I PRIMI NOVE MESI 2025 DI SNAM

Stoccaggi, +10% su media Ue. Oltre 850 cantieri, tassonomia: investimenti ok al 35%

06 Nov 2025 di Mauro Giansante

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I primi nove mesi del 2025 possono definirsi molto positivi per Snam, oltre che dal punto di vista finanziario, anche sul fronte degli investimenti e delle performance infrastrutturali. Sul primo fronte, infatti, il gruppo energetico guidato da Agostino Scornajenchi ha registrato ricavi in aumento del 7,4% sullo stesso periodo di dodici mesi fa e utili netti adj a +10%. Sul secondo, gli investimenti sono saliti a 1.767 milioni di euro con oltre 850 cantieri attivi, in aumento del 19% rispetto a settembre 2024. Quanto agli stoccaggi, Snam ha segnato un tasso di riempimento pari al 92% a fine settembre, 10% oltre la media europea; mentre per l’import di gas naturale liquefatto i volumi immessi sono saliti del 38,5%. Ancora: l’export sale con 1,5 miliardi di metri cubi, in deciso aumento rispetto agli 0,3 miliardi di metri cubi del settembre 2024.

Guardando al capitolo sostenibilità, invece, Snam segna un 35% degli investimenti allineato alla tassonomia europea ed il 57% ai Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. Transizione verde: gli impianti di biogas/biometano in esercizio sono 35, invariati rispetto ai primi nove mesi del 2024, con una potenza installata di 43 MW rispetto ai 40 MW dei primi  nove mesi del 2024. Sulla riduzione delle emissioni, poi, grazie all’anticipata implementazione delle azioni richieste dalle nuove normative sulla riduzione delle emissioni di metano e alla messa a regime delle attività di ottimizzazione del dispacciamento attraverso l’implementazione di algoritmi con supporto dell’Artificial Intelligence (Ai), l’obiettivo del gruppo è raggiungere nell’anno una riduzione delle emissioni Scope 1 e 2 pari ad almeno il 25% rispetto alla baseline 2022, nonostante una domanda gas attesa ben superiore rispetto al 2024 e le maggiori attività di riempimento degli stoccaggi. Infatti, spiega la relazione presentata ieri: le cause di questo aumento di domanda si deve all’incremento della produzione termoelettrica a gas per effetto del minor import netto di elettricità da altri Paesi e alla minore produzione da idroelettrico, nonché a un maggior uso del gas nel settore civile. 

“Continuiamo a lavorare per rafforzare la sicurezza energetica del Paese, come dimostrano l’alto livello di riempimento degli stoccaggi e l’aumento significativo dei volumi di GNL immessi in rete, grazie anche all’entrata a regime della nostra flotta Fsru”, ha commentato l’ad Agostino Scornajenchi. E a proposito di navi di rigassificazione dal governo tutto continua a tacere sul futuro dell’Italis Lng attualmente a Piombino. Almeno fino al prossimo anno. “Ho chiesto a Snam di farmi delle valutazioni su ipotesi di rilocalizzazione”, ipotesi che “non sono ancora a disposizione, quindi non faccio alcuna valutazione”, aveva detto il ministro Pichetto a inizio ottobre in piena campagna elettorale per le elezioni regionali in Toscana. Dove tutti i candidati e quindi anche il riconfermato presidente Eugenio Giani non vuole alcuna proroga oltre il 2026. Fonti vicine a Snam, intanto, confermano a Diac: tutto tace.

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