IL BENVENUTO DEL GOVERNO A STRISCIUGLIO

Via libera al contratto di programma RFI 2025: la lista di 59 opere e 10 piani finanziati con 3,9 miliardi. Opere rinviate per 1,1 mld

Dall’informativa al Cipess sono passati sette mesi, ma alla fine è arrivato il via libera all’atto integrativo 2025 del contratto di programma MIT-RFI. Vale 3,9 miliardi ed è il benvenuto del governo al nuovo ad di Fs, Gianpiero Strisciuglio (nella foto a destra, con l’ad di Rfi, Aldo, Isi). Fondi per 1,1 mld vanno a concludere i cantieri PNRR, 1,1 a coprire extracosti e varianti di altri cantieri. A interventi vincolati 1.7 mld. DIAC pubblica l’elenco dei 69 interventi finanziati: 59 opere e 10 programmi, ma per alcuni interventi prioritari – come quelli dell’Alta velocità e dei corridoi europei – i finanziamenti sono doppi.

20 Lug 2026 di Giorgio Santilli

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Via libera al contratto di programma RFI 2025: la lista di 59 opere e 10 piani finanziati con 3,9 miliardi. Opere rinviate per 1,1 mld

Aldo Isi (a sinistra) e Gianpiero Strisciuglio

Il governo e, in particolare, il MEF hanno dato il benvenuto al neoamministratore delegato di Fs, Gianpiero Strisciuglio, completando l’iter di approvazione dell’atto integrativo di aggiornamento 2025 del contratto di programma 2022-26, un atto che vale il trasferimento di 3,9 miliardi nelle casse di RFI per finanziare i cantieri in corso, Pnrr e non-Pnrr. Se non è un miracolo, propiziato evidentemente dal ricambio al vertice del gruppo, poco ci manca: l’iter per l’approvazione dell’atto integrativo dell’intesa MIT-RFI era partito quasi due anni fa con gli atti preparatori e i passaggi parlamentari, mentre ci sono voluti sette mesi per il via libera di Ragioneria e MEF dopo l’informativa al Cipess dello scorso 10 dicembre che sulla carta avrebbe dovuto sbloccare il via libera.

L’atto integrativo 2025 è particolarmente importante per le opere ferroviarie in quanto copre quattro ordini di costi: gli extracosti di opere in corso dovuti ai rincari dei materiali; i costi “progettuali” derivanti dalle varianti in corso d’opera; i finanziamenti parziali per opere non completamente coperte dal PNRR e i costi ricadenti sui conti nazionali in seguito a stralci di opere dal PNRR; il finanziamento di opere legislativamente vincolate. Non ci sono, invece, nell’aggiornamento 2025, due categorie di finanziamenti che in genere costituiscono un aspetto essenziale di questi atti di programmazione: il finanziamento di nuovi lotti di opere in corso o di nuove opere progrmmate ma ancora senza disponibilità finanziarie effettive.

Le prospettive della programmazione Fs-Rfi

Probabilmente anche l’atto integrativo per il 2026 – cui RFI ha cominciato a lavorare nei mesi scorsi d’intesa con il MIT – si limiterà a finanziare la copertura di extracosti da caro materiali (che dal 2026 sono a carico integrale delle stazioni appaltanti), revisione prezzi per progetti più recenti e aumenti di costi provenienti da variante in corso d’opera per lavori già cantierati. L’attuale amministratore delegato di RFI, Aldo Isi, ha spiegato in un recente convegno organizzato a Padova dal gruppo Nord Est Multimedia in collaborazione con DIAC che la messa a disposizione di risorse finanziarie per nuove priorità infrastrutturali non ancora finanziate avverrà con il contratto di programma 2027-2031. Sarà quello l’elenco importante per capire quali saranno le opere su cui Fs e RFI punteranno per il ciclo di programmazione post-PNRR. I lavori per questa nuova fase della programmazione finanziaria sono cominciati con l’approvazione da parte del MIT del Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria (DSPM).

