LA GIORNATA

Von der Leyen vede Draghi: sulla competitività facciamo sul serio

  • Da Cdp 1,8 miliardi a UniCredit per sostenere crescita e competitività delle imprese italiane
  • Appalti, Cgil: no a regolamento Ue che riduce le tutele. Il Governo batta un colpo
  • Prysmian accelera su data center, accordo con Molex da 5,5 miliardi

21 Lug 2026 di Maria Cristina Carlini

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IN SINTESI

Competitività europea, mercato unico e innovazione sono stati al centro dell’incontro che si è svolto oggi a Bruxelles tra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e l’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. A dare conto del colloquio è stata la stessa presidente della Commissione con un messaggio pubblicato al termine dell’incontro. “Con Mario Draghi abbiamo discusso dell’agenda europea per la competitività. La tabella di marcia “One Europe, One Market”, concordata con il Parlamento europeo e il Consiglio europeo, definisce azioni concrete e un calendario chiaro per la loro attuazione. Stiamo abbattendo le barriere in tutti i settori della nostra economia. Sosteniamo l’innovazione rivoluzionaria, dall’intelligenza artificiale alle tecnologie pulite. E stiamo consolidando partnership che garantiscano il futuro dell’Europa. Perché l’Europa fa sul serio”, ha scritto von der Leyen.

All’uscita dalla sede della Commissione europea, dove i due hanno partecipato a un pranzo di lavoro, Draghi si è limitato a definire l’incontro “molto bene”, senza entrare nel merito dei contenuti del colloquio. L’ex presidente della Bce ha però escluso che durante il confronto si sia parlato di eurobond per finanziare gli investimenti europei. “Non era all’ordine del giorno”, ha risposto ai giornalisti. L’appuntamento era stato anticipato in mattinata dalla Commissione europea. Il capo dei portavoce dell’esecutivo comunitario, Paula Pinho, aveva spiegato che l’incontro avrebbe riguardato “temi di grande interesse relativi alla competitività, cari alla presidente von der Leyen”, definendolo “un’altra opportunità per discutere l’argomento”. Pinho aveva inoltre precisato che il confronto è stato organizzato in anticipo rispetto all’anniversario della presentazione, nel settembre 2024, della relazione sulla competitività europea elaborata da Draghi, che continua a rappresentare uno dei principali punti di riferimento del dibattito sulle politiche industriali e sulla crescita dell’Unione europea.

Ue: a un anno dall’accordo sui dazi scambi con Usa rimasti stabili

 Gli scambi commerciali tra Ue e Stati Uniti hanno raggiunto nel 2025 un valore complessivo di 1.800 miliardi di euro, in aumento del 4,5% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dai dati della Commissione europea, pubblicato a un anno dall’accordo Ue-Usa sui dazi. Il valore dei beni e servizi scambiati è di circa 4,9 miliardi. Considerando insieme beni e servizi, il saldo commerciale Ue-Usa è quasi in equilibrio: Bruxelles registra un avanzo di appena 20 miliardi, pari a circa l’1% degli scambi complessivi. Nel commercio di beni, il volume degli scambi è salito del 4,3% a 911 miliardi: le esportazioni europee verso gli Usa hanno raggiunto 555 miliardi (+3,5%), mentre le importazioni si sono attestate a 356 miliardi (+5,4%). L’Ue registra quindi un avanzo di 199 miliardi. La situazione si ribalta nei servizi, dove gli scambi sono cresciuti del 4,7% a 865 miliardi. Le esportazioni europee sono rimaste ferme a 343 miliardi, mentre le importazioni dagli Stati Uniti sono aumentate dell’8,1% a 522 miliardi. Il disavanzo europeo nei servizi, pari a 179 miliardi, compensa così quasi interamente il surplus registrato nei beni.    “Se guardiamo ai dati del 2025, i dati più recenti di cui disponiamo, possiamo constatare che la relazione commerciale e di investimento tra Ue e Stati Uniti rimane la più importante al mondo, sia per entrambe le parti che a livello globale, e questo con un ampio margine rispetto ad altre relazioni commerciali”, spiega un funzionario Ue. “Avendo garantito tariffe del 15% anziché tariffe volatili e in continua evoluzione, abbiamo assicurato stabilità e relativa prevedibilità. Abbiamo osservato che gli scambi commerciali sono rimasti stabili e che le nostre esportazioni sono rimaste invariate o addirittura leggermente cresciute nel 2025. Lo stesso vale per le importazioni. Nel complesso, si registra un elevato grado di stabilità per quanto riguarda l’andamento delle esportazioni e delle importazioni di beni e servizi”, ribadisce la fonte.

Da Cdp 1,8 miliardi a UniCredit per sostenere crescita e competitività delle imprese italiane

Rafforzare l’accesso al credito e sostenere sia la crescita sia la competitività delle imprese italiane di minori dimensioni in Italia e all’estero, con un’attenzione particolare ai territori del Mezzogiorno. È questo l’obiettivo dei due finanziamenti obbligazionari senior preferred unsecured per complessivi 1,8 miliardi di euro che Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha interamente sottoscritto a favore di UniCredit.  Nel dettaglio, le risorse – suddivise in due tranche da 800 milioni e 1 miliardo – saranno impiegate dalla banca attraverso nuovi prestiti, di importo unitario fino a un massimo di 20 milioni e di durata non inferiore a 24 mesi, per sostenere lo sviluppo e gli investimenti delle PMI e Mid-Cap italiane.

Particolare attenzione è riservata alle piccole e medie imprese e ai territori del Mezzogiorno. UniCredit si è infatti impegnata a destinare almeno il 51% delle risorse a favore delle PMI operanti su tutto il territorio nazionale; almeno il 51% alle imprese con sede legale e/o operativa in una delle otto Regioni del Mezzogiorno(Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Inoltre, una quota di almeno il 10% della seconda emissione obbligazionaria sarà destinata al finanziamento di“Green Buildings”, ossia di progetti che contribuiscono alla riduzione del consumo di energia e/o all’aumento dell’efficienza energetica di strutture pubbliche, commerciali, residenziali e ricreative, sulla base di criteri predeterminati.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio rapporto di collaborazione tra CDP e UniCredit che, grazie allo strumento del funding obbligazionario, ha già permesso a oltre 3.400 imprese italiane di ottenere nuovo credito per un valore complessivo superiore a 1,5 miliardi di euro, dal 2022.  L’operazione è coerente con l’impegno di CDP e di UniCredit nel contribuire a sostenere l’economia reale, favorendo l’accesso a nuova finanza per le imprese – in particolare quelle di minori dimensioni – e la crescita delle Regioni del Mezzogiorno. 

Andrea Nuzzi, Direttore Business di CDP, ha dichiarato: “Con questa operazione Cassa Depositi e Prestiti conferma il proprio impegno al fianco delle imprese italiane con l’obiettivo di facilitarne l’accesso al credito, promuoverne i piani di investimento e di crescita per linee esterne e supportarne i programmi di internazionalizzazione. Una porzione del finanziamento intende inoltre promuovere lo sviluppo di progetti di Green Buildings e di modelli orientati all’efficienza energetica e alla transizione sostenibile degli immobili, favorendo investimenti in grado di generare benefici ambientali duraturi per il Paese. La fruttuosa e consolidata collaborazione con UniCredit consente di rafforzare l’offerta di strumenti finanziari a favore del tessuto produttivo, con particolare attenzione per i territori del Mezzogiorno e per le esigenze delle PMI”.

Remo Taricani, Deputy Head of Italy di UniCredit, ha dichiarato: “Le PMI e le Mid-Cap rappresentano un elemento fondamentale del sistema produttivo italiano e ricoprono un ruolo centrale nel nostro piano UniCredit Unlimited. Questa operazione conferma la solidità della collaborazione con CDP e rafforza ulteriormente la nostra capacità di supportare le imprese nei loro percorsi di sviluppo. Il nostro obiettivo è continuare a essere un partner di riferimento per l’economia reale, mettendo a disposizione strumenti concreti e soluzioni efficaci per sostenere la crescita del tessuto imprenditoriale del Paese”.

