LA GIORNATA
Garofani, Meloni a Mattarella: “Parole inopportune ma sintonia con Colle”
- Energia, il Mase approva l’Energy Release, prezzi più bassi per le energivore
- Scenari Immobiliari: in Europa il fatturato dei servizi a +3,6% nel 2024, Italia tra i mercati più dinamici
- Terna, stabili i consumi di energia elettrica a ottobre, +0,2%, nei primi 10 mesi -1%
IN SINTESI
Erano quasi le 13 quando la premier, Giorgia Meloni, rientrata da Mestre, ha varcato la soglia del Quirinale. All’indomani della bufera politica esplosa, con l’attacco sferrato dal capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami, quello con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è per lei sicuramente uno degli incontri più difficili e complessi che abbia affrontato al Colle. Ma è stata la stessa premier a proporre, con una telefonata, questo incontro al Capo dello Stato, hanno fatto sapere fonti di Palazzo Chigi. E Meloni, ‘il suo rammarico per le parole istituzionalmente e politicamente inopportune pronunciate in un contesto pubblico dal consigliere Francesco Saverio Garofani’ e riportate da La Verità, ma la visita di ieri ‘intende rimarcare che non esiste alcuno scontro istituzionale’ con il Colle e ‘ribadire la sintonia istituzionale, mai venuta meno fin dall’insediamento di questo governo e della quale nessuno ha mai dubitato’. Meloni ha reputato che la richiesta di smentita formulata dall’onorevole Bignami non fosse un attacco al Quirinale, ma al contrario un modo per circoscrivere al suo ambito reale la vicenda, anche a tutela del Quirinale. Era intenzione, da parte del partito di maggioranza relativa, intervenire per fugare ogni ipotesi di scontro tra due Istituzioni che invece collaborano insieme per il bene della Nazione. Si riteneva che fosse il diretto interessato, ovvero il Consigliere Garofani, a dover chiarire, per chiudere immediatamente la questione. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi al termine del faccia a faccia tra il presidente della Repubblica e la premier.
Inflazione, Eurostat conferma la stima al 2,1% a ottobre
L’inflazione nell’Eurozona scende al 2,1% in ottobre 2025, dal 2,2% registrato a settembre. Lo rende noto Eurostat confermando la stima ‘flash’ diffusa il 31 ottobre. L’inflazione nell’Ue si attesta invece al 2,5% in ottobre, in calo dal 2,6% di settembre. Tassi più bassi a Cipro (0,2%), Francia (0,8%) e Italia (1,3%). Più alti in Romania (8,4%), Estonia (4,5%) e Lettonia (4,3%). A trainare i prezzi i servizi (+1,54 punti percentuali), seguiti da alimentari, alcol e tabacchi (+0,48), beni industriali non energetici (+0,16) ed energia, che ha inciso al ribasso (-0,08).
Energia, il Mase approva l’Energy Release, prezzi più bassi per le energivore
Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha approvato le regole operative del meccanismo Energy Release e gli schemi di contratto relativi all’anticipazione triennale dell’energia rinnovabile da parte del Gestore dei Servizi Energetici, nonche’ alla successiva restituzione ventennale. Il provvedimento consente di accelerare lo sviluppo di nuova capacita’ rinnovabile e, allo stesso tempo, di ridurre i costi energetici per le imprese energivore. In base alle nuove regole, le aziende energivore potranno beneficiare, per il triennio 2025-2027, di forniture di energia elettrica a prezzo calmierato pari a 65 euro al MWh. ‘Sosteniamo la competitivita’ delle nostre imprese e acceleriamo nuovi investimenti nelle rinnovabili’, dichiara il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. ‘Con l’Energy Release mettiamo a disposizione delle aziende energivore energia a prezzo stabile e accessibile, mentre contestualmente stimoliamo la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili che rafforzano l’indipendenza energetica del Paese. E’ una misura che coniuga sicurezza, sostenibilita’ e realismo economico, in linea con la strategia energetica nazionale’. Il Gse procedera’ entro il 2025 alla stipula dei contratti di anticipazione con le imprese beneficiarie, assicurando l’erogazione dell’energia agevolata a partire dal primo gennaio 2025. Soddisfatta Confidustria che considera questo “un passaggio essenziale per rendere finalmente operativo uno strumento atteso dal sistema industriale”. La definizione di tali elementi conclude un percorso complesso, che ha richiesto l’adeguamento dello strumento alla comfort letter della Commissione Europea. Si tratta di un passo importante, che consente finalmente di avviare una misura strategica per l’industria italiana, capace di coniugare sostegno alle imprese energivore e sviluppo delle fonti rinnovabili, contribuendo al tempo stesso alla sicurezza energetica nazionale. Il meccanismo, che prevede l’accesso anticipato a energia rinnovabile a un prezzo calmierato di 65 €/MWh per tre anni, è indispensabile per salvaguardare la competitività delle imprese energivore italiane. L’avvio dei contratti entro il 2025, con effetto retroattivo al 1° gennaio, e le aste per nuovi impianti rinnovabili delineano un modello virtuoso che combina competitività, stabilità dei costi per l’industria e nuovi investimenti nella produzione pulita. Confindustria “ha apprezzato la collaborazione e il dialogo continuo e costruttivo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con il GSE che hanno caratterizzato questi mesi di lavoro.
In un contesto europeo in cui diversi Paesi stanno adottando misure sempre più incisive a sostegno delle industrie energivore, l’Energy Release rappresenta una risposta necessaria per evitare ulteriori penalizzazioni competitive per le imprese italiane. Le recenti notizie relative all’autorizzazione da parte della Commissione Europea della misura tedesca che fissa il prezzo dell’elettricità per le imprese energivore a 50 €/MWh nel triennio 2026-2028, accompagnata dal vasto programma di nuovi impianti e infrastrutture energetiche previsto da Berlino, rischia infatti di accentuare asimmetrie non sostenibili all’interno del mercato unico.
Confindustria continuerà a collaborare con il Governo e con le istituzioni europee affinché l’Italia disponga di strumenti stabili ed efficaci, in linea con quelli attivati dai principali Paesi partner, per tutelare la competitività del sistema produttivo e accompagnare il percorso di transizione energetica nazionale”.
