LA GIORNATA
Dl Sicurezza: altolà del Colle, il Governo cerca una soluzione
- Nuovo cda Terna entro 15 giorni, sul tavolo la buonuscita Di Foggia
- Asti-Cuneo, l’autostrada aperta al traffico a quatto corsie
- Eni: grande scoperta a gas di Geliga, confermato il potenziale strategico del bacino di Kutei, in Indonesia
IN SINTESI
Alta tensione sul Dl Sicurezza per la norma che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, nel caso in cui i loro assistiti scelgano di tornare nei Paesi d’origine. Da giorni era acceso il faro del Quirinale sulla norma che ha provocato l’allarme delle opposizioni e rilievi critici di alcuni costituzionalisti. Ma ieri è chiaramente emerso che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non avrebbe promulgato la legge di conversione del decreto se contenente la norma sugli avvocati. per i legali dei migranti qualora i loro assistiti accettino il rimpatrio. Ed è stato stesso Capo dello Stato a spiegarlo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, salito, nel pomeriggio al Colle. La maggioranza a decidere se modificare il provvedimento che va convertito entro il 25 aprile, con un ulteriore passaggio in Senato, o farlo decadere visti i tempi stretti. Il governo, secondo quanto si è appreso, é al lavoro su un ventaglio di ipotesi per superare l’impasse. In ambienti della maggioranza si ragiona anche su un emendamento di modifica alla norma sugli avvocati e gli incentivi per i rimpatri, una soluzione su cui starebbero lavorando anche gli uffici del ministro per i rapporti con il parlamento Ciriani. Una soluzione che comporterebbe l’automatico ritorno del provvedimento al Senato per una terza lettura dopo il via libera di Montecitorio. I tempi tecnici, si ragiona in ambienti del governo, ci sarebbero con la possibilità di votare il provvedimento con l’emendamento in questione alla Camera entro giovedì e chiudere la partita al Senato entro sabato 25, il giorno in cui il decreto decadrebbe senza il varo definitivo del Parlamento.
Ma sul tappeto ci sarebbe anche l’ipotesi di un nuovo decreto che si limiterebbe ad abrogare la norma contenuta nel provvedimento sulla sicurezza, e la possibilità di lavorare attraverso decreti attuativi.
L’Esecutivo è in diretta e continua interlocuzione con il Colle e Montecitorio su questo argomento. La situazione è in itinere e in commissione si attendono le decisioni finali dell’esecutivo per procedere poi con una seduta notturna
Nuovo cda Terna entro 15 giorni, sul tavolo buonuscita Di Foggia
Un nuovo consiglio di amministrazione di Terna per affrontare il nodo della buonuscita da oltre 7 milioni di euro per l’ad e dg Giuseppina Di Foggia dovrebbe essere convocato nell’arco di due settimane. La questione va risolta prima del 6 maggio, data dell’assemblea di Eni a cui la manager è candidata dal Tesoro come presidente. L’assemblea di Terna è in calendario il 12 maggio. Nel cda straordinario di Terna, riunito ieri ma di cui non è noto l’ordine del giorno, non si sarebbe parlato di questa vicenda. Domenica in serata il Mef aveva diffuso una nota in cui precisava che dal 2023, “nella sua azione diretta all’efficientamento della spesa e al contenimento dei costi, ha dato specifiche direttive (già dal 2023), in qualità di socio, che nelle società partecipate dovessero essere esclusi o, in ogni caso, rigorosamente delimitati i casi e l’entità delle indennità e degli emolumenti comunque denominati da corrispondere a fine mandato, in modo da generare una prassi diretta ad escludere che detti emolumenti siano corrisposti a chi esaurisce per naturale scadenza o per dimissioni volontarie il mandato da amministratore”.
L’Ue verso la revisione dell’Ets in estate, si punta al 7 luglio
La Commissione europea si appresta a pubblicare martedì 7 luglio l’attesa revisione dell’Ets, il sistema di scambio delle quote di emissione, confermando il calendario già fissato. Lo si apprende da fonti vicine al dossier, che escludono un anticipo a prima dell’estate – sollecitato da diversi Paesi membri, tra cui l’Italia – e ricordano come un primo intervento sia già stato adottato a inizio aprile, con l’adeguamento della riserva di stabilità per contenere la volatilità dei prezzi. La data resta soggetta a possibili aggiustamenti.
Caro carburante, sospeso il blocco dell’autotrasporto dopo la morte di un camionista
Il blocco dell’autotrasporto per il caro carburante attuato da Trasporto Unito dalla mezzanotte di domenica è stato sospeso ieri a seguito di un incidente che ha provocato la morte di un un camionista: l’uomo è morto dopo essere stato investito, venti minuti dopo la mezzanotte, da un’auto sull’A1, nel tratto casertano all’altezza dell’area di servizio di San Nicola La Strada, in provincia di Caserta, mentre era a piedi impegnato nella protesta dei camion. Una protesta improvvisa e non preanunciata alla Questura di Caserta, mentre fuori allo svincolo di Caserta Sud c’era un presidio degli autotrasportatori con circa 200 partecipanti, monitorato dalla Polizia Stradale. Sull’A1 la protesta è iniziata verso la mezzanotte, quando i primi camion hanno iniziato ad incolonnarsi lungo le due corsie verso il margine destro della carreggiata autostradale, ovvero la corsia centrale e quella di destra, lasciando invece libera la prima corsia solitamente usata per i sorpassi. Il 55enne è arrivato con il proprio camion e si è fermato, scendendo dal mezzo probabilmente anche per aiutare i colleghi a far rallentare i mezzi pesanti che via via stavano arrivando. “È una giornata nera per l’autotrasporto italiano”, ha dichiarato il segretario generale di Assotir, Claudio Donati. “Assotir esprime alla famiglia la vicinanza per la gravissima perdita. Per accertare eventuali responsabilità, saranno le indagini delle Autorità competenti a chiarire”. Sulla questione delle responsabilità, Donati sottolinea che “anche nei momenti di protesta più accesa, il settore dell’autotrasporto ha sempre cercato di rispettare prima di tutto le regole e le libertà di tutti, anche per evitare si verificassero incidenti che avrebbero inevitabilmente provocato un danno d’immagine fatale all’intera categoria. Il settore, in circa 80 anni di storia, in rare occasioni è arrivato a decretare un fermo nazionale. Nonostante questo, tuttavia, nella maggior parte di casi quei blocchi sono stati rovinati da incidenti che, anche strumentalmente, hanno consentito di distogliere l’attenzione dalle motivazioni della protesta”. Unatras, intanto, ha confermato il fermo nazionale dell’autotrasporto dalle ore 00:01 del 25 maggio alle ore 24:00 del 29 maggio 2026. Unatras rivolge quindi un appello al Governo: “Il tempo delle risposte interlocutorie è finito. Servono misure compensative concrete contro l’aumento insostenibile del costo del carburante. L’autotrasporto è un’infrastruttura essenziale per il Paese e per la tenuta dell’economia nazionale: è necessario aprire un confronto serio con chi opera nel rispetto delle regole”. Unatras “esprime il più profondo cordoglio” per la morte dell’autotrasportatore investito sull’autostrada A1, nel Casertano, durante le manifestazioni di questa mattina. “Un collega ha perso la vita. Alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone a lui vicine va la solidarietà dell’intera categoria”. Il fermo nel quale si è verificata la tragedia è stato proclamato da una sigla del tutto estranea a Unatras – sottolinea l’organismo unitario – che ha agito “unilateralmente ignorando l’invito formale della Commissione di Garanzia sugli scioperi a revocare l’iniziativa, motivato dalla violazione del preavviso minimo obbligatorio e dal mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva – il divieto di concentrare più fermi nello stesso settore in un arco temporale ristretto – prevista dalla legge.
