La giornata
Elezione da BRIVIDO per Merz, cancelliere solo alla seconda votazione
- A marzo il deficit commerciale USA tocca il record di 140,50 miliardi di dollari
- La Ue si prepara a colpire 100 miliardi di beni USA senza intesa
- Polizze catastrofali , obbligo anche per gli immobili in sanatoria
- Antitrust accoglie gli impegni di Enel Energia, ristori a 40 mila utenti per 5 milioni di euro
- Cdp Real Asset, nuovo investimento per il Fof Infrastrutture
- Porti, verso la nomina del nuovo presidente AdSP Mar Ligure Orientale, designato Pisano
IN SINTESI
Buona (soltanto) la seconda per Friedrich Merz, decimo cancelliere della Germania. Dopo aver incassato una storica bocciatura a causa di sei franchi tiratori alla prima votazione in Parlamento, c’è voluto un secondo scrutinio per raggiungere la maggioranza di 316 voti e poter varcare la soglia della Cancelleria. “Che giornata”, ha ammesso l’eterno rivale di Angela Merkel, dopo aver superato lo shock della mattinata. La bocciatura di Merz aveva scosso anche le piazze finanziarie europee e, in particolare, quella di Francoforte, ieri maglia nera in Europa. Non era mai successo prima che in cancelliere mancasse la nomina al primo turno. “Sono molto consapevole della responsabilità che assumo oggi e lo faccio con umiltà, ma anche con determinazione e fiducia”, ha detto al passaggio di consegne in Kanzleramt, dove ha reso merito all’avversario Olaf Scholz. “È un bene che la Germania oggi abbia di nuovo un governo con una maggioranza parlamentare. Siamo una coalizione di centro e sono certo che saremo in grado di risolvere i problemi del Paese con le nostre forze”. Ma la giornata di ieri mostra quanto la strada sia in salita con una Grosse Coalition che dai numeri risicati.
A marzo il deficit commerciale USA tocca il record di 140,50 miliardi di dollari
Gli Stati Uniti hanno registrato un deficit commerciale di 140,50 miliardi di dollari a marzo, raggiungendo un nuovo record, rispetto ai 123,2 miliardi di dollari di febbraio e alle previsioni di un deficit di 137 miliardi di dollari. Le importazioni sono aumentate del 4,4% a 419 miliardi di dollari in previsione dell’annuncio delle tariffe doganali ad aprile. Le esportazioni sono aumentate di un misero 0,2% a 278,5 miliardi di dollari.
La Ue si prepara a colpire 100 miliardi di beni USA senza intesa
La Ue prevede di colpire circa 100 miliardi di euro di merci Usa con dazi aggiuntivi se i negoziati non andranno a buon fine. A riferirlo è stata ieri l’agenzia Bloomberg. La presentazione del piano potrebbe avvenire già nella giornata di oggi, in occasione della riunione dei rappresentanti permanenti dei 27. L’esecutivo Ue ha comunque intenzione di aprire un periodo di consultazione di un mese prima di ultimare l’elenco. Le misure scatterebbero solo in caso di fallimento dei negoziati con Washington. Il presidente Usa Trump intanto ha ricevuto il premier canadese Carney. ‘Mai dire mai sul Canada 51esimo Stato Usa’, dice il capo della Casa Bianca. ‘Il nostro Paese non è in vendita’, ha ribattuto dell’ospite.
Stop Ue al gas russo, Ecco think tank: nuove dipendenze rischiose
La Commissione europea ha presentato oggi la Roadmap per l’uscita dalle importazioni energetiche russe. Contesto: In seguito all’invasione russa dell’Ucraina, nel febbraio 2022, e all’aumento dei prezzi dovuto alle sanzioni sulle esportazioni energetiche russe, i rischi geopolitici ed economici della dipendenza energetica dalla Russia sono emersi chiaramente. In risposta, la Commissione europea varò il piano REPowerEU per mitigare l’impennata dei prezzi, attraverso: risparmio energetico, incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e, nel breve periodo, diversificazione delle fonti di approvvigionamento dei combustibili fossili. Gli obiettivi di REPowerEU vengono confermati nella nuova Roadmap di uscita dalle importazioni russe dell’Europa. Una strategia che però focalizza la sua attenzione sulla sostituzione dei volumi di gas russo con gas di altra provenienza. Questo, da una parte proibendo nuovi accordi di importazione di gas dalla Russia e imponendo l’uscita graduale da quelli esistenti, dall’altra, proponendo meccanismi collettivi di sostituzione, inclusa la proposta di una piattaforma comune per l’acquisto di biogas, biometano e altri gas non fossili.