Scenari Immobiliari: in Europa il fatturato dei servizi a +3,6% nel 2024, Italia tra i mercati più dinamici
Nel 2024 il settore dei servizi immobiliari in Europa (gestione, consulenza, progettazione, ecc.) conferma il proprio ruolo strategico nell’economia del continente, raggiungendo un fatturato di quasi 450 miliardi di euro, in aumento del 3,6 per cento rispetto al 2023, con una stima di ulteriore incremento del 2,5 per cento a fine 2025. La Germania si conferma, ancora una volta, il mercato più performante, con 152 miliardi di euro e un buon livello di dinamicità rispetto al 2023 (più 2,3 cento), così come l’Italia che continua a registrare un fatturato in crescita e pari a 51,6 miliardi di euro nel 2024, e una previsione di aumento del 5,4% per l’anno in corso. Nel nostro Paese, il peso di costruzioni e attività immobiliari rispetto al Pil è cresciuto ancora nel 2024 a quota 20,7 per cento mantenendo, grazie a un incremento di 0,5 punti percentuali del comparto dei servizi immobiliari e di 0,1 punti percentuali del settore sviluppo, il ruolo da co-protagonista guadagnatosi all’interno della formazione del Pil, insieme a industria e commercio. Questi sono alcuni dei dati emersi ieri a Milano nel corso del Secondo forum nazionale sull’industria dei servizi immobiliari, durante il quale è stato presentato l’11°”Rapporto sulla filiera dei servizi immobiliari in Europa e in Italia”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con le principali società di servizi. “In Italia anche nel corso del 2024 si conferma la rilevanza delle attività immobiliari all’interno dello scenario economico nazionale – ha affermato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari in apertura del Forum – con una quota pari al 13,1 per cento del Pil, a cui si somma una componente piuttosto rilevante di attività dedicate allo sviluppo immobiliare, ancora pari al 2,3 per cento. L’industria delle costruzioni, con un peso del 5,3 per cento sul Pil nazionale, registra un consolidamento dei livelli raggiunti nel biennio precedente, allineandosi alla media europea”.
Francia e Regno Unito presentano un peso delle attività immobiliari e delle costruzioni prossimo al 18,5 per cento. La Germania continua a mostrare una diversa distribuzione del Pil tra i settori economici rispetto agli altri Paesi, con una quota inferiore alla media europea, per quanto riguarda le attività immobiliari, che nel corso del 2024 sono scese sotto il 10,5 per cento, lo sviluppo immobiliare all’1,8 per cento e il settore delle costruzioni al 4,5 per centoSul fronte dell’andamento occupazionale la Germania, con 2,56 milioni di occupati distribuiti in poco più di 370 mila imprese e una dimensione media di 6,9 addetti per azienda, è ancora una volta il più grande mercato europeo in termini di occupazione e distanzia il secondo, Regno Unito, di 356 mila unità, pari a più del quindici per cento della forza lavoro occupata in UK. In Francia, gli ormai 2,16 milioni di occupati nel settore delle costruzioni raggiunti nel corso del 2024 sono il risultato di un costante percorso di crescita (più 41,2 per centro rispetto al 2015) che restituisce un livello di dinamicità superiore a quanto fatto registrare dalla Spagna (più 32,9 per cento) e dell’Italia (28,9 per cento). In Spagna tra il 2015 e il 2024 il numero di imprese è aumentato di quasi il 18 per cento, passando da poco più 380 mila a quasi 450 mila. In aumento anche il numero di occupati, cresciuto del 33 per cento circa, da poco meno di 1,06 milioni a quasi 1,41 milioni, portando la dimensione media aziendale dai 2,8 addetti del 2015 ai 3,1 del 2024 (più 12,7 per cento). L’Italia, con oltre 1,7 milioni di occupati, in crescita di quasi il 29 per cento rispetto al 2015, distribuiti in circa 560 mila imprese (più cinque per cento rispetto al 2023 e più 3,7 per cento rispetto al 2015), risulta ancora caratterizzata da dimensioni medie aziendali ridotte (tre occupati per impresa anche nel 2024), in progressivo avvicinamento alla media spagnola. Nel nostro Paese gli addetti diretti ammontano a poco meno di 120 mila unità (più 0,8 per cento rispetto al 2023), cui vanno a sommarsi più di 230 mila addetti “indiretti”. La percentuale sulla forza lavoro complessiva (0,3 per cento) continua a essere inferiore alla media europea, e ancora molto bassa risulta essere la dimensione media delle imprese, stabilmente pari a 0,5 addetti per azienda.
Focalizzandosi sul valore aggiunto prodotto dalle piccole, medie e grandi imprese, continua ad emergere come in Italia e Spagna il mercato sia caratterizzato per la quasi totalità da piccole e microimprese (ovvero quelle con una forza lavoro compresa tra 1 e 49 addetti), con una quota elevata di microimprese con massimo dieci occupati, con un peso rispettivamente prossimo al 93,5 per cento e all’88 per cento, ancora in ripresa rispetto ai livelli raggiunti l’anno precedente, parzialmente influenzato dagli effetti che la pandemia di Covid-19 ha avuto sulle imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni.
In Italia la percentuale di valore aggiunto riconducibile all’operato delle piccole imprese, mediamente stabile intorno al 94 per cento nel corso del periodo 2014-2019, con punte prossime al 95 per cento nel corso del 2015 e del 2017, e dopo un 2020 all’83,3 per cento, è tornata a salire fino a superare quota 93,5 per cento. In Spagna, invece, dove il peso percentuale delle piccole imprese è andato a ridursi dall’86,3 per cento del 2014 al 79,1 per cento del 2020 per poi tornare a crescere fino a superare l’88 per cento nel corso del 2023, la pandemia ha invertito il processo di ridimensionamento dell’industria delle attività immobiliari grazie a un incremento di nove punti percentuali. Le grandi imprese (oltre 250 occupati) continuano a caratterizzare fortemente la struttura dei mercati di Regno Unito e Francia, con quote percentuali rispettivamente superiori al 45 per cento e al quaranta per cento. In Germania nel 2023 il peso del valore aggiunto delle medie imprese (50-249 addetti) è rimasto stabile al 13,5 per cento e quello delle grandi imprese è salito fino a superare il sedici per cento, riallineandosi ai livelli e alle dinamiche di crescita rilevate tra il 2014 e il 2019.