Confcommercio: economia dinamica ma la guerra alimenta crisi e incertezza
Il prolungarsi della crisi in Medio Oriente, i cui effetti al momento sembrano circoscritti alla ripresa dell’inflazione, rende più complessa la lettura del quadro congiunturale e degli sviluppi nel breve periodo. Gli indicatori in alta frequenza, relativi ai primi mesi del 2026, indicano come l’economia italiana sia entrata nel nuovo anno con una confortante dinamicità. Seppure con segnali d’indebolimento delle dinamiche occupazionali e con l’ormai strutturale fragilità dell’industria, arrivata a un punto di stallo, la domanda delle famiglie e il positivo andamento del turismo, sia italiano sia straniero, avevano generato importanti spunti di recupero che, nelle nostre stime, si sarebbero tradotti in una crescita congiunturale del PIL nel primo trimestre del 2026 pari a tre decimi di punto. I riflessi di queste moderate spinte al miglioramento, legati principalmente alle attività dei servizi, sembrano essere proseguiti anche ad aprile, mese in cui si stima una variazione del PIL dello 0,3% su marzo e dell’1,3% sullo stesso mese del 2025. Sulla debolezza della fiducia degli operatori, per adesso fa aggio la solidità dei fondamentali economici: occupazione ai massimi, inflazione ancora sotto controllo, crescita del reddito disponibile reale. Di conseguenza, la domanda delle famiglie nella metrica dell’ICC ha registrato una crescita dell’1,0% tendenziale nel primo trimestre. Tuttavia, questo favorevole risultato non costituisce una garanzia di tenuta dell’attuale profilo nel futuro prossimo. Infatti, l’accresciuta propensione al consumo da parte delle famiglie, con effetti positivi finalmente anche su segmenti come l’automotive da tempo in sofferenza, rischia, sulla scorta del possibile aumento dell’inflazione e del peggioramento della fiducia, di conoscere nel breve periodo una brusca frenata con impatti negativi sull’attività economica e sull’occupazione. L’inflazione, stando alle nostre stime, dovrebbe registrare ad aprile una variazione congiunturale dello 0,7% portando la crescita su base annua al 2,3%, il dato più altro da novembre 2023. Anche nell’ultimo mese la ripresa dell’inflazione appare legata principalmente agli effetti delle turbolenze dei prezzi degli energetici. La sostanziale stabilizzazione rilevata negli ultimi giorni nei prezzi della materie prime energetiche non attenua, peraltro, i timori di un possibile trasferimento, nel breve periodo, degli impulsi anche ad altre filiere. Allo stato attuale è impossibile individuare le tempistiche e le modalità con cui verrà risolto il conflitto. L’incertezza amplifica la volatilità dei mercati e le preoccupazioni riguardo a potenziali problemi legati agli approvvigionamenti.
Asti-Cuneo, l’autostrada aperta al traffico a quatto corsie
E’ entrato ieri in piena operatività il collegamento stradale tra Asti e Cuneo, con l’apertura al traffico di due corsie per senso di marcia fra Cherasco e lo svincolo di Alba ovest (Roddi). Il risultato arriva al termine di un cronoprogramma articolato in tappe fondamentali: dall’apertura del primo tratto, nell’aprile 2023, che collega la tangenziale di Alba con lo svincolo di Alba ovest a servizio anche dell’Ospedale di Verduno, fino all’inaugurazione, nel dicembre 2025, dell’intera autostrada seppur in modalità cantiere. L’entrata in esercizio del collegamento stradale tra Asti e Cuneo segna un significativo passo in avanti per il sistema infrastrutturale piemontese, agendo da volano per lo sviluppo economico locale e integrando il territorio nelle grandi reti di collegamento commerciali nazionali ed europee. I due capoluoghi sono oggi uniti da un’arteria moderna di circa 90 chilometri — di cui 70 chilometri costituiti dalla A33 Asti-Cuneo — che, nella sua configurazione finale, assicura un innesto rapido alle direttrici A21 Torino-Piacenza-Brescia e A6 Torino-Savona. La realizzazione dell’opera, che collega 33 comuni e interseca due province, è il risultato non solo di un imponente sforzo produttivo che ha visto impegnati, nel corso degli anni, oltre 1.200 operatori, 15 aziende e 130 fornitori, ma anche di un innovativo schema di Cross Financing, approvato dall’Unione Europea, che ha consentito il finanziamento dell’iniziativa e il completamento dei lavori, superando lo stallo amministrativo in cui il progetto era caduto da diversi anni. All’evento hanno partecipato il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, il vice Ministro per le Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori regionali Marco Gabusi (Trasporti) ed Enrico Bussalino (Logistica e Infrastrutture), i rappresentanti delle Province e dei Comuni interessati, i vertici di Asti-Cuneo e Umberto Tosoni, amministratore delegato del gruppo Astm. L’opera conclusa dopo oltre venticinque anni, “porterà lavoro, sviluppo, meno code, meno traffico, meno inquinamento, meno incidenti. Un esempio di chi non si arrende”, ha detto Salvini.
Si citano anche gli altri grandi cantieri del Piemonte: la riapertura del Tenda, la seconda canna del Frejus, i cantieri della Tav e il terzo valico. “Unirà in un’ora Torino, Genova e Milano”, ha sottolineato a proposito di quest’ultima opera, esprimendo preoccupazione per l’impatto dei rincari energetici e delle materie prime: “Siamo al 95% di scavi effettuati, vogliamo chiudere entro l’anno prossimo. È chiaro che se l’aumento dei costi esplode e per colpa delle regole europee non posso aiutare le imprese a sostenerli, il rischio di fermo dei cantieri è ahimè reale. Le guerre in corso stanno facendo esplodere i prezzi: o riusciamo ad aiutare i sindaci, le famiglie e le imprese o i cantieri si fermano. Se la risposta dell’Europa è spegni la luce, a me viene il nervoso”. “Non esistono infrastrutture inutili, perche’ mettere in discussione l’utilita’ delle opere significa non avere una visione del futuro. Senza infrastrutture non c’e’ possibilita’ di sviluppo per il Paese”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Astm, Umberto Tosoni. Si tratta, ha spiegato il manager, di un ‘ottimo risultato’ che rappresenta ‘la prima opera prima in Europa realizzata con il cross-financing, con il quale abbiamo aperto una strada. E’ uno strumento speciale che serve per non pesare sugli aumenti tariffari, ne’ chiedere contributi allo Stato’. Il suo riferimento e’ al meccanismo che ha portato a finanziare gli ultimi lotti dell’opera: ‘Il nostro gruppo e’ solido. Abbiamo usato una sorta di ‘mutuo soccorso’ tramite una societa’, che genera molti piu’ flussi di cassa dell’altra, che si e’ potuta sobbarcare il peso delle opere e portarle avanti. E’ un investimento che sara’ recuperato tramite gli anni di gestione e non con aumenti tariffari o contributi pubblici’. In sintesi, il completamento della A33 e’ un’opera ‘interamente finanziata dalla Torino-Milano’ e testimonia che ‘le cose si possono fare con un partenariato pubblico-privato efficace, in cui ognuno con il suo ruolo collabora per un unico obiettivo’. Il gruppo Astm controlla la societa’ Autostrada Asti-Cuneo Spa.