Italia-Portogallo, Montenegro: investimenti di 3,9 miliardi per tre fregate Fincantieri

“L’Italia è un Paese al quale noi siamo legati dal punto di vista culturale, dal punto di vista della cultura e anche dal punto di vista dell’innovazione. Noi vogliamo che tutto questo lavoro possa materializzarsi e portare degli avanzamenti per i nostri Paesi e anche per quanto riguarda le organizzazioni di cui facciamo parte”, ha dichiarato da Palazzo Chigi oggi il primo ministro portoghese Luis Montenegro, ricordando l’investimento di circa 3,9 miliardi di euro promosso da Lisbona nei confronti di Roma per l’acquisto di tre fregate. “L’accordo che abbiamo celebrato oggi nel settore della difesa per l’acquisto di tre fregate: stiamo parlando di un investimento di circa 3,9 miliardi di euro. Stiamo quindi parlando di capacità portoghese, capacità europea di vigilanza e di controllo delle nostre risorse marittime e di salvaguardia dei nostri interessi strategici”, ha specificato Montenegro, aggiungendo che questo è importante anche per “la salvaguardia anche della navigabilità internazionale, per creare condizioni per un commercio libero globale

Appalti, Cgil: no a regolamento Ue che riduce le tutele. Il Governo batta un colpo

 “La bozza di Regolamento sugli appalti pubblici elaborata dalla Commissione Ue, pur contenendo qualche minimo avanzamento come il superamento del massimo ribasso, ha una impostazione che, se non profondamente modificata, comprometterà l’intero impianto normativo italiano in tema di tutele dei lavoratori e di lotta al dumping. Il Governo Meloni e tutte le forze politiche italiane battano un colpo, per chiederne il ritiro”. È l’allarme che lancia Alessandro Genovesi, responsabile contrattazione inclusiva e appalti della Cgil Nazionale, commentando la bozza, appena presentata dalla Commissione Europea, di nuovo regolamento per gli appalti pubblici e concessioni. “In particolare – sottolinea Genovesi – il Regolamento, essendo immediatamente applicabile senza necessità di norme nazionali di recepimento, cancellerebbe molte delle tutele conquistate in Italia grazie all’azione del sindacato e della parte più avanzata del sistema imprenditoriale. Si tratta di tutele attualmente previste dal Codice appalti, in particolare per quanto riguarda: l’obbligo di applicare i Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, in relazione all’attività effettivamente svolta; l’obbligo di inserire clausole sociali a salvaguardia dei livelli occupazionali; la parità di trattamento economico e normativo lungo l’intera filiera; la responsabilità solidale dei committenti;  la possibilità di svolgere attività in house dove più favorevole a cittadini e utenti”.

“Soprattutto la scelta di sostituire le attuali Direttive su appalti e concessioni con un Regolamento  europeo rappresenterebbe – prosegue Genovesi – una significativa sottrazione di prerogative al Governo e Parlamento italiano  oltre che alle stesse organizzazioni sociali che si sono sempre impegnate per migliorarne contenuti e procedure alla luce dello specifico contesto nazionale.   Contesto caratterizzato, purtroppo, da un diffuso lavoro nero, dall’applicazione di “ccnl pirata” con minori tutele economiche e normative, da un numero significativo di infortuni anche mortali soprattutto nei subappalti, da evidenti rischi di infiltrazione criminale e mafiosa. Stiamo parlando – continua – di 300 miliardi di euro l’anno in Italia e oltre 2.000 miliardi a livello comunitario, tanto valgono gli appalti pubblici nel nostro paese e in Europa. Risorse pubbliche che devono essere utilizzate per favorire una crescita sostenibile, sul piano sociale e ambientale, valorizzando il lavoro stabile, qualificato e ben pagato e premiando le imprese che investono in innovazione”.

“L’approvazione di un Regolamento altererebbe inoltre l’attuale modello di concorrenza, introducendo un doppio regime normativo: uno per gli appalti sotto-soglia, disciplinati dall’attuale Codice degli appalti, e uno per quelli sopra soglia, regolati dal nuovo Regolamento. Per questo – conclude Genovesi – chiediamo di respingere questa proposta e di rafforzare invece l’attuale Direttiva, estendendo le tutele, a partire dal divieto di subappalto a cascata e da norme più rigorose su salute e sicurezza, in coerenza con la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Cgil”.

Transizione 5.0: firmato il decreto direttoriale, al via le comunicazioni di conferma degli investimenti

È stato firmato il decreto direttoriale del Mimit che dà avvio da domani, martedì 21 luglio, alla presentazione delle comunicazioni di conferma dell’investimento previste dal Nuovo Piano Transizione 5.0, in attuazione del decreto firmato il 7 maggio 2026 dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze.

La funzionalità è operativa sulla piattaforma informatica gestita dal GSE. Le imprese che hanno ricevuto esito positivo della comunicazione preventiva possono accedere tramite l’Area Clienti del sito del GSE e procedere alla compilazione e all’invio della comunicazione di conferma.

La comunicazione deve essere trasmessa entro i termini stabiliti dalla normativa vigente e deve contenere:
* l’attestazione dell’avvenuto pagamento dell’ultima quota di acconto utile al raggiungimento del 20 per cento del costo di acquisizione di ciascun bene agevolato;
* gli estremi delle fatture relative ai costi ammissibili all’agevolazione.

La comunicazione di conferma non può riguardare investimenti relativi a beni diversi, né importi superiori, rispetto a quelli indicati nella comunicazione preventiva.

Sul sito istituzionale GSE sono disponibili il modello della comunicazione di conferma, le istruzioni operative e la Guida piattaforma NPTR5 aggiornata. Ulteriori informazioni saranno pubblicate sui siti istituzionali del Ministero e del GSE.

È stato firmato il decreto direttoriale del Mimit che dà avvio da oggi, martedì 21 luglio, alla presentazione delle comunicazioni di conferma dell’investimento previste dal Nuovo Piano Transizione 5.0, in attuazione del decreto firmato il 7 maggio 2026 dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze. La funzionalità è operativa sulla piattaforma informatica gestita dal GSE. Le imprese che hanno ricevuto esito positivo della comunicazione preventiva possono accedere tramite l’Area Clienti del sito del GSE e procedere alla compilazione e all’invio della comunicazione di conferma.

La comunicazione deve essere trasmessa entro i termini stabiliti dalla normativa vigente e deve contenere:
l’attestazione dell’avvenuto pagamento dell’ultima quota di acconto utile al raggiungimento del 20 per cento del costo di acquisizione di ciascun bene agevolato; gli estremi delle fatture relative ai costi ammissibili all’agevolazione. La comunicazione di conferma non può riguardare investimenti relativi a beni diversi, né importi superiori, rispetto a quelli indicati nella comunicazione preventiva.
Sul sito istituzionale GSE sono disponibili il modello della comunicazione di conferma, le istruzioni operative e la Guida piattaforma NPTR5 aggiornata. Ulteriori informazioni saranno pubblicate sui siti istituzionali del Ministero e del GSE.

Casa, la Regione Campania vara un piano da 245 mln

“A soli sette mesi dal nostro insediamento, presentiamo un piano casa da 245 milioni di euro, un piano all’avanguardia, secondo in Italia”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Campania Roberto Fico nel corso di una conferenza stampa con gli assessori alle Politiche abitative, Claudia Pecoraro, e al Governo del territorio, Enzo Cuomo. “È un programma importante, fondamentale – ha aggiunto Fico – perché quello della casa è uno dei temi del futuro non solo nella nostra regione ma in tutta Italia e in tutta Europa”. Il programma regionale di edilizia residenziale pubblica e sociale, di riqualificazione del patrimonio abitativo e di rigenerazione urbana, denominato “Ho.P.E. in Campania – Housing Programma Europeo in Campania”, è finanziato con risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), disponibili grazie alla riprogrammazione del programma regionale Pr Fesr 2021-2027. “L’Unione europea – ha spiegato Pecoraro -, insieme a darci come indicazione quella dell’aumento del fabbisogno dell’edilizia residenziale pubblica, e quindi chiederci di aumentare l’offerta di alloggi, ci chiede anche di non consumare suolo”. Sulla base di questa indicazione europea, il programma si fonda su diverse linee di intervento, con la realizzazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica e il recupero del patrimonio esistente. “Sto collaborando con l’assessore Cuomo, che detiene la delega al Patrimonio, per fare un censimento degli alloggi di proprietà della Regione Campania per cercare di capire se è possibile riqualificarli e trasformarli in alloggi di edilizia residenziale pubblica – ha aggiunto Pecoraro -. Inoltre, siamo in contatto con l’Agenzia nazionale dei Beni Confiscati, e abbiamo già chiesto e ricevuto il censimento degli immobili a uso abitativo della Campania, perché immaginiamo di utilizzare anche quelli, riqualificandoli, per poterli mettere a disposizione della collettività dando un segnale forte: lo Stato si riappropria di beni della criminità per restituirli alla collettività”.