Davide Panzeri, Responsabile Politiche Italia-Europa di ECCO, il think tank italiano per il clima ha detto: “Per eliminare la dipendenza dalle forniture energetiche russe è necessario continuare a lavorare prioritariamente sulla riduzione della domanda stessa di queste forniture, attraverso efficienza energetica, rinnovabili, come già indicato nel REPowerEU, e attraverso l’elettrificazione dei processi industriali. Perché è proprio la dipendenza dalle fonti fossili la causa principale della volatilità e i maggiori costi degli approvvigionamenti energetici dell’Unione. Ridurre la dipendenza da combustibili fossili di qualunque origine, significa difendere l’indipendenza e la competitività europee.”
Dal 2021 (anno pre-crisi), l’UE ha ridotto il proprio consumo di gas del 20% (da 412 miliardi di mc nel 2021 a 332 miliardi di mc nel 2024), e le importazioni dalla Russia del 65%. A questa riduzione è però corrisposto un aumento delle importazioni di GNL da diversi paesi fornitori, incrementate nello stesso periodo del 48%. Nonostante le intenzioni della Commissione di coniugare l’abbandono delle importazioni energetiche russe con obiettivi di competitività, è inevitabile che legarsi ad altre dipendenze è rischioso rispetto alle prospettive di autonomia strategica ed energetica che l’Unione dovrebbe perseguire, sulla base dei documenti strategici di questo inizio di mandato. La sostituzione di gas russo con quello da altre fonti, incluso il GNL statunitense, e fonti alternative al gas naturale come biometano e biogas, deve pertanto avvenire in volumi e con tempistiche coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza energetica e competitività dell’Unione.
Polizze catastrofali , obbligo anche per gli immobili in sanatoria
Anche gli immobili su cui è in corso una sanatoria o un condono dovranno essere assicurati contro le catastrofi. Per gli immobili in affitto, invece, l’indennizzo che spetta al proprietario andrà usato per ripristinare il bene danneggiato o distrutto. Sono alcune delle novità introdotte dal decreto polizze catastrofali che ha ottenuto il primo via libera in commissione e ora passa all’esame dell’Aula alla Camera. Non passa la richiesta bipartisan di rendere i costi delle polizze deducibili. Le modifiche approvate (due emendamenti del relatore e quattro riformulati) al decreto, che prorogano l’obbligo di assicurarsi al primo ottobre 2025 per le medie imprese e al primo gennaio 2026 per le piccole e micro imprese, mirano soprattutto a chiarire alcuni dubbi sollevati dalle imprese. Uno riguarda la questione degli immobili con abusi edilizi, che la norma esclude dall’obbligo di assicurazione: la modifica stabilisce che vadano assicurati “esclusivamente” gli immobili costruiti o ampliati con “un valido titolo edilizio”, ma anche quelli “oggetto di sanatoria o per i quali sia in corso un procedimento di sanatoria o condono”. Per gli immobili non a norma, che risultano quindi non assicurabili, viene quindi specificato che non avranno diritto ad indennizzi e contributi pubblici. Per gli immobili di proprietà di terzi, che vanno assicurati dall’imprenditore, si stabilisce che l’indennizzo spettante al proprietario vada utilizzato “per il ripristino dei beni danneggiati”. In caso di inadempimento il proprietario ha comunque diritto a “una somma”, per compensare il mancato profitto nel periodo di inattività dell’impresa, “nei limiti del 40% dell’indennizzo percepito”. Un emendamento del relatore chiarisce poi che il valore dei beni da assicurare venga determinato considerando “il valore di ricostruzione a nuovo dell’immobile” o “il costo di rimpiazzo dei beni mobili” o il costo “di ripristino delle condizioni del terreno interessato dall’evento calamitoso”. Vengono inoltre esclusi dallo scoperto o franchigia fino al 15% del danno le grandi imprese che “stipulano un programma assicurativo globale valido per tutto il gruppo”. E’ infine previsto il coinvolgimento del Garante per la sorveglianza dei prezzi che, insieme all’Ivass, svolgerà “la funzione di controllo e verifica”, per evitare speculazioni sui premi assicurativi.