Confindustria Alto Adige, servono gli accessi a tunnel del Brennero. Preoccupazione per i ritardi nella realizzazione in Germania
“Con la Galleria di Base del Brennero sta nascendo un’importante infrastruttura che collega l’Europa e favorisce il trasferimento del traffico sulla ferrovia in un’ottica di sostenibilità: le tratte di accesso a nord e a sud svolgono un ruolo altrettanto importante quanto la stessa Galleria di Base del Brennero”, sottolinea il presidente di Confindustria Alto Adige, Alexander Rieper. In Baviera, la realizzazione delle tratte di accesso in questi giorni viene nuovamente messa in discussione: “Rischiamo così che la messa in servizio della Galleria di Base del Brennero e l’utilizzo della piena capacità subiscano ritardi di anni. Le tratte di accesso a nord e a sud del Brennero svolgono infatti un ruolo decisivo affinché la Galleria di Base del Brennero possa essere utilizzata con successo: solo attraverso la sua realizzazione integrale questo progetto epocale sarà in grado di offrire nuove capacità di trasporto ferroviario e un’offerta competitiva, affinché il trasferimento del traffico merci e passeggeri dalla strada alla ferrovia abbia successo. Proprio in un’ottica di tutela ambientale, non possiamo più perdere tempo”, afferma Rieper.
Confindustria Alto Adige chiede decisioni rapide. “Proprio in queste settimane stiamo vedendo quanto siano importanti infrastrutture di collegamento moderne, efficienti e affidabili. Non possiamo permetterci di compromettere in Europa i fattori che determinano competitività e pace sociale. È quindi necessario portare avanti contemporaneamente la Galleria di Base del Brennero e le tratte di accesso, nell’interesse della popolazione, dell’economia e dell’ambiente. Non possiamo rischiare di mettere in discussione l’attrattività della ferrovia stessa”, conclude Rieper.
Invimit, Enasarco partner per Piano Casa e materie prime critiche
“Enasarco è la prima cassa con cui siamo al lavoro, con l’obiettivo di collaborare per la realizzazione di iniziative come il Piano Casa e gli investimenti previsti dal Fondo materie prime critiche”. Lo ha detto Stefano Scalera, ad di Invimit Sgr, intervenendo ieri a Roma in un convegno nell’ambito dell’assemblea della Fondazione Enasarco.
“Noi – ha spiegato – investiamo in prodotti strutturati dal mercato, basati sugli immobili non più utilizzati dalla Pubblica Amministrazione, su cui le Casse di previdenza ‘privatizzate’ come Enasarco possono investire con noi”. “Tramite il fondo dei fondi, la Sgr investe ricercando un rendimento di lungo periodo. Quindi si tratta di un capitale paziente come quello delle Casse e in grado di aiutare a sostenere le attività di rilancio degli immobili. È fondamentale la sinergia tra investitori istituzionali, in modo da procedere nella stessa direzione, su investimenti proposti da altre Sgr riguardo a tematiche di interesse per il Paese, ovviamente sulla base di processi di investimento indipendenti. L’obiettivo delle Casse – ha proseguito Scalera – è di pagare le prestazioni sociali e previdenziali. Il nostro è di far sì che un risparmio assicurativo, che prima non veniva investito, lo sia in attività reali; e lavorare affinché gli immobili pubblici non utilizzati si trasformino da costi per la società ad asset di lungo periodo, cioè luoghi di produzione economica. È un lavoro che richiede tempo, ma per il quale sappiamo di poter contare sul supporto del Mef e sul connubio di interessi con le Casse, in particolare con Enasarco”.
Crif, domanda di mutui in contrazione, -12,4% nel primo trimestre 2026. Nel 2025 cresce la surroga con un incremento del 25,1%
Nel primo trimestre 2026 le richieste di mutuo delle famiglie italiane calano del 12,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con marzo che segna da solo un -15%. E’ quanto rileva Crif, sulla base dei dati del sistema di informazioni creditizie Eurisc, che attribuisce il calo almeno in parte all’effetto-confronto con il primo trimestre 2025, quando la domanda era stata particolarmente elevata. L’importo medio richiesto, viene evidenziato in una nota, sale a 161.059 euro, il più alto degli ultimi dieci anni, con un aumento del 4,8% rispetto a un anno fa. A fronte di cifre più alte, spiega ancora l’analisi di Crif, le famiglie allungano i tempi di rimborso: il 43,5% sceglie mutui tra 25 e 30 anni. Le fasce di importo più richieste restano quelle tra 100.000 e 150.000 euro (30,6%) e tra 150.000 e 300.000 (31,3%). La fascia d’età più attiva è quella tra i 35 e i 44 anni, con il 47,7% delle richieste. Quasi nove mutui su dieci (86%) vengono stipulati a tasso fisso. “Le forti tensioni geopolitiche stanno minando le prospettive di crescita — osserva Simone Capecchi, executive director di Crif —: questa complessa congiuntura pone le famiglie in una situazione di incertezza e di prudenza nel richiedere finanziamenti di lungo periodo”. Il tasso fisso, aggiunge, offre “la sicurezza di un canone costante nel tempo”.
Nel 2025 le surroghe erano cresciute del 25,1% e i nuovi mutui del 15,1%, ma le prime sono in frenata da ottobre, con un calo di 9,2 punti percentuali nell’ultimo trimestre.
Eni: grande scoperta a gas di Geliga, confermato il potenziale strategico del bacino di Kutei, in Indonesia
Eni annuncia una nuova importante scoperta a gas effettuata dal pozzo esplorativo Geliga-1, perforato nel blocco Ganal nel bacino del Kutei, a circa 70 km dalla costa del Kalimantan Orientale, nell’offshore indonesiano. Le stime preliminari indicano volumi in posto pari a circa 140 miliardi di metri cubi di gas (5 Tcf) e 300 milioni di barili di condensati nell’intervallo incontrato. Il pozzo Geliga-1 è stato perforato fino a una profondità totale di circa 5.100 metri in circa 2.000 metri di profondità d’acqua e ha incontrato una significativa colonna a gas nell’intervallo miocenico, caratterizzato da eccellenti proprietà petrofisiche. È previsto un test di produzione per valutare la produttività del giacimento. La scoperta Geliga-1 si inserisce nell’eccellente track record esplorativo di Eni nel Bacino del Kutei e fa seguito all’importante scoperta di Geng North, avvenuta alla fine del 2023 a soli 20 km a sud di Geliga, nonché alla più recente scoperta del pozzo Konta-1, annunciata nel dicembre 2025. Questi risultati confermano il significativo potenziale del play a gas del bacino e la scalabilità delle risorse nell’area. La scoperta Geliga-1 segue inoltre le recenti Decisioni Finali d’Investimento (FID) per i progetti a gas Gendalo e Gandang (South Hub) e per i giacimenti Geng North e Gehem (North Hub). In particolare, il progetto North Hub si baserà sull’impiego di una FPSO di nuova costruzione, con una capacità di trattamento di circa 28 milioni di metri cubi al giorno (1bscf/d) di gas e 90.000 bpd di condensati, nonché sull’impianto GNL di Bontang esistente.
