DIARIO POLITICO / 22

Meloni prende tutti in contropiede, alleati e opposizioni: dal bollo auto un segnale chiaro della volontà di votare in primavera

21 Set 2026 di Barbara Fiammeri

Condividi:

Gli indizi sono convergenti: salvo “ostacoli internazionali” si voterà la prossima primavera. Il comizio ieri di Giorgia Meloni alla festa dei giovani di Fdi in cui la premier ha rilanciato la crociata per il tetto in classe degli studenti stranieri, oltre al divieto di indossare njab e burqa, conferma che siamo già in piena campagna elettorale. Meloni torna a rivolgersi alla pancia del suo elettorato per catturarne l’attenzione e rinnovare il consenso che Vannacci le sta erodendo proprio utilizzando gli stessi argomenti della Meloni di quattro anni fa.

Ma a rendere ancora più evidente la volontà di concludere anticipatamente la legislatura è stata soprattutto la scelta di lanciare ora – ancor prima della manovra – lo spot per la cancellazione del bollo auto. Una decisione di cui gli alleati sono stati informati solo da ultimo consentendo così alla Premier di rivendicarla come sua (non a caso ha partecipato alla conferenza stampa post-Cdm che solitamente diserta).

Il giorno prima Elly Schlein aveva inviato una lettera alla premier dicendosi pronta a collaborare per ottimizzare l’uso delle risorse per l’energia. Una decisione anche questa presa in autonomia dalla segretaria dem ma con risultati decisamente meno entusiasmanti. Anzitutto per la tempistica: proporre alla presidente del consiglio una collaborazione quando siamo già in campagna elettorale è apparso fuori tempo. Probabile che la segretaria del Pd ne fosse consapevole ma ha scelto di farlo per occupare comunque uno spazio, inviando un messaggio concreto nell’attesa del (fantomatico) programma del Campo largo.

Nel frattempo Giuseppe Conte ha presentato quello del M5s assicurando che non è intenzionato ad annacquarlo e quindi a rivedere ad esempio la parte sul no alle armi all’Ucraina. Una linea che sta premiando il leader del Movimento che secondo gli ultimi sondaggi risulta essere in vantaggio su Schlein per la premiership. Una competizione che se davvero si terrà potrebbe provocare ferite profonde, in primis tra i dem dove l’ala riformista ha già detto di ritenere inaccettabile la posizione di M5s sull’Ucraina.

Ma le difficoltà degli avversari sono per Meloni un ulteriore motivo per accelerare il ritorno alle urne. La premier può permettersi di trasformare ogni provvedimento in un pezzo di racconto elettorale; il centrosinistra deve invece trasformare una somma di partiti, differenze e diffidenze in qualcosa che assomigli a un progetto comune di governo che per ora non si vede

Argomenti

Argomenti

Accedi