Per l’aumento dell’offerta degli alloggi Erp sono stanziati complessivamente 93 milioni di euro (85,7 milioni per la realizzazione di nuovi alloggi Erp attraverso il riuso o la ristrutturazione di edifici pubblici dismessi e di beni confiscati alla criminalità organizzata e 7,3 per le Città Polo del Programma di rigenerazione integrata urbana sostenibile – Prius). Il programma include anche il completamento degli interventi di riqualificazione di alcuni quartieri del Comune di Napoli (50 milioni di euro per la riqualificazione di Taverna del Ferro, per il programma Restart Scampia e l’Ecoquartiere di Ponticelli) e la manutenzione straordinaria e l’efficientamento energetico del patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’Acer (34 milioni). Infine, una terza misura, è destinata ad ampliare l’offerta di edilizia residenziale sociale (48 milioni), con una specifica attenzione alla realizzazione e al potenziamento degli studentati pubblici (20 milioni di euro). “L’obiettivo – ha sottolineato Cuomo – è realizzare un vero e proprio piano casa regionale, che parte dalla domanda: ci sono 45mila domande di alloggi pubblici e ora si sta valutando se tutti hanno i requisiti per poter accedere a un alloggio pubblico. È un programma e un investimento particolarmente ambizioso, significa intervenire sull’esigenza primaria delle nostre famiglie, che è la casa”.

Statale 106 Jonica, Salvini: contate su me per le coperture economiche

“Quando verrà scelta dai territori, tra le quattro, l’alternativa progettuale migliore per arrivare fino a Reggio Calabria, contate sul ministro Salvini per le coperture economiche necessarie per portare la Calabria al passo coi tempi con tutto il resto delle regioni europee”. Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini in video collegamento col dibattito pubblico avviato da Anas per la realizzazione del nuovo tracciato della statale 106 da Catanzaro a Reggio Calabria. Salvini ha evidenziato l’importanza della fase di condivisione avviata da Anas per condividere le ipotesi progettuali con le comunità locali. I tracciati sulla base delle diverse ipotesi comporteranno costi variabili tra 7, 10, 12 miliardi, secondo quanto evidenziato da Salvini, il quale ha sottolineato però che la valutazione non avverrà solo sui costi ma “soprattutto per l’utilità e i vantaggi in termini trasportistici. Oggi in Calabria – ha aggiunto – ci sono cantieri per circa quattro miliardi sull’asse ionico, fondamentale ad arrivare fino a Reggio”. “È lo stesso ragionamento – ha detto – che sto facendo sull’altro fronte, quello tirrenico non con Anas ma con Ferrovie dello Stato per le fasi progettuali definitive per arrivare con l’alta velocità e alta capacità ferroviaria fino a Reggio, questa volta percorrendo il cosentino e il reggino. Penso anche alla valorizzazione del porto di Gioia Tauro che, attraverso la 106 sull’asse ionico e l’Alta Velocità sull’asse tirrenico, assumerà un valore centrale a livello continentale con tutto ciò che come lavoro ne conseguirà”. “Sono convinto – ha detto il ministro – che la collaborazione tra governo, Regione, Anas e comunità locali ci porterà lontano. Sono orgoglioso che nelle ultime leggi di bilancio siano stati messi sulla 106 soldi veri e non chiacchiere. Oggi in Calabria abbiamo cantieri aperti per 22 miliardi di euro, non credo che ci siano precedenti nella storia repubblicana”.

Intercity, Cgil e Uiltrasporti replicano ad Allrail: “L’Europa tutela anche il servizio pubblico, no a pressioni lobbistiche sulla gara”

Si accende il confronto sulla futura gara per l’affidamento dei servizi ferroviari Intercity, che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si appresta a bandire con un lotto unico. Dopo le critiche di Allrail, l’associazione europea che rappresenta i nuovi operatori ferroviari e che ha contestato la scelta sostenendo una presunta incompatibilità con il diritto dell’Unione europea, Filt Cgil e Uiltrasporti intervengono con due note dai contenuti pressoché sovrapponibili. Per i sindacati, Allrail propone una lettura “selettiva” della normativa europea, orientata esclusivamente alla concorrenza e funzionale agli interessi dei propri associati, trascurando invece gli obiettivi di continuità territoriale, universalità del servizio, tutela dell’occupazione e interesse generale. Le due organizzazioni chiedono inoltre a istituzioni, politica, associazioni dei pendolari e utenti di vigilare contro quelle che definiscono “ingerenze esterne di stampo lobbistico” nel dibattito sulla gara.

Secondo la Filt Cgil, “la scelta di assegnare la gestione del trasporto ferroviario Intercity a gara su lotto unico sarebbe, secondo Allrail, incompatibile con il quadro europeo. L’associazione però pare sbadatamente dimenticare che l’apertura del mercato ferroviario europeo non si esaurisce nella sola tutela della concorrenza. Il Quarto Pacchetto Ferroviario richiede procedure trasparenti e non discriminatorie, ma lascia agli Stati la responsabilità di garantire continuità, qualità, sicurezza, universalità del servizio e tutela dell’interesse generale. L’Europa non contrappone mercato e servizio pubblico, ma li mette in equilibrio”.

La Federazione dei Trasporti della Cgil sottolinea inoltre che Allrail “si presenta come un soggetto terzo e imparziale”, pur rappresentando operatori ferroviari privati, società di leasing del materiale rotabile, piattaforme di vendita dei biglietti e professionisti degli affari regolatori. A questo proposito richiama anche la presenza, all’interno dell’associazione, del gruppo britannico Go-Ahead, cui “il Governo britannico revocò la concessione Southeastern dopo aver accertato una grave violazione contrattuale”, e di Angel Trains, operatore del leasing ferroviario attivo in un mercato che nel Regno Unito resta sottoposto a uno speciale regime di vigilanza sulla concorrenza.

Per la Filt, “confondere una piattaforma di interessi industriali con l’interesse generale, presentandosi quasi come interpreti imparziali del diritto dell’Unione europea, significa alterare il dibattito pubblico”, osservando inoltre come nel documento di Allrail “non trovi pressoché alcuno spazio la tutela dell’occupazione, la clausola sociale, la continuità del servizio, la qualità del lavoro o il confronto con le organizzazioni sindacali”.

Sostanzialmente identica la posizione della Uiltrasporti, secondo cui Allrail “richiama ripetutamente il diritto dell’Unione europea, ma dimentica che il Quarto Pacchetto Ferroviario non tutela soltanto la concorrenza, lasciando agli Stati la responsabilità di garantire continuità, qualità, sicurezza, universalità del servizio e tutela dell’interesse generale”.

“La normativa europea – prosegue la Uiltrasporti – mette in equilibrio mercato e servizio pubblico. Chi richiama soltanto il primo e tace sul secondo offre una lettura selettiva del diritto europeo, funzionale ai propri interessi e contraria a quelli dei cittadini e dei lavoratori”. Anche la Uilt evidenzia come Allrail riunisca operatori ferroviari privati e richiama i casi di Go-Ahead Group e Angel Trains, sostenendo che tali precedenti consigliano “prudenza quando si distribuiscono pagelle ad altri Stati”. In conclusione, la Uiltrasporti invita “istituzioni, politica, utenza, associazioni dei pendolari e lavoratori a prestare la massima attenzione rispetto a inaccettabili ingerenze esterne di stampo lobbistico”, ribadendo che “il trasporto ferroviario non può essere ridotto a una mera questione di contendibilità del mercato, ma deve contemperare servizi pubblici, continuità territoriale, dialogo sociale e diritti dei lavoratori”.