Il comunciato di Fs sul terzo atto integrativo

Torniamo al terzo atto integrativo 2025 del contratto di programma 2022-26. Un comunicato di Fs inquadra e spiega i contenuti dell’atto approvato. “Circa quattro miliardi di euro di nuove risorse – dice il comunicato – sono state contrattualizzate con l’aggiornamento 2025 del Contratto di Programma 2022-2026 – parte Investimenti tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS). Si completa così l’iter previsto dalla normativa vigente, dopo l’informativa resa al CIPESS a dicembre 2025”.

Fs chiarisce che “l’aggiornamento prevede nuove risorse destinate al finanziamento degli investimenti sulla rete ferroviaria nazionale. In particolare, sono stati stanziati 1,7 miliardi di euro di risorse vincolate, destinate a specifici interventi, da disposizioni normative (Decreto Alluvioni, Fondi A22, fondi destinati alla prosecuzione delle opere pubbliche e all’adeguamento dei prezzi, POR Sicilia e Calabria, nonché le convenzioni con enti locali) e 2,2 miliardi di euro di nuove risorse non vincolate previste dalla Legge di Bilancio 2025. Di queste ultime, 1,1 miliardi di euro destinati al finanziamento degli interventi in corso di realizzazione e alla prosecuzione dei programmi e altrettanti 1,1 miliardi di euro finanzieranno i fabbisogni residui e i maggiori oneri connessi agli investimenti del PNRR”.

Le nuove risorse – rassicura Fs – “consentiranno di sostenere l’avanzamento degli interventi strategici già programmati, garantendo continuità alle opere in corso e rafforzando il percorso di realizzazione degli investimenti previsti dal PNRR. Un impegno che contribuisce a rendere la rete ferroviaria sempre più efficiente, moderna, sicura e sostenibile, a beneficio della mobilità delle persone e delle merci e della competitività del Paese”.

Le informazioni più dettagliate contenute nel DSPM con l’elenco delle opere: definanziamenti per 1,1 miliardi

Fin qui il comunicato Fs. Ben più dettagliate ed esaustive le informazioni contenute nel Documento strategico pluriennale per la mobilità ferroviaria (DSPM) approvato dal MIT a fine maggio, non tanto e non solo perché dà numeri molto più puntuali, alla virgola, ma soprattutto perché contiene due tipi di informazioni fondamentali completamente assenti dal comunicato Fs: formisce l’elenco completo delle opere finanziate con l’aggiornamento 2025 del contratto di programma; rivela che l’atto integrativo approvato opera definanziamenti per un totale di 1,1 miliardi nei confronti di opere e lotti precedentemente finanziati e che evidentemente questa somma contribuisce ad arrivare ai 3,9 miliardi di destinazioni approvate. Purtroppo, però, il DSPM non  fornisce l’elenco delle opere definanziate per cui bisognerà attendere la pubblicazione dell’atto integrativo.

L’elenco completo delle opere finanziate

Vediamo, in compenso, le grafiche del DSPM che contengono gli elenchi completi delle opere finanziate, ripartiti per aree geografiche. Per entrambe le categorie (opere non vincolate e opere vincolate) il DSPM fornisce una mappa con una indicazione sintetica delle opere beneficiarie delle risorse. Anche qui bisognerà attendere la pubblicazione dell’atto per sapere esattamente quanto sia destinato a ciascuna opera. Le opere finanziate complessivamente nelle due liste sono 59 più 10 programmi, ma alcuni interventi (AV Verona-Bivio Vicenza, Terzo valico, Napoli-Bari) sono finanziati in entrambe le liste.

Qui di seguito la mappa delle 30 opere e dei 3 progranmmi che hanno avuto risorse “non vincolate” per 2,2 miliardi (figura IV.1.3). Sono risorse aggiuntive rispetto a quelle già assegnate alle stesse opere, ma, aldilà di una assegnazione di massima, possono essere spostate da RFI a seconda delle esigenze dei cantieri.

Qui di seguito, invece, le 29 opere e i 7 programmi finanziati con risorse “vincolate” affidate a singole opere esplicitamente previste da previsioni di legge o altri atti vincolanti (la figura di riferimento è la IV.1.4), senza possibilità per RFI di allocare le risorse diversamente. Anche fra queste opere tutte le principali opere strategiche dei corridoi europei, come l’alta velocità Brescia-Vicenza, ancora il Terzo Valico e il Brennero. Da rilevare il rifinanziamento della Salerno-Reggio Calabria.

 

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