“All’interno dell’odierno scenario finanziario – ha sottolineato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – si stanno delineando dinamiche, tendenze e strategie in continua evoluzione che permettono agli operatori del real estate di affrontare una serie di sfide derivanti dalla crescente complessità normativa, dalla volatilità dei mercati globali e dall’accelerazione imposta dal processo di digitalizzazione dell’economia. Innovazione tecnologica, dati alternativi, sostenibilità e cybersecurity costituiscono delle opportunità e presentano prospettive di crescita che richiedono visioni e modalità di approccio strategiche capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti che interesseranno il mercato e di anticipare le esigenze dei clienti in contesti sempre più digitalizzati. I fattori Esg svolgono e continueranno a svolgere un ruolo significativo nelle scelte degli investitori e gli asset manager dovranno quindi focalizzare la loro attenzione sullo sviluppo di processi e politiche decisionali in grado di superare la rigidità che caratterizza i punteggi di rischio contenuti all’interno delle principali certificazioni di sostenibilità ambientale, sociale e di governance. L’intelligenza artificiale – ha concluso Zirnstein – sta assumendo un ruolo sempre più operativo all’interno del real estate, generando trasformazioni preliminari nei ruoli professionali, soprattutto nelle posizioni entry-level, e sta avviando una profonda evoluzione delle attività lavorative, con ricadute positive sull’efficienza e sulle performance dei team. La quasi totalità delle società attive nel real estate sta esplorando, con modalità e approcci più o meno strutturati, i potenziali utilizzi dell’intelligenza artificiale con particolare dinamismo nel segmento residenziale dove le applicazioni già avviate stanno producendo risultati significativi in termini di miglioramento dell’esperienza utente, ampliamento dei servizi digitali e rafforzamento dei processi operativi.”
Digitale: entro 2025 raggiungerà 83,4 mld
Il mercato digitale italiano non si ferma e continua la sua corsa: entro la fine del 2025 raggiungera’ un valore complessivo di 83,4 miliardi di euro, con una crescita del +3,9% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dalle stime riportate nel rapporto annuale ‘Digital Italy 2025′ realizzato da Tig – The Innovation Group, presentato in occasione della decima edizione del Digital Italy Summit. Le previsioni per il 2026 indicano un ulteriore incremento fino a 86,6 miliardi di euro. Nello specifico, la crescita e’ mantenuta dai servizi ICT (+5,5%), dal software (+3,4%) e dai contenuti digitali (+5,6%), ma anche da un inizio di ripresa dell’hardware (+0,6%), favorita dalla diffusione dell’AI e dalla necessita’ di aggiornare le infrastrutture per garantire sicurezza, privacy e capacita’ di innovazione. ‘Italia ed Europa stanno attraversando un passaggio cruciale, un vero cambio di paradigma. Viviamo una fase segnata da profondi cambiamenti geopolitici ed economici, e da un’evoluzione demografica che ci vede sempre piu’ come un continente anziano. In questo contesto, dobbiamo interrogarci sul ruolo che intendiamo giocare in uno scenario globale sempre piu’ complesso. La sfida di oggi non e’ chiedersi se e dove ‘adottare il digitale’, bensi’ saperlo governare e valorizzare per generare crescita, inclusione e competitivita’ in tutti i settori portanti della nostra societa’. Per riuscirci serve una visione di lungo periodo, capace di integrare investimenti, competenze e politiche industriali, cosi’ da rendere il digitale una leva stabile di sviluppo per il Paese e per l’intero continente”, afferma Roberto Masiero, presidente di Tig – The Innovation Group. Nel fermento innovativo, l’adozione dell’intelligenza artificiale tra le aziende continua a incontrare numerose barriere. La principale riguarda la mancanza di competenze interne, che interessa il 44% delle aziende intervistate da TIG – The Innovation Group, seguita dalla difficolta’ nel dimostrare il valore dell’AI per il business (31%) e dall’individuazione di casi d’uso concreti (28%).
Terna, stabili i consumi a ottobre, +0,2%, nei primi 10 mesi -1%
Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, nel mese di ottobre il fabbisogno di energia elettrica in Italia è stato pari a 25,5 miliardi di kWh (+0,2% rispetto a ottobre 2024). La variazione è stata raggiunta con lo stesso numero di giorni lavorativi (23) e una temperatura media inferiore di due gradi rispetto a quella di ottobre dello scorso anno. Il dato della domanda elettrica corretto dagli effetti temperatura e calendario resta pressoché invariato. A livello territoriale, la variazione tendenziale di ottobre è risultata pari a +0,6% al Nord, +0,3% al Centro e -0,8% al Sud e nelle Isole. Da gennaio a ottobre, il fabbisogno nazionale è in diminuzione dell’1% rispetto al corrispondente periodo del 2024 (-0,6% il dato rettificato). L’indice IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali delle imprese cosiddette ‘energivore’, ha fatto registrare una crescita dell’1,9% rispetto a ottobre 2024: si tratta del secondo valore positivo dopo una prima parte di anno in flessione. Correggendo il dato dall’effetto calendario, la variazione non cambia. In particolare, positivi i comparti dell’industria alimentare, cemento calce e gesso, meccanica, siderurgica, ceramiche e vetrarie. Negativi i comparti della carta, metalli non ferrosi e chimica. In termini congiunturali, la variazione della richiesta elettrica destagionalizzata e corretta dagli effetti di calendario e temperatura è stazionaria. In flessione la variazione congiunturale dell’indice IMCEI (-0,8%). L’indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval), e che viene presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dei consumi elettrici e industriali, ha fatto registrare, nel mese di agosto 2025, una variazione tendenziale negativa del 6,3%. In particolare, rispetto ad agosto 2024, sono risultate in diminuzione tutte le classi eccetto le attività professionali, scientifiche e tecniche, informazione e comunicazione. Tornando al bilancio mensile di Terna, lo scorso mese la domanda di energia elettrica italiana è stata soddisfatta per l’84,7% dalla produzione nazionale e per la quota restante (15,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. Il valore del saldo estero mensile risulta pari a 3,9 TWh, il 6,1% in meno rispetto a ottobre 2024. A livello progressivo, da gennaio a ottobre 2025, l’import netto è in diminuzione dell’8,6% rispetto ai primi dieci mesi del 2024. In dettaglio, la produzione nazionale netta è risultata pari a 22 miliardi di kWh. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 39% della domanda elettrica (41,2% a ottobre 2024). In aumento la fonte termica (+7,2%) e geotermica (+0,5%); in crescita a due cifre la fonte eolica (+70,1%) e fotovoltaica (+48,7%). L’incremento della produzione del fotovoltaico (+1.088 GWh) è dovuto al contributo positivo dell’aumento di capacità in esercizio (+383 GWh) e del maggiore irraggiamento (+705 GWh). In diminuzione la fonte idrica (-48,8%).nDa gennaio a ottobre 2025 la capacità rinnovabile in esercizio (complessiva di fonte solare ed eolica) è aumentata di 5.400 MW (di cui 4.813 MW di fotovoltaico), raggiungendo i 55.354 MW totali. Al 31 ottobre 2025 si registrano in Italia 17.610 MWh di capacità di accumulo (valore in aumento del 46,6% rispetto allo stesso mese del 2024), che corrispondono a 7.192 MW di potenza nominale, per circa 862.000 sistemi di accumulo. Lo scorso mese, gli accumuli elettrochimici di grande taglia hanno prodotto ben 202 GWh, a conferma della rilevanza che tale tecnologia ha ormai raggiunto per la gestione del sistema in economia e sicurezza. Nel dettaglio, da gennaio a ottobre la capacità di impianti utility scale è aumentata di 2.818 MWh, che corrispondono a 721 MW di potenza nominale.