Antitrust accoglie gli impegni di Enel Energia, ristori a 40 mila utenti per 5 milioni di euro
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso con impegni l’istruttoria avviata nei confronti di Enel Energia per possibile pratica commerciale scorretta. L’Autorità aveva avviato il procedimento perché le modalità adoperate per comunicare all’utenza il rinnovo delle condizioni economiche di fornitura in scadenza – e con decorrenza 1° giugno 2023 – potevano non rendere i consumatori consapevoli degli aumenti introdotti. Inoltre, nel caso di comunicazioni di rinnovo inviate digitalmente, la lettera di accompagnamento (cd. DEM) poteva essere confusa con un messaggio promozionale. Grazie agli impegni accolti dall’Antitrust, Enel Energia offrirà a oltre 40.000 clienti misure di tipo compensativo pari a oltre 5 milioni di euro. In particolare, il ristoro sarà riconosciuto automaticamente a chi è stata spedita tramite canale postale una comunicazione di rinnovo (con condizioni economiche efficaci a partire da giugno 2023 e fino ad aprile 2024), che però non risulta consegnata. Inoltre verrà riconosciuto anche a chi ha ricevuto via web una comunicazione di rinnovo (con condizioni economiche efficaci a partire da giugno 2023 e fino ad aprile 2024) e ha presentato un reclamo ad Enel Energia e/o all’Antitrust alla data di adozione del provvedimento di accettazione degli impegni, lamentando la scarsa chiarezza del messaggio delle nuove condizioni contrattuali. La misura compensativa proposta riguarda sia coloro che hanno mantenuto il rapporto contrattuale con la società – ai quali verrà erogato un bonus in fattura -, sia quelli che sono invece passati ad altro operatore, nei cui confronti sarà emessa una nota di credito. Enel Energia si è poi impegnata a realizzare misure di tipo informativo consistenti in un articolato sistema di avvisi e promemoria, fra loro complementari (SMS, mail, fattura, notifica via app e Area Riservata) per ricordare ai clienti l’applicazione delle nuove condizioni economiche. Infine, la società si è impegnata a modificare la parte grafica e testuale delle DEM e a potenziare i sistemi informativi e le funzionalità connesse al servizio di assistenza, con particolare riferimento ai rinnovi delle condizioni economiche in scadenza.
Cdp Real Asset, nuovo investimento per il Fof Infrastrutture
Nuovo investimento per il FOF Infrastrutture, gestito da CDP Real Asset SGR: è stata, infatti, deliberata la sottoscrizione di quote per un impegno pari a 30 milioni di euro nel fondo “Tages Helios Net Zero”, istituito e gestito da Tages Capital SGR. Tages Helios Net Zero intercetta tre dei quattro macro-ambiti previsti dal piano strategico di Cdp 2025-2027 (Competitività, Sicurezza economica e autonomia strategica, Transizione verde e giusta) e persegue gli obiettivi ambientali della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Il fondo ha quale finalità principale il sostegno alla transizione energetica in Italia attraverso l’investimento in capacità di produzione di energia rinnovabile (fotovoltaica ed eolica, non solo di nuova costruzione ma anche tramite interventi su impianti esistenti, incluso investimenti di ammodernamento/aumento di potenza), economia circolare (biometano) oltre a sistemi di stoccaggio e ricarica. A oggi Tages Helios Net Zero presenta in portafoglio sei iniziative tra le quali impianti fotovoltaici e di stoccaggio della potenza di circa 1 gigawatt (inclusi quelli in sviluppo), un portafoglio di progetti di biometano (sia oggetto di riconversione da impianti biogas esistenti che da costruire) e un progetto di transizione di oltre 500 stazioni di rifornimento con l’introduzione di centri di ricarica per auto elettriche. Inoltre, in pipeline ci sono ulteriori operazioni corrispondenti a una potenza pari a oltre 2 gigawatt. La strategia di investimenti futuri si concentrerà anche su iniziative “late greenfield” in energia rinnovabile e nell’energy transition. Con l’ingresso in Tages Helios Net Zero salgono a sette gli investimenti che il FOF Infrastrutture ha effettuato in poco più di un anno e mezzo di operatività, per impegni complessivi pari a circa 240 milioni, oltre il 70% della dotazione finanziaria attuale. Nel portafoglio – ben diversificato e bilanciato in termini di settori, strategia e strumenti di intervento, tipologia di gestori e maturità dei fondi target – sono già presenti: Sustainable Securities Fund, Equiter Infrastructure II, Equita Green Impact Fund, EOS Energy Fund II, FIEE Energy Transition Fund III e Green Arrow Infrastructure of the Future. Parallelamente alla fase di investimento, prosegue quella di raccolta finanziaria del FOF Infrastrutture, con l’obiettivo di catalizzare le risorse di investitori istituzionali in favore di progetti che abbiano un impatto diretto sull’economia reale e sul territorio. A oggi, oltre a CDP Equity, cornerstone investor e advisor del fondo, figurano come sottoscrittori