Prysmian accelera su data center, accordo con Molex da 5,5 miliardi

Prysmian ha firmato un accordo del valore massimo di 5,5 miliardi di euro con Molex, parte del grande gruppo privato statunitense Koch, per la fornitura di cavi ottici destinati all’interno dei data center. L’accordo ha una durata massima di 10 anni, e comprende un pagamento anticipato di 550 milioni di euro. L’intesa rientra in un piano più ampio di nuovi accordi e iniziative commerciali con hyperscaler e operatori di infrastrutture per i data center, che dovrebbe generare entro il 2035 oltre 10 miliardi di ricavi incrementali cumulativi rispetto al 2025, aggiungendo fino a 1,1 miliardi di ricavi su base annua a partire dal 2031.  Prysmian avvierà un piano di incremento della capacità produttiva finalizzato ad ampliare la produzione di cavi ottici e fibra – compresa la fase di produzione delle preforme in vetro negli stabilimenti negli Stati Uniti e in Europa.    L’investimento, che consentirà di più che raddoppiare la capacità produttiva di fibra negli Stati Uniti, rafforzerà il posizionamento di Prysmian quale uno dei soli tre produttori statunitensi di fibra e cavi ottici, mentre in Europa sosterrà il ruolo di Prysmian come l’unico grande operatore domestico. Prysmian allocherà 1,25 miliardi di euro fino al 2031 per l’aumento della capacità produttiva. Quest’investimento porterà alla creazione di oltre 1000 nuovi posti di lavoro a livello globale, di cui 600 saranno negli Stati Uniti.    “Stiamo vivendo un momento di svolta per Digital Solutions di Prysmian. In linea con gli accordi stipulati nel business Transmission, possiamo ora beneficiare di un duplice vantaggio”, sottolinea il ceo di Prysmian Massimo Battaini. “Da un lato – aggiunge – investiamo insieme ai nostri clienti, compresa la partnership importante con Molex, per rispondere al meglio alla domanda; dall’altro, condividiamo con il mercato una visione chiara sulla solidità della domanda nel lungo periodo e sulla forte ambizione di Prysmian di affermarsi come l’avanguardia nel settore digital per creare valore come leader di riferimento, sia sul fronte tecnologico sia su quello della scala industriale”, rileva Battaini. “Per Molex, questa partnership rappresenta un’espansione strategica negli Stati Uniti, attraverso un significativo incremento della capacità produttiva a supporto della crescente domanda di soluzioni per i data center, con la qualità e l’affidabilità che i nostri clienti si aspettano”, sottolinea il ceo Joe Nelligan.

Tim: parte oggi l’Opas di Poste, Labriola ai dipendenti: “È un progetto industriale di lungo periodo”

È partita ieri  l’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) promossa da Poste Italiane su Tim. In concomitanza con l’avvio dell’operazione, l’amministratore delegato del gruppo tlc, Pietro Labriola, ha inviato un messaggio ai dipendenti per sottolineare la valenza industriale dell’iniziativa. “L’Opas non è soltanto un’operazione finanziaria, ma un progetto industriale di lungo periodo”, scrive Labriola, evidenziando che l’ingresso di Poste Italiane come principale azionista industriale consentirà a Tim di contare “su un partner con cui condividere una visione di sviluppo, rafforzare la capacità di investimento, accelerare l’innovazione e creare nuove opportunità di crescita”.  Secondo l’ad, le competenze, gli asset e la presenza sul territorio delle due aziende sono “complementari” e costituiscono una base solida per sviluppare nuovi servizi e creare valore nel tempo. Nel messaggio, Labriola invita inoltre i dipendenti a guardare alla nuova fase con fiducia, definendo l’Opas e il successivo delisting “non la fine di Tim, ma un nuovo inizio”. “Le decisioni coraggiose che abbiamo preso insieme ci consentono oggi di affrontare questa fase da una posizione completamente diversa rispetto al passato”, afferma, aggiungendo che restano ancora alcuni passaggi da completare ma che la priorità è continuare a eseguire il piano industriale, lavorare insieme e mantenere il focus su clienti e risultati.

A Tecnimont (Maire) progetto integrato da 1,3 miliardi euro in Argentina

Tecnimont (Maire) si è aggiudicata le attività di ingegneria, approvvigionamento, commissioning e avviamento per un complesso di fertilizzanti di grandi dimensioni in Argentina, basato sulle tecnologie dell’urea di Nextchem, per un valore complessivo di 1,3 miliardi di euro, di cui 140 milioni per il licensing dell’urea, il pdp, le apparecchiature proprietarie e il reformer per la produzione di syngas. Una volta completato in 41 mesi, l’impianto avrà una capacità produttiva di 2,1 milioni di tonnellate all’anno di urea granulare, diventando – si legge in una nota – il più grande impianto di urea dell’America latina per capacità produttiva. L’aggiudicazione rappresenta il primo contratto di grandi dimensioni di Maire in Argentina, contribuendo alla diversificazione geografica del gruppo, e conferma la solidità del suo approccio integrato.

“Questa aggiudicazione segna il nostro ingresso in Argentina, diversificando ulteriormente la nostra presenza geografica, e mette in evidenza la nostra capacità di integrare le riconosciute competenze di esecuzione dei progetti di Tecnimont con il portafoglio tecnologico di Nextchem per realizzare progetti industriali di grandi dimensioni a livello globale”, evidenzia il ceo di Maire, Alessandro Bernini.

DeA Capital Real Estate, nuovo finanziamento da 280 milioni per Four Seasons a Roma

 DeA Capital Real Estate ha siglato un nuovo contratto di finanziamento da 280 milioni per il Fondo Millennium Luxury, il Fondo d’Investimento Alternativo Immobiliare sottoscritto da Fort Partners, che ne è il principale investitore e che porterà il Four Seasons a Roma. Come rileva una nota il nuovo contratto di finanziamento, della durata di cinque anni, prorogabile per ulteriori due anni “sosterrà il progetto di riqualificazione dell’immobile situato in Piazza San Silvestro a Roma, nonché la riqualificazione della piazza antistante l’edificio”.

    Crédit Agricole Cib ha agito tra l’altro come unico underwriter e bookrunner del green loan Millennium Luxury Fund è un fondo value added dedicato al progetto di valorizzazione di Palazzo Marini che ospiterà il nuovo Four Seasons Hotel Rome.
Il progetto prevede la trasformazione di Palazzo Marini, che affaccia su Piazza San Silvestro, in una destinazione di ospitalità di lusso con 127 stanze. Nel comunicato si sostiene come “una priorità fondamentale del progetto è preservare la linearità della facciata progettata dall’Arch. Busiri Vici e il carattere storico dell’edificio, salvaguardando tutti gli elementi di valore architettonico. “DeA Capital Real Estate e l’Amministrazione Capitolina stanno collaborando fattivamente anche per riqualificare tutte le aree all’intorno dell’edificio con particolare attenzione a Piazza San Silvestro che sarà oggetto di un importante progetto di valorizzazione”.
In questo stesso periodo è stato inoltre assegnato al general contractor gruppo Carron un ulteriore contratto per la seconda fase dei lavori architettonici, edili ed impiantistici di Palazzo Marini.

Da Ansaldo Energia otto turbine a gas per data center in Texas. Le prime consegne previste per il 2027

Ansaldo Energia ha firmato un contratto con Pacifico Energy per la fornitura di otto turbine a gas AE64.3A in configurazione a 60 Hz, insieme ai relativi generatori, nell’ambito di un progetto strategico di generazione elettrica a supporto di un importante data center in Texas. L’accordo rappresenta una tappa significativa per Ansaldo Energia, segnando il ritorno dell’azienda nel mercato statunitense dei nuovi impianti di generazione elettrica dopo oltre trent’anni. Le prime consegne sono previste nel 2027. La AE64.3A è la turbina a gas di piccola taglia di classe F progettata per applicazioni a 60 Hz grazie alla configurazione con riduttore e generatore dedicato. Con oltre 70 unità installate nel mondo e più di quattro milioni di ore operative equivalenti, la turbina combina affidabilità consolidata, flessibilità operativa e capacità di avviamento rapido.

“Questo progetto – spiega Stefano Gianatti, executive vice president Thermal new units di Ansaldo Energia – evidenzia il ruolo sempre più importante della generazione elettrica flessibile alimentata a gas nel sostenere l’espansione delle infrastrutture digitali per l’intelligenza artificiale”. L’accordo apre inoltre la strada a possibili ulteriori collaborazioni tra Ansaldo Energia e Pacifico Energy, in un mercato dei data center che continua a registrare una forte crescita.

