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Costruzioni Ue in frenata. Sull’anno edifici a -3,6%, opere civili a -1,9%

Il dato congiunturale di febbraio segna una caduta pari a -0,4% nell’Unione e a -0,5% nell’area euro. Il dato tendenziale peggiore si registra in Germania (-5,3%) e in Slovenia (-10,8%), che segnano anche i peggiori dati congiunturali, rispettivamente a -3,2% e – 4,0%. Sui dodici mesi dato molto ottimistico per l’Italia (+6%), bene la Spagna (+2,7%).

23 Apr 2025 di Giorgio Santilli

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Gelata sui tentativi di recupero del settore delle costruzioni nel 2025. Eurostat ha reso noti ieri i dati di febbraio che segnano una flessione forte a febbraio, rispetto a gennaio, sia nell’area euro (-0,5%) che nell’Unione europea (-0.4%). Il dato tendenziale resta positivo sia nell’eurozona (+0,2%) che nella Ue (+0,3%), ma, sempre restando sui dodici mesi, sono i dati dei due principali comparti a dare il senso della difficoltà continentale: la costruzione di edifici fa -3,4% nella zona euro e -3,6% nell’Unione, mentre le opere civili segnano pure un rallentamento, rispettivamente -2,7% e -1,9%. A garantire il dato positivo al settore sono soltanto le lavorazioni specialistiche, che realizzano +0,7% in entrambe le aree geografiche.

Fra i dati nazionali, il dato più eclatante continua a essere quello della Germiania che fa un brutto -3,2% congiunturale (fa peggio solo la Slovenia con -4,0%) e resta in buio profondo nel dato tendenziale con -5,3%. Anche in questo caso è la Slovenia a fare peggio di tutti con -10,8%.

L’unico paese che continua a tirare è la Spagna che torna in positivo (+1,5%) a febbraio dopo lo scivolone di gennaio a -3,5%. Il dato tendenziale resta solidamente positivo a +2,7%. Tutto da verificare nei prossimi mesi il dato italiano che da Eurostat viene accreditato addirittura di un +6,0% a febbraio su gennaio e un +0,3% tendenziale.

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