OK DELLA GIUNTA ALLE MODIFICHE

Roma Capitale, i requisiti green nel regolamento edilizio. Busnengo (Oar): così in linea con l’Ue

L’obiettivo principale della delibera, che dovrà essere approvata in via definitiva dall’Assemblea Capitolina, è di garantire interventi edilizi sostenibili. Il vicepresidente degli architetti della Capitale (in foto) a Diac: “Una volta vigente, vedremo progettazioni di qualità”. Bonifati (Acer): passaggio significativo.

30 Mar 2026 di Mauro Giansante

Condividi:
Roma Capitale, i requisiti green nel regolamento edilizio. Busnengo (Oar): così in linea con l’Ue

LORENZO BUSNENGO STUDIO BUSNENGO

Cambia il regolamento edilizio di Roma Capitale. La giunta capitolina ha appena approvato l’inserimento dei requisiti green con l’obiettivo di adeguare le modalità di progettazione e realizzazione degli interventi alle nuove sfide della sostenibilità ambientale e della vivibilità degli spazi urbani. Nella delibera di “Adesione agli obiettivi di mitigazione e adattamento climatico di Roma Capitale”, che dovrà essere approvata in via definitiva dall’Assemblea Capitolina, si punta così a garantire interventi edilizi sostenibili, che riducono consumi di energia, acqua, emissioni e con elevate prestazioni in termini di vivibilità, qualità e innovazione ambientale. 

Come cambia il regolamento edilizio

Entrando nel dettaglio del provvedimento, viene introdotto un nuovo titolo (Titolo III bis) con requisiti minimi obbligatori per gli interventi di ristrutturazione urbanistica, nuova costruzione e ristrutturazioni edilizie rilevanti, cioè oltre il 15% del volume. Misure, spiega Roma Capitale, prese in linea con il contesto nazionale ed europeo e i rispettivi provvedimenti su prestazioni energetiche  e ambientali. I target sulle prestazioni e le indicazioni qualitative puntano a garantire, nello specifico, la permeabilità dei suoli, con almeno il 50% di superfice libera del lotto permeabile; il miglioramento del microclima con la messa a dimora di alberi a medio/alto fusto e una quota di verde di piena terra su almeno il 20%, della superficie libera del lotto, il recupero delle acque meteoriche per l’irrigazione e altri usi compatibili, parcheggi con pavimentazioni permeabili, alberature o coperture fotovoltaiche, materiali che riducono il surriscaldamento delle aree libere. 

Vengono poi introdotti incentivi per gli interventi che portano avanti soluzioni innovative in termini di adattamento climatico, mitigazione e sostenibilità. Esempi sono gli edifici a energia positiva, impianti geotermici, interventi di adattamento climatico e riduzione dell’effetto isola di calore urbana con Nature Based Solutions, sistemi di fitodepurazione, tetti verdi, materiali e interventi certificati e che rispettano i Criteri Ambientali Minimi. Le indicazioni si applicano a tutti gli interventi di ristrutturazione urbanistica, nuova costruzione, demolizione e ricostruzione, ristrutturazione con incremento della Sul maggiore del 15%. 

Ancora: vengono semplificati e favoriti gli interventi di risparmio energetico e idrico, diffusione del solare e le soluzioni che alleviano l’impatto di piogge intense. Ad esempio, l’esclusione dal calcolo della Sul e dal volume imponibile degli interventi di isolamento termico di muri e solai con spessori maggiori dei riferimenti di legge; la realizzazione di locali tecnici per impianti, di serre e dispositivi bioclimatici, l’obbligo di coperture fotovoltaiche su almeno il 50% dei posti nei parcheggi a raso con più di 1.500 mq, l’utilizzo di almeno il 15% di materiali provenienti da recupero, riuso, riciclo. Vengono inoltre chiariti i riferimenti per garantire dotazioni minime di parcheggi per biciclette e per la ricarica dei veicoli elettrici, per la raccolta differenziata dei rifiuti.

I commenti dell’amministrazione

La Delibera, spiega il Comune, è il risultato del lavoro di un gruppo interdipartimentale che ha visto il coinvolgimento dei Dipartimenti Urbanistica e Ambiente, coordinato dal Direttore dell’Ufficio Clima, Edoardo Zanchini, e un percorso di consultazione con Ordini professionali, Associazioni dei costruttori, associazioni ambientaliste. Per il Sindaco, Roberto Gualtieri, questo approvato è “un provvedimento ambizioso che punta ad innovare il modo di progettare la città: mai più interi quartieri che diventano isole di calore, un pacchetto di semplificazioni per gli interventi di risparmio energetico e idrico a beneficio delle famiglie e una serie di incentivi per gli interventi che raggiungono prestazioni ambientali migliorative. Un’azione coerente con tutto il lavoro sul clima che la città sta portando avanti e con la Strategia di adattamento e il Piano clima”.