Icop approva piano industriale al 2026-29, in crescita ricavi e investimenti

Il consiglio di amministrazione di ICOP, società di ingegneria del sottosuolo quotata su Euronext Growth Milan, ha approvato il Piano Industriale 2026-2029, che riflette l’attuale perimetro operativo e non incorpora gli effetti dell’offerta pubblica di scambio su Trevi, il cui perfezionamento è atteso entro il quarto trimestre 2026.

Il piano si fonda su mercati di riferimento in crescita strutturale, con focus sui mercati sviluppati (Nord America ed Europa) per dimensione, redditività e stabilità. Inoltre, punta a rafforzare il consolidamento competitivo di ICOP attraverso una selettiva espansione internazionale e l’innovazione tecnologica, articolandosi su tre direttrici: fondazioni speciali (priorità all’espansione negli Stati Uniti attraverso le tecnologie core del Gruppo, accelerando la crescita nelle geografie chiave; microtunneling (rafforzamento della leadership europea e accelerazione dell’ingresso negli USA esportando know-how e tecnologia ICOP); opere marittime (focus sui porti italiani e sulle opportunità di crescita nei principali porti USA, facendo leva sulla nuova tecnologia robotica RoboGO e su una strategia di ricerca e sviluppo mirata.

I target economico finanziari a perimetro costante prevedono: ricavi a 610-640 milioni di euro nel 2026 e 900-950 milioni nel 2029 (CAGR 2025PF-2029 del +15-17%); EBITDA a 105-115 milioni di euro nel 2026 (margine 17-18%) e 170-190 milioni nel 2029 (margine 19-20%), con un CAGR del +16-20%; la stabilizzazione della marginalità al 19-20% riflette una solida disciplina operativa; investimenti dai 30-35 milioni di euro nel 2026 ai 40-45 milioni nel 2029, di cui 15-20 milioni di euro di spesa cumulata in ricerca e sviluppo nel periodo 2026-2029; book-to-bill target superiore a 1x e cash conversion ((EBITDA – Capex) / EBITDA) target di circa il 70%. La crescita poggia su una solida base di ordini già acquisiti: il backlog di c. 1,5 miliardi di euro è pari a circa 2,9 volte i ricavi 2025 e garantisce solida visibilità pluriennale.

Oltre il piano organico, ICOP intende accelerare la crescita attraverso operazioni di M&A mirate, facendo leva sul comprovato track record di acquisizioni trasformazionali (AGH negli USA e Palingeo in Italia). La strategia di crescita inorganica è guidata da criteri selettivi e rigorosi: presenza in regioni ad alto potenziale (Nord America, Europa, APAC), con investimenti infrastrutturali pluriennali stabili; relazioni mature e di lungo periodo con contractor locali e clienti, per penetrare rapidamente nuovi mercati; razionale industriale e complementarietà: capacità di nicchia che rafforzino la competitività del Gruppo su progetti complessi e a maggior valore; eccellenza tecnica riconosciuta: competenze tecniche specialistiche forti, esecuzione eccellente in qualità e sicurezza; opportunità di scale-up: una scala maggiore per competere per contratti più grandi e complessi, rafforzando track record e credenziali tecniche.

“A due anni dalla quotazione abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi strategici dell’IPO e costruito, anche grazie alle acquisizioni di AGH e Palingeo, una piattaforma unica nell’ingegneria del sottosuolo – ha commentato l’AD Piero Petrucco – Il Piano Industriale 2026-2029 apre il prossimo capitolo della nostra crescita: puntiamo a ricavi tra 900 e 950 milioni di euro al 2029, con una redditività in ulteriore espansione, facendo leva su un backlog di circa 1,5 miliardi di euro, sulla leadership tecnologica e su mercati strutturalmente in crescita in Europa e negli Stati Uniti. A questa base si affianca una chiara strategia di M&A per una disciplinata crescita inorganica. In questo percorso la sostenibilità resta al centro del nostro modo di operare”.

Come già reso noto al mercato in occasione del lancio dell’offerta su Trevi, ICOP ha avviato il progetto di trasferimento delle azioni ICOP da Euronext Growth Milan al mercato Euronext Milan e, a tal fine, ha convocato l’assemblea degli azionisti per il 28 luglio 2026, al fine di deliberare in merito all’approvazione del progetto di ammissione a quotazione delle azioni ordinarie di ICOP su Euronext Milan.

Leonardo torna al Farnborough Airshow: integrazione multi dominio, collaborazioni industriali e sicurezza globale

 L’evoluzione dello scenario geopolitico rende sempre più centrale la capacità di presidiare in modo integrato i domini aereo, terrestre, navale, spaziale e cyber, per rilevare e contrastare le minacce, anche con il supporto dell’Intelligenza Artificiale. Un contesto che richiede una rapida capacità di adattamento, rafforzando le aree di eccellenza industriale e valorizzando le competenze maturate nelle collaborazioni internazionali. Con questa visione, Leonardo partecipa al Farnborough International Airshow confermando il proprio ruolo di player globale della sicurezza. Forte di una crescita che accelera la capacità produttiva e valorizza i principali programmi strategici, il Gruppo presenta un portafoglio di sistemi progettati per operare in un contesto multidominio. Un ruolo rafforzato dalla consolidata presenza industriale nel Regno Unito, dove conta quasi 10.000 dipendenti e un’importante filiera di fornitura. “Stiamo vivendo una fase di profonda trasformazione dello scenario internazionale, che richiede una risposta industriale sempre più solida, innovativa e tempestiva. Rafforzare la capacità produttiva, rendere più resilienti le catene di fornitura, accelerare lo sviluppo delle nuove tecnologie e investire nelle competenze sono condizioni essenziali per sostenere la crescita del settore e rispondere alle nuove esigenze di sicurezza. Leonardo affronta questa sfida coniugando il potenziamento della propria base industriale con una cooperazione internazionale sempre più forte. Innovazione, velocità di esecuzione e alleanze strategiche sono fattori chiave per sviluppare le capacità richieste dallo scenario attuale e contribuire alla sicurezza globale”, ha dichiarato Lorenzo Mariani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo. Il Gruppo presenta al Salone una gamma di prodotti e soluzioni in grado di coprire tutti gli scenari operativi, sempre più caratterizzati da minacce ibride. L’obiettivo è offrire non solo singole piattaforme, ma capacità integrate che consentano di raccogliere e condividere dati e informazioni e supportare decisioni rapide ed efficaci negli scenari più complessi. Attraverso integrazione e interoperabilità, Leonardo risponde alle sfide della difesa moderna mettendo in connessione piattaforme, sensori, sistemi e capacità operative all’interno di architetture sovrane, senza rinunciare all’apertura verso possibili sinergie che consentono di realizzare la massa critica necessaria per generare qualità, rapidità di risposta e competitività.Tra le principali capacità presentate al Salone, aerei ed elicotteri con e senza equipaggio, sistemi anti-drone (C-UAS), sensoristica avanzata, soluzioni di cybersecurity, tecnologie spaziali e capacità di comando e controllo centrali per il coordinamento di operazioni ‘in rete’ e nelle cosiddette ‘bolle tattiche’. Nel dominio aereo Leonardo presenta una delle offerte più complete del settore, che comprende programmi già operativi e sistemi destinati a definire la prossima generazione della difesa aerea. Dal caccia Eurofighter Typhoon al programma di nuova generazione GCAP, fino agli addestratori M-346 Block 20 e M-345, dall’elicottero multiruolo AW149 al dimostratore di elicottero totalmente autonomo Proteus, fino alla collaborazione con il player turco Baykar attraverso la JV LBA Systems, la gamma integra aeromobili con e senza equipaggio a bordo, e le nuove soluzioni Collaborative Combat Aircraft (CCA), in un ecosistema progettato per operare in modo pienamente integrato. Nel dominio terrestre Leonardo accelera il rafforzamento della propria presenza industriale grazie alla joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles e alla recente acquisizione di IDV. L’offerta complessiva di Leonardo sul dominio comprende veicoli corazzati, sistemi di artiglieria, sistemi radar, elicotteri e sistemi di comando e controllo e comunicazione, progettati per operare come un unico sistema e garantire interoperabilità tra piattaforme e capacità sistemiche. Nel dominio marittimo, Leonardo contribuisce alla superiorità navale attraverso sensoristica e Combat Management Systems di nuova generazione. Le capacità del Gruppo combinano sistemi unmanned, elicotteri imbarcati, artiglierie navali e munizionamento guidato, radar e sistemi di comando e controllo, garantendo sorveglianza continua e superiorità operativa in mare.

