EDITORIALE
La gara Intercity nella partita dell’ultima revisione Pnrr: anche se alla fine fosse lotto unico (difficile) per Strisciuglio e il suo successore a Trenitalia una sfida molto impegnativa sotto i riflettori di tutti

Servizio Intercity a Palermo
Comunque finisca oggi l’esame del Dl PNRR e la partita con l’Unione europea sulla gara intercity, lotto unico (difficile) o più lotti (più probabile) come chiede Bruxelles, certo è che per Gianpiero Strisciuglio (e per il suo successore a Trenitalia) questa è diventata una sfida molto dura che rischia di portare via al gruppo Fs pezzi importanti di fatturato (un multiplo dei 369 milioni l’anno di corrispettivi dati dal MEF con il contratto in scadenza, anche se il dato di bilancio non è pubblicato a sé, nonostante sia un servizio sussidiato dallo Stato, ma inserito nella voce Lunga percorrenza con l’AV). Pure se dovesse spuntarla alla fine l’opzione su cui si è barricato il ministro delle Infrastrutture Salvini (dopo una partenza da posizione opposta), la gara a lotto unico avrà tutti i riflettori della commissione e dei concorrenti puntati contro. Non proprio quella passeggiata per una riconferma a mani basse che Fs e sindacati dei ferrovieri a un certo punto hanno pensato potesse diventare il lotto unico.
D’altra parte, a rileggere le undici pagine dell’ANNEX alla decisione del Consiglio Ue del 27 novembre 2025, che aveva approvato la sesta revisione del Pnrr italiano, dedicate ai target M3C1-26 e M3C1-27 della riforma ferroviaria, si capisce perché la commissione UE non sia affatto contenta di come siano stati attuati quegli accordi chiusi nel capitolo “Boosting the efficiency of railway infrastructure in Italy”: di quella summa di politiche ferroviarie riformatrici a base di liberalizzazione è rimasta in piedi al momento solo la più timida e meno liberalizzatrice riforma della obsoleta pianificazione di investimenti imperniata sul contratti di programma, mentre è saltata la famigerata Rolling Stock Company e ora è sotto attacco la concorrenza per il mercato per Intercity e servizi locali.
Attenzione perché serve un’altra revisione del Pnrr, in zona Cesarini, per redistribuire il miliardo e 200 milioni della RoSCo e modificare la posizione Ue sul lotto unico. Proprio delle due cose insieme si sta parlando con Bruxelles in queste ore ed è molto difficile che su entrambe si possa fare contenta l’Italia (anche se alza il livello di tensione su Ceuta e migranti).