Hera accelera sull’innovazione dei propri asset con il Corporate Venture Building
Il Gruppo Hera lancia il proprio Corporate Venture Building (CVB), un programma interno all’azienda che mira a trasformare sistematicamente il know-how industriale e gli asset tecnologici sviluppati dalle diverse in nuove linee di business, con l’obiettivo finale di portarle a mercato. Il progetto pilota di Corporate Venture Building del Gruppo Hera, tra i primi in Italia nel settore energetico, ha l’obiettivo di creare nuovi flussi di ricavo sia nei mercati attuali sia in nuovi segmenti, contribuendo alla crescita della multiutility e valorizzando le competenze e gli asset interni, anche in collaborazione con partner industriali. Permette infatti di gestire in modo completo l’innovazione, nata per il proprio core business, fino a valutarne il potenziale sviluppo indipendente sul mercato. Un’opportunità anche per attrarre nuovi talenti e idee, offrendo un ambiente stimolante in una realtà aziendale solida che sta mettendo in campo investimenti significativi, 1,3 miliardi di euro entro il 2028, in tecnologie all’avanguardia e soluzioni innovative. Il modello CVB debutta con la presentazione del portafoglio di prodotti innovativi NexSuite in occasione di Enlit Europe 2025, la principale fiera internazionale per il settore energetico che si svolge a Bilbao (18-20 novembre), punto di incontro mondiale per i leader dell’energia e della tecnologia, focalizzato sulla trasformazione digitale e la decarbonizzazione. In particolare, NexSuite è un pacchetto di asset ingegnerizzati per affrontare le sfide prioritarie del mondo delle reti della distribuzione gas, come i rischi per la sicurezza e l’ambiente, la mancanza di digitalizzazione e la necessità di una maggiore efficienza in termini di costi e risorse.
Disponibile per supportare anche distributori esterni, NexSuite si compone di tre soluzioni all’avanguardia: oltre a NexMeter, il contatore intelligente 4.0 del Gruppo Hera che interrompe automaticamente il flusso di gas in caso di perdite o micro-fughe e durante eventi sismici, comprende anche NexAction e Sentinel. NexAction è il primo sistema totalmente autoalimentato e brevettato per l'automazione da remoto delle valvole di rete (gas, acqua, teleriscaldamento e fluidi), che consente interventi tempestivi in caso di emergenze (entro 150 secondi), minimizzando in questo modo l’intervento di squadre operative sul campo e la dispersione di emissioni. Sentinel è invece un dispositivo brevettato per monitorare da remoto i compensatori di dilatazione in corrispondenza di aree geologicamente instabili. L’installazione è plug & play e permette la visualizzazione 3D in tempo reale del movimento del tubo attraverso una web app interattiva, e la sua versatilità d’uso lo rende adatto anche per reti idriche, sistemi di teleriscaldamento e condotte per liquidi industriali. Caratteristica comune di tutti questi asset è l’aver risposto innanzitutto a problemi reali del gestore e l’essere stati testati a lungo sul campo.
Il Corporate Venture Building è un modello complementare al Corporate Venture Capital, strumento con cui un’azienda investe in startup esterne ad alto potenziale per accedere a innovazioni. Il CVB fa invece leva su asset, competenze e risorse interne per sviluppare e lanciare nuovi business, un approccio in forte crescita nel panorama europeo e nazionale. L’Italia è tra i Paesi che stanno guidando l’adozione strutturata di questo modello: oggi oltre un’impresa italiana su quattro (26%) è già attiva nell’implementazione di forme di venture building, secondo una recente indagine McKinsey &Company. In questo contesto si inserisce il programma del Gruppo Hera, che punta alla valorizzazione degli asset proprietari, come le soluzioni NexSuite, per creare valore industriale e tecnologico, in linea con l’evoluzione che vede l’integrazione tra innovazione, venture building e venture capital come nuovo driver di crescita tra le aziende più avanzate.
Italgas illustra il progetto Hyround per la decarbonizzazione delle reti gas
Italgas partecipa a Enlit 2025, il principale evento europeo e delnsettore energetico che si occupa di transizione energetica, digitalizzazione e decarbonizzazione che quest’anno si svolge in Spagna, a Bilbao. Italgas ha portato la propria esperienza in tema di decarbonizzazione delle reti gas illustrando il progetto Hyround, l’impianto di produzione di idrogeno verde recentemente entrato in funzione in Sardegna, il primo in Italia collegato direttamente a una rete di distribuzione cittadina. L’impianto utilizza elettricità generata da fotovoltaico per alimentare un elettrolizzatore in grado di produrre idrogeno verde che viene utilizzato per molteplici usi. L’idrogeno prodotto da Hyround – ha spiegato Valeria Vignolo, Responsabile Ingegneria e Realizzazione Investimenti di Italgas – è distribuito in blending con il gas naturale attraverso la rete di distribuzione del gas di Sestu (Cagliari), in percentuali crescenti con l’obiettivo del 20%. Ma non solo. È reso disponibile in forma pura presso una stazione di rifornimento per autobus per il trasporto pubblico locale e, ancora in blending con il gas naturale, a un’industria alimentare casearia del territorio che lo utilizza in sostituzione dell’attuale olio combustibile BTZ, riducendo significativamente l’impronta carbonica di una produzione tradizionale fortemente radicata sul territorio. La collaborazione con Geoside, la energy service company del Gruppo Italgas, ha contribuito all’ottimizzazione energetica della filiera produttiva del caseificio, rafforzando l’efficacia ambientale ed economica del progetto. Con Hyround, progettato per essere scalabile e replicabile, Italgas conferma che la strada da seguire è quella dell’approccio tecnologicamente neutrale, l’unica che possa condurre a soluzioni efficaci per risolvere il trilemma energetico e puntare a una transizione equa e sostenibile, che veda protagonisti i gas rinnovabili – dall’idrogeno al biometano, al metano sintetico – e le reti del gas digitali, smart e flessibili. Nel corso della giornata, Italgas e Bludigit, la IT Company del Gruppo, sono state protagoniste anche in altri hub tematici di Enlit, con interventi dedicati alla trasformazione digitale delle reti gas e all’evoluzione dei modelli operativi del settore. Sono stati approfonditi i temi dell’innovazione applicata alle infrastrutture, con un focus sull’evoluzione delle reti verso
sistemi intelligenti capaci di integrare dati, tecnologie avanzate e gas rinnovabili, e dell’intelligenza artificiale applicata alla gestione da remoto dei cantieri e alle attività operative, attraverso piattaforme in grado di migliorare sicurezza, governance e capacità di controllo del territorio. Temi che hanno completato e rafforzato la visione del Gruppo verso un sistema energetico sempre più digitale, efficiente e sostenibile.
