LONGO (URBANISTICA): "AVREMMO VOLUTO LAVORARE COL GOVERNO MA SU EPBD E' FERMO"

Roma, nel nuovo regolamento edilizio green la riqualificazione è più conveniente. Aumentano le responsabilità tecniche per i professionisti

17 Giu 2026 di Mauro Giansante

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Un lavoro di due anni del dipartimento urbanistico e ambiente con l’ufficio clima, ma anche professioni, costruttori, associazioni ambientaliste. E’ nato così il nuovo regolamento edilizio green di Roma Capitale presentato ieri e coordinato da Edoardo Zanchini, direttore dell’ufficio clima capitolino. Lo abbiamo raccontato qui su Diac qualche settimana fa. Il nuovo insieme di norme prevede requisiti e obiettivi di mitigazione e adattamento climatico. Sono stati sostituiti i vecchi articoli del 2006 ormai superati nei contenuti, inserendo un nuovo titolo dedicato alla sostenibilità climatica e al climate change. L’organismo edilizio diventa così un organismo vivo oltre che più articolato per regolare la riqualificazione energetica degli edifici.

“Siamo in attesa del lavoro del governo sulle case green anche se speravamo di procedere insieme”, ha ammesso in apertura Andrea Giura Longo dell’assessorato all’urbanistica del Campidoglio. Nel frattempo, Roma si è allineata al quadro europeo. Nel nuovo menu edilizio rientrano, allora, il contrasto alle isole di calore, la pratica della depavimentazione, ma i pilastri generali sono le prestazioni minime obbligatorie, le linee guida tecniche aggiornabili, un sistema di incentivi. Tutto si basa, ha raccontato Longo, sulla relazione tecnica asseverata di compatibilità ambientale, efficienza energetica e comfort abitativo. Rafforzando così la responsabilità tecnica dei professionisti e delle competenze. Ci sono delle deroghe: per gli edifici vincolati e censiti in carta per la qualità e nei casi in cui vi siano impedimenti oggettivi motivati e documentati dallo stesso progettista.

Che cosa prevede il nuovo regolamento edilizio green di Roma: tutti i nuovi articoli

Nello specifico del nuovo titolo III bis, è stato inserito l’articolo 48 ter sul risparmio energetico. L’obiettivo è definire gli interventi di efficientamento che non incidono sulla Sul o il volume imponibile. Rendendo più conveniente la riqualificazione energetica e favorendo la fattibilità economica di interventi spinti con soluzioni impiantistiche e sistemi passivi che non modificano i parametri urbanistico-edilizi dell’intervento.

Quanto all’art. 48 quater, qui vengono richiamate le disposizioni sovraordinate che già prevedono un modello di graduale innalzamento delle prestazioni in funzione degli obiettivi di neutralità carbonica stabili a livello comunitario. Cioè, quelli della relazione tecnica ex art. 8 Dlgs. 19/2005. Nel nuovo regolamento, poi, si spinge forte sul progressivo superamento dei sistemi a fonti fossili; sull’integrazione dei sistemi fotovoltaici nell’edificio; sullo sviluppo di sistemi di ventilazione controllata negli appartamenti mono-affaccio.

L’articolo 48 quinques affronta, invece, il tema della gestione delle acque. Qui l’obiettivo è la riduzione dei consumi idrici, la riutilizzazione delle acque meteoriche il drenaggio urbano. Grande attenzione è rivolta così al ciclo dell’acqua, recuperando quelle delle piogge, appunto, puntando sui sistemi di laminazione, sulla riduzione del carico della rete fognaria e la sicurezza idraulica. Vengono così integrati e aggiornati i contenuti dell’Ordine di servizio n. 36/2014, distinguendo il tema del riutilizzo delle acque meteoriche dal tema del controllo delle piogge intense e del drenaggio urbano.

Sugli incentivi, poi, “il sistema premiale ora è più semplice”, ha spiegato Andrea Longo. Che ha raccontato come ora viene chiesto di chiarire quali sono gli interventi rappresentabili misurabili e quantificabili sul progetto che consentano di raggiungere prestazioni migliorativi rispetto a quanto stabilito dalle norme. “Al raggiungimento dei cento punti si ottiene il totale dell’incentivo”. all’articolo 48 decies si legge, nello specifico, che si prevede un incremento fino al 55 della superficie unica lorda o una riduzione del contributo di costruzione. Tali incentivi, come detto, sono legati a prestazioni ambientali e innovazione. E si basano, appunto, su un sistema di punteggi connessi a specifici interventi previsti e documentati nel progetto. Vengono fissati risultati da conseguire e si lascia al progettista la scelta delle soluzioni tecniche su una gamma molto ampia e diversificata, per adattarla all’intervento e al contesto urbano.

