LA GIORNATA
Vertice sul Piano Mattei, Meloni: “Ponte per crescita Italia-Africa”
- Acquisti Pa, Mef: semplificazione e risparmi con il Piano integrato 2026
- Cementir, aggiorna piano 2026-2028: crescono ricavi e dividendi. Investimenti per 386 milioni
- Sbarra: su Zes risultati straordinari, Piano esteso a Marche e Umbria. Dal 2024 6 miliardi di investimenti
IN SINTESI
Giorgia Meloni vola ad Addis Abeba, in Etiopia, ospite d’onore dell’Unione Africana, per partecipare al secondo Vertice Italia-Africa, in programma il 13 e 14 febbraio al Convention Center della capitale etiope, in concomitanza con il Vertice dell’Unione Africana e alla vigilia dell’assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’UA. È la prima volta che il summit viene ospitato nel continente africano dopo l’edizione inaugurale del 29 gennaio 2024 al Senato. Domani la premier presiederà i lavori del Vertice Italia-Africa, mentre sabato interverrà nella plenaria di apertura davanti ai leader africani. L’ultimo leader europeo invitato come ospite d’onore all’assemblea dell’UA fu François Hollande nel 2013. Al centro della missione c’è il Piano Mattei, di cui si farà il punto sullo stato di avanzamento, sui risultati raggiunti e sulle priorità future. L’obiettivo politico è ribadire la strategia italiana: fare dell’Italia il “ponte privilegiato” tra Europa e Africa, consolidando un partenariato strutturato, fondato su corresponsabilità, crescita condivisa e strumenti finanziari innovativi, in linea con l’Agenda 2063 dell’Unione Africana. Lo slogan scelto per il vertice – “A bridge for a common growth” – sintetizza l’impostazione che il governo rivendica come alternativa ad approcci “paternalistici o caritatevoli”, proponendo invece un modello di cooperazione “da pari a pari”. Una strategia che, secondo fonti diplomatiche, non è più solo italiana ma si è progressivamente europeizzata e internazionalizzata, grazie alle sinergie con l’Unione Europea (Global Gateway), il G7, le istituzioni finanziarie internazionali e partner bilaterali, oltre a collaborazioni con Paesi del Golfo e asiatici. Il Piano Mattei è partito con nove Paesi partner, saliti a 14, con un’ulteriore espansione prevista nel 2026. Nel 2025 sono stati messi a terra progetti per circa 1,4 miliardi di euro in settori chiave: energia e transizione climatica, agricoltura e sicurezza alimentare, infrastrutture fisiche e digitali, risorse idriche, sanità, cultura, formazione, capitale umano, intelligenza artificiale e spazio. In Etiopia, ad esempio, sono in corso interventi per la bonifica del lago Boye, il rafforzamento del sistema idrico e sanitario, con iniziative che coinvolgono anche il Tigray, regione segnata da nuove tensioni. Il finanziamento complessivo del Piano proviene in larga parte dal Fondo italiano per il clima (800 milioni deliberati nel 2025), dal Plafond Africa di Cassa Depositi e Prestiti – strumento da 500 milioni nel 2024, rafforzato nel 2025 per sostenere le imprese italiane – oltre che da Simest, dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, da risorse di istituzioni finanziarie multilaterali e dai programmi europei del Global Gateway. Con la Banca Africana di Sviluppo è attiva una linea multidonor che prevede un meccanismo di cofinanziamento almeno paritario rispetto alle risorse italiane. Il vertice servirà anche a raccogliere il riscontro dei partner africani, valorizzando il “metodo dell’ascolto” rivendicato dal governo italiano. Resta tuttavia il nodo della burocrazia, indicata come uno dei principali fattori di rallentamento nell’attuazione dei progetti. Nel nuovo contesto geopolitico, Roma punta a rafforzare la propria presenza in un continente considerato centrale nei futuri equilibri globali, in un quadro in cui l’influenza di Cina e Russia non è più percepita come egemone. Secondo fonti istituzionali, negli ultimi due anni sarebbero aumentate le aperture e le richieste di collaborazione verso l’Italia anche da Paesi storicamente legati ad altri attori internazionali. Ad Addis Abeba interverranno, tra gli altri, il presidente della Commissione dell’Unione Africana Mohammed Ali Youssouf, il presidente dell’UA e dell’Angola João Lourenço, il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali, il segretario generale dell’Onu António Guterres, il presidente della Banca Africana di Sviluppo Sidi Ould Tah e la direttrice esecutiva della Banca Mondiale Anna Bjerde. Presenti anche rappresentanti delle istituzioni finanziarie italiane, del mondo imprenditoriale e della società civile.