Nomine pubbliche, 96 componenti per 32 enti in scadenza entro giugno 2026
Dopo le recenti nomine effettuate per i vertici delle Autorità di Sistema Portuale, ci sono altri 96 nomi da individuare, entro il primo semestre del nuovo anno, per il rinnovo degli Organismi direttivi o dei Commissari di 32 Enti pubblici, sul totale dei 106 sottoposti alla vigilanza ministeriale.
Considerando l’area di attività, 19 operano sui temi dell’ambiente, 6 su quelli dell’economia e del lavoro, 5 nel settore della cultura, della scienza e dello sport, 1 in materia di sanità e 1, infine, nella difesa. Sono i dati elaborati dal Centro Studi CoMar nel suo periodico monitoraggio su tutte le nomine pubbliche, governative. Tra i 32 Enti chiamati al rinnovo, in tutti o anche solo per alcuni dei loro componenti, vi sono, ad esempio, l’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato), l’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), l’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), l’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), la Consob (Commissione nazionale per le società e la borsa), l’Enac (Ente nazionale aviazione civile), l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e tutti gli Enti Parco nazionali diffusi sul territorio. In generale, questi 106 Enti vigilati dal Governo sono Autorità di regolamentazione, organismi indipendenti, con personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia organizzativa, amministrativa e statutaria.
Cybersecurity, Telsy insieme a Fortinet per l’utilizzo di tecnologie italiane contro le minacce quantistiche
Telsy, la factory di cybersecurity, crittografia e quantum security che opera nell’ambito di TIM Enterprise, e Fortinet, leader globale nella sicurezza informatica, hanno avviato una partnership tecnologica per offrire a imprese e Pubblica Amministrazione soluzioni di rete avanzate e resistenti alle minacce quantistiche. La soluzione integrata utilizza la tecnologia Quell-X Quantum Key Distribution (QKD) di Telsy, sviluppata in collaborazione con la sua controllata QTI (Quantum Telecommunications Italy), per abilitare VPN sicure contro le minacce quantistiche. Questa connessione VPN a prova di futuro, realizzata grazie a un’integrazione conforme agli standard ETSI (European Telecommunications Standards Institute) con i firewall di nuova generazione FortiGate (Next Generation Firewalls), è in grado di proteggere i dati critici delle organizzazioni dalle minacce emergenti legate al calcolo quantistico. Telsy rappresenta un’eccellenza tecnologica italiana e questa collaborazione con Fortinet ne evidenzia la capacità di competere a livello globale. L’integrazione tra le tecnologie di Telsy e Fortinet consente di generare e distribuire chiavi crittografiche quantistiche e di utilizzarle per proteggere la riservatezza e l’integrità dei dati, oggi e in futuro. Grazie alle funzionalità quantum-safe nativamente integrate in FortiOS, la soluzione è progettata per un’implementazione plug-and-play semplice e immediata negli ambienti enterprise e PA dove le tecnologie Fortinet sono già diffuse, accelerando così i tempi di attivazione e riducendo i rischi di integrazione. L’Open Ecosystem di Fortinet è uno dei più grandi ecosistemi di cybersecurity del settore. Il programma Fortinet Fabric-Ready Technology Alliance Partner riunisce una comunità di partner tecnologici globali leader di mercato, con competenze specializzate, per offrire ai clienti soluzioni integrate che garantiscono una sicurezza completa e end-to-end. “Questa collaborazione rappresenta un passo concreto nella costruzione di un ecosistema di sicurezza sempre più integrato e resiliente. Portare la nostra tecnologia quantistica in una piattaforma globale come quella di Fortinet significa trasformare l’innovazione italiana in valore operativo per imprese e Pubblica Amministrazione, contribuendo a una cybersecurity che non si limita a difendere ma abilita la trasformazione digitale del futuro”, ha dichiarato Alessandra Michelini, amministratrice delegata di Telsy. “I partner tecnologici di Fortinet integrano le proprie soluzioni con i prodotti e le tecnologie Fortinet per aiutare i clienti a raggiungere un livello di sicurezza avanzato in tutta la loro infrastruttura, adottando un approccio end-to-end e soluzioni all’avanguardia. Siamo lieti di annoverare Telsy tra i nostri Fortinet Fabric-Ready Technology Alliance Partner, contribuendo così allo sviluppo di soluzioni di cybersicurezza avanzate e quantum-safe. Insieme, aiutiamo i clienti ad affrontare le sfide della cybersecurity quantistica e a prepararsi per la “Quantum Era”, ha dichiarato Massimo Palermo, vicepresidente Italia e Malta di Fortinet. Con questa iniziativa, TIM Enterprise, Telsy e Fortinet promuovono un modello di cybersecurity integrata e pronta al futuro, dove cloud, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche convergono per garantire la sicurezza dei dati e la trasformazione digitale, oggi e in futuro.