i seguenti fondi pensione: Arco (settore del legno); Concreto (industria del cemento); Pegaso (imprese di servizi di pubblica utilità); Previambiente (settore dell’igiene ambientale e affini). “Questo nuovo investimento conferma la valenza e l’unicità del modello di intervento del FOF Infrastrutture, che si pone l’obiettivo di costruire un portafoglio ben diversificato facendo leva sull’expertise pluriennale del Gruppo CDP” – sottolinea Giancarlo Scotti, Amministratore delegato di CDP Real Asset – “un obiettivo che coniuga perfettamente le prospettive di adeguato ritorno finanziario per i nostri investitori con la volontà di supportare fattivamente l’economia reale del Paese”. “Con questa nuova operazione contribuiamo in maniera significativa all’ulteriore sviluppo dell’attività di investimento di Tages nella transizione energetica” – commenta Piergiorgio Mandolesi, Responsabile del FOF Infrastrutture – “ampliando ulteriormente il nostro portafoglio per un tangibile supporto alle infrastrutture sostenibili, con particolare riferimento a fonti energetiche rinnovabili, sistemi di stoccaggio ed economia circolare”.
Porti, verso la nomina del nuovo presidente AdSP Mar Ligure Orientale, designato Pisano
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato l’iter conclusivo per la nomina del nuovo presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, che comprende gli scali di La Spezia e Marina di Carrara. Con una comunicazione formale inviata ai presidenti delle Regioni Liguria e Toscana, il MIT ha proposto la designazione di Bruno Pisano. La lettera, firmata dal ministro Matteo Salvini, segna una tappa decisiva del procedimento: le due Regioni dovranno ora esprimere il proprio parere, prima che la proposta venga trasmessa alle competenti Commissioni parlamentari per il parere finale.
Pichetto incontra ad Terna Di Foggia, confronto sul monitoraggio per la gestione in sicurezza della rete
Si è svolto ieri presso il Ministero dell’ambiente della sicurezza energetica nell’ambito delle consuete riunioni tra il MASE e Terna., un incontro che in via straordinaria ha visto la partecipazione del Ministro Gilberto Pichetto Fratin e dell’amministratore delegato del Gestore della rete di trasmissione nazionale, Giuseppina Di Foggia. Tra i temi affrontati, vi è stato un confronto sul monitoraggio delle attività e delle misure volte a garantire la gestione in sicurezza della rete di trasmissione nazionale.
I sindacati commemorano i morti sul lavoro di Casteldaccia: “chiediamo più investimenti in prevenzione e una procura nazionale”
È passato un anno dalla strage di Casteldaccia (Palermo) costata la vita a cinque lavoratori che stavano operando sulla rete fognaria in un subappalto per conto dell’Amap – Azienda Municipalizzata Acquedotto di Palermo. “Un anno – commenta il segretario nazionale FenealUil Costa presente alla cerimonia di commemorazione a Casteldaccia – in cui nulla è cambiato. Lavoratori e lavoratrici continuano a morire e ad ammalarsi a ritmi impressionanti. Eppure come Feneal e come Uil continuiamo a rilanciare le nostre proposte sulla formazione, la prevenzione, su subappalti e precarietà. Le lavoratrici e i lavoratori ‘fantasma’ sono quelli più esposti a infortuni e malattie professionali, con costi umani, sociali ed economici altissimi, che pagano non soltanto loro e i loro cari, ma l’intera società. Il supporto di sindacati e associazioni, Rls e RlsT, – spiega il sindacalista – rimane fondamentale, ma non sufficiente se non rafforzato da misure concrete sui temi elencati e da controlli ed interventi preventivi. Continuiamo a dire che gli ispettori sono troppo pochi, sottopagati e con pochi mezzi a disposizione e che si fa molto poco per la prevenzione, secondo un recente studio UIL le ASL investono lo 0,4% in prevenzione negli ambienti di lavoro e, in alcuni casi, addirittura lo 0,1% delle risorse a bilancio. Osservazioni che non mancheremo di riportare al Tavolo di confronto con il governo programmato per l’8 maggio. Bandi Isi e formazione con le risorse Inail sono utili, ma difficilmente raggiungono le micro e piccole imprese, che in Italia sono la stragrande maggioranza e che devono essere oggetto di maggiori controlli e interventi preventivi, soprattutto in occasione di subappalti e di avvio dei cantieri. Un capitolo a parte merita poi la questione della giustizia – conclude il segretario. – Troppe stragi sul lavoro reclamano giustizia: da Brandizzo a Suviana, dall’Esselunga a Casteldaccia. Troppi gli infortuni e le malattie professionali che cadono in prescrizione, come accaduto per ltante vittime dell’amianto. Troppi i processi che non si celebrano neanche. Mancano magistrati specializzati e le Procure sono cronicamente sotto organico. Come più volte ribadito dal nostro sindacato è urgente pensare ad una Procura Nazionale dedicata a salute e sicurezza sul lavoro per evitare un’ulteriore beffa alle vittime e ai loro familiari.”