Acquisti Pa, Mef: semplificazione e risparmi con il Piano integrato 2026. Con i soggetti aggregatori più efficienza e riduzione dei costi
È stato pubblicato il Piano integrato delle iniziative di acquisto aggregato per l’anno 2026 che raccoglie la programmazione delle iniziative di acquisto dei 32 Soggetti Aggregatori – Consip, 19 Centrali di committenza regionali, 4 Province, 8 Città metropolitane – accreditati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC). I Soggetti Aggregatori sono centrali di committenza iscritte nell’apposito elenco previsto dal dl 66/2014 per facilitare l’acquisizione di beni e servizi della P.a. attraverso l’aggregazione e la centralizzazione della domanda, sia su base territoriale che in relazione a specifiche categorie merceologiche. A comunicarlo è il Mef. Il Piano integrato è stato sviluppato attraverso il confronto tra i Soggetti Aggregatori e Consip S.p.A., con il coordinamento del ministero dell’Economia e delle Finanze, per rendere più efficace la pianificazione degli acquisti in favore delle amministrazioni pubbliche e più efficienti le procedure. Il processo di elaborazione del Piano Integrato ha consentito di armonizzare le iniziative di acquisto dei Soggetti Aggregatori garantendo la copertura sul territorio nazionale delle 25 categorie merceologiche previste dal Dpcm 11 luglio 2018. Ha inoltre promosso una visione integrata e strategica della programmazione, favorendo la definizione di acquisti congiunti tra i Soggetti Aggregatori e ottimizzato le sinergie esistenti, valorizzando le esperienze e le competenze maturate da ciascun Soggetto Aggregatore nelle diverse categorie merceologiche. Il Piano integrato delle iniziative di acquisto aggregato fornisce uno strumento di riferimento e un contributo concreto al miglioramento della governance dei processi di approvvigionamento pubblico attraverso riduzione dei costi, semplificazione delle procedure di acquisto, migliore programmazione della spesa e maggiore qualità degli acquisti, accesso a mercati più ampi, sviluppo di iniziative innovative e sostenibili. Il Piano integrato 2026, aggiornato costantemente in corso d’anno, è online sul Portale dei Soggetti Aggregatori.
Sbarra, su Zes risultati straordinari, Piano esteso a Marche e Umbria. Cabina di regia, negli ultimi 2 anni autorizzati circa 6 miliardi di investimenti
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, ha presieduto questa mattina, presso la Biblioteca Chigiana di Palazzo Chigi, la riunione della Cabina di regia Zes. Al centro dell’incontro – si legge in una nota – l’aggiornamento del Piano strategico della Zes Unica, a seguito dell’estensione del perimetro alle regioni Umbria e Marche, e la comunicazione dei risultati finora conseguiti. Nel corso dei lavori, il sottosegretario Sbarra ha espresso soddisfazione per il proficuo lavoro di coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, sottolineando il significativo impulso impresso dalla Zes Unica allo sviluppo economico del Mezzogiorno.
“Nella Cabina di regia odierna – dichiara Sbarra – abbiamo preso atto di risultati che superano ampiamente le aspettative. Se nel biennio 2022-2023, con il precedente assetto basato su otto Zes regionali, le autorizzazioni si contavano nell’ordine di poche centinaia, negli ultimi due anni sono state rilasciate oltre mille autorizzazioni, con un incremento superiore al 250 per cento. Parliamo di circa 6 miliardi di euro di investimenti autorizzati e più di 17.800 ricadute occupazionali stimate.” Alla semplificazione amministrativa, la Zes Unica affianca un solido strumento di incentivazione fiscale attraverso il credito d’imposta, si spiega nella nota. Negli ultimi due anni sono pervenute all’Agenzia delle Entrate oltre 17.300 domande, sostenute da uno stanziamento di 6,1 miliardi a supporto di più 12,4 miliardi di investimenti.
“La Zes Unica Mezzogiorno – afferma Sbarra – si conferma un modello efficace e un pilastro della politica industriale del Sud. La legge di stabilità assicura stanziamenti importanti per dare continuità e sostegno agli investimenti. Lo stanziamento di 4 miliardi per il prossimo triennio va nella direzione di garantire una pianificazione strutturata degli investimenti. L’estensione del perimetro alle regioni Marche e Umbria, uniche regioni in transizione precedentemente escluse dalla misura, ha reso necessaria l’estensione applicativa del Piano Strategico”. “Importante – conclude Sbarra – che il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, indichi la Zes come modello a cui guardare per misure future da introdurre a livello nazionale al fine di garantire la semplificazione amministrativa”a
Italia–Ungheria, Mit: asse strategico su infrastrutture e logistica, Trieste al centro della cooperazione
Rafforzare la cooperazione europea partendo dalle infrastrutture strategiche. È questo il messaggio chiave emerso dall’incontro bilaterale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra il viceministro Edoardo Rixi e il viceministro degli Affari Esteri e del Commercio ungherese, Levente Magyar. Un confronto che ha confermato il livello di stretta collaborazione tra Italia e Ungheria, in particolare nei settori della logistica, della connettività e degli investimenti infrastrutturali.