Ita Airways, sciopero di 4 ore il 17 dicembre. Sindacati: piano industriale debole e stallo per il contratto
Turbolenze in Ita Airways. I sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, ANPAC e Anp hanno proclamato una prima azione di sciopero di 4 ore per il 17 dicembre dalle ore 13.00 alle ore 17.00 per tutto il personale dipendente della compagnia. Alla base dell’azione di protesta, spiegano i sindacati, ci sono “la mancanza di risposte soddisfacenti sul Piano Industriale approvato dal CdA, ritenuto debole e carente di investimenti sulla flotta, nonché sulle prospettive di crescita occupazionale, anche alla luce delle urgenze legate al personale ancora in cigs e a quello in attesa di stabilizzazione; il mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, scaduto a dicembre 2024, con una trattativa che procede con eccessiva lentezza, mentre il personale di volo e di terra continua a sostenere l’operatività aziendale tra numerose difficoltà e in condizioni ormai non più sostenibili; l’errato computo e il mancato riconoscimento della quota aggiuntiva del premio di risultato relativo all’ultimo esercizio”.
Esg Day Enav: formazione, talenti e nuove opportunità nel Sud Italia per una crescita sostenibile e inclusiva
Si è svolto ieri presso l’Associazione della Stampa Estera l’ESG Day 2025 di Enav, la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia. L’evento, dedicato al ruolo della sostenibilità e dei principi ESG nel settore della finanza e delle imprese, ha riunito rappresentanti del mondo istituzionale e finanziario, investitori, esperti di sostenibilità e stakeholder del Gruppo Enav, che hanno discusso l’evoluzione del quadro normativo europeo e le nuove sfide per aziende e mercati. Ad aprire i lavori è stata Alessandra Bruni, presidente di Enav, che ha richiamato l’importanza del momento storico, segnato da una fase di assestamento normativo ma anche da nuove opportunità strategiche: “In una fase come questa, stretta fra regolamentazioni in via di assestamento, priorità economiche che cambiano e un dibattito pubblico che chiede risultati concreti, emerge la differenza tra chi considera la sostenibilità un adempimento formale e chi la vive come elemento strutturale della propria strategia industriale. La sostenibilità è parte integrante del Gruppo Enav e rappresenta il nostro modo di creare valore”.
Il programma dell’ESG Day di ENAV ha previsto un confronto tra Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo e coautore del libro “Ritrovare l’umano – ESG+H”, e l’Amministratore Delegato del Gruppo ENAV, Pasqualino Monti. Il dialogo ha preso spunto proprio dalla centralità della “H”, che richiama Health, Human e Happiness, tre dimensioni fondamentali per ridefinire la sostenibilità in termini più umani e inclusivi. Monti ha focalizzato l’attenzione sulla centralità della persona nel percorso di crescita del Gruppo ENAV e sulla visione futura della Società. L’AD ha ricordato l’importante piano di assunzioni di oltre 400 controllori di volo nei prossimi anni e il progetto strategico che ENAV sta portando avanti nel Sud Italia, volto a creare nuove opportunità professionali per i giovani e rafforzare la presenza del Gruppo nei territori meridionali: “Essendo un’azienda di servizi ad alta specializzazione, le persone sono il nostro vero asset. Abbiamo avviato un importante piano di assunzioni, con un focus sul ricambio generazionale e sull’attrazione di nuovi talenti, perché innovazione e crescita passano dalla professionalizzazione e dalla formazione continua. Nel nostro settore la tecnologia rappresenta un ausilio all’uomo, non una sostituzione. L’innovazione, se governata bene, non sostituisce il lavoro: lo evolve”.
Il progetto di ENAV, nello specifico, prevede accordi con le principali università del Mezzogiorno, tra cui Palermo e Napoli. ENAV sta contribuendo allo sviluppo di percorsi formativi altamente specializzati e coerenti con le sue esigenze operative e tecnologiche. Grazie a questo progetto sono iniziate le prime assunzioni di giovani che potranno lavorare senza doversi spostare. L’obiettivo è chiaro: offrire ai giovani del Sud concrete opportunità professionali senza costringerli a lasciare il proprio territorio, valorizzando al contempo le eccellenze locali. Nel corso dell’evento, l’intervento di Patrizia Celia, Responsabile Large Caps, Investment Vehicles & Sustainable Finance Partnership di Borsa Italiana, ha introdotto i temi principali su cui è stata incentrata la tavola rotonda “Gli impatti ESG nel nuovo scenario” – con la partecipazione di Nadia Giuliani di INARCASSA, Concetta Testa di Cassa Depositi e Prestiti e Davide Tassi di ENAV. I relatori hanno approfondito i cambiamenti introdotti dal nuovo contesto europeo e la necessità per le imprese di adottare strategie ESG integrate e orientate alla catena del valore, evidenziando come, nonostante lo slittamento dell’entrata in vigore di alcune normative come la CSRD, la sostenibilità continui a rappresentare un fattore competitivo, rafforzato da un mercato della finanza sostenibile che nel 2025 raggiungerà un valore stimato di 13,4 trilioni di dollari.
Leonardo, nel 2026 joint venture con Edge negli Emirati
Leonardo ed il gruppo emiratino della difesa Edge costituiranno nel 2026 una joint venture industriale negli Emirati. Leonardo avrà il 49%, Edge il 51%. Lo prevede un accordo che porta alla concretizzazione, in tempi rapidissimi, della collaborazione avviata lo scorso febbraio e progredita con il memorandum di intesa firmato a giugno. L’accordo è stato firmato all’Airshow di Dubai dall’ad e direttore generale di Leonardo Roberto Cingolani. Si andranno a produrre soluzioni proposte da Leonardo, dal settore della sensoristica a quello della integrazione di sistemi e alle piattaforme, che saranno ora oggetto di valutazione tra le due aziende, da commercializzare negli Emirati e che dagli Emirati consentiranno a Leonardo di aprire nuovi mercati export-
Sicurezza sul lavoro, Veronese: “Inaccettabile che nessuno sia responsabile della morte di Luana D’Orazio”
“Siamo tutte madri, sorelle, compagne di lavoro di Luana. Oggi una volta di più! Come si può accettare che nessuno sia responsabile della sua morte? Come si può accettare che, tra assoluzioni e condanne di 2 anni, con la condizionale e pena sospesa, tutto finisca?”. È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese. “Non tocca certo a noi entrare nel merito della sentenza e delle motivazioni che l’hanno determinata, ma certo lascia esterrefatti – ha rimarcato Veronese – che a distanza di 4 anni non si sia venuti a capo della responsabilità per la sua morte. Un segnale chiaro in questo senso sarebbe stato di monito per le tante situazioni similari che continuano a verificarsi nel nostro Paese. Una giustizia giusta è quella che agisce tempestivamente e accerta le responsabilità. È evidente – ha aggiunto Veronese – che nel nostro sistema qualcosa non funziona. Chiediamo con urgenza l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e l’istituzione di una Procura Nazionale sul Lavoro. Basta con le omissioni, basta con le manomissioni che uccidono. Ogni giorno in Italia si muore di lavoro. Non è fatalità – ha concluso Veronese – è il frutto di scelte criminali e di controlli inesistenti. La sicurezza è un diritto inviolabile. Servono leggi dure, pene certe e controlli veri. Ora, non domani”.