Sicurezza sul lavoro: da Coopservice un modello che unisce welfare, contrattazione e sostenibilità
Mentre il Governo si prepara a incontrare giovedì i sindacati a Palazzo Chigi per discutere delle morti sul lavoro e delle politiche per la sicurezza, Coopservice lancia da Roma un messaggio chiaro: la sicurezza non si risolve solo con le norme, ma integrando welfare, contrattazione collettiva e sostenibilità all’interno dei processi aziendali. Al convegno “Sostenibilità, Sicurezza e Innovazione nei servizi di Facility Management”, organizzato nell’ambito della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, ha lanciato il suo messaggio il presidente del Cnel Renato Brunetta e sono intervenuti accademici ed esperti. Al centro, una nuova visione della sicurezza, come leva per un lavoro più dignitoso, inclusivo e sostenibile.
«Siamo una cooperativa che mette al centro la persona e il lavoro buono – ha dichiarato Roberto Olivi, presidente di Coopservice – Applichiamo i contratti collettivi nazionali a tutti i nostri 13.000 lavoratori (20.000 considerando il gruppo), oltre il 90% a tempo indeterminato, il 62% donne e il 20% stranieri. Investiamo in formazione e risorse per costruire ambienti sicuri e inclusivi. Non solo per ridurre gli infortuni, ma per costruire un nuovo modello di welfare integrato». Un modello premiato dai numeri e dai risultati concreti: dal 2018 al 2024 l’indice di frequenza degli infortuni in Coopservice è calato del 27%. Un risultato ottenuto grazie a progetti innovativi come Think Safe, Safety Talk, One-page Safety Lesson e la gara “Zero Accident Race” che ha premiato i cantieri senza infortuni, riconoscendo incentivi economici ai 548 addetti dei siti vincitori: 1° posto Azienda Sanitaria Provinciale di Messina (227 addetti) 2° posto Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia (167 addetti); 3° posto Ospedale Niguarda di Milano (154 addetti). Hanno inoltre ricevuto una menzione i cantieri con zero infortuni e piena conformità normativa, tra cui: Ospedale di Ascoli Piceno, Ospedale di Summano, Ospedale di Castelfranco Veneto, Università di Firenze, Città Metropolitana di Firenze. Durante l’evento è stata presentata una ricerca di ASviS che propone una visione integrata della sicurezza sul lavoro e della sostenibilità ambientale, evidenziando la necessità di rafforzare la contrattazione collettiva per accompagnare la transizione ecologica e digitale senza lasciare indietro i lavoratori. La ricerca chiede incentivi per le imprese che adottano pratiche più sostenibili e la promozione di un nuovo Accordo Governo-parti sociali ispirato all’Agenda 2030, per costruire un sistema produttivo più sicuro, inclusivo ed ecologico.