Al centro del colloquio l’investimento ungherese nel Porto di Trieste, con particolare riferimento al terminal di Noghere, riconosciuto come snodo logistico di primaria importanza per i collegamenti tra il Mediterraneo, l’Europa centro-orientale e i Balcani. Nel corso dell’incontro è stato ribadito il valore dell’impegno di Adria Port e il forte sostegno del Governo italiano alle opere necessarie allo sviluppo del sito. Gli interventi di banchinamento e dragaggio, finanziati con circa 45 milioni di euro a valere sul Piano nazionale complementare, procedono regolarmente e si concluderanno entro agosto 2026. È stata inoltre evidenziata la fase avanzata dell’iter per l’assegnazione di ulteriori circa 10 milioni di euro destinati al completamento dei dragaggi, indispensabili per consentire l’attracco di navi di grandi dimensioni e il pieno sviluppo del terminal Ro-Ro. Nel dialogo tra i due viceministri è emersa anche la dimensione strategica più ampia della cooperazione sull’asse Mare Adriatico–Europa centro-orientale, che guarda ai corridoi logistici integrati e ai collegamenti con l’Ucraina. Un ambito nel quale i due Paesi condividono una visione comune, orientata alla crescita, alla resilienza delle catene di approvvigionamento e alla ricostruzione. L’incontro ha così riaffermato una volontà politica chiara e convergente: trasformare la collaborazione bilaterale in risultati concreti, rafforzando il dialogo istituzionale e creando le condizioni per nuovi investimenti. Con Trieste come porta d’ingresso strategica dell’Europa, l’asse Roma–Budapest guarda al futuro della logistica continentale.
Energia, Cna: “Le bollette sono un’emergenza. Su micro e piccole imprese un peso sproporzionato degli oneri di sistema”
“Ridurre in modo strutturale e rapidamente i costi energetici è essenziale per la competitività del tessuto produttivo e in particolare per la platea delle micro e piccole imprese”. È quanto sottolinea CNA condividendo le parole del Presidente del Consiglio in vista del vertice europeo, secondo cui i prezzi dell’energia rappresentano una priorità. La Confederazione ricorda che in Italia il peso delle bollette è ben superiore alla media europea con punte del 50-60% rispetto a Paesi come Francia e Spagna e le piccole imprese sopportano un costo dell’energia che supera di tre volte quello delle energivore per effetto di un sistema non equo. Ad esempio, una piccola impresa paga 70 euro per megawattora di oneri generali contro i 6-14 euro delle grandi imprese, e a differenza di altri Paesi non può accedere a tutta una serie di agevolazioni. Pertanto, CNA auspica risposte concrete dal vertice europeo e, in vista del decreto bollette, che sarà all’esame del consiglio dei ministri la settimana prossima misure efficaci per il taglio dei costi energetici delle piccole imprese, auspicando anche una maggiore concorrenza tra gli operatori sui mercati dell’energia elettrica e del gas e la revisione dei meccanismi di formazione del prezzo all’ingrosso.
Città Portuali, Anci: Comuni protagonisti nella riforma e verso la Capitale del mare 2026
“L’incontro con i Comuni portuali ha confermato la necessità di una visione unitaria sul futuro delle città di mare. In una fase in cui si discute la riforma della governance dei porti e si apre il percorso verso la Capitale Italiana del Mare 2026, è fondamentale che i Comuni siano parte attiva delle scelte strategiche”. Lo ha detto il sindaco di Ancona e vice presidente vicario Anci con delega alle Politiche del mare, Daniele Silvetti, nel corso della riunione dei Comuni portuali promossa da Anci, alla presenza del Segretario generale Veronica Nicotra e di numerosi amministratori locali, riuniti per definire una visione condivisa sulle principali sfide del settore marittimo e portuale. Al centro del confronto il contributo dei Comuni alla bozza di riforma della governance portuale e l’approfondimento sull’iniziativa “Capitale Italiana del Mare 2026”. L’incontro ha rappresentato un primo momento strutturato di dialogo tra autonomie locali e Istituzioni centrali su temi strategici per lo sviluppo dell’economia blu e per la valorizzazione del patrimonio costiero, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle città costiere nei processi decisionali che incidono direttamente sui
territori. Alla riunione è intervenuto anche l’ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, Capo del Dipartimento per le Politiche del mare della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha illustrato lo stato della procedura per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del mare 2026”, per la quale sono pervenute 54 candidature. L’iniziativa si configura come un’opportunità per promuovere un sistema territoriale duraturo e favorire sinergie tra le diverse realtà costiere. Nel corso dei lavori sono stati inoltre esaminati il disegno di legge sul riordino della governance portuale, il rilancio degli investimenti infrastrutturali e la valorizzazione della dimensione culturale e promozionale legata al mare. Gli amministratori hanno ribadito la necessità di un coinvolgimento pieno e strutturato dei Comuni, evidenziando come una pianificazione efficace rappresenti la condizione essenziale per coniugare competitività del sistema portuale, sostenibilità ambientale e qualità della vita delle comunità.
In questo quadro, Silvetti ha sottolineato che le città portuali “non possono essere considerate solo punti di approdo, ma comunità che vivono quotidianamente il rapporto tra porto e tessuto urbano”, richiamando l’esigenza di strumenti adeguati e di un equilibrio tra sviluppo economico e tutela dell’ambiente. “L’obiettivo condiviso – ha concluso il sindaco di Ancona – è la costruzione di una rete stabile tra le realtà costiere e la definizione di una vera Agenda urbana portuale, capace di mettere a sistema le esperienze maturate e rafforzare il dialogo con le istituzioni centrali”.
