Dal 28 settembre l’opa Webuild su Trevi: 4,50 € cash per azione

18 Set 2026 di Maria Cristina Carlini

Condividi:

Entra nel vivo la contesa per il controllo di Trevi Finanziaria Industriale. Dopo l’apertura, lunedì 15 settembe al periodo di adesione all’offerta pubblica di scambio di Icop, questa mattina, venerdì 18 settembre, prima dell’apertura dei mercati, Webuild ha pubblicato il documento d’offerta dell’opa sul gruppo romagnolo, annunciata al mercato il 29 luglio scorso, approvato nei giorni scorsi dalla Consob . Il periodo di adesione all’offerta avrà inizio alle ore 8.30 del 28 settembre 2026 e terminerà alle ore 17:30 del 20 novembre 2026, salvo proroghe.  Il pagamento del corrispettivo per ciascuna azione ordinaria di Trevi portata in adesione all’offerta sarà effettuato il 27 novembre 2026, salvo proroghe del periodo di adesione. L’offerta di Webuild prevede un corrispettivo certo e interamente in contanti di 4,50 euro per azione, riconoscendo un premio di circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale alla data di riferimento, senza alcuna esposizione degli azionisti aderenti all’andamento futuro dei mercati finanziari. Si tratta, spiega la società,  di un’offerta interamente coperta da un contratto di finanziamento volto a sostenere l’esborso per l’acquisto di tutte le azioni, ed anche l’eventuale rifinanziamento del debito di Trevi, sul quale l’offerta Webuild non pone condizioni. L’integrazione delle competenze specialistiche di Trevi nelle fondazioni speciali in una piattaforma industriale globale, che ha chiuso il 2025 con 13,6 miliardi di euro di ricavi e un portafoglio ordini di 54 miliardi al 30 giugno 2026, consentirà a Webuild, sottolinea ancora il gruppo, di proseguire ed espandere la propria attività, con anche un accesso diretto alla rete del Gruppo Webuild, presente in 50 Paesi da più di 120 anni.

L’ingresso nel Gruppo Webuild, sottolinea il documento, aprirebbe un nuovo percorso di crescita per Trevi, per le sue persone e per il suo know-how preservandone identità, centro direzionale in Italia e patrimonio di competenze tecniche, progettuali e manageriali. Trevi, evidenzia inoltre Webuild, continuerà a mantenere un approccio aperto al mercato, offrendo i propri servizi ad alto valore aggiunto all’intero settore. Si tratta di una proposta industriale fondata sulla catena del valore: il successo dell’offerta consentirebbe al Gruppo Webuild di internalizzare fasi di lavoro ad alto valore aggiunto, oggi anche affidate a terzi, e di rafforzare il proprio posizionamento competitivo nelle gare per i grandi progetti complessi, offrendo una soluzione integrata end-to-end più efficiente e competitiva anche in termini di pricing. Webuild ricorda che con Trevi  è in atto una collaborazione industriale da anni. Le due società lavorano già fianco a fianco su alcuni dei maggiori cantieri internazionali e italiani, dalla diga di Rogun in Tagikistan, fino alla Linea C della metropolitana di Roma. Un rapporto che l’operazione consentirebbe di “consolidare in un progetto di lungo periodo”, spiega Webuild. L’operazione consentirà anche la valorizzazione di una eccellenza italiana sui mercati internazionali: l’appartenenza a uno dei principali operatori mondiali delle grandi infrastrutture, per dimensione del portafoglio ordini, posizionamento globale e solidità finanziaria, amplierebbe il “perimetro commerciale di Trevi garantendole accesso a nuove geografie, a nuovi clienti e a gare di maggiore dimensione e complessità”, si legge ancora nel documento d’offerta. “Le persone, le competenze e la cultura industriale di Trevi rappresentano un elemento essenziale del valore dell’operazione e una leva per il successo e la crescita futura di entrambe le realtà”, dichiara l’amministratore delegato del Webuild, Pietro Salini, in una dichiarazione pubblicata sul sito del gruppo. “Per gli azionisti di Trevi – aggiunge – la nostra Offerta rappresenta valore certo, immediato e più elevato”.

Come previsto, ora si prefigurano due offerte concorrenti su Trevi. Si tratta di vedere quali saranno le contromosse di Icop sul fronte dei rilanci. La normativa consente un allineamento dei tempi delle due operazioni con possibili proroghe. Al momento, il periodi di adesione all’ops di Icop si chiude il 16 ottobre. Il gruppo friulano ha cominciato intanto una campagna di comunicazione sulla stampa all’insegna dello slogan “Sotto sotto siamo i migliori”, ricordando l’esperienza maturata da più di un secolo nel mondo dell’ingegneria delle fondazioni. Icop evidenzia anche il percorso di crescita dall’ipo al passaggio a Euronext Milan con “due anni di promesse manteunute : +350% di ricavi, +550% di ebitda, +400% di valore del titolo.

Si attende ora anche il pronunciamento di Trevi sull’opa Webuild. La settimana scorso il cda del gruppo ha bocciato l’ops di Icop la cui offerta non è stata ritenuta congrua.

Argomenti

Argomenti

Accedi