La Digitalizzazione dell’Organizzazione
È in inchiesta pubblica finale presso il sito di UNI la bozza della norma UNI 11337-8 (si veda qui il testo) che trasferisce in sede normativa la prassi di riferimento UNI 74, dedicata originariamente al cosiddetto Sistema di Gestione BIM. È un caso emblematico di come la normazione volontaria, con la pre-norma, abbia anticipato una evoluzione del mercato, per poi consolidarne il contenuto alla luce delle dinamiche subentrate.
Il testo, ora rivolto al Sistema di Gestione e di Governo dei Processi Digitalizzati di una organizzazione, ha la finalità di permettere agli attori allargati dei versanti della domanda e dell’offerta di autovalutarsi, di sostenere una qualificazione o valutazione di conformità da una seconda parte (ad esempio, a opera di un committente nei confronti dell’affidatario di un contratto) o di una terza parte, nella forma della certificazione.
Gli elementi salienti proposti dal documento, che ha attualizzato e ulteriormente strutturato il contenuto originario della prassi, sono molteplici.
In primo luogo, si tratta di iniziare un percorso che conduca, nel tempo, le organizzazioni committenti, professionali e imprenditoriali a riconfigurarsi attorno al principio della centralità del dato.
Secondariamente, la specificazione dei contenuti minimi e supplementari dell’ambiente di condivisione dei dati permette alle organizzazioni di riflettere prospetticamente sulla introduzione di un più vasto ecosistema digitale, che assicuri la continuità dei flussi informativi lungo tutta l’organizzazione.
In terzo luogo, proprio questa istanza consente, da un lato, di considerare come l’universo digitale sia in continua espansione (come testimoniato dalla prepotente emersione di temi come l’Intelligenza Artificiale o la Cyber Sicurezza), e, da un altro lato, di intuire in che misura la digitalizzazione dei processi investa orizzontalmente le coalizioni tra soggetti e le loro catene di fornitura.
È, inoltre, possibile contestualizzare, rispetto alla natura dell’organizzazione e ai suoi mercati di riferimento, le politiche di reclutamento o di riqualificazione delle risorse umane e i programmi di investimento strumentali, non lasciati a decisioni estemporanee.
Di là di tutto ciò, vale, soprattutto, la componente strategica: è indubbio che, sul medio periodo, l’approccio suggerito da questa norma, che permette l’integrazione del Sistema in questione con altri analoghi sistemi disciplinari tematici, indichi la direzione della condizione di misurabilità delle prestazioni di una intera organizzazione.
Tale eventualità può generare conseguenze sia sul piano della selezione degli affidatari da parte dei committenti e della reputazione e della credibilità sul mercato da parte degli operatori economici, ma, in particolare, potrebbe permettere a investitori e a finanziatori di ottenere elementi conoscitivi e valutativi più accurati o attendibili.
In definitiva, la digitalizzazione andrebbe a supportare un contesto in cui si confrontano continuamente strategie individuali e coalizionali, identità o convenienze contrapposte, livelli di sistema e di commessa, attori interni ed esterni alle organizzazioni, processi gestionali interdipendenti in regime di turbolenza.
Si tratta evidentemente di conseguire un ulteriore stato di avanzamento per un fenomeno che è destinato a vedere in futuro numerose mutazioni, a partire dalla aggregazione dei soggetti committenti, dal rafforzamento sia delle reti informali tra professionisti e tra professionisti e imprenditori nonché dalla fusione e acquisizione di società.
La diffusione della cultura digitale all’interno delle intere organizzazioni, non solo presso alcuni individui, potrebbe, infatti, agevolare la trasformazione del settore.