Il nuovo piano di Fincantieri : utile di 110 mln e ricavi a 9 mld nel 2025. Punta all’espansione nell’underwater
Fincantieri stima di chiudere il 2025 con un utile netto di 110 milioni e prevede il ritorno del dividendo nel 2028, dopo averlo distribuito l’ultima volta nel 2019. In Piazza Affari se ne sono subito accorti e, in concomitanza con la diffusione del nuovo Piano Industriale 2026-2030, il titolo è arrivato a guadagnare fino al 5% a 17 euro, per poi chiudere con un rialzo del 2,87% a 16,5 euro. I ricavi del 2025 sono attesi a 9 miliardi, mentre gli ordini acquisiti hanno raggiunto la cifra record di “circa 60 miliardi di euro”, che secondo l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero “consentono di guardare con fiducia ai prossimi anni”. Per il 2030 Fincantieri prevede di raggiungere ricavi in crescita del 40% a 12,5 miliardi, con un margine operativo lordo di circa 1,25 miliardi, in crescita del 90% rispetto a quello del 2025 e ulteriori nuovi ordini per 50 miliardi. Secondo Folgiero “Fincantieri si conferma come protagonista della trasformazione dell’industria navale globale, che assume un crescente peso geopolitico”. Il nuovo Piano Industriale prevede infatti “l’espansione accelerata dell’underwater, ovvero il comparto sottomarino, lo sviluppo del portafoglio prodotti nel business non convenzionale, la crescita tecnologica nel business offshore, ovvero navi per interventi in acque profonde, e la profittabilità del business delle navi da crociera”. Una strategia che si articola su 4 direttrici. “Potenziamento della capacità produttiva – prosegue il manager – incremento della produttività, continuazione dei progetti strategici sull’evoluzione di prodotti e di processi costruttivi e crescita nei servizi e componentistica, con un piano di investimenti per circa 1,9 miliardi di euro interamente autofinanziati”. Una cifra che include “circa 250 milioni di euro legati ad un possibile raddoppio della produzione ‘offshore’ in Vietnam”, dove è previsto un secondo cantiere, “ove ne ricorrano le condizioni”. Altrettanti sono destinati all’incremento della capacità produttiva dei cantieri attuali, tra cui quelli in Italia, dove si concentrerà la produzione di navi per la difesa, che verrà raddoppiata per far fronte ai “circa 5 miliardi di euro di nuovi ordini nei prossimi 6 mesi”. Il cantiere di Castellammare di Stabia (Napoli) sarà convertito per la produzione di navi militari, mentre a Riva Trigoso (La Spezia) è prevista la realizzazione di una terza linea di varo e all’Arsenale de La Spezia si produrranno sottomarini.
Trasporto aereo, sindacati: avanti con lo sciopero. Salvini: irresponsabili e anti-italiani
I sindacati non accolgono l’appello del Garante per gli scioperi a spostare le proteste del trasporto aereo in programma il 16 febbraio e il 7 marzo, per non sovrapporli al calendario Giochi, e confermano le mobilitazioni. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta, Anpac e Anp “hanno esercitato ed esercitano da sempre il proprio ruolo con un alto senso di responsabilità verso i lavoratori e verso il Paese, approccio che ci impedisce, in quest’occasione, di raccogliere l’appello rivolto. Le azioni di sciopero nel trasporto aereo, infatti, sono state proclamate da tempo, così come da tempo era nota la programmazione dei Giochi Olimpici”, scrivono in una lettera indirizzata al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e alla Commissione garanzia sciopero. Azioni, aggiungono, “proclamate a sostegno delle vertenze per il rinnovo del Ccnl e di contratti aziendali di lavoro scaduti da molti mesi, ed in presenza di trattative infruttuose con aziende sorde alle legittime istanze rappresentate dalle scriventi che non hanno dato prova di volerli rinnovare a condizioni adeguate, rendendo, di fatto, impossibile la cancellazione o il differimento delle azioni sindacali legittimamente proclamate”. Immediata è stata la reazione del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, che in una nota accusa i sindacati di “irresponsabilità”. “I sindacati che ignorano le richieste del Garante e le proposte di mediazione del Ministero si dimostrano irresponsabili e anti-italiani – dice il vicepremier – Mentre il Mondo guarda a Milano Cortina 2026 con interesse e ammirazione, pensare di bloccare il traffico aereo è assurdo”. Per il ministro si “tratta di un affronto non solo ai cittadini ma anche agli atleti olimpici e paralimpici”. E promette risposte forti, “pretendendo il rispetto della legge e dell’Italia”.
