata, resta la procedura per disavanzo eccessivo (in sospeso) anche per Austria, Belgio, Francia, Ungheria, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia, e anche per questi in attesa dei dati di primavera sulla chiusura 2025. Nel Meccanismo di Allerta macroeconomica, analisi approfondite saranno avviate per Grecia, Ungheria, Paesi Bassi, Slovacchia, Svezia e Romania, mentre gli altri Stati non presentano criticità tali da richiedere un’istruttoria supplementare. Sul piano delle raccomandazioni per l’Eurozona, anche alla generalità degli Stati membri viene richiesto di completare i Pnrr entro il 31 agosto 2026, sostenere ricerca e innovazione, snellire gli oneri regolatori nel mercato unico e allineare la crescita salariale alla produttività, con un atteggiamento fiscale neutrale nel 2026 e tutela degli investimenti, compresi quelli per la difesa.
Manovra, è slittato a oggi il vaglio delle inammissibilità sui 414 emendamenti
E’ slittato a questa mattina, alle 9, il vaglio delle inammissibilità sui 414 emendamenti segnalati alla manovra in Commissione Bilancio del Senato. E’ in agenda, sempre oggi, alle 15 un Ufficio di presidenza della commissione Bilancio del Senato allargato per fare il punto sulla manovra. Alla riunione – secondo quanto viene riferito – parteciperanno, oltre tutti i membri dell’Udp, anche il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, i tre sottosegretari al Mef, i relatori alla legge di bilancio e alcuni tecnici del Tesoro. Sul tavolo le modifiche alla manovra.Il vertice di maggioranza ci sarà “sicuramente questa settimana”, ha detto il viceministro all’Economia, Maurizio Leo. Si chiuderà , ha assicurato, anche su banche e affitti brevi,
Germania: Pil fermo nel terzo trimestre
Nel terzo trimestre del 2025 il pil della Germania è cresciuto dello 0,3% (dato destagionalizzato) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto ha reso noto l’Istituto di statistica federale Destatis. Rispetto al trimestre precedente la crescita è in stallo (0%).
L’Agenzia del Demanio aderisce alla Piattaforma digitale nazionale dati
L’Agenzia del Demanio rafforza il proprio impegno nella trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione aderendo alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), l’infrastruttura promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e gestita da PagoPA S.p.A., che consente alle PA di scambiarsi dati in modo sicuro, veloce e standardizzato. L’adesione alla PDND si inserisce nel progetto IMMOBIL.PA, finanziato dal PNRR e avviato a gennaio 2025. Il progetto, che prevede la sua conclusione per marzo 2026, ha l’obiettivo di realizzare servizi digitali per la fornitura di dati immobiliari alle altre amministrazioni pubbliche. Il patrimonio immobiliare dello Stato è una risorsa strategica per politiche, servizi e progetti a favore dei cittadini, e per valorizzarlo serve condividerne i dati in modo trasparente e sicuro. Grazie alla PDND, l’Agenzia del Demanio rende disponibili nuovi servizi digitali che permettono alle amministrazioni di accedere con immediatezza a informazioni su immobili, locazioni, concessioni, riscossioni, interventi edilizi, manutenzioni e vulnerabilità sismiche. Si tratta di un passo importante verso la creazione di un vero ecosistema digitale pubblico, dove la circolazione dei dati diventa un bene comune a disposizione di tutti. Questo approccio riduce le barriere burocratiche, rafforza la cooperazione tra enti e mette le basi per decisioni più consapevoli e mirate. Attraverso la piattaforma sarà possibile per le amministrazioni consultare banche dati immobiliari, informazioni su locazioni, concessioni, riscossioni e manutenzioni per pianificare attività o verificare contratti. Fino a oggi, queste richieste comportavano passaggi complessi e lunghi tempi di attesa. Con la disponibilità dei dati immobiliari del Demanio sulla PDND, tutto cambia: le PA potranno accedere direttamente a informazioni con formati standardizzati e verificabili.
La PDND è l’infrastruttura tecnologica che abilita l’interoperabilità tra sistemi informativi pubblici e privati, consentendo lo scambio sicuro e standardizzato di dati tramite API (Application Programming Interfaces), nel rispetto delle regole tecniche e della normativa sulla protezione dei dati personali. L’interoperabilità si traduce nella capacità di sistemi, piattaforme e applicazioni di dialogare tra loro, condividere dati e sfruttare funzionalità comuni, senza vincoli tecnologici o di fornitore. Per le PA questo significa meno richieste formali, tempi ridotti e procedure più snelle. L’accesso sarà semplice e sicuro, in linea con i principi di interoperabilità e trasparenza che guidano la trasformazione digitale della PA e i dati saranno disponibili in pochi secondi, standardizzati e interoperabili. Le strutture potranno così concentrarsi sulle attività a valore aggiunto, programmare interventi in modo più efficace e offrire servizi più rapidi ai cittadini. A completare il quadro del progetto IMMOBIL.PA, l’Agenzia del Demanio è anche protagonista nello sviluppo del Catalogo Nazionale della Semantica dei Dati. La collaborazione con ISTAT e il Dipartimento per la trasformazione digitale punta a definire vocabolari condivisi dedicati al patrimonio immobiliare pubblico. Questi modelli favoriranno la standardizzazione e il riuso da parte di altre amministrazioni. Finanziato dal PNRR, il progetto IMMOBIL.PA si articola in tappe fondamentali: dopo la concessione del finanziamento a dicembre 2024, a settembre 2025 sono stati pubblicati i primi servizi digitali per la fornitura dati sulla PDND; il completamento, previsto per marzo 2026, vedrà il rilascio di servizi aggiuntivi che contribuiranno ulteriormente al potenziamento dell’ecosistema digitale pubblico.
