OGGI IL VOTO DEL PARLAMENTO

I sindacati: nella riforma appalti Ue contratto di lavoro vincolante

Lettera dei segretari confederali di Cgil (Genovesi), Cisl (Cuccello) e Uil (Buonomo) ai parlamentari europei per sostenere proposte unitarie in merito alle raccomandazioni del Parlamento alla commissione. Forte richiesta congiunta per i introdurre limiti al subappalto a cascata e la clausola sociale per la salvaguardia dell’occupazione.

08 Set 2025 di Giorgio Santilli

Condividi:

“La revisione delle direttive sugli appalti pubblici è un’occasione da non perdere: serve coraggio per risolvere nodi che da anni penalizzano lavoro, qualità e concorrenza”. A sostenerlo sono i segretari confederali di Cgil, Alessandro Genovesi, Cisl, Andrea Cuccello, e Uil, Vera Buonomo, in una lettera inviata ai parlamentari europei. Il Parlamento voterà oggi le raccomandazioni alla commissione guidata da Ursula von der Leyen che dovrà mettere a punto una proposta di revisione delle direttive 24 e 25 del 2014. I contenuti fondamentali della relazione che oggi sarà posta al voto nell’Aula del Parlamento sono stati anticipati ieri da Diario DIAC nell’articolo che si può scaricare qui. Possibile l’approvazione di alcuni emendamenti.

Per i sindacati italiani la revisione delle direttive deve essere utilizzata “per promuovere lavoro di qualità, applicazione corretta dei contratti collettivi e contrattazione equa”. Vogliamo – dice la lettera di Cgil, Cisl e Uil – “regole giuste che rafforzino la contrattazione, contrastino il dumping e trasformino gli appalti in leve di crescita, diritti e sviluppo per persone, imprese e territorio”.  In particolare i sindacati chiedono che “in caso di cambio di appaltatore i lavoratori impiegati siano riassunti e non perdano il posto”: clausola sociale, quindi. Ma anche che “vengano limitate in modo chiaro tutte le forme contrattuali precarie”, prevedendo che “per ogni appalto venga utilizzato esclusivamente il contratto collettivo nazionale firmato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, coerente con il tipo di attività effettivamente svolta”. Vanno previste inoltre clausole per la parità di genere, mentre “la sicurezza sul lavoro deve restare una priorità assoluta e devono essere imposti obblighi rigorosi nel rispetto delle normative vigenti”.

Infine, il subappalto, per cui si chiedono “limiti chiari per impedire l’uso distorto di questa pratica”. In particolare, il subappalto “dovrebbe fermarsi al primo o secondo livello solo per lavorazioni specialistiche, per evitare il fenomeno a cascata”.

Argomenti

Argomenti

Accedi