Sono in corso analisi per valutare opzioni di sviluppo accelerato, tenendo conto anche della vicinanza a infrastrutture – esistenti e da realizzare – che offrono potenziali sinergie in termini di time-to-market e ottimizzazione dei costi. La nuova scoperta è adiacente alla scoperta a gas di Gula (circa 56 miliardi di metri cubi di gas in posto con 75 milioni di barili di condensati), non ancora sviluppata. Le valutazioni iniziali indicano che le risorse combinate di Geliga e Gula hanno il potenziale per produrre 28 milioni di metri cubi al giorno (1bscf/d) aggiuntivo di gas e 80.000 bpd di condensati, aprendo tra l’altro la possibilità di realizzare, in modalità fast-track, un terzo hub produttivo nel prolifico Bacino del Kutei, replicando il modello di sviluppo del progetto North Hub in corso. Sono inoltre in corso studi per valutare un’ulteriore estensione di Bontang attraverso la riattivazione di capacità di liquefazione aggiuntiva rispetto a quanto già previsto per il progetto North Hub, prolungando ulteriormente l’operatività dell’impianto. Negli ultimi sei mesi, Eni ha perforato con successo altri quattro pozzi esplorativi nello stesso bacino. La campagna esplorativa proseguirà con un ulteriore pozzo previsto nel 2026 e due pozzi nel 2027. La scoperta Geliga-1 è situata nel PSC Ganal, operato da Eni con una quota dell’82%, mentre Sinopec detiene il restante 18%. Il PSC Ganal fa parte del portafoglio di 19 blocchi (14 in Indonesia e 5 in Malesia) che saranno conferiti a Searah, la società a controllo congiunto tra Eni e Petronas annunciata nel novembre 2025. La nuova società integrerà asset, competenze tecniche e risorse finanziarie a supporto della crescita e per rafforzare il proprio posizionamento nel Sud-Est asiatico. I piani industriali di Searah includono lo sviluppo di circa 3 miliardi di barili di olio equivalente (boe) di risorse scoperte e la valorizzazione di un significativo potenziale esplorativo. Il closing dell’operazione è atteso entro il secondo trimestre del 2026. E’ attualmente in corso la cessione a una terza parte di una quota del 10% degli asset conferiti da Eni Indonesia in Searah, quota che rimarrà esclusa dalla nuova società, e se ne prevede il completamento nel 2026. La scoperta di Geliga accresce il valore di questa cessione. La scoperta di Geliga accresce il valore di questa cessione.Eni è presente in Indonesia dal 2001 e detiene attualmente un portafoglio upstream diversificato nelle attività di esplorazione, sviluppo e produzione. La produzione netta è di circa 90.000 barili di olio equivalente al giorno, principalmente dai giacimenti di Jangkrik e Merakes nell’offshore del Kalimantan Orientale.
Saipem, contratto con Eni per la nuova bioraffineria di Priolo
Saipem ha firmato con Eni Industrial Evolution il contratto principale per la realizzazione della nuova bioraffineria di Priolo, in Sicilia, progetto annunciato il 3 febbraio scorso da Eni e Q8 Italia. Il contratto, il cui valore al suo completamento ammonta a circa 700 milioni di euro, prevede come termine dei lavori la fine del 2028 e comprende le attività di Engineering, Procurement and Construction. Il contratto, che rafforza la collaborazione avviata tra Eni e Saipem per lo sviluppo della bioraffinazione in Italia con l’accordo firmato nel 2023 e successivamente esteso nel 2025, riguarda le attività di ingegneria di dettaglio, approvvigionamento dei materiali e costruzione delle unità principali della nuova bioraffineria di Priolo. Il nuovo impianto avrà una capacità di 500 mila tonnellate/anno con un’ampia flessibilità operativa per la produzione di SAF-biojet e HVO-diesel. Con l’aggiudicazione di questo nuovo contratto, Saipem conferma la propria leadership nella realizzazione di bioraffinerie, mettendo a disposizione competenze tecnologiche, ingegneristiche e realizzative distintive, maturate in progetti di trasformazione e riconversione industriale a supporto dei percorsi di evoluzione sostenibile del settore e della transizione energetica.
Poste Italiane respinge al misurec del Garante della Privacy e annuncia ricorso
Poste Italiane accoglie con stupore il provvedimento con il quale il Garante Privacy ha comminato una sanzione per un presunto trattamento illecito dei dati personali degli utenti BancoPosta e PostePay. Provvedimento che, peraltro, oltre che nel merito, è viziato anche sotto il profilo procedimentale, essendo stato adottato in palese ritardo rispetto ai termini perentori previsti dalla legge per l’esercizio dei poteri del Garante. A tal riguardo, si sottolinea che il 2 febbraio 2026 il TAR Lazio ha annullato il provvedimento con cui l’Antitrust aveva sanzionato Poste Italiane per una presunta pratica commerciale scorretta relativa al medesimo dispositivo antifrode oggetto
delle odierne censure del Garante, riconoscendone la piena legittimità e l’assenza di qualsivoglia intento commerciale nelle condotte di Poste. Poste Italiane respinge, dunque, ogni addebito e ribadisce la correttezza e la trasparenza del proprio operato. In particolare, come riconosciuto anche da Banca d’Italia, il Gruppo ha utilizzato
legittimamente e in conformità con la normativa in materia di servizi di pagamento l’accesso ai dati tecnici dei dispositivi dei clienti, finalizzati esclusivamente
all’attivazione di presidi antifrode e antimalaware, come richiesto dalla normativa europea (Direttiva PSD2), per una piena tutela della sicurezza degli utenti.
Poste Italiane presenterà ricorso per l’annullamento del provvedimento presso il Tribunale di Roma.
Fincantieri realizzerà Spectre, una nuova classe di unità di superficie senza equipaggio ad alta velocità
Fincantieri, attraverso la controllata statunitense Fincantieri Marine Group (FMG), realizzerà Spectre, una nuova classe di unità di superficie senza equipaggio (USV) multiruolo ad alta velocità, sviluppata da Saildrone, pioniere tecnologico del settore a livello globale e uno dei principali operatori al mondo nei veicoli di superficie a guida autonoma. Spectre è stata concepita per rispondere all’evoluzione dei requisiti operativi delle moderne forze navali e riflette la crescente domanda di piattaforme navali autonome, progettate per un impiego su larga scala e realizzate secondo elevati standard di affidabilità industriale. La collaborazione con Saildrone – annunciata in occasione della fiera Sea-Air-Space della Navy League, attualmente in corso a National Harbor, Maryland – segna un concreto passo avanti nella strategia industriale di Fincantieri volta a integrare soluzioni unmanned nel proprio portafoglio Difesa, facendo leva sui consolidati processi cantieristici e sulla capacità produttiva del Gruppo. Il programma si fonda sulla comprovata esperienza di FMG nella produzione in serie di avanzate unità in alluminio, applicando metodi cantieristici industrializzati a una piattaforma autonoma di nuova generazione, progettata per operazioni navali multiruolo. La costruzione avverrà presso i cantieri di Fincantieri in Wisconsin, valorizzando così le infrastrutture esistenti e una forza lavoro altamente specializzata. L’iniziativa conferma la volontà del Gruppo di svolgere un ruolo di primo piano nella trasformazione delle unità navali, un contesto nel quale rapidità di consegna, continuità produttiva e solidità industriale assumono un’importanza crescente, al pari delle prestazioni tecnologiche. Con una lunghezza di circa 52 metri, un dislocamento di circa 250 tonnellate e una velocità massima fino i 30 nodi, Spectre è la piattaforma Saildrone più grande, veloce e performante sviluppata fino ad oggi. Ottimizzata per operazioni di anti-submarine warfare, abbina un’eccezionale autonomia con un profilo acustico ultra‑silenzioso, mantenendo al contempo un’elevata flessibilità e riconfigurabilità per missioni alternative, inclusi profili ad alta velocità e a bassa osservabilità. Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, ha commentato: “Spectre rappresenta un ulteriore passo nel percorso di trasformazione di Fincantieri da costruttore navale tradizionale a integratore industriale di sistemi per le forze navali del futuro. La combinazione tra la leadership di Saildrone nelle operazioni unmanned, la capacità di esecuzione industriale di Fincantieri e la presenza produttiva negli Stati Uniti consente una fornitura rapida e affidabile di soluzioni navali avanzate. È questo l’approccio con cui Fincantieri supporta le forze navali partner, trasformando l’innovazione in soluzioni operative scalabili e prontamente dispiegabili.” Il programma rafforza inoltre l’impegno di lungo periodo di Fincantieri negli Stati Uniti, assicurando continuità rispetto ai requisiti industriali nazionali e contribuendo, al contempo, alla prontezza operativa della U.S. Navy e delle forze navali alleate. Sviluppata in stretta collaborazione con i principali fornitori di tecnologie per la difesa, Spectre è progettata per integrare un’ampia gamma di sistemi di missione e payload, garantendo elevata flessibilità operativa e capacità di adattarsi con rapidità all’evoluzione degli scenari e delle minacce. Con Spectre, Fincantieri consolida ulteriormente il proprio ruolo di partner industriale di riferimento nel nuovo ecosistema della difesa marittima, in cui autonomia, capacità di esecuzione industriale e affidibilità dei cicli produttivi stanno ridefinendo il futuro delle operazioni navali.