Forum Italia-Arabia, Webuild: Tajani visita il cantiere del Diriyah Gate Development project
Un cantiere che racconta il futuro dell’Arabia Saudita e il ruolo dell’Italia nella sua trasformazione. Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, già Commissario europeo all’Industria e ai Trasporti, ha visitato oggi il Diriyah Gate Development Project a Riyadh, parte del programma Saudi Vision 2030 e realizzato da Webuild per conto della Diriyah Development Gate Authority. La missione si inserisce nel Forum Imprenditoriale Italia–Arabia Saudita dove Webuild è presente come partner strategico per la realizzazione di infrastrutture che stanno ridisegnando il volto del Regno.
Il progetto punta a trasformare Diriyah, sede del sito UNESCO di At-Turaif, in un polo residenziale, culturale e commerciale di livello mondiale, ispirato all’architettura tradizionale Nadji. Webuild è impegnata nella realizzazione di opere di grande complessità: dal Super Basement Works, che ha raggiunto uno stato di realizzazione molto avanzato ed è una delle infrastrutture sotterranee più grandi mai realizzate in Arabia Saudita, con tre livelli interrati per un parcheggio da 10.500 posti auto su circa 1 milione di metri quadrati, e oltre 2 km di tunnel a quattro corsie, collegati alla rete stradale di Riyadh; al distretto Retail & Lifestyle, che ospiterà oltre 70 edifici e spazi pubblici su 365.000 metri quadrati, interamente pedonale, con piazze, souk e cortili che richiamano i villaggi sauditi, integrando tecnologie per efficienza energetica e sostenibilità. A questi si aggiungono ulteriori opere strutturali collegate alla costruzione di uffici, hospitality (6 hotel 5 stelle) e la Grande Moschea. Con oltre 90 progetti completati dal 1966, Webuild si conferma partner chiave per la modernizzazione del Regno. Tra le opere già realizzate spiccano il Kingdom Center, icona dello skyline di Riyadh, e la Orange Line (Linea 3) della Metro di Riyadh, la più lunga della rete cittadina, che include l’iconica Downtown Station. Tra i progetti in corso, il Sistema di Dighe di Trojena, che darà vita al più grande lago artificiale del Paese e la struttura in calcestruzzo più inclinata al mondo, e la nuova linea ferroviaria ad alta velocità Connector, che collegherà Oxagon e The Line, due poli futuristici di NEOM. L’impegno di Webuild nel Paese si inserisce nel quadro degli investimenti infrastrutturali previsti da Vision 2030, guardando anche ai grandi eventi internazionali che il Paese ospiterà nei prossimi anni, tra cui, i giochi asiatici di calcio nel 2027, EXPO 2030 e i Mondiali FIFA 2034. Un contributo concreto alla trasformazione del Regno verso un’economia diversificata e sostenibile, nel segno dell’eccellenza italiana.