Eni, YPF e XRG firmano un Joint Development Agreement per l’avanzamento del progetto Argentina LNG
Eni, YPF e XRG, i partner fondatori del progetto, annunciano oggi di aver firmato un Accordo di Sviluppo Congiunto (JDA) vincolante per il progresso del progetto Argentina LNG. Questo progetto integrato su larga scala sbloccherà le risorse a gas del bacino non convenzionale argentino di Vaca Muerta e contribuirà a posizionare il Paese come fornitore globale di GNL a lungo termine. Argentina LNG fornirà 12 milioni di tonnellate all’anno (mtpa) di capacità di GNL, attraverso due impianti galleggianti, da 6 mtpa ciascuno. Il progetto è progettato per includere infrastrutture di produzione, processo, trasporto ed esportazione di GNL. Il JDA segna un’altra tappa fondamentale per l’avanzamento del progetto, definendo il piano di lavoro congiunto per progredire verso la fase successiva di sviluppo. In base all’accordo, i partner avvieranno la progettazione ingegneristica Front-End (FEED) e le attività correlate, tra cui l’ingegneria, la strutturazione tecnica e i principali flussi di lavoro commerciali e finanziari. Horacio Marín, Presidente e CEO di YPF, ha dichiarato: “Questo nuovo passo segna l’inclusione formale di XRG nel progetto che stiamo sviluppando insieme a Eni. Questi due attori di livello mondiale ci consentono di posizionare Argentina LNG come uno dei principali progetti di GNL a livello globale. Continueremo ora a lavorare intensamente per raggiungere la FID nella seconda metà del 2026”. Guido Brusco, Chief Operating Officer Global Natural Resources di Eni, ha commentato: “Con l’accordo di sviluppo congiunto un nuovo partner – XRG – si unisce ad Argentina LNG, che si sta affermando come una delle opportunità più promettenti nel panorama globale del gas. Questo progetto sta prendendo forma in un modo che riflette sia la leadership tecnologica che la visione strategica”. Mohamed Al Aryani, Presidente International Gas di XRG, ha dichiarato: “Il potenziale di Argentina LNG è significativo e questo accordo segna una tappa fondamentale nello sviluppo del progetto. YPF, Eni e XRG condividono l’ambizione di sviluppare un progetto GNL su larga scala che supporti un approvvigionamento energetico affidabile e flessibile per i mercati internazionali, creando al contempo valore a lungo termine per i partner e le comunità locali.
Ex Ilva, sindacati: un tavolo a Palazzo Chigi entro febbraio o ci autoconvochiamo
I sindacati dei metalmeccanici alzano la pressione sul governo per la vertenza ex Ilva e chiedono un intervento diretto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil sollecitano la convocazione di un tavolo a Palazzo Chigi entro fine febbraio, minacciando in caso contrario di autoconvocarsi davanti alla sede del governo. Al centro della richiesta, un piano chiaro per salvare la produzione di acciaio in Italia e il futuro di migliaia di lavoratori, a partire dallo stabilimento di Taranto. I sindacati denunciano il mancato coinvolgimento nella trattativa per la cessione di Acciaierie d’Italia al fondo americano Flacks Group e criticano la richiesta di proroga della cassa integrazione per 4.450 lavoratori, di cui oltre 3.800 a Taranto. Esprimono dubbi sulla natura industriale di Flacks, ritenuto un fondo orientato alla rivendita, nonostante le rassicurazioni su un piano di investimenti da 5 miliardi e il mantenimento di 6.500 posti di lavoro. Sul piano produttivo, è prevista la ripartenza dell’altoforno 2 e la manutenzione dell’altoforno 4, mentre l’altoforno 1 resta sotto sequestro. L’azienda punta a tornare a 4 milioni di tonnellate entro aprile, ma i sindacati giudicano l’obiettivo irrealistico con impianti non pienamente operativi. Dopo due anni di amministrazione straordinaria e cassa integrazione, chiedono che lo Stato assuma la regia della transizione e della decarbonizzazione, garantendo occupazione e rilancio industriale.
Aspi: S&P conferma il rating e rivede l’outlook a positivo
Autostrade per l’Italia S.p.A. informa che, in data odierna, l’Agenzia Standard & Poor’s Global Ratings ha confermato il rating “BBB’” di Autostrade per l’Italia, rivedendo l’outlook da “stabile” a “positivo”. La decisione riflette la recente azione dell’Agenzia sull’outlook del rating sovrano dell’Italia.
Italo, arriva la connessione internet ultraveloce Starlink
Italo introdurrà la connessione Internet ultraveloce Starlink, diventando la prima grande compagnia ferroviaria al mondo a dotare l’intera flotta di treni di una connettività affidabile. Starlink è la costellazione satellitare più avanzata al mondo che utilizza l’orbita terrestre bassa per fornire una connessione a banda larga in grado di supportare streaming, giochi online, videochiamate e altro ancora. Grazie alla sua connettività affidabile, ad alta velocità e a bassa latenza, Starlink offre un’esperienza di banda larga senza precedenti ai passeggeri e all’equipaggio che viaggiano in treno. La questione della connettività Wi-Fi a bordo dei treni