Lo spazio rappresenta uno dei principali ambiti di sviluppo del Gruppo. L’ambizione si estende alla space surveillance e ai servizi in orbita in un contesto pienamente multi-dominio. Il Gruppo è impegnato nel consolidamento della leadership europea attraverso soluzioni integrate e nuove alleanze industriali, accelerando lo sviluppo della costellazione proprietaria di osservazione della Terra. La nuova infrastruttura consentirà di acquisire e distribuire informazioni in tempi sempre più rapidi, grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale a bordo dei satelliti, dell’elaborazione dati nello spazio e delle comunicazioni dirette tra satelliti, a supporto di applicazioni civili e militari. A sintetizzare la visione multi-dominio di Leonardo è il Michelangelo Dome, un’architettura integrata che mette in connessione sensori, sistemi di comando e controllo ed effettori in un unico ecosistema. Il sistema integra capacità di difesa aerea e missilistica in un’architettura scalabile e unificata. Il Dome consente di coordinare le operazioni attraverso tutti i domini operativi, migliorando l’efficacia della risposta alle minacce.

Wegreenit si aggiudica un appalto da 17,5 milioni di euro per la riqualificazione energetica di sei edifici ERP a Trieste

 Wegreenit, general contractor con focus sull’efficientamento energetico di edifici esistenti (“retrofitting”), si aggiudica la gara europea a procedura aperta indetta da Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Trieste (“ATER Trieste”) per l’affidamento, in partenariato pubblico-privato, di contratti di Energy Performance Contract (EPC) finalizzati alla realizzazione di interventi di efficientamento energetico sugli edifici di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’azienda. Si tratta di un investimento complessivo di 17,5 milioni di euro, finanziato attraverso la misura RepowerEU del PNRR – Missione 7, Investimento 17. L’intervento interesserà il complesso residenziale di via Grego 34-36-38-40-42-44 a Trieste, composto da sei palazzine realizzate nella seconda metà degli anni Ottanta e comprendenti complessivamente 336 unità immobiliari destinate all’edilizia residenziale pubblica. I lavori, la cui durata prevista è di 24 mesi, consentiranno una profonda trasformazione energetica degli edifici attraverso un insieme coordinato di opere che comprendono la realizzazione di oltre 15.700 metri quadrati di cappotto termico, la coibentazione dei sottotetti e l’installazione di nuovi sistemi di generazione energetica ad alta efficienza.

Grazie agli interventi programmati, gli edifici passeranno dall’attuale classe energetica F alla classe A3, con un netto miglioramento delle prestazioni energetiche e ambientali. Il consumo energetico degli immobili sarà ridotto da 887,55 kWh/m² anno a 128,1 kWh/m² anno, mentre il fabbisogno energetico complessivo diminuirà di circa il 74%, passando da 300,91 kWh/m² anno a 78,39 kWh/m² anno, con un risparmio assoluto di 222,52 kWh/m² anno. Particolarmente significativo sarà anche l’impatto ambientale dell’operazione: le emissioni di anidride carbonica associate agli edifici si ridurranno di circa il 90%, così come della stessa percentuale si ridurrà il prelievo di energia della rete grazie al ricorso combinato alle nuove tecnologie e agli impianti da fonti rinnovabili. I benefici si tradurranno inoltre in un importante vantaggio economico per gli assegnatari degli alloggi, grazie a una riduzione stimata delle bollette energetiche pari a circa il 75%. “Questo progetto rappresenta un investimento strategico per il patrimonio di edilizia residenziale pubblica della città di Trieste e per il benessere delle famiglie che vi abitano. Grazie alle risorse del PNRR e al modello EPC sarà possibile intervenire in modo strutturale sugli edifici, migliorandone l’efficienza energetica – una riduzione di circa 74% del fabbisogno energetico -, il comfort abitativo e la sostenibilità ambientale, con ricadute positive sia sul piano sociale sia su quello economico” spiega Fabrizio Candoni, CEO di Wegreenit. “Con questa iniziativa Wegreenit conferma il proprio impegno nel percorso di riqualificazione e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, contribuendo agli obiettivi di efficientamento energetico, riduzione delle emissioni e contrasto alla povertà energetica promossi a livello nazionale ed europeo”.

Ryanair, utile netto in calo del 34% nel primo trimestre su impennata prezzi petrolio

Ryanair ha chiuso il primo trimestre dell’anno fiscale 2026-2027 con un utile netto di 538 milioni di euro, in calo del 34% rispetto agli 820 milioni di euro del primo trimestre dell’anno precedente. Questo calo è dovuto principalmente all’impennata del prezzo del carburante per aerei non coperto da hedging (al 20%) e alla diminuzione delle tariffe del 6%, principalmente a causa dell’impatto del conflitto in Medio Oriente e della prima parte delle festività pasquali, che si è verificata nel quarto trimestre dell’anno precedente. Il fatturato è aumentato dell’1% a 4,38 miliardi di euro. I ricavi da voli programmati sono diminuiti dell’1% a 2,91 miliardi di euro, mentre il traffico è cresciuto del 6%, ma con tariffe inferiori del 6%. “Le tariffe del primo trimestre (che hanno beneficiato di una Pasqua completa nell’aprile 2025) hanno richiesto un incentivo a causa del conflitto in Medio Oriente che ha generato esitazione nei consumatori, preoccupazioni per la carenza di carburante per aerei nell’UE, incertezza economica e prenotazioni posticipate”, ha dichiarato Michael O’Leary, ceo del gruppo Ryanair.

I ricavi accessori sono cresciuti in linea con il traffico, raggiungendo 1,47 miliardi di euro. I costi operativi sono aumentati dell’11% a 3,81 miliardi di euro, “poiché il prezzo del nostro carburante per aerei non coperto al 20% è più che raddoppiato nel primo trimestre, mentre i compensi ai fornitori sono cessati dopo la consegna del nostro ultimo B-8200 “Gamechanger” nel febbraio 2026″, ha spiegato l’Ad.

Al 30 giugno, la liquidità lorda era superiore a 2,8 miliardi di euro, dopo 1,3 miliardi di euro di rimborsi del debito e 0,5 miliardi di euro di investimenti. La liquidità è ulteriormente rafforzata dalla linea di credito revolving (RCF) del Gruppo, pari a 1,1 miliardi di euro, in gran parte non utilizzata.

La compagnia aerea ha completato circa il 90% del suo programma di riacquisto di azioni proprie da 750 milioni di euro (oltre 25 milioni di azioni acquistate e annullate a un prezzo medio di 26,35 euro per azione).

O’Leary e il management di Ryanair per l’anno fiscale 2027 prevede che il traffico rimanga in linea con una crescita del 4% 216 milioni di passeggeri (H1 +6% e H2 +2%). “Il nostro carburante per aerei è coperto all’80% fino a marzo 2027 a circa 67 dollari al barile, isolando gli utili dalla volatilità dei prezzi del petrolio e contribuendo a compensare un aumento di 300 milioni di euro delle tasse ambientali UE, significativi aumenti salariali per l’equipaggio in base ai nuovi CLA pluriennali e maggiori costi di manutenzione. I costi unitari finali dell’esercizio 2027 dipenderanno dal prezzo del nostro 20% di carburante per aerei non coperto nei restanti 3 trimestri”, ha aggiunto il ceo.

Come di consueto in questo periodo dell’anno, Ryanair non ha visibilità per il secondo semestre, quindi è “ancora troppo presto per fornire previsioni significative per l’esercizio 2027”, ha precisato O’Leary.

Il risultato netto per l’esercizio finanziario 2027, ha concluso l’Ad, “rimane altamente sensibile agli sviluppi esterni avversi, tra cui l’escalation del conflitto in Medio Oriente e Ucraina, il prezzo del carburante per aerei non coperto da hedging, gli shock macroeconomici e i continui scioperi e la cattiva gestione del controllo del traffico aereo in Europa.