Maire colloca con successo un nuovo finanziamento Schuldschein sustainability linked da 185 mln
Maire ha effettuato il collocamento di un nuovo finanziamento di 185 milioni di euro nel formato Schuldschein Sustainability-Linked (collocamento privato regolato dalla legge tedesca). Il finanziamento senior non garantito comprende due tranche con scadenze a tre e cinque anni, entrambe a tassi di interesse variabili. Il margine applicabile sull’Euribor a 6 mesi sarà di 1,50% e 1,70% rispettivamente per le tranche a tre e cinque anni. Lo strumento prevede inoltre un meccanismo di pricing legato agli obiettivi di decarbonizzazione in conformità con il Sustainability-Linked Financing Framework adottato a ottobre 2025. I proventi saranno destinati al sostegno del fabbisogno finanziario della società, principalmente al rimborso anticipato di linee esistenti. Il finanziamento è stato collocato presso banche e Istituzioni finanziarie nazionali e internazionali prevalentemente europee, asiatiche e medio-orientali, ricevendo anche il supporto di Cassa Depositi e Prestiti. Lo strumento prevede inoltre la possibilità di incrementare l’importo complessivo fino a €300 milioni entro la fine di luglio 2026, a conferma della flessibilità integrata nella struttura finanziaria a supporto delle priorità strategiche della Società. BNP Paribas, BPER – Corporate & Investment Banking Division, Commerzbank Aktiengesellschaft, Crédit Agricole Corporate and Investment Bank, Intesa Sanpaolo (IMI CIB Division), UniCredit Bank GmbH hanno agito in qualità di arranger. Crédit Agricole Corporate and Investment Bank ha agito da sustainability coordinator e UniCredit Bank GmbH come paying agent.Mariano Avanzi, cfo di MAIRE, ha commentato: “Siamo lieti di annunciare il successo del collocamento di questo finanziamento Schuldschein Sustainability-linked, che ci consentirà di ottimizzare ulteriormente la nostra struttura finanziaria. Dopo l’emissione del Sustainability-linked Bond avvenuta alcuni mesi fa, questo continuo interesse conferma la fiducia del mercato nella solidità finanziaria di MAIRE e nel suo impegno per una crescita sostenibile.”
Engineering lancia Is-IA architettura italiana per IA governabile, aperta e sostenibile
Engineering, tra i leader della Digital Transformation in Italia e con un’importante presenza a livello internazionale, sviluppa IS-IA – Italy’s Sovereign Intelligence Architecture, un approccio architetturale basato sul concetto di “Intelligenza Artificiale italiana, governabile e sicura”. Grazie a questa strategia innovativa, l’azienda supporterà le organizzazioni a non affidarsi più solo ad una AI “difficile da governare, ispezionare e certificare”. L’Intelligenza Artificiale diventa così “un asset che genera valore cumulabile nel tempo e contribuisce alla costruzione di un vantaggio competitivo difendibile e duraturo”, spiega il gruppo. IS-IA è costruita su EngGPT 2, piattaforma italiana di Private Generative AI “controllata, efficiente, sicura, trasparente, fortemente personalizzabile sulle esigenze dell’organizzazione”, totalmente in linea con gli standard dell’AI Act, e in grado di garantire prestazioni comparabili ai migliori modelli open internazionali della sua classe. Aldo Bisio, ceo Engineering dichiara: “L’adozione pervasiva della GenAI è un passaggio urgente per la competitività del Paese. Deve tuttavia essere pienamente governabile per evitare ‘espropri’ di competenze e know how distintivi delle nostre aziende e Istituzioni. Abbiamo sviluppato una architettura ‘sovrana’ (nel senso di governabile e ispezionabile), che consente di mantenere il pieno controllo su dati, modelli e infrastrutture, per preservare il patrimonio cognitivo e delle soluzioni delle aziende e delle Istituzioni”.
Proxigas, ‘Il gas naturale pilastro della sicurezza energetica’. Il gas package continui a garantire la diversificazione degli approvvigionamenti
“Il gas naturale è destinato a rimanere una componente strutturale del mix energetico nazionale, indispensabile per garantire sicurezza, flessibilità e continuità delle forniture”. Lo ha ribadito il direttore generale di Proxigas Marta Bucci, in audizione presso la X Commissione Attività Produttive della Camera, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo che recepisce la Direttiva Ue 2024/1788, relativa a norme comuni per i mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno. “Dopo la flessione registrata negli anni di crisi 2022-2023, la domanda di gas naturale ha mostrato segnali di stabilizzazione nel 2023, seguiti da una graduale ripresa”, ha detto Bucci spiegando che “nel 2025 si è osservato un incremento del contributo del gas nella generazione di energia elettrica di quasi il 5%, necessario per bilanciare l’intermittenza e la variabilità delle fonti rinnovabili. I primi mesi del 2026 confermano tale tendenza, con un ulteriore aumento della generazione termoelettrica (+2%)”. Il recepimento del cosiddetto “gas package” (pacchetto gas) rappresenta “un passaggio cruciale per accompagnare l’evoluzione del settore verso la decarbonizzazione, attraverso una crescente integrazione dei gas rinnovabili e dell’idrogeno – ha aggiunto Bucci – Al tempo stesso, è essenziale che il nuovo quadro continui a garantire la diversificazione e la sicurezza degli approvvigionamenti: la norma che vieta i contratti di gas fossile non abbattuto oltre il 2049 va quindi declinata con la massima flessibilità nel rispetto della Direttiva stessa”, ha sottolineato la Dg di Proxigas. “Le prospettive di diffusione dell’elettrificazione nel comparto abitativo italiano appaiono limitate” e “risulta difficile ipotizzare in Italia una dismissione, anche parziale, delle reti di distribuzione del gas naturale, rendendo sostanzialmente non applicabili le relative previsioni contenute nella Direttiva”, ha osservato la dg. Proxigas ribadisce la necessità di “un approccio equilibrato al recepimento della normativa europea, che sappia coniugare gli obiettivi di decarbonizzazione con quelli di sicurezza energetica e sostenibilità economica e che sia coerente con il contesto energetico reale”.
Federacciai, rallenta la produzione, 2,1 milioni di tonnellate a marzo, +0,2%
A marzo la produzione nazionale di acciaio, pari a 2,1 milioni di tonnellate, è aumentata dello 0,2% su marzo 2025 – tasso in rallentamento rispetto al +2,6% di febbraio e al +1,8% di gennaio. Nel primo trimestre dell’anno, i volumi produttivi, attestati a 5,6 milioni di tonnellate, hanno cumulato una crescita dell’1,5% sullo stesso periodo del 2025. Sono i dati diffusi da Federacciai in una nota. Soffrono in particolare i laminati a caldo piano: “nell’ultimo mese, fermi a 818 mila tonnellate, hanno registrato un calo del 10,3% su base annua, consolidando dall’inizio dell’anno, con 2,3 milioni di tonnellate, una contrazione del 6,7% sul primo trimestre del 2025”. Al contrario i laminati a caldo lunghi, a marzo, con 1,3 milioni di tonnellate, hanno segnato un incremento dell’8,6% su marzo 2025, portando la produzione del comparto nel primo trimestre a 3,4 milioni di tonnellate, in crescita dell’8,5% nel confronto tendenziale.