ad alta velocità è stata per anni un tema caldo in una società sempre più connessa: i viaggiatori sui treni ad alta velocità continuano a lavorare a bordo, a collegarsi a riunioni online o a utilizzare il tempo di viaggio per navigare sul web e guardare film e serie TV. Italo ha voluto fornire una soluzione affidabile a milioni di viaggiatori, che potranno finalmente navigare in modo stabile e veloce, garantendo una rete capillare e reattiva. Dopo quasi un anno di test sui treni a 300 km/h, Starlink ha raggiunto velocità fino a oltre 400 Mpbs (megabit al secondo) e una bassa latenza di 25 ms (millisecondi). Tra i passeggeri che hanno utilizzato Starlink (sul treno su cui si stavano effettuando i test), l’85% si è dichiarato pienamente soddisfatto: su una scala di valutazione da 0 a 5, il 32,5% ha assegnato un punteggio di 4 e oltre il 51% ha assegnato un punteggio di 5, il punteggio massimo. Circa l’80% dei passeggeri ha anche valutato la propria esperienza di navigazione durante l’utilizzo di Starlink migliore rispetto al passato. Italo introdurrà Starlink sulla propria flotta a partire dalla metà del 2026, per concludere l’implementazione nel 2027. Starlink fornirà una connettività affidabile e trasformerà l’esperienza di viaggio sui treni ad alta velocità, con streaming senza interruzioni, giochi e molto altro ancora. Questo accordo rappresenta il primo passo di un progetto più ampio volto ad ampliare i servizi multimediali a bordo di Italo. Nel corso del 2026, le opzioni di intrattenimento a disposizione dei viaggiatori si amplieranno, consentendo loro di usufruire in modo rapido e sicuro di un’ampia gamma di prodotti e servizi innovativi grazie alla nuova connessione. “Questo con Starlink rappresenta un accordo importante e strategico, che conferma il nostro impegno per migliorare l’esperienza di viaggio. Siamo consapevoli di quanto oggi il mondo sia sempre connesso, per questo abbiamo deciso di investire per offrire ai viaggiatori questa possibilità. Siamo la prima grande compagnia ferroviaria di Alta Velocità al mondo a puntare su questa tecnologia” ha dichiarato Gianbattista La Rocca, Amministratore Delegato di Italo. “Starlink offre una connettività affidabile e ad alta velocità in aree difficili a causa della mancanza di infrastrutture o di ostacoli naturali. Siamo entusiasti di portare Starlink nella flotta di Italo e trasformare l’esperienza di viaggio in treno ad alta velocità in una regione particolarmente difficile dal punto di vista geografico come l’;Italia” ha commentato Jason Fritch, Vice President Starlink Enterprise Sales – SpaceX.
Cooperazione Enac-Uk Caa per lo sviliuppo della mobilità aerea avanzata
Cooperazione tra Enac e l’Aviazione civile britannica – UK CAA per lo sviluppo della mobilità aerea avanzata e innovativa: siglata oggi, a Londra, dal Direttore Generale Enac, Alexander D’Orsogna, e da Giancarlo Buono, Group Director Safety & Airspace Regulation della UK CAA, una dichiarazione d’intenti che mira a rafforzare l’armonizzazione tecnica e regolatoria e la condivisione di know-how tra le due Autorità per favorire l’integrazione sicura delle nuove tecnologie AAM, IAM e UAS. Il Direttore Generale Enac D’Orsogna ha ringraziato la UK CAA per l’accoglienza e per la condivisione di una vision comune: “Insieme per la mobilità aerea del futuro attraverso questo accordo strategico siglato dalle due Autorità che mira allo sviluppo armonico, sicuro ed efficiente della terza dimensione del volo. Promuoviamo un’aviazione civile sempre più sostenibile, tecnologicamente avanzata e al servizio della collettività”. Nel corso della giornata, le delegazioni Enac e dell’omologa Autorità britannica hanno fatto visita allo UK Remote Operations Centre di Wing, dove è stato loro illustrato il progetto pilota “London Health Bridge” per la consegna di materiale biomedicale tramite droni, con la simulazione di volo, in ambiente controllato, di un velivolo senza equipaggio (PIC:UA) in grado di svolgere operazioni multiple in simultanea (MSO). A comporre la delegazione Enac, il Vice Direttore Centrale Standard Tecnici e Operatività Aeronautica Marco Silanos e il Direttore Innovazione Tecnologica Giovanni Di Antonio. Per la UK Civil Aviation Authority, Sophie O’ Sullivan, Ed Clay e Vikas Dangi.
Nextchem (Maire) amplia il portafoglio di polimeri avanzati
Nextchem (Maire) amplia il portafoglio di polimeri avanzati Lancia tecnologia a supporto di produzione di fibra spadex (ANSA) – MILANO, 12 FEB – Nextchem, attraverso la controllata Conser, licenziataria di tecnologie per derivati chimici di alto valore e plastiche biodegradabili, rafforza il proprio portafoglio con l’introduzione della nuova tecnologia Nx Conser PolyFlex per la produzione di polietere-glicole politetrametilenico, il principale polimero che compone la fibra spandex. Lo comunica in una nota Maire. L’iniziativa si basa sulla collaborazione di Nextchem con Shanghai Diyang Chemical Technology, un’azienda cinese specializzata in catalizzatori e prodotti chimici fini. L’accordo include anche soluzioni per intermedi speciali, nonché solventi industriali, farmaceutici e cosmetici. “Nx Conser PolyFlex rafforza il nostro impegno nel fornire soluzioni innovative a supporto dell’industria tessile ad alte prestazioni e apre nuove opportunità per il gruppo in segmenti a rapida crescita”, rileva Fabio Fritelli, managing director di Nextchem.