Tisg, il presidente e ad Giovanni Costantino rinuncia a carica: decade il cda

Il presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di The Italian Sea Group, Giovanni Costantino, nonché il consigliere di amministrazione Gianmaria Costantino, amministratore non esecutivo, hanno rassegnato la propria rinunzia alla carica di amministratore della società.    Tali rinunzie, si legge in una nota, hanno determinato la cessazione dell’intero consiglio di amministrazione, essendo venuta meno la maggioranza degli amministratori di nomina assembleare. Il consiglio di amministrazione della società continuerà ad operare in prorogatio fino alla nomina del nuovo consiglio, al fine di garantire la continuità e la prosecuzione del percorso di risanamento.

consiglio di amministrazione, in regime di prorogatio, sarà convocato al più presto al fine di deliberare la convocazione dell’assemblea dei soci per la nomina del nuovo cda. Gli amministratori rinunzianti, “dopo aver fatto quanto possibile per affrontare la situazione di crisi e portare la società all’attuale sviluppo del percorso di risanamento, hanno ritenuto che la prosecuzione di quest’ultimo possa ora essere agevolata da un cambio della governance, idoneo a rafforzare la fiducia degli stakeholders nonché a garantire la continuità e il migliore soddisfacimento dei creditori”.    Giovanni Costantino detiene indirettamente, per il tramite di GC Holding, una partecipazione pari a 53,604% del capitale sociale. Il consigliere Gianmaria Costantino non detiene, direttamente e/o indirettamente, alcuna quota nella società. Inoltre Giovanni Costantino non intrattiene rapporti di lavoro subordinato e/o di collaborazione né altri rapporti di natura patrimoniale con la Società o con società del gruppo. Gianmaria Costantino intrattiene un rapporto di lavoro subordinato con la società e tale rapporto proseguirà secondo quanto previsto dalle relative pattuizioni contrattuali. Non sono previste indennità o altri benefici in favore degli amministratori rinunzianti in relazione alla cessazione dalla carica. Infine non sussistono patti parasociali.

Digital Twin e AI per la sostenibilità dell’ambiente costruito: al via il Master Executive di ICMQ SustainAbility Academy

La trasformazione digitale dell’ambiente costruito sta modificando il modo in cui edifici e infrastrutture vengono progettati, realizzati, gestiti e rendicontati. Modelli BIM, documenti, rilievi, sensori, piattaforme IoT e sistemi di analisi producono dati sempre più numerosi, ma il loro valore dipende dalla capacità di mantenerli aggiornati, interoperabili e utilizzabili nel tempo. Il Digital Twin risponde a questa esigenza collegando l’asset fisico alla sua rappresentazione digitale e trasformando dati, modelli, piattaforme e intelligenza artificiale in strumenti di supporto alle decisioni. Per organizzazioni pubbliche e private, la sua adozione rappresenta una leva per programmare e governare in modo sostenibile portafogli e programmi di opere, orientando investimenti, affidamenti, controllo delle prestazioni e gestione degli asset secondo criteri ESG, obiettivi misurabili e requisiti di compliance normativa.

In questa prospettiva, consumi, emissioni, uso delle risorse, durabilità, comfort, resilienza e fabbisogni manutentivi possono essere letti attraverso indicatori tracciabili. La continuità dei dati consente alle organizzazioni di collegare strategia, progetto, realizzazione ed esercizio, documentando gli obiettivi di sostenibilità, individuando criticità e comunicando in modo più trasparente priorità, impatti e risultati a decisori, stakeholder e comunità interessate. A questi temi è dedicato “Digital Twin ed AI per la Sostenibilità dell’Ambiente Costruito”, il primo Master Executive di ICMQ SustainAbility Academy, realizzato con la collaborazione di Aliigo. Il corso nasce per mettere in relazione competenze tecniche, normative e gestionali oggi distribuite tra progettisti, BIM specialist, data analyst, project manager, responsabili dell’innovazione, sustainability manager, gestori e pubbliche amministrazioni.

Il Master partirà il 22 settembre 2026 e prevede 80 ore articolate in nove moduli. Il programma affronta trasformazione digitale e sostenibile del settore delle costruzioni, gestione dei dati, intelligenza artificiale, cybersecurity, project e risk management, BIM, CDE, IoT, interoperabilità, Smart Building, Smart City, criteri ESG, riferimenti ISO e UNI e protocollo Envision. Le lezioni teorico-metodologiche saranno affiancate da laboratori, casi applicativi e contributi di professionisti ed esperti del settore. Il percorso si rivolge a professionisti, imprese, società di ingegneria e consulenza, gestori di patrimoni immobiliari, operatori infrastrutturali e soggetti della Pubblica Amministrazione impegnati nella programmazione, realizzazione e gestione di interventi sostenibili, misurabili e governabili. L’iniziativa conferma l’impegno di ICMQ SustainAbility Academy nello sviluppo di attività formative dedicate alla transizione ambientale e tecnologica dell’ambiente costruito.

Commissione Ue, chiarimenti su come attuare norme per ridurre emissioni di metano

Il conflitto in Medio Oriente ha costretto l’UE a competere per le forniture sui mercati globali del petrolio e del gas, che hanno registrato una significativa riduzione dell’offerta e un aumento dei prezzi. In un contesto di tale incertezza globale e di tensione sui mercati energetici, la Commissione europea sta collaborando con gli Stati membri e l’industria per garantire che l’attuazione del regolamento UE sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico non comprometta in alcun caso la sicurezza degli approvvigionamenti in Europa.

Poiché la situazione del mercato rimane volatile e incerta, la Commissione resta pronta ad adottare ulteriori misure qualora la sicurezza degli approvvigionamenti dovesse essere compromessa nei prossimi mesi. La Commissione monitora attentamente le forniture del mercato europeo in stretta collaborazione con gli Stati membri.

Per anticipare i possibili rischi individuati dalle parti interessate e affrontare le difficoltà nell’attuazione delle norme, la Commissione propone due raccomandazioni per guidare i paesi dell’UE in materia di soluzioni di conformità e regimi sanzionatori. Queste raccomandazioni contribuiranno a definire un quadro chiaro, prevedibile e affidabile per l’efficace attuazione del regolamento UE sul metano, strumento fondamentale per ridurre le emissioni nocive che contribuiscono al riscaldamento globale e per rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento affrontando il problema delle perdite di metano.

Le raccomandazioni pubblicate oggi riconoscono la necessità di ridurre le emissioni di metano in modo pragmatico, razionale ed economicamente vantaggioso, al fine di tutelare sia l’ambiente che la sicurezza energetica. Esse fanno seguito alle discussioni avute con i ministri dell’energia dell’UE nel dicembre 2025 e nel giugno 2026. Inoltre, integrano gli orientamenti sui requisiti di importazione del regolamento sulle emissioni di metano, aggiornati nel marzo 2026, che garantiscono un’attuazione coerente, chiara e semplice in tutta l’UE. La prima raccomandazione offre certezza e chiarezza agli importatori, ai fornitori e agli Stati membri di petrolio, gas e carbone su come dimostrare in modo semplice la conformità agli obblighi previsti dal regolamento che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Fornisce indicazioni sulle soluzioni di conformità che gli importatori possono utilizzare per dimostrare la conformità alle autorità nazionali, definendo i criteri che gli Stati membri dovrebbero utilizzare per valutare tali soluzioni. Non richiede la tracciabilità fisica di molecole, consegne o carichi specifici.

Nel caso di catene di approvvigionamento più complesse, le linee guida chiariscono che gli importatori possono utilizzare soluzioni come ” traccia e dichiarazione” e ” certificazione” per dimostrare la conformità. L’utilizzo di tali soluzioni semplificherà la dimostrazione della conformità per l’industria, senza tuttavia indebolire i requisiti.