Ferro su ferro: l’economia circolare prende il treno
Il settore del riciclo del ferro e quello del trasporto ferroviario insieme per una sinergia strategica a vantaggio dell’ambiente e della competitività. Grazie alla collaborazione tra il Polo Logistica del Gruppo FS e il Gruppo Fiori, i rottami ferrosi viaggiano su ferro da Pomezia alle acciaierie del Nord Italia. Dopo un primo miglio su gomma dallo stabilimento del Gruppo Fiori al Terminal ferroviario del Polo Logistica, i materiali vengono caricati su treno da Mercitalia Shunting & Terminal e trasportati su rotaia da Mercitalia Rail fino alle acciaierie situate in varie località del Nord Italia, dove vengono utilizzati per la produzione di coils, tondini e altri prodotti siderurgici. La sinergia è stata presentata oggi, nell’ambito di Made in Steel, fiera internazionale dedicata alla filiera siderurgica in corso a Milano. “Siamo orgogliosi che un settore virtuoso come quello del riciclo del ferro abbia scelto la modalità di trasporto più green Un risultato possibile grazie al lavoro sinergico tra le società del Polo, ed in particolare tra i team guidati da Silvio Damagini e Livio Ravera” ha dichiarato Sabrina De Filippis, AD Mercitalia Logistics. “Ogni treno di rottami ferrosi toglie dalla strada circa 30 camion consentendo un risparmio di oltre 37 tonnellate di Co2 a viaggio. Siamo entusiasti di fare ancora una volta la nostra parte per promuovere l’economia circolare, in linea con gli obiettivi del Piano Strategico 2025-29 del Gruppo FS”. Il riciclo del ferro riduce l’impatto ambientale della produzione siderurgica, abbattendo il consumo di risorse naturali e le emissioni di co2. Allo stesso tempo, il trasporto ferroviario rappresenta la soluzione più ecologica ed efficiente contribuendo a ridurre il traffico stradale e le emissioni inquinanti.
L’Enac aderisce al cloud di Polo Strategico
L’Enac ha ufficialmente aderito al cloud sovrano di Polo Strategico Nazionale (PSN), segnando un importante passo avanti nella trasformazione digitale dell’Ente. Questa collaborazione mira sia a migliorare la qualità dei servizi offerti agli utenti (cittadini, imprese e altre PA), sia a garantire il mantenimento dei più elevati standard di sicurezza sui dati e servizi informativi a supporto delle infrastrutture strategiche per il Paese. L’adozione del Cloud di PSN permetterà infatti a Enac di beneficiare di una infrastruttura altamente flessibile, in grado di adattarsi dinamicamente alle esigenze di supporto dei sistemi informativi, con benefici economici e riduzione dell’impatto ambientale, garantendo, al contempo, elevati standard di sicurezza e resilienza. Questo progetto rappresenta un passo fondamentale per Enac nel percorso di trasformazione dei Sistemi Informativi volto al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’Ente. Polo Strategico Nazionale mette a disposizione un’infrastruttura ad alta affidabilità che supporterà Enac nell’allinearsi alle più avanzate best practice nel settore IT. Nel pieno rispetto del principio di sovranità nazionale dei dati, il cloud di PSN assicura maggior controllo, autonomia digitale e protezione dei dati gestiti dalle pubbliche amministrazioni, rafforzando la sicurezza informatica.
“L’implementazione nel cloud del Polo Strategico Nazionale – ha commentato Pierluigi Di Palma, presidente Enac – non solo rafforza la protezione dei dati, ma migliora anche la qualità dei servizi offerti, contribuendo al contempo a una significativa riduzione dell’impatto ambientale. Un’evoluzione che rappresenta pienamente la missione istituzionale dell’Enac per un’aviazione civile sicura, efficiente e sostenibile, a beneficio dei passeggeri, degli operatori del settore e della Pubblica Amministrazione. Grazie a questa scelta strategica, Enac consolida il proprio ruolo di garante dell’innovazione, promuovendo soluzioni che coniugano autonomia digitale, resilienza tecnologica e sicurezza informatica a tutela delle infrastrutture del Paese”.
”Siamo entusiasti di collaborare con ENAC – ha commentato Emanuele Iannetti, amministratore delegato Polo Strategico Nazionale – in questo progetto strategico per supportare un’aviazione civile più sicura, efficiente e sostenibile, grazie alla nostra infrastruttura cloud sovrana, scalabile e sicura. Questo accordo rafforza la nostra missione di garantire la sicurezza e la sostenibilità nella gestione anche dei dati critici della Pubblica Amministrazione italiana. Uno dei principali obiettivi della migrazione al cloud di PSN è assicurare un servizio affidabile anche durante i picchi di utilizzo, oltre a garantire resilienza e sicurezza. Mettiamo a disposizione il nostro know-how, infrastrutture e servizi certificati, dimostrando così il nostro impegno nell’innovazione tecnologica del Paese.” La realizzazione di questo progetto è stata resa possibile grazie ai fondi previsti nell’ambito della Missione 1.1 Infrastrutture digitali del PNRR, promossi dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questo investimento mira a supportare la migrazione di dati e servizi verso Polo Strategico Nazionale, garantendo elevati standard di affidabilità, resilienza e indipendenza tecnologica.