Cementir, aggiorna piano 2026-2028. Crescono ricavi e dividendi. Investimenti per 386 milioni, di cui 77 per la sostenibilità
Ricavi in crescita a 1,95 miliardi di euro nel 2028, investimenti per 386 milioni di cui 77 per la sostenibilità e “la distribuzione di un dividendo crescente, corrispondente a un payout ratio compreso tra il 20% e il 25% dell’utile netto di periodo”. Questi alcuni dei punti nell’aggiornamento del piano industriale 2026-2028 di Cementir Holding. In particolare i ricavi dovranno mostrare un tasso di crescita medio annuo del 6-7% rispetto al 2025. Il piano, sottolinea la holding guidata da Francesco Caltagirone jr, “incorpora una moderata crescita dei volumi di vendita di cemento, sostenuta dalla solida performance dell’Area Nordic & Baltic, dove è attesa una ripresa del segmento residenziale a partire dal 2027, dall’incremento delle esportazioni in Egitto, e dal positivo andamento di Belgio, Cina e Malesia, sebbene con ritmi di crescita differenti”.”Tale crescita è parzialmente controbilanciata da un calo dei volumi domestici in Turchia nel 2026, dovuto al completamento dei progetti abitativi post-terremoto e alla dismissione dell’impianto di Kars” sottolinea la holding. Il margine operativo lordo ricorrente è previsto a a circa 460 milioni di euro nel 2028, con un tasso di crescita medio annuo del 4,7% rispetto al dato pro-forma 2025. È previsto un andamento positivo nella maggior parte delle aree geografiche, in particolare Nordic & Baltic, Belgio, Asia Pacifico, Egitto, e attività di trading, mentre si prevede una riduzione del contributo della Turchia, soprattutto nel 2026. Nell’arco di Piano 2026-2028 sono previsti investimenti per circa 386 milioni di euro, di cui 77 milioni di euro destinati a iniziative di sostenibilità finalizzate alla riduzione delle emissioni di CO2 in linea con gli obiettivi del gruppo.
Fs, firmato il rinnovo del contratto aziendale di Busitalia
È stato sottoscritto ieri, 11 febbraio, con le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Faisa Cisale e Ugl Autoferro il rinnovo del Contratto aziendale dei dipendenti di Busitalia, società di Trenitalia (Gruppo Fs). Lo si legge in una nota della società che parla di “ulteriore tassello nell’ambito del percorso di attuazione del piano d’impresa”. L’intesa, si spiega nella nota, individua obiettivi condivisi a supporto della realizzazione del piano industriale del gruppo Busitalia in un’ottica di valorizzazione del contributo delle persone e di sviluppo sostenibile delle performance aziendali. In continuità con l’accordo del premio di risultato sottoscritto nel 2025, il contratto investe sul lavoro in più direzioni intervenendo: sull’adeguamento strutturale di alcune indennità accessorie; sul miglioramento delle condizioni di fruizione dei pasti con incremento del valore del buono pasto; sulla validità e lo sviluppo degli strumenti di welfare aziendale attraverso interventi sia strutturali che straordinari. “Un segnale concreto e responsabile, per tutte le lavoratrici e i lavoratori di Busitalia”, conclude la nota. “A nome di tutta l’azienda, esprimo la nostra soddisfazione per questo risultato raggiunto, frutto di un dialogo costante e costruttivo con le organizzazioni sindacali e di una visione comune orientata al riconoscimento dell’impegno e della professionalità delle persone del gruppo, vero motore trainante della nostra azienda”, afferma l’amministratore delegato e Direttore Generale di Busitalia Serafino Lo Piano.
Pd, situazione Fs preoccupante, serve confronto in Parlamento
“Le notizie emerse sulla situazione finanziaria e industriale del gruppo Ferrovie dello Stato delineano un quadro preoccupante, che il Governo continua a sottovalutare e a gestire in modo confuso. L’aumento dei costi dei cantieri, le tensioni sulla cassa e il rischio di rimodulazioni di opere strategiche mettono in discussione la tenuta del sistema ferroviario e infrastrutturale del Paese. La battuta d’arresto della riorganizzazione di FS, annunciata e poi di fatto congelata, è il segnale evidente di una mancanza di visione. Nel frattempo, come anticipato oggi da Repubblica il confronto sul futuro delle ferrovie si svolge esclusivamente nelle stanze dei ministeri, senza trasparenza e senza un reale coinvolgimento del Parlamento, che invece deve essere il luogo naturale di una discussione così strategica”. Così una nota del responsabile infrastrutture del Pd, il senatore democratico Antonio Misiani e del vicepresidente della Commissione trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu.
“Preoccupano in particolare i riflessi sul PNRR. In assenza di scelte in grado di garantire certezze finanziarie, capacità di spesa e una governance stabile dei cantieri il rischio di perdere risorse o di doverle riorientare in modo affrettato è concreto. Sarebbe un danno enorme per il Paese. Tutto questo avviene mentre cittadini e imprese registrano un deterioramento significativo della qualità del servizio, tra ritardi e disservizi, e mentre cresce il rischio di una grave crisi occupazionale lungo tutta la filiera. Non servono soluzioni spregiudicate né propaganda. Serve un’assunzione di responsabilità collettiva. Il Governo Meloni-Salvini, dopo aver bloccato l’Italia non affrontando la crisi dei trasporti, rischia ora di compromettere anche le infrastrutture che servono davvero al Paese. Per questo chiediamo che il confronto su FS, sulle scelte industriali e sull’uso delle risorse pubbliche avvenga subito in Parlamento, alla luce del sole, prima che l’attuale confusione si trasformi in un fallimento annunciato”, concludono.