Forum Italia-Arabia, Acea firma un accorso con Mowah per il revamping e la gestione idrica degli impianti di depurazione
Acea, primo operatore idrico italiano e secondo in Europa con 10 milioni di italiani serviti e 10 milioni all’estero, ha firmato un accordo con Mowah, azienda saudita di infrastrutture idriche ed energetiche per partecipare alla gara sulle attività di revamping e gestione operativa degli impianti di depurazione delle acque reflue in Arabia Saudita. L’intesa è stata firmata da Pierfrancesco Latini, Chief Risk Management, Sustainability & International Officer di Acea e Faisal Al Rayes, Amministratore delegato di Mowah con il fine di partecipare congiuntamente a progetti a lungo termine parte del bando della National Water Company, la società statale saudita che gestisce i servizi idrici e di trattamento delle acque reflue nel Paese. Fondata nel 2008 e interamente di proprietà del Public Investment Fund (PIF), la NWC fornisce acqua, raccoglie e tratta le acque reflue e gestisce le tariffe di servizio, operando secondo principi commerciali e standard internazionali. “Siamo molto soddisfatti del primo accordo con Mowah, una realtà di primo piano nello sviluppo e nella gestione delle infrastrutture idriche ed energetiche in Arabia Saudita. Si tratta di un passo significativo nella strategia di internazionalizzazione di ACEA che punta a contribuire allo sviluppo in ambito idrico e ambientale, in particolare nella gestione dei rifiuti, confermando la nostra volontà di mettere a disposizione competenze, tecnologie e capacità operative per contribuire ai grandi processi di trasformazione in atto nel Paese nell’ambito della Vision 2030 – ha dichiarato Pierfrancesco Latini, Chief Risk, Sustainability & International Officer del Gruppo ACEA – Per ACEA, primo operatore idrico in Italia e secondo in Europa, poter contribuire allo sviluppo di sistemi idrici resilienti e avanzati in un mercato strategico come quello saudita è una straordinaria opportunità. Siamo pronti a lavorare insieme a Mowah e alle istituzioni saudite per generare valore condiviso e promuovere modelli di gestione sostenibile delle risorse idriche in linea con gli standard internazionali e con le priorità di sviluppo del Regno”. “Per Mowah, questa partnership con ACEA si inserisce nel nostro ruolo di sviluppatore e operatore di infrastrutture integrate per acqua, acque reflue ed energia in tutta l’area – ha dichiarato Faisal Al Rayes, Chief Executive Officer di Mowah – Combinando l’esperienza internazionale di ACEA con le competenze di Mowah nello sviluppo e nelle operazioni a livello regionale, lavoreremo insieme per ammodernare asset primari nel settore delle acque reflue, migliorare il riutilizzo e le prestazioni ambientali e sostenere gli obiettivi della Vision 2030 dell’Arabia Saudita per servizi pubblici sostenibili e comunità resilienti”. Acea espande la sua presenza internazionale ed è già presente in America Latina, con una presenza consolidata in Perù, Honduras e Repubblica Dominicana, dove i servizi idrici integrati servono oltre 10 milioni di persone. In Peru svolge attività di gestione operativa con sistema di captazione, trattamento e fornitura di acqua potabile oltre alla manutenzione della rete idrica e fognaria a Lima. Nella Repubblica Dominicana il Gruppo gestisce l’aspetto tecnico-commerciale del servizio idrico, mentre in Honduras gestisce in concessione il servizio idrico a San Pedro Sula. Acea, inoltre, partecipa alla cabina di regia del Piano Mattei per lo sviluppo di infrastrutture idriche nel continente africano. Il Forum ha visto la partecipazione di oltre 900 aziende, tra cui circa 500 aziende italiane e oltre 450 aziende saudite alla presenza del Ministro degli Esteri Antonio Tajani e del Ministro saudita per gli investimenti, Khalid A. Al-Falih. L’Arabia Saudita è un Paese prioritario nel Piano d’Azione per l’Export italiano e il Business Forum si colloca in un momento storico in cui il Regno sta attraversando una profonda trasformazione economica, guidata dal programma di sviluppo “Vision 2030”.
Forum Italia- Arabia, Sace firma nuovi accordi a sostegno export, finalizzalizzata operazione ‘push strategy’ da 1 mld di dollari con Saudi Electricity
Sace ha firmato nuovi accordi a sostegno della crescita dell’export italiano e del consolidamento dei rapporti economici tra Italia e Arabia Saudita, in occasione del Forum Imprenditoriale Italia-Arabia Saudita, organizzato dal ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale in collaborazione con l’Agenzia Ice. Lo rende noto un comunicato. In particolare è stata finalizzata un’operazione ‘push strategy’ da 1 miliardo di dollari con Saudi electricity company, principale utility elettrica del Regno e leader regionale nella produzione e distribuzione di energia, per supportare l’export italiano aumentando le forniture di beni e servizi italiani attraverso iniziative mirate di business matching. E’ stato inoltre siglato un accordo con Saudi export-import bank per la riassicurazione di progetti di interesse comune, che vedano coinvolte imprese italiane e saudite, in Paesi terzi.
Imec, Rojc (Pd), intergruppo strategico per porto franco Trieste
“La nascita dell’intergruppo parlamentare dedicato al corridoio indo-mediterraneo, la futura Golden Road che mira a rafforzare i collegamenti tra India, Medio Oriente e Mediterraneo e i mercati dell’Europa centrale e orientale, è una scelta strategica di particolare rilevanza e vi ho aderito convintamente”. Lo ha detto la segretaria della commissione Politiche Ue del Senato Tatjana Rojc (Pd), ieri alla conferenza stampa alla Camera, in cui è stata annunciata la nascita dell’intergruppo parlamentare per il corridoio indomediterraneo. La senatrice ha sottolineato la “necessità di giungere molto presto a una stabilità del Canale di Suez quale snodo centrale per i traffici tra Europa e Oriente” e ha altresì ribadito che “in questo contesto diventa improcrastinabile l’impegno dell’Europa, e segnatamente del nostro Paese, per l’allargamento ai Balcani Occidentali”. Rojc ha puntualizzato che sulla Via del cotone “sarà cruciale il ruolo del Porto di Trieste, soprattutto se gli sarà concessa l’extraterritorialità, come previsto dall’emendamento a mia firma che è stato presentato alla legge di Bilancio in discussione al Senato”. “L’attuazione del Porto franco di Trieste è previsto dai trattati internazionali ed è – ha aggiunto Rojc – un passaggio fondamentale per fare del porto di Trieste scalo di riferimento obbligato di tutto l’Adriatico orientale”.