Italia-Kenya, accordo Sace, Simest e Assomac per la crescita delle imprese italiane
In occasione del Business Forum Italia-Kenya, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e da Agenzia ICE, SACE, SIMEST (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti) e Assomac – Associazione nazionale dei costruttori italiani di tecnologie per calzature, pelletteria e conceria hanno firmato un accordo volto a promuovere iniziative congiunte a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane, con un focus sulle aziende attive nelle tecnologie e nei componenti per i settori della calzatura, pelletteria e conceria. La firma si inserisce nel quadro dei lavori del Forum, dedicato in particolare ai comparti infrastrutture, energia e connettività, agroindustria e pelle, innovazione e finanza. L’intesa nasce con l’obiettivo di accompagnare la crescita internazionale delle imprese italiane della filiera, favorendo nuove opportunità di export e investimento in Kenya e in altri Paesi africani di comune interesse. L’accordo punta a mettere a sistema competenze, strumenti e capacità di filiera per sostenere i processi di internazionalizzazione del comparto e valorizzare il contributo delle tecnologie italiane allo sviluppo di filiere produttive sempre più strutturate e competitive. Nel dettaglio, la collaborazione sarà finalizzata a promuovere sinergie tra strumenti e iniziative, realizzare attività ed eventi promozionali congiunti e favorire un costante scambio di informazioni attraverso incontri periodici di formazione, informazione e approfondimento. L’obiettivo comune è rafforzare la competitività internazionale delle imprese italiane e sostenerne l’accesso a nuovi mercati, anche attraverso un’azione coordinata sui territori e lungo le filiere di riferimento. “Il Kenya rappresenta per le imprese italiane un mercato di crescente interesse strategico e un punto di accesso rilevante all’Africa orientale. Con questo accordo vogliamo accompagnare la crescita internazionale delle nostre imprese, mettendo a sistema competenze, strumenti e capacità di filiera in un settore di eccellenza del Made in Italy. L’iniziativa si inserisce pienamente nello spirito del Piano Mattei, di cui il Kenya è uno dei Paesi prioritari, e conferma il nostro impegno nel sostenere percorsi di crescita condivisa e duratura con il continente africano, rafforzato dal lancio della Task Force Africa di Sace”, ha dichiarato Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace. Il presidente di Simest, Vittorio de Pedys, ha dichiarato: “L’Africa rappresenta oggi uno dei principali motori di crescita a livello globale, un continente dinamico e in forte evoluzione, che offre opportunità significative per le imprese italiane pronte a investire in innovazione, sostenibilità e sviluppo di filiere produttive locali. In questo scenario, il Kenya si conferma un hub strategico per l’Africa orientale, grazie al suo ruolo chiave nei processi di sviluppo industriale e alla crescente attrattività per investimenti internazionali. In questo contesto, Simest è già attivamente impegnata attraverso la misura Africa del Piano Mattei, con l’obiettivo di supportare concretamente i progetti di internazionalizzazione e rafforzare la presenza del sistema produttivo italiano nei mercati africani. Un impegno che si fonda su un approccio responsabile e di lungo periodo: gli investimenti italiani guardano infatti non solo alla crescita economica, ma anche allo sviluppo dei territori, al rafforzamento delle competenze e alla valorizzazione delle forze lavoro locali. L’accordo siglato ieri si inserisce pienamente in questa direzione: una collaborazione istituzionale che mette a sistema competenze e strumenti per accompagnare le imprese in un percorso di crescita strutturata, contribuendo allo sviluppo di uno dei territori con il più alto potenziale a livello globale.” “Con questa intesa rafforziamo un modello di collaborazione che integra tecnologie, competenze dell’impresa italiana e strumenti finanziari a supporto dei processi di internazionalizzazione. Il nostro impegno è contribuire allo sviluppo di filiere produttive strutturate e competitive, valorizzando il ruolo delle tecnologie e dei macchinari made in Italy nella trasformazione industriale e nella creazione di valore aggiunto lungo l’intera catena di valore della pelle. In Kenya proseguiamo la nostra azione, avviata attraverso un intenso lavoro congiunto con istituzioni e organizzazioni di settore nazionali e keniane, per favorire l’avanzamento industriale del comparto, riconoscendo nella tecnologia un asset strategico essenziale per lo sviluppo dei sistemi produttivi. Guardando a un orizzonte più ampio, il percorso intrapreso può rappresentare un modello di riferimento concreto per l’evoluzione del settore pelle nel continente africano, contribuendo alla crescita di filiere locali sempre più all’avanguardia e al potenziamento delle opportunità di presenza sui mercati internazionali”, ha commentato Mauro Bergozza, Presidente di Assomac.
Gruppo Bei e Mcc, accordo da 400 milioni di euro per le pmi del Mezzogiorno. Risorse anche per le Mid-Cap della Zes unica
Nuova finanza per oltre 400 milioni di euro grazie ad un nuovo accordo fra il gruppo Bei-Banca europea per gli investimenti e il gruppo Mediocredito centrale. Lo comunica una nota. L’operazione mira a sostenere gli investimenti di piccole e medie imprese e mid-cap in Italia, consentendo loro di accedere a nuove risorse a tassi agevolati. L’operazione riguarda una cartolarizzazione di mutui ipotecari residenziali performing originati da BdM Banca, parte del gruppo Mediocredito centrale, nell’ambito della quale la Bei e il Fondo europeo per gli investimenti (Fei) hanno congiuntamente acquistato la tranche senior A2 per 150 milioni e 50 milioni di euro rispettivamente. A fronte di tale intervento, il gruppo Mcc si impegna a generare nuovi finanziamenti per un ammontare almeno pari al doppio delle risorse messe a disposizione dal gruppo Bei. Queste risorse mirano a sostenere anche iniziative a supporto degli sforzi di attrazione e realizzazione degli investimenti nella Zona Economica Speciale Unica, istituita dal Governo italiano nel 2025. Il gruppo MCC si impegna a destinare oltre il 60% della provvista Bei alle attività produttive delle aree di coesione del Paese che si sovrappongono all’area Zes. Il 30% della provvista sarà poi a disposizione del mondo delle imprese agricole su tutto il territorio nazionale per supportare le loro azioni rivolte alla sostenibilità e all’adattamento climatico. “Questo accordo con il Gruppo Mediocredito Centrale sostiene in modo concreto lo sviluppo economico nelle regioni della Zes unica”, ha dichiarato la vicepresidente della Bei, Gelsomina Vigliotti. “Grazie alla collaborazione con il gruppo Bei, liberiamo capacità per nuovi impieghi a sostegno dell’economia reale”, ha commentato l’amministratore delegato di Mediocredito Centrale, Francesco Minotti.
Dissesto idrogeologico, Musumeci: servono norme più semplici e pianificazione
Regole frammentate, risorse spese male. Per la prevenzione al dissesto il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, lancia un piano nazionale. “Più che moltiplicare le strutture occorre semplificare le norme, chiarire le competenze e rendere più efficiente la pianificazione su larga scala”. E proprio in questo senso va il ddl interministeriale per un Piano nazionale contro il dissesto promosso dal ministro. “Senza questa capacità organizzativa, anche le risorse straordinarie rischiano di non produrre gli effetti attesi. L’Italia ha anche un’esposizione alta al rischio sismico: riguarda circa 23 milioni di persone e milioni di edifici potrebbero non resistere a forti sollecitazioni”. Sono alcuni passaggi dell’intervista al ministro pubblicata sul nuovo numero di AnceMag (https://ancemag.ance.it/), la rivista bimestrale dell’Associazione nazionale costruttori edili, che punta i riflettori sui temi dell’adattamento e della sicurezza dei territori.
Sul nuovo AnceMag interviene anche il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, parlando di ricostruzione e modello Friuli a 50 anni dal tragico terremoto del 6 maggio 1976. Numerosi approfondimenti, inoltre, sui costi delle calamità, la mappa dei rischi e gli interventi da mettere in campo per aumentare la sicurezza e valorizzare il territorio.