Università di Urbino e Saipem lanciano GeotherMOOC, il primo corso online dedicato alla catena del valore della Geotermia
L’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e Saipem lanciano “GeotherMOOC”, il primo corso online aperto (MOOC–Massive Open Online Course) dedicato alla geotermia. Gratuito e accessibile a tutti, il corso esplora le potenzialità di questa fonte rinnovabile continua, in grado di fornire energia elettrica e termica in modo stabile e sostenibile. L’iniziativa, promossa da Saipem People Academy con il supporto scientifico dell’Università di Urbino, coinvolge esperti del CNR, dei Politecnici di Torino e Milano, dell’Università di Glasgow e di Saipem, coordinati da Mariella Leporini, Geothermal Energy Product Manager di Saipem. L’obiettivo è mettere in sinergia l’esperienza industriale e le competenze accademiche per diffondere conoscenze specialistiche nel settore geotermico e contribuire a formare nuove professionalità per la transizione energetica. Articolato in otto lezioni, “GeotherMOOC” sarà disponibile in diretta streaming e successivamente on demand al link https://mooc.uniurb.it/geothermooc. I contenuti, anche in inglese, offriranno una panoramica completa della filiera geotermica, dalle geoscienze alla perforazione, dall’impiantistica di superficie fino alle soluzioni più innovative come i sistemi a circuito chiuso e l’integrazione con la cattura e lo stoccaggio della CO2 (CCS). Coordinata dal professor Alessandro Bogliolo, Delegato del Rettore per la Divulgazione Scientifica e Public Engagement dell’Università di Urbino, la lezione introduttiva, già disponibile in piattaforma, è stata condotta da Adele Manzella, geofisica e Primo Ricercatore del CNR. In apertura il benvenuto di Giorgio Calcagnini, Rettore dell’Università di Urbino, e l’intervento di Alessandro Puliti, CEO di Saipem, che ha evidenziato il ruolo strategico della geotermia nella diversificazione energetica e nell’innovazione tecnologica dell’azienda. La seconda lezione sarà erogata in diretta il 26 novembre alle ore 11:00. Con “GeotherMOOC”, Saipem e l’Università di Urbino rafforzano il loro impegno per la diffusione di competenze scientifiche e tecnologiche a sostegno di un futuro energetico sostenibile e a basse emissioni di carbonio.
Uniport, Legora De Feo confermato presidente. I traffici ‘tengono’ ma il 2025 segna uno stallo regolatorio
Pasquale Legora de Feo è stato confermato alla presidenza di Uniport (Unione Nazionale Imprese Portuali) per i prossimi due anni. A deciderlo, all’unanimità, sottolinea una nota, è stata l’assemblea privata delle aziende associate, che operano nei maggiori scali italiani, con oltre 4.000 dipendenti e un fatturato aggregato di circa un miliardo di euro. Legora de Feo, presidente e amministratore Delegato del terminal Co.Na.Te.Co e Soteco di Napoli, sarà supportato nel suo operato dal presidente vicario Fabrizio Zerbini e dai vice presidenti Ignazio Messina, Vito Totorizzo, Edoardo Monzani, Alberto Casali. Nella relazione che ieri ha aperto l’assemblea pubblica di Uniport, in corso a Roma, Legora De Feo ha tracciato un quadro puntuale delle sfide e delle priorità del comparto portuale italiano, richiamando il ruolo centrale dell’associazione (la più antica rappresentanza delle imprese terminalistiche) oggi protagonista di un rinnovato processo di crescita e rafforzamento istituzionale, testimoniato anche dall’inaugurazione della nuova sede a Roma. L’assemblea ha costituito la prima occasione per un confronto tra autorevoli rappresentanti delle forze politiche, delle istituzioni e del mondo associativo del settore logistico, marittimo portuale sul progetto di riforma dell’ordinamento portuale e su altri argomenti prioritari per gli operatori del settore. Legora ha evidenziato come il 2025 abbia mostrato segnali di “tenuta” sul versante dei traffici marittimi, nonostante il contesto geopolitico ancora complesso. Parallelamente, però sul piano della governance, sono diverse le questioni irrisolte (come ad esempio la mancata istituzione del fondo per l’incentivazione al pensionamento dei lavoratori portuali) e i nuovi ostacoli, tra cui l’imposta regionale campana sulle concessioni demaniali dell’AdSP. Legora ha richiamato l’esigenza di razionalizzare i nuovi adempimenti derivanti dall’applicazione di misure in materia di cybersicurezza e per il monitoraggio degli ingressi nell’UE di cittadini extracomunitari, sottolineando che la tecnologia “deve semplificare, non complicare” e che va evitata ogni duplicazione tra le varie normative. Ribadita anche la preoccupazione per il costo dell’energia, tra i più alti in UE, che pesa sulla competitività di porti e trasporto marittimo, settori energivori per definizione.
Al centro della relazione, la bozza di riforma dell’ordinamento portuale e l’ipotesi di costituzione della Porti d’Italia SpA, su cui il numero uno di UNIPORT ha espresso un “giudizio positivo sull’obiettivo di maggiore coordinamento nazionale”, ma anche perplessità per l’assenza finora di un confronto istituzionale con gli operatori economici. Il Presidente ha posto l’accento sulla necessità di alcuni accorgimenti: evitare che la riforma a costo zero, sottraendo risorse alle Autorità di Sistema Portuale, motivi aumenti di canoni e tasse portuali; assicurare che il nuovo soggetto non introduca un livello ulteriore di complessità, ma operi in armonia con il sistema esistente; rafforzare la chiarezza dei ruoli tra MIT e ART, per prevenire sovrapposizioni che rischiano di rallentare la competitività del sistema. Sul tema dei dragaggi, Legora ha poi sottolineato come il testo in circolazione “non introduca una vera semplificazione”, rimarcando l’urgenza di superare l’equivalenza normativa che classifica i materiali da dragaggio come rifiuti.