Terna, Moody’s migliora il rating da Baa2 a Baa1
Moody’s ha comunicato di aver rivisto positivamente il rating di lungo termine di Terna – Rete Elettrica Nazionale S.p.A. (Terna), alzandolo da ‘Baa2’ a ‘Baa1’, un notch al di sopra di quello della Repubblica Italiana. Il rating di breve termine è stato confermato a ‘Prime-2’. Contestualmente, Moody’s ha innalzato da ‘Ba1’ a ‘Baa3’ (investment grade) anche il rating del debito subordinato di Terna (“ibrido”). L’agenzia ha modificato l’outlook di Terna da positivo a stabile. La revisione del rating da parte dell’agenzia fa seguito al recente upgrade del rating assegnato alla Repubblica Italiana e conferma ulteriormente il solido profilo finanziario di Ter
Eni, incontro tra Al-Sisi e Descalzi, focus su partnership e nuove iniziative. Accordi in Nigeria e Uruguay
Il Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, Abdel Fattah Al-Sisi ha incontrato ieri l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, per discutere della solida partnership tra Eni ed Egitto e delle prossime nuove iniziative. All’incontro hanno partecipato anche il Primo Ministro dell’Egitto Mostafa Madbouly e il Ministro del Petrolio e delle Risorse Minerarie dell’Egitto, Karim Badawi. Durante l’incontro l’AD Descalzi ha illustrato gli investimenti recenti della società nel settore Upstream del Paese, che hanno contribuito a confermare il ruolo di Eni come principale produttore di petrolio e gas in Egitto e a creare ulteriore valore per il settore energetico nazionale, sostenendo un significativo aumento della nuova produzione di gas, reso possibile da una campagna esplorativa offshore nel Mediterraneo avviata nell’ottobre 2025. Gli investimenti comprenderanno un ampio programma di esplorazione e perforazione in tutte le aree operate da Eni in Egitto, con un forte focus sulle opportunità short-cycle basate sulle infrastrutture esistenti e sull’estensione della vita degli asset storici nel Sinai e nell’offshore del Delta del Nilo. Descalzi ed Al-Sisi hanno inoltre discusso della volontà dell’Egitto di affermarsi come snodo strategico per il gas naturale nell’East Med, sottolineando come lo sviluppo da parte di Eni del giacimento Cronos, nelle acque di Cipro, possa contribuire a concretizzare il ruolo dell’Egitto come hub energetico del Mediterraneo. Descalzi ha inoltre aggiornato il Presidente Al-Sisi sull’impegno attuale e futuro di Eni a investire in progetti sociali, con un focus sui progetti in ambito sanitario, per sostenere gli sforzi del Paese nel rafforzare le competenze e nel gestire sanitarie infrastrutture complesse in grado di offrire un servizio di qualità alla popolazione. Eni opera in Egitto attraverso la controllata IEOC ed è attualmente il principale produttore del Paese, con una produzione di idrocarburi pari a circa 280.000 barili di olio equivalente al giorno in quota Eni nel 2024. Intanto, Eni, attraverso la propria controllata Nigeria Agip Exploration Limited (NAE), annuncia l’acquisizione da TotalEnergies EP Nigeria Limited di una partecipazione addizionale del 2,5% nel Production Sharing Contract (PSC) OML 118, esercitando il proprio diritto di prelazione. OML 118 è una licenza in acque profonde che include il campo in produzione Bonga in cui NAE detiene interessi non operativi. Con questa operazione, che ha ottenuto l’approvazione di tutte le autorità competenti, la quota di NAE nell’OML 118 PSC passa dal 12,5% al 15%. L’operazione è in linea con la strategia di Eni di ottimizzazione del portafoglio upstream e rafforza l’impegno della società in progetti deepwater nel Paese. Eni è presente in Nigeria dal 1962, con una produzione media di idrocarburi in quota di 50 mila boe/giorno nel 2025. Sempre ieri, Eni ha firmato anche un accordo per l’acquisizione da YPF di una quota del 50% e del ruolo di operatore nel Blocco esplorativo OFF-5, nell’offshore dell’Uruguay. L’accordo entrerà in vigore dopo l’approvazione delle autorità uruguaiane. Il Blocco OFF-5 si estende su un’area di circa 17.000 km², a profondità d’acqua comprese tra 800 e 4.100 m, a 200 km dalla costa. Attualmente è detenuto e gestito da MIWEN (interamente controllata da YPF) ed è al suo primo periodo esplorativo. L’area rientra nella parte inesplorata del Margine Atlantico, con strette analogie geologiche con bacini petroliferi già noti. OFF-5 è un blocco altamente promettente che rafforza ulteriormente il portafoglio esplorativo di Eni, il quale combina un ampio e solido insieme di prospect near-field ed esplorazione sinergica alle facilities esistenti con opportunità diversificate e selezionate ad alto impatto su cui applicare le tecnologie proprietarie di Eni per accelerarne e massimizzarne il valore. Questo accordo rafforza ulteriormente la collaborazione tra Eni e YPF, che hanno recentemente firmato diversi accordi nell’ambito del progetto integrato upstream-midstream Argentina LNG (ARGLNG). Eni è stata selezionata da YPF come partner strategico per una fase del progetto ARLNG e ora come operatore preferenziale per i progetti esplorativi in Uruguay.