Gozzi (Federacciai): “l’acciaio italiano guida la transizione ma servono scelte concrete”
“In questi undici anni, Made in Steel è stato molto più di un evento fieristico: è stato un luogo di pensiero, un laboratorio di idee e una piattaforma di confronto per tutta la filiera dell’acciaio. Ha contribuito a costruire una consapevolezza nuova, che oggi ci consente di dire, con orgoglio, che l’industria siderurgica italiana è un campione europeo e mondiale, anche in virtù del suo primato nella decarbonizzazione. Tuttavia, servono scelte coraggiose e azioni concrete da parte dell’Europa: non possiamo più accettare che i nostri impianti elettrici green paghino l’energia più cara d’Europa o che la materia prima strategica – il rottame – continui a uscire dal continente. È ora di alzare la voce contro l’inerzia ideologica, contro le resistenze tecnocratiche che bloccano ogni reale passo avanti. Serve una svolta culturale, una vera rivoluzione del pensiero industriale europeo. L’Italia, con la sua manifattura, chiede solo una cosa: regole giuste per competere ad armi pari e continuare a innovare nel segno della sostenibilità economica e sociale, non solo ambientale».
Dall’amianto nasce energia pulita. In Veneto Prosolia Energy trasformerà un’area contaminata in un impianto fotovoltaico da 4,1 MW
Trasformare un’area industriale abbandonata e ad alto rischio sanitario, per la massiccia presenza di amianto, in uno spazio sicuro e sostenibile per la comunità locale, dal quale generare energia pulita. È la sfida raccolta da Prosolia Energy, produttore di energia indipendente (IPP) verticalmente integrato specializzato in soluzioni di decarbonizzazione, che di recente ha avviato il suo primo progetto utility-scale in Italia. Situato a Lendinara, in provincia di Rovigo, il progetto prevede la costruzione di un impianto fotovoltaico da 4,1 MW di potenza di picco. Nella fase iniziale di questo progetto, denominato ” Pajarola ” dal nome dell’area in cui sarà realizzato, Prosolia Energy ha eseguito la rimozione di circa 160 tonnellate di amianto dai tetti della zona. Il sito di 40.000 metri quadrati ospitava in precedenza porcili abbandonati con coperture in amianto, un grave rischio per l’ambiente e la salute. Dopo la demolizione di queste strutture e la rimozione dell’amianto, l’azienda ha ora avviato i lavori relativi alle infrastrutture di rete e all’installazione di una sottostazione di consegna. In qualità di Independent Power Producer (IPP), Prosolia Energy gestirà l’impianto, assicurando che tutta l’elettricità generata venga immessa in rete come energia rinnovabile. Grazie alla generazione di questa energia pulita, si eviteranno annualmente più di 2.274 tonnellate di emissioni di CO₂, equivalenti alla piantumazione di circa 151.645 alberi. “Siamo orgogliosi di ospitare un progetto così significativo per la nostra comunità, che unisce la bonifica ambientale alla produzione di energia rinnovabile”, ha dichiarato Francesca Zeggio, Sindaco di Lendinara. “L’intervento sull’area Pajarola rappresenta un modello virtuoso di rigenerazione sostenibile, che trasforma un sito compromesso in una risorsa per il futuro. Ringraziamo Prosolia Energy per l’impegno dimostrato e per la sensibilità verso il nostro territorio, con un’attenzione concreta anche al verde urbano e alla salute pubblica. Questo è un esempio di come pubblico e privato possano collaborare per generare valore ambientale, economico e sociale. Desidero ringraziare anche il geometra Luca Maragno, funzionario comunale, per la competenza e l’impegno con cui ha seguito l’iter di approvazione del progetto”.