Cdp: impegnati a supportare l’economia reale, Pmi fondamentali
‘Cassa depositi e prestiti raccoglie delle risorse che sono fondamentalmente private, come quelle del risparmio postale delle famiglie, con il compito di preservarne il valore, tutelarlo nel tempo e remunerarlo attraverso progetti che abbiano un orizzonte di lungo periodo. E’ cosi’ che investiamo nell’economia reale e a favore del Paese, contribuendo alla sua competitivita”. Lo ha detto il responsabile investor, co-investor e rating agencies relations di Cdp Gianfranco Di Vaio, intervenendo all’assemblea dei delegati della Fondazione Enasarco. Di Vaio ha spiegato come un esempio dell’impegno di Cdp per lo sviluppo dell’economia reale sia rappresentato dal supporto alle Pmi, ‘l’ossatura della nostra imprenditorialita’ ma storicamente sottocapitalizzate. Cdp con il Fondo nazionale Strategico Indiretto, iniziativa promossa dal Mef che vede il coinvolgimento di Enasarco, per la patrimonializzazione delle Pmi e per favorirne la presenza in Borsa’.
Reti d’impresa in crescita nel 2025: +7,6% i contratti, +5,2% le imprese coinvolte
Le reti d’impresa continuano a crescere: nel 2025 si contano 10.361 contratti di rete attivi, +7,6% rispetto al 2024, con il coinvolgimento di circa 53 mila imprese, in
crescita del 5,2%. Questo è quanto emerso dall’edizione 2025 dell’Osservatorio Nazionale sulle reti d’impresa, curato da InfoCamere, RetImpresa e Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Il Rapporto, presentato ieri a Napoli, presso Palazzo Partanna, nel corso dell’evento organizzato in collaborazione con la Piccola Industria di Confindustria Campania, ha confermato la solidità delle reti d’impresa e l’importanza della loro diffusione nel sistema produttivo italiano, a distanza di oltre sedici anni dall’introduzione nell’ordinamento. Sul fronte occupazionale, le imprese in rete hanno impiegato oltre 1 milione e 743 mila addetti.
Le microimprese, pur rappresentando la maggioranza numerica (50,8%), hanno inciso solo per il 4,6% sull’occupazione totale, mentre le imprese medio-grandi, pur essendo meno del 10%, hanno concentrato oltre l’80% degli addetti. Dalla survey 2025 è emerso inoltre che gli obiettivi principali delle reti sono stati soprattutto legati
alla competitività: aumento del potere contrattuale (37,6%), condivisione di risorse (27,5%) e partecipazione a bandi e appalti (25,8%). Le reti hanno mostrato livelli complessivamente positivi di performance e coesione, ma una capacità di innovazione ancora contenuta, confermando la necessità di rafforzare la gestione condivisa dell’innovazione e delle competenze. In termini dimensionali, le reti italiane sono rimaste prevalentemente di piccole dimensioni: l’87,5% è composto da meno di 10 imprese e oltre il 54,5% da micro-aggregazioni di 2-3 soggetti. Continuano a prevalere le reti-contratto (86%) rispetto alle reti-soggetto (14%), a conferma
della preferenza degli imprenditori per formule organizzative più leggere e flessibili. Sul piano territoriale, il fenomeno si è confermato diffuso in tutte le regioni italiane. Il Lazio resta la prima regione per numero di imprese in rete (23%), seguito da Lombardia, Veneto e Campania. Oltre il 52% delle reti ha coinvolto imprese della stessa provincia e circa il 70,8% è costituito da aggregazioni uniregionali, anche se è cresciuta la quota di reti interregionali (19,7%). Sul piano settoriale, quasi la metà delle imprese in rete si è concentrata in tre comparti: agroalimentare (21,3%), costruzioni (15,2%) e commercio (11,4%). Le reti hanno individuato come prioritari gli ambiti della digitalizzazione, dell’ICT, della sostenibilità e del marketing, ma hanno evidenziato difficoltà nel tradurre questi fabbisogni in interventi formativi strutturati. Anche il tema delle competenze si è confermato strategico, ma dapotenziare: è infatti emerso un significativo mismatch tra domanda e offerta, soprattutto nelle aree
produttive, tecniche e della ricerca e sviluppo. Per dare una risposta concreta a queste esigenze, nel Rapporto sono richiamati strumenti come la codatorialità e il ricorso ai fondi interprofessionali, così come le nuove agevolazioni fiscali introdotte dalla Legge annuale PMI. Nel complesso, i contratti di rete si sono confermati uno strumento efficace e consolidato per la competitività delle imprese italiane, ma ancora chiamato a un salto di qualità. Rafforzare innovazione, competenze e capacità manageriale resta infatti la sfida principale peraccompagnarne l’evoluzione e sostenerne l’impatto sul sistema economico nazionale.
Luca Beltramino nominato Presidente di IDA – Italian Datacenter Association
IDA – Italian Datacenter Association, l’associazione italiana dei costruttori e operatori di data center, annuncia la nomina di Luca Beltramino a nuovo Presidente dell’associazione. Beltramino succede a Sherif Rizkalla, che ha guidato IDA nella sua fase di consolidamento, contribuendo a posizionarla come interlocutore autorevole nel panorama nazionale dei data center. Manager con oltre 25 anni di esperienza a livello internazionale nei settori delle infrastrutture digitali, telecomunicazioni e trasformazione tecnologica, Luca Beltramino ha ricoperto ruoli apicali in alcune delle principali realtà globali del comparto. Tra questi, quello di Managing Director di Equinix Italia e Senior Vice President Global presso Uptime Institute, dove ha guidato strategie globali legate all’edge computing. È stato Managing Director di Supernap Italia, occupandosi dell’apertura di Supernap, il primo datacenter di Switch/Stack situato fuori dagli Stati Uniti, oltre che Managing Director di Interxion (oggi Digital Realty). Più recentemente, in qualità di Chief Data Center Officer di Rai Way, è stato responsabile dello sviluppo di infrastrutture data center su scala nazionale. Co-fondatore di IDA e già Vice Presidente dell’associazione, Beltramino è inoltre promotore di iniziative strategiche come Open Hub Med, primo hub neutrale di interconnessione nel Mediterraneo. Beltramino ha commentato: “Assumere la presidenza di IDA rappresenta per me un grande onore e una responsabilità significativa in una fase cruciale per l’evoluzione del settore. Desidero ringraziare il Presidente uscente, Sherif Rizkalla, e i membri del precedente Board per il lavoro svolto e per la fiducia che mi è stata accordata. Il percorso intrapreso negli ultimi anni ha consentito all’Associazione di raggiungere risultati significativi, in particolare nel consolidamento del proprio posizionamento istituzionale, che rappresenta oggi una base solida da cui proseguire. La nuova Presidenza si pone in piena continuità con quanto costruito, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo di IDA”. La nomina del presidente è stata deliberata dal nuovo Consiglio Direttivo di IDA, in carica per il triennio 2026–2028, composto da rappresentanti dei principali operatori del settore, tra cui Emmanuel Becker (Mediterranean Data Centers), Luca Beltramino (EdgeConnex), Laura Castagna (Retelit), Emma Creola (Amazon Web Services), Michele Gallo (Rai Way), Emanuela Grandi (Equinix), Alberto Riva (Microsoft), Sherif Rizkalla (Vaultica Data Centers) e Lorenzo Rossi (Stack Infrastructure). Nell’ambito della nuova governance, il Consiglio ha inoltre nominato le altre cariche associative: Laura Castagna Vicepresidente, Michele Gallo Segretario Generale e Sherif Rizkalla Tesoriere. Fondata con l’obiettivo di rappresentare e sviluppare l’ecosistema dei data center in Italia, IDA riunisce i principali operatori del settore, promuovendo standard condivisi, best practice e iniziative di sistema. Negli ultimi anni, l’associazione ha svolto un ruolo chiave nel favorire il confronto tra industria e istituzioni, contribuendo alla definizione di politiche strategiche per la digitalizzazione del Paese. In un contesto caratterizzato da una crescente domanda di capacità computazionale, cloud ed edge computing, IDA si conferma un attore centrale per sostenere l’innovazione, la competitività e la resilienza delle infrastrutture digitali italiane.