I prossimi passi dell’Europa per un’economia circolare competitiva, il confronto tra gli operatori e la Ue
Il settore della gestione dei rifiuti europeo si è riunito a Milano per la conferenza “Circularity in practice: ensuring policy effectiveness, realism and the right market”, organizzata da A2A, Assoambiente e FEAD. L’evento ha affrontato il tema di come l’Europa possa accelerare il raggiungimento dei suoi obiettivi circolari e industriali nel nuovo mandato politico. Nel precedente periodo legislativo, l’UE ha introdotto misure ambiziose per l’economia circolare, ma l’assenza di solidi segnali di mercato, di una domanda prevedibile e di una politica industriale coerente ne ha limitato l’impatto complessivo. Con la competitività ora al centro dell’agenda politica, il nuovo Clean Industrial Deal pone la circolarità come elemento chiave della strategia di crescita dell’Europa e sottolinea la necessità di ridurre la dipendenza eccessiva dai paesi terzi. Il dibattito ha esaminato come mettere in pratica la circolarità in modi efficace, realistico e in linea con le esigenze del mercato. Due importanti dossier dell’UE in arrivo influenzeranno il lavoro del settore: il Circular Economy Act e la revisione del sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE per l’incenerimento dei rifiuti. Aurel Ciobanu-Dordea, Direttore per l’Economia Circolare presso la Commissione Europea, ha presentato il Circular Economy Act, sottolineando “Dobbiamo migliorare l’attrattività economica dell’economia circolare. Al momento non è ancora adeguatamente valorizzata nei mercati globali. Per questo dobbiamo migliorare il mercato unico ma anche integrare l’economia circolare nell’agenda strategica più ampia. Le aziende e i consumatori devono vedere sia i vantaggi in termini di prezzo che quelli in termini di carbonio dei materiali riciclati”. Mette Quinn, Capo dell’Unità ETS (I): Coordinamento delle Politiche, Mercati Internazionali del Carbonio presso la Commissione Europea DG CLIMA, ha illustrato gli ultimi risultati della valutazione d’impatto dell’ETS e le sue implicazioni per la circolarità, in particolare ” Nella nostra valutazione d’impatto, stiamo esaminando diverse opzioni, incluse varie attività di gestione dei rifiuti, tenendo conto del fatto che già oggi abbiamo un quadro disomogeneo di come il settore sia incluso nel sistema ETS. Per ciascuna opzione, è necessario valutare il potenziale di riduzione delle emissioni, gli effetti sul mercato interno, l’allineamento con la gerarchia dei rifiuti, il rischio di deviazione verso le discariche e/o le esportazioni, l’integrità ambientale, la solidità del sistema MRV e le opzioni di abbattimento. Tuttavia, una cosa è certa: se una delle opzioni dovesse essere inclusa, saranno fondamentali misure complementari”.
“L’Italia vanta una consolidata tradizione nell’ambito dell’economia circolare: la limitata disponibilità di risorse naturali ha favorito, nel tempo, la diffusione di una cultura orientata al riutilizzo, al riciclo e al recupero. Un patrimonio che oggi rappresenta un’opportunità per valorizzare ciò di cui disponiamo, generare nuove filiere e rafforzare l’autonomia strategica e la competitività del nostro Paese e dell’Europa.” – ha dichiarato Roberto Tasca Presidente di A2A – “Perché le imprese possano investire in nuovi impianti, ricerca e tecnologie, è fondamentale disporre di un quadro normativo stabile, chiaro e coerente. A2A è pronta a contribuire con responsabilità e visione: siamo leader nazionale nel settore ambientale e il nostro Piano Industriale prevede, al 2035, 7 miliardi di investimenti dedicati all’economia circolare — dalla gestione dei rifiuti al ciclo idrico integrato, fino al recupero di calore di scarto dall’industria o dai datacenter per alimentare le nostre reti di teleriscaldamento. Confidiamo che il futuro Circular Economy Act possa garantire una maggiore stabilità regolatoria, favorendo l’adozione di una strategia di lungo periodo per un comparto essenziale, in grado di sostenere la decarbonizzazione, l’indipendenza energetica e la crescita dell’Europa.”