Fronte permeabilità dei suoli e riduzione dell’effetto isola di calore. Il regolamento introduce misure per contrastare le isole di calore: viene stabilita una permeabilità minima del 50%; alberature e verde (con più del 20% della superficie libera del lotto); si punta sull’ombreggiamento degli spazi aperti (> 30% della superficie libera del lotto); sui materiali ad alta riflettanza. I requisiti, si legge nel dossier degli articoli illustrati, non riguardano solo permeabilità e verde urbano, ma innovano nel campo della riflettanza solare e dell’ombreggiamento degli spazi aperti.

All’articolo 48 septies si affronta i tema della circolarità dei materiali. Qui, viene stabilita una quota minima del 15% in peso di materia da recupero/riuso/riciclo (escluse strutture portanti e impianti); e si raccomanda l’uso di materiali non tossici e a basse emissioni di inquinamento indoor. Seguono quindi le indicazioni per facilitare la raccolta differenziata nelle aree in cui il servizio è già attivo ma anche prevedere delle predisposizioni per poter ampliare e estendere il servizio in altre aree. Come? Prevedendo uno spazio aperto per la raccolta e conferimento dei rifiuti differenziati (per le aree con servizio «porta a porta» e per edifici > 8 unità abitative o con SUL > 1000 mq). Ma anche un’area o locale parzialmente aperto per alloggiamento compostiera (< 10 mq).

Sul capitolo della mobilità sostenibile, poi, il 48 novies prevede spazi per la sosta e la ricarica di bici e auto elettriche. Nel dettaglio, per gli edifici residenziali si prevede un posto per unità abitativa, per i commerciali e direzionali uno ogni 100 mq di Sul, almeno un allaccio per ricarica, un punto di ricarica elettrica per veicoli ogni 10 posti auto nei parcheggi privati ad uso pubblico e in generale la predisposizione per l’installazione di punti di ricarica.

Zanchini: rispetto ad altre città abbiamo scritto regole flessibili e leggere

Rispetto ad altre città che si sono mosse recentemente per modificare i propri regolamenti edilizi Roma ha scelto di non scrivere pagine e pagine sull’energia ma di restare flessibili, ha spiegato Edoardo Zanchini.

Il plauso di costruttori e professionisti

Durante la kermesse è intervenuta Benedetta Bonifati (vicepresidente di Ance Roma-Acer), secondo la quale “avremmo auspicato una revisione generale del regolamento edilizio, visto che risale al periodo tra le due guerre mondiali. In dodici anni di interventi si sono sì prodotti risultati in termini di riduzione di consumi e CO2 ma dobbiamo ancora affrancarci dalle fonti energetiche fossili. E Roma ha un potenziale grande in questo senso. Innovazioni, crescita, su edifici e non solo, per arrivare a città più vivibili è l’obiettivo per i prossimi quattro anni del nuovo mandato di Ance Roma”.

 

Francesca De Sanctis prima donna presidente di Ance Roma-Acer

 

Per Lorenzo Busnengo, Ordine degli architetti di Roma, “quando si lavora così, nel merito, senza idee preconcette e nei tempi giusti, si riconosce anche il ruolo di noi professionisti. L’architetto, l’ingegnere, il perito, il geometra hanno tutte le competenze a certificare l’opera. Sul premio del 5% collegato all’articolo 21 delle norme si può sommare al 20% di quanto previsto lì: ciò crea una qualità progettuale premiata a monte e realizzata a valle”.

Veloccia: è il metodo Zanchini e funziona

Proprio questo plauso unanime, ha spiegato in chiusura l’assessore all’urbanistica Veloccia, è la dimostrazione che siamo davanti a un metodo che funziona. “Il metodo Zanchini, come l’ha chiamato qualcuno”.

 

Roma Capitale, i requisiti green nel regolamento edilizio. Busnengo (Oar): così in linea con l’Ue

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