L’Italia è la nazione europea col più alto numero di decessi causati da esposizione ad amianto (fonte: Eurostat) e, a 30 anni dalla messa al bando di questo minerale, le stime dello Sportello Nazionale Amianto parlano di 40 milioni di tonnellate di coperture in eternit da bonificare, all’interno di un milione di siti e micrositi, di cui 50mila industriali. Il progetto avviato da Prosolia in collaborazione con le autorità locali di Lendinara intende promuovere un modello di bonifica particolarmente virtuoso, replicabile su tutto il territorio nazionale, adattandosi alle specificità dei siti e ai bisogni delle comunità. In linea con il suo impegno per la sostenibilità, l’azienda non solo promuove la produzione di energia rinnovabile e competitiva in termini di costi, ma integra anche misure di tutela ambientale in tutti i suoi progetti su larga scala per salvaguardare gli ecosistemi locali e generare un impatto positivo sulle comunità circostanti. Come parte di questa iniziativa, Prosolia Energy pianterà circa 30 alberi autoctoni in aree pubbliche in tutta Lendinara, contribuendo a migliorare i paesaggi urbani e la qualità dell’aria. Questi alberi, già maturi, con un’altezza media di 3,5 metri, includeranno specie come olmi, frassini, aceri campestri, tigli e salici. “Questa iniziativa va oltre la produzione di energia rinnovabile e il nostro impegno per la transizione energetica; riguarda il rispetto e la valorizzazione dell’ambiente in cui operiamo. Il nostro obiettivo è sviluppare un’infrastruttura sostenibile che non solo generi energia pulita, ma contribuisca anche alla rivitalizzazione dell’area e promuova un futuro più sostenibile per tutti”, ha affermato il Country Manager di Prosolia Energy in Italia, Graziano Cucciolini.
EY: Bologna, Milano e Torino le città italiane più Smart
Bologna, Milano e Torino si confermano le città più smart d’Italia, posizionandosi sul podio dell’EY Smart City Index 2025. La classifica delle prime 10 città tra i capoluoghi di provincia continua con Venezia, Roma, Trento, Cagliari, Modena, Reggio Emilia e Firenze. La settima edizione dell’EY Smart City Index 2025 analizza le 109 città capoluogo italiane, classificando il loro sviluppo in termini di transizione ecologica, transizione digitale e inclusione sociale. Il livello di “smartness”, o di innovazione urbana delle città, viene misurato attraverso 323 indicatori, che coprono tutti gli aspetti relativi alle Smart Cities, suddivisi in due macrocategorie: “Readiness” (le iniziative e gli investimenti pubblici e privati degli stakeholder, al fine di rendere disponibili infrastrutture e servizi) e “Comportamenti dei cittadini”, fornendo una fotografia dell’ecosistema urbano italiano in piena evoluzione, sotto la spinta del PNRR.’analisi rivela un significativo miglioramento delle città rispetto alla precedente edizione del 2022. Questo progresso è attribuito agli investimenti specifici sulla trasformazione digitale (grazie a ultra-broadband, IoT, servizi on-line), la transizione ecologica e l’inclusione sociale,finanziati dai fondi europei e dal Programma Pon Metro. Commenta Dario Bergamo, Italy Government & Infrastructure Market Leader di EY: “Il significativo miglioramento delle città italiane negli ultimi tre anni, evidenziato dall’EY Smart City Index 2025, è un chiaro segnale dell’efficacia degli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità finanziati dai fondi europei. Bologna, Milano e Torino, che si confermano le città più smart d’Italia, rappresentano esempi virtuosi di come l’innovazione urbana possa tradursi in benefici concreti per i cittadini, progresso fondamentale per creare città più vivibili e attrattive. Migliorano molto anche le città metropolitane del Mezzogiorno, come Cagliari, Bari e Palermo, guadagnando rispettivamente 12, 17 e 19 posizioni, grazie a un aumento del 22,7% nella readiness digitale. In generale, si registrano importanti avanzamenti nelle città che hanno promosso la creazione delle Case delle Tecnologie Emergenti, luoghi di innovazione e sperimentazione sostenuti dagli investimenti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy”. Per Antonio Lombardo, Italy Government & Public Sector Consulting Leader di EY, “l’EY Smart City Index 2025 mette in luce come la transizione digitale stia trasformando le città italiane. Milano, Bologna e Roma guidano la classifica per digitalizzazione e innovazione, dimostrando che l’adozione di tecnologie avanzate e servizi pubblici intelligenti è cruciale per il futuro delle nostre città. La crescita dell’IoT e della sensoristica è stata rilevante negli ultimi anni, con un aumento del 30% nella diffusione dei sensori e del 40% nelle centrali di controllo della mobilità, della sicurezza urbana e delle piattaforme di monitoraggio dei consumi energetici negli edifici pubblici. Attraverso il Building Information Modeling (BIM), è ora possibile analizzare in tempo reale le dinamiche urbane, elaborare scenari per la riprogettazione delle infrastrutture e dei servizi, gestire i flussi e le emergenze, semplificare l’interazione cittadino-amministrazione e creare un digital twin della città. Questo non solo migliora la qualità della vita dei cittadini, ma rende le città più competitive a livello internazionale”.
Maria Cristina Carlini