“L’Italia è all’avanguardia a livello europeo nelle performance di riciclo, ma allo stesso tempo rimane frenata dalle proprie debolezze strutturali e necessita di trasformare questa leadership in una strategia industriale in grado di guidare il Paese verso una maggiore indipendenza dalle importazioni dall’estero di materie prime ed energia e verso la riduzione delle emissioni, in linea con gli obiettivi UE. Per fare ciò, l’economia circolare non può più essere considerata una mera opzione ambientale, ma deve essere costituire un pilastro delle politiche economiche e industriali a vantaggio della competitività e della sostenibilità del sistema produttivo”, ha affermato Chicco Testa, presidente Assoambiente. Claudia Mensi, presidente di FEAD, ha sottolineato la necessità di affrontare la circolarità con realismo pratico. “I politici devono comprendere la realtà del nostro settore. Il nostro lavoro è complesso. Coinvolge tecnologia, investimenti, infrastrutture, logistica, mercati e, soprattutto, persone,” ha detto. “Perché l’Europa possa avere successo nei suoi obiettivi di economia circolare, le aziende di gestione dei rifiuti devono essere supportate e incoraggiate, non rallentate da regole che non riflettono il mondo reale”. A2A, Assoambiente e FEAD continueranno a lavorare con le istituzioni dell’UE e le autorità nazionali per garantire che le politiche future portino progressi tangibili nell’economia circolare europea.
Green Arrow Capital sottoscrive project financing da 41,5 mln con Mps per il rifinanziamento di un portafoglio eolico da 39MW in Basilicata
Green Arrow Capital, tra i principali operatori indipendenti nel panorama degli investimenti alternativi e sostenibili con oltre 2 miliardi di raccolta, annuncia
di aver concluso con successo il rifinanziamento del portafoglio eolico situato in Basilicata, nei comuni di Tolve e Vaglio (provincia di Potenza), controllato da Lucania Wind Energy e con una capacità installata totale di 39MW. In particolare, l’operazione ha visto la sottoscrizione di un green loan su base Project Financing per un importo di 41,5 milioni e una durata di 12 anni, con Banca Monte dei Paschi di Siena – che ha agito in qualità di mandated lead arranger, banca finanziatrice, banca hedging, banca depositaria e banca agente – e da Mediocredito Trentino Alto Adige – che ha agito in qualità di banca finanziatrice. Il finanziamento ha consentito di ottimizzare la struttura finanziaria del progetto e reso possibile una semplificazione della struttura societaria, generando ulteriori benefici in termini di efficienza gestionale. In dettaglio il parco eolico oggetto del rifinanziamento è composto da 13 aereogeneratori, ognuno con una capacità di 3MW, e da una sottostazione elettrica ad alta tensione, che produce annualmente circa 90 GWh di energia rinnovabile, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di circa 33.000 famiglie, con una compensazione di emissioni di CO2 in atmosfera pari a circa 48.000 tonnellate annue.
Sicurezza sul lavoro, per l’Inl dal 2023 ad oggi oltre 30 milioni di euro e nuove assunzioni per rafforzare il presidio ispettivo
Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha posto l’Ispettorato Nazionale del Lavoro al centro delle proprie strategie per garantire legalità e sicurezza nei luoghi di lavoro. Negli ultimi due anni, grazie a un impegno economico senza precedenti, sono stati realizzati interventi concreti che rafforzano l’organico, migliorano gli strumenti operativi e introducono nuove tutele per il personale ispettivo. L’obiettivo è chiaro: rendere l’azione di vigilanza più efficace e capillare, per tutelare i diritti dei lavoratori e contrastare fenomeni di sfruttamento e irregolarità. Per questo, il Governo Meloni ha investito oltre 30 milioni di euro in misure di efficientamento dell’attività di vigilanza, segnando un cambio di passo nella storia dell’Ispettorato. Tra i primi atti del Governo, si segnala il riconoscimento dell’indennità di amministrazione nelle misure spettanti al personale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con la legge di bilancio per il 2023, che ha posto rimedio all’esclusione dall’armonizzazione del personale Inl inizialmente prevista nel 2021. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, inoltre, ha costantemente promosso misure a favore dell’Ispettorato, inserite, per esempio, nel decreto legge Pnrr-bis (D.L. n. 19/2024, convertito con modificazioni dalla L. n. 56/2024), nel D.L. n. 25/2025 in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni, e nel decreto Sicurezza, attualmente in fase di conversione (D.L. n. 159/2025). Tra i risultati più significativi, spiccano le assunzioni straordinarie: 750 nuovi ispettori previsti con le procedure concorsuali avviate nel 2024 e ulteriori 300 previste dall’ultimo provvedimento in materia di sicurezza, insieme all’incremento del contingente dirigenziale e del personale del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro (50 unità con il decreto Pnrr-bis e ulteriori 100 con il decreto Sicurezza). A queste si aggiunge il potenziamento del fondo di efficientamento, passato da 20 a 30 milioni di euro, destinato a migliorare processi e strumenti operativi e la salvaguardia degli incentivi al personale ispettivo che oggi trovano esclusivamente un limite pro capite (20% del trattamento economico individuale) e non più complessivo. Non meno importanti sono le misure di welfare e le tutele economiche introdotte: dalla somma forfettaria per le missioni all’esenzione dalle spese processuali, fino all’inserimento dell’INL tra i destinatari della perequazione prevista dalla legge di bilancio 2026. Dal 2026, presumibilmente da giugno con l’inserimento nell’ASDEP, per il personale dell’Ispettorato e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sarà prevista la copertura sanitaria integrativa, come da impegno del Ministro Calderone. Queste iniziative, lungi dall’essere meri interventi tecnici, si configurano come scelte strategiche per rafforzare il presidio ispettivo e consolidare la cultura della legalità. Il Ministero continuerà a investire in risorse, competenze e innovazione, perché la sicurezza sul lavoro e la tutela dei diritti non sono negoziabili: sono il cuore di un lavoro dignitoso e di una società più giusta.