L’Associazione propone di riportare le rappresentanze economiche – e in primis i terminalisti – al centro delle sedi decisionali, sia a livello nazionale sia nelle Autorità di Sistema Portuale, con poteri di voto su programmazione infrastrutturale, costi, livelli di servizio e regolazione.Pur guardando con favore all’avvio dell’iter della riforma, UNIPORT ha richiamato tre misure immediate e non più rinviabili: la revisione della normativa che consente alle Regioni di tassare i canoni di concessione, per evitare squilibri competitivi tra porti; l’attivazione del Fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori portuali, atteso da quattro anni e cruciale per favorire il ricambio generazionale; la gestione equilibrata del tema delle retribuzioni nel periodo ferie, con l’auspicio che tutte le parti agiscano con responsabilità per salvaguardare il modello di relazioni industriali e il ruolo del CCNL. Sulla dimensione comunitaria, Legora ha poi ribadito la richiesta di una revisione del sistema ETS, “una sovrattassa europea che penalizza i porti UE rispetto a quelli extra-UE e disincentiva il trasporto marittimo rispetto alla strada. Bene gli ultimi segnali di ripensamento palesati da Bruxelles”. Nella sua relazione Legora ha ribadito che la competitività nel Mediterraneo “si gioca sull’efficienza logistica complessiva e sull’integrazione intermodale”. Per questo, oltre al soggetto che realizzi le opere portuali strategiche, appare fondamentale il coordinamento della progettazione e della realizzazione dei collegamenti infrastrutturali (strade, ferrovie, interporti, produzione territoriale e ZES/ZLS). “In un sistema in cui le scelte autonome delle singole AdSP hanno prodotto differenze competitive e dispersione di risorse, è indispensabile una regia nazionale forte, capace di garantire equità, efficienza e crescita. UNIPORT è pronta a dare il proprio contributo con spirito costruttivo, competenza e responsabilità”, ha concluso Legora.
Fs Logistix, l’ad De Filippis premiata al We Award- Women Excellence 2025
L’ad di FS Logistix Sabrina De Filippis ha ricevuto una menzione speciale nell’ambito del prestigioso WE Award – Women Excellence 2025 de Il Sole 24 Ore, durante la cerimonia Women at the Top al Teatro Lirico Giorgio Gaber. L’evento, organizzato in collaborazione con Financial Times e con la media partnership di Sky Tg24, ha celebrato l’empowerment femminile, premiando storie di successo provenienti da istituzioni, imprese, ricerca, cultura, spettacolo e sport. De Filippis è stata premiata per aver saputo guidare con determinazione e lungimiranza la trasformazione di FS Logistix in un protagonista europeo della logistica integrata, anche grazie all’operazione di rebranding con la nascita del nuovo naming e il lancio della piattaforma digitale integrata fslogistix.com. Con la sua leadership, l’azienda del Gruppo FS ha unito innovazione tecnologica, sostenibilità e attenzione al cliente, riuscendo a modernizzare un settore storicamente conservatore. Sotto la sua direzione, la società ha costruito ponti tra diversi ambiti – dal trasporto ferroviario a quello su gomma e via mare, tra dati e persone, tra pubblico e privato – rendendo la logistica italiana più efficiente, digitale e competitiva a livello internazionale. Il riconoscimento conferito a De Filippis celebra non solo la sua capacità manageriale, ma anche il suo impegno nel promuovere la crescita sostenibile e il rilancio del made in Italy nel mondo. FS Logistix, sotto la sua guida, è diventata un modello di innovazione industriale e digitale, capace di coniugare risultati economici, impatto ambientale positivo e valore sociale, affermando la logistica come motore di cambiamento e progresso per l’intera comunità. L’iniziativa Women at the Top si propone di valorizzare storie di ordinaria eccellenza e di dare visibilità a donne che contribuiscono attivamente e da protagoniste a un cambiamento necessario nella società, offrendo esempi concreti e ispirazione per le future generazioni.
Unicef Italia e Anci: oltre 260 Comuni hanno aderito all’iniziativa “Go Blue”
L’Unicef Italia e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani – ANCI celebrano insieme la Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza (20 novembre) con l’iniziativa “Go Blue” per sensibilizzare la cittadinanza sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Ad oggi oltre 260 Comuni – piccoli e grandi – hanno aderito all’iniziativa, tra cui i capoluoghi: Arezzo, Bari, Benevento, Brescia, Carrara, Catania, Catanzaro, Como, Crotone, Fermo, Firenze, Iglesias, L’Aquila, La Spezia, Latina, Livorno, Lodi, Mantova, Messina, Napoli, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Ravenna, Reggio Emilia, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Treviso, Trieste L’iniziativa Go Blue è rivolta in particolare alle amministrazioni comunali che sono invitate a illuminare di blu un monumento o un edificio significativo della propria città per richiamare l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni sull’importanza di conoscere, diffondere e dare reale applicazione ai diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 36 anni fa. “La luce blu vuol essere un potente richiamo visivo alla necessità di garantire la piena attuazione dei diritti di ogni bambino, bambina e adolescente, in Italia e nel mondo. Come amministrazioni comunali abbiamo un ruolo insostituibile nel promuovere questi diritti a livello locale e sensibilizzare l’intera cittadinanza, per ribadire la volontà delle istituzioni di tradurre in azioni concrete i principi sanciti dalla Convenzione ONU. Ogni monumento illuminato sarà un segno tangibile che la nostra comunità si impegna per un futuro in cui i diritti dei minorenni siano pienamente riconosciuti e rispettati”, ha dichiarato Gaetano Manfredi, Presidente dell’Anci e sindaco di Napoli. “Anche quest’anno celebriamo la Giornata Mondiale dell’Infanzia con l’iniziativa Go Blue insieme con l’ANCI, con cui recentemente abbiamo rinnovato un Protocollo d’intesa, rafforzando la decennale collaborazione sulle tematiche dell’infanzia e dell’adolescenza. Gli amministratori locali sono per noi interlocutori prioritari nella promozione di politiche a favore dei minorenni.”, ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. “La proposta di illuminare di blu un monumento o un edificio è un invito a richiamare in maniera simbolica l’importanza di garantire l’attuazione dei diritti di tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti e a ricordare l’indispensabile ruolo svolto dalle amministrazioni comunali nel promuovere la Convenzione ONU e i diritti in essa sanciti”. L’iniziativa “Go Blue” rientra tra le azioni di sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza rivolte ai Comuni, previste dal Programma UNICEF Città amiche dei bambini e degli adolescenti.