Circular Economy Act, occasione da non perdere per competitività, sicurezza e decarbonizzazione
Il Circular Economy Act, con i diversi nodi da sciogliere per liberare innovazione e investimenti. L’economia circolare come chiave di volta tra le esigenze di competitività, e autonomia strategica, dell’industria del Vecchio Continente e gli obiettivi di decarbonizzazione. La necessità di consolidare le filiere del riciclo grazie alle quali recuperare risorse preziose (e strategiche) per l’industria, la manifattura e la transizione energetica. L’innovazione tecnologica nel riciclo delle batterie. Sono stati questi i principali temi approfonditi oggi nel secondo appuntamento della campagna “Impianti Aperti on the Road”, promossa da ASSOAMBIENTE (l’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare, smaltimento rifiuti e bonifiche) presso l’innovativo impianto di riciclo delle batterie al litio di Colico (Lecco) del Gruppo Seval. La tappa del viaggio per la sostenibilità, promossa insieme a Seval e in collaborazione con Erion, ha visto anche il coinvolgimento attivo di una delegazione di Parlamentari Europei interessati alle tematiche ambientali: Benedetta Scuderi del Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea, Pietro Fiocchi del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, Gaetano Pedullà del Gruppo della Sinistra al Parlamento europeo – GUE/NGL. All’incontro hanno preso parte anche Luisa Marella Direttore e Fabrice Mathieu Vice Direttore Unità Risorse sostenibili e bioeconomia European Commission Joint Research Centre. Gli europarlamentari sono stati protagonisti di una tavola rotonda nel corso della quale si sono confrontati con i promotori dell’iniziativa sugli sviluppi del Circular Economy Act, atteso entro l’anno, che dovrà sciogliere nodi cruciali per sbloccare investimenti e innovazione, accompagnando la trasformazione delle filiere del riciclo in veri pilastri della transizione energetica. “Per accrescere la resilienza del nostro Paese e dell’Europa il riciclo dev’essere riconosciuto come leva di competitività, sicurezza negli approvvigionamenti e decarbonizzazione: in quest’ottica c’è molta attesa per l’indirizzo e le prospettive future che saprà delineare il prossimo Circular Economy Act”, ha affermato il Direttore Assoambiente Elisabetta Perrotta, che ha poi aggiunto, “L’Italia dispone di un capitale industriale e di know-how che le consente di essere già oggi protagonista nella transizione circolare. Occorre, però, rafforzare il sostegno ai processi di recupero di materia, così da rendere maggiormente circolare la quota che opera tutt’ora secondo logiche lineari. Senza dimenticare il contributo energetico che può arrivare dai rifiuti che ad oggi non possono essere riciclati”. “Seval ha fatto il più grande investimento della sua storia, credendo nello sviluppo del nostro paese e mettendo a disposizione la propria esperienza ventennale nel settore delle batterie. L’investimento è una grande e ambiziosa scommessa sul futuro, occorre però il supporto delle istituzioni e delle amministrazioni, attraverso norme intelligenti e pragmatiche, affinché questo investimento possa esprimere il suo pieno potenziale” ha commentato Roberto Ardenghi, Amministratore di Seval. L’evento è stata anche occasione per far toccare con mano il tema del riciclo delle materie prime oggi protagoniste della transizione energetica, grazie a una visita guidata all’impianto di Colico, attualmente in fase di Conferenza dei Servizi, che si appresta a diventare leader in Italia nel trattamento delle batterie al litio grazie a una capacità di gestione di 15.000 tonnellate/anno. Seval è un gruppo pioniere nel trattamento dei rifiuti tecnologici in Italia, tratta oltre 130.000 tonnellate di rifiuti, dai RAEE (frigoriferi, televisori, computer) alle pile e batterie esauste, dai cavi ai toner, fino ai rifiuti sanitari e replicherà il modello anche in Basilicata, con un secondo impianto a Balvano (Potenza). Un’eccellenza italiana che trasforma i rifiuti in risorse, sostenendo la transizione verde e l’autonomia strategica delle materie prime. Questa tappa di “Impianti Aperti on the Road” ha ottenuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di ISPRA SNPA, e si è svolta sotto l’Altro Patrocinio del Parlamento Europeo. Assoambiente, inoltre, aderisce al Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile.
New Time porta Lumyra Energy al FuoriSalone 2026
Superare i limiti fisici, percettivi e culturali dello spazio per trasformare l’architettura temporanea in un’esperienza immersiva, capace di unire racconto, visione e innovazione. Questo l’obiettivo di senzaFINE, beyond space limits, l’ambiziosa installazione firmata da Simone Micheli Architectural Hero per l’edizione 2026 di INTERNI MATERIAE -Materiali, Discipline, Argomenti, in scena dal 20 al 30 aprile presso l’Università degli Studi di Milano, che vede New Time S.p.A. presente nella prestigiosa cornice del Cortile d’Onore attraverso Lumyra Energy, brand di riferimento e Main Partner dell’installazione.. Il progetto nasce dalla volontà di esplorare nuove dimensioni dello spazio, dove la sostenibilità non si esprime come vincolo tecnico, ma come parte integrante di un’esperienza capace di ridefinire percezioni e linguaggi dell’architettura. In questo scenario di avanguardia, l’architettura temporanea si libera dalla funzione tradizionale per farsi racconto visivo e sensoriale, proiettando il visitatore verso un futuro in cui l’innovazione tecnologica e il design d’autore convergono in un unico gesto creativo. Queste le caratteristiche di un’opera che vede il posizionamento di Lumyra Energy, brand di New Time S.p.A., come partner d’eccezione per l’integrazione del proprio pavimento fotovoltaico calpestabile d’ultima generazione. L’installazione si presenta come una maestosa struttura circolare alta 10,50 metri, ritmata da tubolari in acciaio bianco e anelli spiraliformi che accompagnano il visitatore all’interno di uno spazio immersivo. Alla base dell’intervento trova spazio la pavimentazione fotovoltaica calpestabile sviluppata da Lumyra Energy: una soluzione BIPV (Building Integrated Photovoltaics) in vetro nero con finitura antiscivolo R11, progettata per adattarsi a contesti residenziali e contract. La superficie accompagna e sostiene il percorso dei visitatori, integrando la produzione di energia direttamente nel piano di calpestio senza alterarne funzione, sicurezza ed estetica. Il percorso guida il pubblico verso un monolite centrale dove videowall verticali raccontano due progetti firmati da Simone Micheli a Dubai: l’Aparthotel Hubai a Jumeirah Village Circle e la Penthouse alla Sensoria Tower at FIVE Luxe a Jumeirah Beach. In questo contesto, il pavimento fotovoltaico Lumyra Energy contribuisce a rafforzare il dialogo tra innovazione tecnologica, materia e linguaggio architettonico. Paolo Cimatti, ceo di New Time ., sottolinea l’importanza di questo traguardo affermando che: “La collaborazione con lo studio dell’architetto Simone Micheli nell’ambito di senzaFINE rappresenta l’occasione ideale per dimostrare come l’innovazione tecnologica applicata al vetro possa dialogare intimamente con lo spazio e la qualità del progetto, contribuendo a immaginare architetture sempre più integrate e orientate al futuro, dove l’energia diventa una componente evoluta e naturale del costruire contemporaneo”.