Enpaia: da dismissioni immobiliari plusvalenze per 9,5 milioni
‘La Fondazione sta attuando con determinazione il piano di rotazione del portafoglio immobiliare, con l’obiettivo di aumentarne la profittabilita’ al 3%. Dopo l’investimento nella Torre PwC di Milano, nel 2024 Enpaia ha venduto 58 unita’ immobiliari realizzando plusvalenze per 9,5 milioni’. Lo ha detto il presidente della Fondazione Enpaia, Giorgio Piazza, presentando in Senato la relazione annuale 2025 dell’ente di previdenza per gli addetti in agricoltura. ‘I criteri per la selezione degli immobili da dismettere – ha spiegata – sono la vetusta’, che comporta spese di manutenzione destinate ad aumentare nel tempo; e il possibile rischio legato alle difficolta’ di recuperare i crediti verso i conduttori’.
Sparkle e Planhotel accelerano la digitalizzazione dei resort del Gruppo
Sparkle, primo operatore di servizi internazionali in Italia e fra i primi nel mondo, e Planhotel Hospitality Group, società internazionale che gestisce una rete di hotel di lusso in Tanzania, Kenya, Maldive, Svizzera e Italia, annunciano un progetto per accelerare la digitalizzazione delle strutture del gruppo attraverso connessioni più veloci e sicure. Fondato a Lugano, dove ha il suo quartier generale, Planhotel Hospitality Group è da oltre vent’anni protagonista nel settore turistico, con un portafoglio di resort e hotel di lusso nell’area dell’Oceano Indiano. Il Gruppo è riconosciuto a livello internazionale per la sua capacità di unire la tradizione locale allo stile e all’eccellenza del servizio svizzero. Grazie alle soluzioni Software-Defined Wide Area Network (SD-WAN) e Secure Access Service Edge (SASE) di Sparkle, Planhotel mira a ottimizzare la propria architettura di rete, migliorando la qualità e l’affidabilità delle connessioni Internet e consentendo ai dipendenti di accedere in sicurezza al sistema informativo aziendale. La soluzione SD-WAN permette di bilanciare e prioritizzare in modo intelligente il traffico sui diversi collegamenti Internet – anche satellitari – con tecniche avanzate di instradamento del traffico, migliorando la qualità e la continuità del servizio. L’integrazione con l’architettura SASE permette invece di ottimizzare e potenziare la sicurezza, proteggendo l’accesso alle risorse aziendali.
Nei mesi scorsi Sparkle ha completato l’implementazione della soluzione in due resort in Tanzania, con un sensibile miglioramento delle performance e della continuità operativa, in particolare per applicazioni come videoconferenze e sistemi di prenotazione. Alla luce dei risultati ottenuti, Planhotel prevede di estendere il progetto a un terzo hotel di prossima apertura, con la prospettiva di collegare in futuro anche altre strutture del Gruppo. Con questo accordo, Sparkle si conferma come partner di riferimento nella trasformazione digitale delle imprese internazionali, grazie a un portafoglio che spazia dalla connettività a soluzioni avanzate come Cloud Connect, SD-WAN, SASE e IoT Global, fino a servizi di sicurezza post-quantum per la protezione dei dati più sensibili. “Siamo orgogliosi di supportare Planhotel nel percorso di trasformazione digitale del Gruppo,” ha dichiarato Annalisa Bonatti, Vice President Enterprise di Sparkle. “Grazie alle nostre soluzioni SD-WAN e SASE, abilitiamo una connettività sicura, performante e scalabile, elemento chiave per le imprese che operano in contesti internazionali e distribuiti come quello dell’hospitality.” “Per noi l’innovazione tecnologica è parte integrante dell’eccellenza del servizio”, ha dichiarato Marco Rosso, Chief Digital & Business Automation Officer di Planhotel Hospitality Group. “Una rete più performante e sicura ci permette di ottimizzare le operazioni quotidiane e di offrire ai nostri ospiti un’esperienza ancora più fluida e affidabile, in linea con gli standard di qualità del Gruppo”.