Sulla stessa linea l’assessore all’urbanistica, Maurizio Veloccia: “Questa delibera si inserisce in una serie di interventi che l’Assessorato all’Urbanistica ha promosso per aggiornare le regole dello sviluppo urbano, a partire dalle Norme tecniche di attuazione e dal nuovo Piano dei servizi. Si tratta di un impegno che riguarda sia il settore pubblico sia quello privato, e che deve diventare non più solo un elemento migliorativo, ma un obiettivo ordinario nei progetti di trasformazione della città”.

Busnengo (Oar) a Diac: “Finalmente ci allineiamo alle grandi capitali europee”

Parlando con Diario Diac, il vicepresidente dell’Ordine degli architetti di Roma, Lorenzo Busnengo si dice soddisfatto “tanto nel merito quanto nel metodo” perché “era necessario intervenire per adeguare il regolamento. E’ stato fatto un percorso virtuoso di collaborazione istituzionale”. Oggi, spiega ancora Busnengo, “l’emergenza del tema dei cambiamenti climatici impone di adottare strumenti per progettare edifici sostenibili nelle città. In più, il meccanismo premiale sui volumi consente benefici economici, specie per i costruttori ma anche noi professionisti dobbiamo tenerne conto. E poi questi benefici saranno soprattutto per i cittadini”. In conclusione: “Finalmente Roma si allinea alle grandi capitali europee, ora attendiamo il passaggio in assemblea perché diventi regolamento vigente. Vedremo così progettazioni di qualità, benefici sugli edifici e spazi aperti”.

Bonifati (Acer) a Diac: “E’ un passaggio significativo ma serve ancora altro”

“L’aggiornamento del Regolamento Edilizio in chiave ambientale – commenta a Diac Benedetta Bonifati, vicepresidente all’edilizia privata di Ance Roma Acer – è un passaggio significativo, perché oggi parlare di edilizia significa inevitabilmente parlare di sostenibilità, qualità dell’abitare e adattamento ai cambiamenti climatici». Per Bonifati, “l’importanza di intervenire sulle costruzioni è data anche dai dati dell’ultimo Rapporto Enea secondo il quale le emissioni complessive di CO₂ a Roma sono 8.598.003 tonnellate (base line del 2019) a cui da un contributo importante il patrimonio edilizio. Tale aspetto è dovuto anche al fatto che il patrimonio è in larga parte datato e costruito prima delle normative sull’efficienza energetica”. Ora, aggiunge, “sarà fondamentale incentivare il ricorso alle fonti rinnovabili per gli edifici per consentire, in un tempo ristretto, di affrancarsi il più possibile dalla dipendenza dalle fonti energetiche fossili, dipendenza non più sostenibile anche per la crisi mondiale in atto”. Infatti, “la modifica del regolamento edilizio è un primo passo ma per accelerare i processi di efficientamento dovranno essere superati, non solo a livello locale, i tanti ostacoli che oggi impediscono, o rendono estremamente difficoltosi, gli interventi di efficientamento energetico tra cui la modifica delle facciate e l’istallazione dei sistemi di produzione energetica da fonte rinnovabile come i pannelli fotovoltaici”. D’altronde, conclude, “non non possiamo dimenticare che il Regolamento edilizio attualmente vigente risale al 1934 e che andrebbe tutto aggiornato. È comunque fondamentale che le nuove previsioni si inseriscano in un contesto di chiarezza, definendo con precisione le tempistiche di entrata in vigore, periodi transitori per i procedimenti già avviati e anche il coordinamento con la pianificazione urbanistica vigente”. Ultimo appunto: “Linnalzamento degli standard ambientali e prestazionali comporta inevitabilmente un ulteriore aumento dei costi di realizzazione già segnati, anche per gli ultimi eventi di cronaca, da un pesante incremento del prezzo dei materiali. In un contesto già segnato da difficoltà delle famiglie ad accedere alla casa, questo non va sottovalutato”.

Argomenti

Argomenti

Accedi