La maggior parte degli Stati membri dell’UE non ha ancora istituito regimi sanzionatori. Le aziende non sono quindi in grado di valutare i rischi associati all’approvvigionamento di petrolio e gas potenzialmente non conformi. Ciò crea incertezza. La seconda raccomandazione chiarisce la sospensione delle sanzioni pecuniarie da parte degli Stati membri per l’inosservanza delle norme volte a preservare la sicurezza dell’approvvigionamento. La raccomandazione chiarisce che le sanzioni, come previsto dal regolamento, devono rimanere proporzionate e non devono compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti. Raccomanda agli Stati membri di sospendere le sanzioni per l’inadempimento per tre anni (dal 2027 al 2029) al fine di evitare interruzioni delle forniture. Allo stesso tempo, tutti gli obblighi restano in vigore e il rispetto delle norme è comunque richiesto.

Offrendo certezza giuridica e incoraggiando un approccio coordinato a livello dell’Unione, la raccomandazione supporta gli Stati membri nell’attuazione dei requisiti di importazione previsti dal regolamento senza compromettere la sicurezza energetica. In tal modo, l’orientamento contribuisce anche a garantire che il regolamento sulle emissioni di metano non costituisca in alcun modo un ostacolo alle importazioni.

Ia, dall’Ue le linee guida sugli obblighi di trasparenza per i fornitori e gli utilizzatori di determinati sistemi

La Commissione europea ha pubblicato delle linee guida per aiutare i fornitori e gli utilizzatori di sistemi di intelligenza artificiale (IA) a rispettare gli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act, che entreranno in vigore il 2 agosto 2026.

Gli obblighi di trasparenza aiuteranno le persone a riconoscere quando interagiscono con l’IA o quando un contenuto è stato generato o modificato dall’IA, riducendo il rischio di inganno e manipolazione. Le linee guida pubblicate oggi chiariscono quali fornitori e implementatori devono rispettare gli obblighi di trasparenza per i sistemi interattivi di IA e per la marcatura e l’etichettatura dei contenuti generati dall’IA.

obblighi di trasparenza previsti dalla legge sull’intelligenza artificiale

In base all’AI Act, i fornitori di IA dovranno progettare sistemi di intelligenza artificiale in grado di informare gli utenti quando interagiscono direttamente con un’IA e dovranno aggiungere marcatori leggibili dalle macchine per consentire il rilevamento di contenuti generati o manipolati dall’IA.

Chi implementa queste tecnologie dovrà inoltre informare gli utenti quando vengono esposti a deepfake, a contenuti generati dall’intelligenza artificiale su argomenti di interesse pubblico senza revisione umana o controllo editoriale, e a sistemi di riconoscimento delle emozioni o di categorizzazione biometrica.

Le linee guida chiariscono alcuni concetti, forniscono esenzioni ed esempi. Tra questi, la definizione di sistemi di intelligenza artificiale direttamente interattivi, come i chatbot, i contenuti sintetici, inclusi testi parzialmente o totalmente generati dall’IA, i deepfake e i testi generati dall’IA su argomenti di interesse pubblico, nonché esempi di eccezioni pertinenti, come la revisione standard, ad esempio la correzione ortografica e grammaticale.

Infine, le linee guida spiegano come si possa dimostrare la conformità agli obblighi di trasparenza previsti dalla legge sull’IA, anche attraverso l’adesione a un codice di condotta, che offre certezza giuridica e un modo semplice e pratico per dimostrare la conformità alla legge sull’IA.

Infrastrutture ricarica, analisi T&E: a fine del 2025 punti di ricarica pubblici in UE 5 volte più che nel 2020. Italia ben posizionata

L’infrastruttura di ricarica per i veicoli elettrici sta crescendo di pari passo con il parco circolante di auto elettriche in tutti i Paesi dell’Unione europea, ad eccezione di Malta. È quanto emerge da una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), la principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti, secondo cui la maggior parte dell’UE ha già raggiunto gli obiettivi relativi alla presenza di colonnine di ricarica rapida ogni 60 km lungo le principali arterie stradali. Anche l’Italia è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi relativi alla copertura della distanza tra colonnine fast-charge e ha già superato quelli sulla potenza installata rispetto alla flotta elettrica.L’analisi di T&E mostra che la rete di ricarica si è sviluppata in anticipo rispetto alla forte crescita delle vendite di auto elettriche registrata nel 2025 e nel 2026. Un segnale che gli obiettivi fissati dall’Unione europea stanno contribuendo a sostenere la transizione verso la mobilità elettrica.

Alla fine del 2025 nell’Unione europea erano presenti circa 1,1 milioni di punti di ricarica pubblici, cinque volte più che nel 2020. In parallelo, anche la potenza minima di ricarica pubblica pari a 1,3 kW per ogni veicolo elettrico a batteria (BEV) presente nel parco auto nazionale che ogni stato dovrebbe garantire, come stabilito dal regolamento europeo sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (AFIR), che misura la capacità della rete anche in termini di potenza disponibile, è stata raggiunta da tutti gli Stati membri, ad eccezione di Malta, alla fine di marzo 2026.

Nel complesso, l’Unione europea supera il requisito previsto del 180%. L’Italia, in particolare, ha superato di gran lunga l’obiettivo europeo relativo alla capacità di ricarica rispetto al numero di auto elettriche in circolazione, raggiungendo un livello di conformità pari al 240%.

Il regolamento AFIR stabilisce anche che entro il 2025 dovevano essere installate stazioni di ricarica rapida in corrente continua (con potenza di almeno 150 kW) ogni 60 chilometri lungo le principali arterie stradali dell’UE, ovvero le reti TEN-T “Core” e “Comprehensive”.

Secondo l’analisi, a giugno 2026, il 79% della rete TEN-T Core — costituita prevalentemente dalle autostrade nazionali — aveva già raggiunto questo obiettivo. Le principali aree ancora da completare si trovano nei Paesi dell’Europa orientale e in Spagna, che tuttavia stanno registrando anche la crescita più rapida delle infrastrutture di ricarica ultra-veloce.

Per quanto riguarda la rete TEN-T Comprehensive, che comprende anche strade statali e arterie regionali, 20 dei 27 Stati membri avevano già raggiunto, con un anno e mezzo di anticipo, gli obiettivi fissati per il 2027

Secondo T&E basterebbe aggiornare o installare 70 stazioni di ricarica in punti strategici per portare rapidamente la conformità dell’UE all’obiettivo di copertura della rete al 90%: 22 in Spagna, 11 in Polonia e 7 in Romania.

L’Italia è sulla buona strada anche sul fronte della copertura della rete stradale. Sulla rete autostradale nazionale principale (rete TEN-T Core) ha già raggiunto l’89% dell’obiettivo AFIR previsto per il 2025 in termini di distanza tra punti di ricarica. Inoltre, ha già centrato gli obiettivi fissati per il 2027 sulle arterie statali e regionali (rete TEN-T Comprehensive) e ha già conseguito il 58% del target previsto per il 2030.

Ue: ok a Italia ad aumento 3,6 miliardi in aiuti per imprese energivore

La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme UE in materia di aiuti di Stato, una modifica e un aumento di bilancio a un regime italiano che compensa le imprese ad alta intensità energetica per i maggiori prezzi dell’elettricità derivanti dai costi del carbonio (“costi indiretti delle emissioni”) nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (“ETS”). Il programma mira a ridurre il rischio che queste imprese delocalizzino le proprie attività in paesi extra UE con politiche climatiche meno ambiziose, con conseguente aumento delle emissioni globali di gas serra.

Il programma è stato originariamente approvato dalla Commissione nel luglio 2021. In base al programma, alle imprese ammissibili viene concesso un indennizzo tramite un rimborso parziale dei costi indiretti delle emissioni sostenuti nell’anno precedente, con il pagamento finale previsto per il 2031. L’importo dell’aiuto è calcolato sulla base di parametri di riferimento per l’efficienza del consumo di energia elettrica, al fine di incentivare i beneficiari al risparmio energetico. Il programma modificato estenderà l’ammissibilità alle imprese attive in nuovi settori considerati a rischio di delimitazione, come elencato nell’allegato delle linee guida modificate sugli aiuti di Stato al sistema ETS. L’Italia ha inoltre notificato un aumento dell’intensità massima dell’aiuto dal 75% all’80% dei costi indiretti delle emissioni, esclusivamente per i settori già coperti dal programma. Il budget totale stimato del programma modificato aumenterà da 1,5 miliardi di euro a 3,6 miliardi di euro e il budget annuale massimo da 140 milioni di euro a 600 milioni di euro.

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