Webuild per il Sud: parte la terza edizione del programma Build Up sulle grandi opere
Webuild rilancia il suo impegno per la formazione e lo sviluppo dei territori con la terza edizione di Build Up, il programma che avvicina gli studenti degli Istituti Tecnici al mondo delle grandi opere. La terza edizione è partita dalla città di Barletta, in Puglia, prima tappa di un tour di workshop in presenza che coinvolgerà ulteriori 1.000 giovani e che toccherà varie città italiane, in particolare al Sud, da qui a inizio 2026. L’iniziativa punta a creare un ponte concreto tra scuola e mondo del lavoro e si conferma come strumento per valorizzare il capitale umano del Sud Italia, dopo il successo registrato nelle prime due edizioni: 2.300 giovani coinvolti in tutta Italia, di cui oltre 1.100 in Sicilia e più di 350 in Calabria. Il programma Build Up, parte del percorso di Formazione Scuola-Lavoro (ex PCTO), è rivolto agli studenti degli indirizzi Costruzioni, Ambiente e Territorio, Meccatronica e Geotecnica. Il cuore dell’iniziativa sono workshop tematici e un Project Work che stimola i ragazzi a progettare infrastrutture legate al proprio territorio, con un focus su sostenibilità, innovazione e impatto sociale. Le attività prevedono 40 ore complessive, che forniranno agli studenti i crediti formativi obbligatori per conseguire il diploma. Queste ore saranno suddivise tra incontri in presenza con esperti Webuild e lavoro progettuale supervisionato dai docenti, opportunamente formati su tematiche Webuild. I team più meritevoli avranno accesso a visite ai cantieri e a esperienze sul campo, come già accaduto nella scorsa edizione per studenti di Bronte, in Sicilia, e Reggio-Calabria, premiati con una giornata da “Webuilder” nel cantiere dell’alta capacità ferroviaria Messina-Catania. Il programma rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra impresa, scuola e comunità, capace di generare valore sociale e professionale. Il Gruppo investe concretamente nella formazione e nell’occupazione, non solo attraverso iniziative rivolte agli studenti delle scuole superiori e ai neodiplomati, ma anche con il più ampio programma “Cantiere Lavoro Italia”, lanciato nel 2023. Ad oggi, il programma ha formato circa 1.700 persone tra operai e impiegati, con l’obiettivo di valorizzare il capitale umano e creare occupazione qualificata sul territorio. Rivolto sia a giovani senza esperienza che a risorse da riqualificare, offre percorsi formativi concreti e opportunità di inserimento nei cantieri. Nel Sud Italia, Webuild – in collaborazione con le Scuole Edili – ha costruito una rete solida e capillare di centri formativi per preparare le nuove generazioni alle sfide delle grandi infrastrutture complesse: dalle scuole di cantiere in Calabria per la formazione specializzata di operai e staff, al centro attivo in Campania, fino al laboratorio formativo di Bovino (Foggia) in Puglia, che rappresentano un punto di riferimento per lo sviluppo delle competenze tecniche nel territorio. In Sicilia, il Centro di addestramento avanzato di Belpasso (CT), inaugurato nel novembre 2023 in collaborazione con la Regione Siciliana, è oggi il fulcro della formazione sullo scavo meccanizzato. Dotato di simulatori TBM e macchinari all’avanguardia, il centro offre un’esperienza formativa completa, grazie alla docenza di esperti interni e professionisti esterni.
Ddl Pmi, Confcommercio: “stesso mercato, stesse regole”
“E’ necessario garantire regole che stabiliscano pari condizioni tra imprese che operano nello stesso mercato, nel rispetto del principio ‘stesso mercato, stesse regole’. In particolare la delega sulla riforma dell’artigianato rischia, in nome di una non meglio precisata modernizzazione, di alterare le corrette dinamiche di mercato e creare disparità di trattamento tra imprese”. Lo ha sottolineato Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio-Imprese per l’Italia, in audizione oggi, in Commissione Attività produttive alla Camera, su Ddl Legge annuale Pmi. “La delega – ha evidenziato Barbieri – è volta, infatti, a costruire una nuova tipologia di impresa artigiana, superando la regola civilistica secondo cui un imprenditore è artigiano quando il lavoro proprio prevale sull’organizzazione del lavoro altrui e includendo nella qualifica di impresa artigiana anche le attività di commercio e somministrazione. La prima legge per le PMI – ha concluso – dovrebbe favorire la crescita complessiva del sistema delle PMI, evitando misure eccessivamente settoriali o disposizioni che possano conferire a qualche impresa ingiustificati vantaggi competitivi nell’ambito del medesimo settore di attività.”