35 BEST PRACTICES DI KYOTO CLUB

Elettrificazione e gestione digitale dell’energia garantiscono -85% di emissioni, payback entro tre anni e surplus immobiliare del 10%

27 Feb 2026 di Mauro Giansante

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Meno emissioni, più efficienza e risparmio energetico, ritorno economico. Per la serie sulla transizione verde già in atto, ieri il Kyoto Club ha presentato 35 best practices di riqualificazione di edifici residenziali, industriali, sanitari e sportivi. E ha constatato che l’inquinamento si riduce dell’85%, unitamente a un recupero degli investimenti tra un anno e mezzo e tre anni e benefici in innovazione tecnologica ed efficienza operativa. Tutto, inoltre, replicabile al 100%.

I casi studio approfonditi nel comparto industriale, ad esempio, hanno messo in evidenza che – al netto delle difficoltà di abbattere le emissioni in questo settore – l’utilizzo mirato di sistemi di misura e controllo dell’energia, unito all’automazione di processi e macchine, ha permesso di incrementare l’efficienza energetica fino al 30%, con impatto positivo anche sull’efficienza operativa e sui valori Esg di tutta la filiera. Nel residenziale, invece, i progetti di riqualificazione energetica e geotermia hanno generato risparmi sui costi energetici che in diversi casi superano il 60% livelli di indipendenza energetica fino a oltre il 70% e incrementi del valore immobiliare compresi tra il 6% e il 10%. Infine, nelle strutture sanitarie e sportive l’integrazione tra autoproduzione rinnovabile e sistemi digitali di gestione ha permesso di ridurre drasticamente la dipendenza da fonti fossili senza interrompere le attività.

Insomma, risultati tangibili che coniugano sostenibilità ambientale ed economica. Un mantra spesso ripetuto dal governo in carica, spesso abusato per coprire la mancanza di strategie e visione sulla transizione verde. Enrico Bonacci, membro della Segreteria tecnica del Dipartimento Energia del Ministero dell’ambiente ha anticipato che si sta ragionando su un unico decreto legislativo per il recepimento sia della direttiva efficienza energetica sia di quella Epbd (Case green). “Ora la politica deve fare la sua parte, garantendo regole chiare e stabili che accompagnino e accelerino questo cambiamento. Il nuovo obiettivo europeo di riduzione del 90% delle emissioni entro il 2040, frutto dell’aggiornamento della Legge europea sul clima definitivamente approvato dall’UE, dovrà mettere l’efficienza energetica al centro: è la prima leva per tagliare emissioni e costi. Per esprimerne tutto il potenziale dobbiamo integrare al meglio la digitalizzazione nei processi produttivi e negli edifici, mentre elettrificazione e rinnovabili restano le altre due gambe indispensabili per raggiungere quel traguardo”, ha avvertito Annalisa Corrado, Eurodeputata Pd e membro della Commissione per l’ambiente, il clima e la sicurezza alimentare (Envi) del Parlamento europeo. Analogo l’avvertimento finale del Kyoto Club: “Dall’analisi emerge con chiarezza un elemento trasversale: le tecnologie sono mature, i benefici economici sono misurabili e le competenze sono già presenti lungo le filiere del Made in Italy. Per trasformare queste esperienze in sistema è necessario garantire stabilità normativa, strumenti finanziari accessibili e continuità delle politiche di sostegno alla transizione energetica, in coerenza con gli obiettivi europei”.

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