Ansaldo Energia fornirà un compensatore sincrono per stabilita’ della rete in Regno Unito
Ansaldo Energia fornirà un compensatore sincrono per un progetto di stabilità della rete elettrica nel Regno Unito. Lo prevede il contratto firmato con la società Tsk Uk per la fornitura di un compensatore sincrono modello Try‑L63 con volano Fw 19‑63 del peso di 157 tonnellate e lungo quasi undici metri, più componenti ausiliari Saranno consegnati al Necton Greener Grid Park di Statkraft, progetto dedicato alla stabilità della rete elettrica attualmente in costruzione nel Norfolk. L’accordo prevede anche le attività di messa in servizio e la formazione del personale operativo dell’impianto. Nel 2022 Necton Greener Grid Park si è aggiudicato un contratto da Neso (National Energy System Operator) nell’ambito del programma Stability Pathfinder, con l’obiettivo di rafforzare la rete elettrica britannica in un contesto in cui le fonti rinnovabili discontinue assumono un ruolo sempre più rilevante. I compensatori sincroni forniscono servizi di rete essenziali, come la regolazione della tensione, la potenza reattiva, la potenza di corto circuito e l’inerzia. Queste funzionalità stanno diventando sempre più cruciali con l’espansione della generazione da fonti rinnovabili e delle connessioni in corrente continua ad alta tensione. Grazie alla loro rapida risposta dinamica, i compensatori sincroni rappresentano una soluzione consolidata e affidabile per garantire stabilità e sicurezza energetica. “Siamo lieti di collaborare con Statkraft e Ansaldo Energiaa un progetto così innovativo e di grande valore, contribuendo insieme a soluzioni che rafforzano la stabilità e l’efficienza del sistema elettrico britannico”, dichiara il project director di Tsk Uk Rubén Ondina. “La collaborazione con Tsk Uk e Necton Grid Solutions conferma il nostro impegno nello sviluppo di soluzioni per la stabilità della rete in un contesto di rapida crescita delle rinnovabili”, afferma l’executive vice president Thermal New Units di Ansaldo Energia Stefano Gianatti.
Porti, Assagenti: a Genova incontro con Vespasiani, Diga al 2028: indispensabile un “orologio” per il timing delle grandi opere
Collaborazione e dialogo: sono questi i componenti della ricetta che l’Associazione degli agenti marittimi genovesi (Assagenti) ha rilanciato anche ieri incontrando con l’intero consiglio guidato dal presidente, Gianluca Croce, il segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Ligure Occidentale, Tito Vespasiani. In questa occasione Croce ha rilanciato l’idea di un orologio sulle grandi infrastrutture e sui cantieri che riguardano il porto. “Le inevitabili e fisiologiche incertezze che riguardano anche i tempi di ultimazione della diga, in un quadro attuativo che coinvolge più livelli istituzionali e operativi – ha detto Croce – rimarcano, se ancora ve ne fosse bisogno, la necessità di una informativa costante sullo stato dell’arte delle grandi opere, con una proiezione al mercato internazionale dello shipping, che noi agenti rappresentiamo, e che deve essere messo in condizione di programmare per tempo le scelte commerciali, operative e relative alle linee”. L’incontro fa seguito a quello di alcuni mesi addietro, con il Presidente della stessa Autorità, Matteo Paroli e con l’allora Comandante del porto di Genova, Ammiraglio Ispettore Piero Pelizzari successivamente sostituito dall’Ammiraglio Antonio Ranieri.“Questi incontri istituzionali – ha concluso il Presidente di Assagenti – non sono forma, bensì sostanza. Con i tanti appuntamenti in calendario che attendono il porto di Genova, sia dal punto di vista delle nuove infrastrutture che delle scelte di governance, una finestra di dialogo e di confronto rappresenta una delle componenti determinanti il successo del nostro scalo”.
Rider, sindacati: accordo Just Eat buona notizia per il Paese. Si afferma subordinazione contro lo sfruttamento
“L’accordo sui rider Just Eat che conferma la subordinazione e l’applicazione del contratto nazionale della logistica è una buona notizia per il Paese”. A dichiararlo Filt Cgil e Uiltrasporti, sottolineando che “arriva nei giorni in cui le inchieste della magistratura, che nascono anche dalle denunce e dalle cause promosse e vinte dal sindacato confederale, hanno evidenziato come nel settore ci siano sfruttamento e retribuzioni al di sotto della possibilità di sostentamento, attraverso un finto rapporto di lavoro autonomo, spesso regolato da un contratto pirata”. “La subordinazione – spiegano le due sigle – ha contribuito ad abbattere il turn over e per moltissimi rider di Just Eat ora l’attività rappresenta l’occupazione fissa e continuativa”. “Questa via contrattuale – sostengono infine Filt Cgil e Uiltrasporti – rappresenta una risposta al lavoro attraverso le piattaforme e va sostenuta con il recepimento della direttiva europea, mettendo fuori mercato chi consente di lavorare in condizioni di sfruttamento”.
Architetti Milano, sede aperta per il Fuorisalone
La Fondazione dell’Ordine degli Architetti PPC di Milano, durante il Fuorisalone della Milano Design Week (20-26 aprile 2026), mette temporaneamente a disposizione gratuitamente una parte degli spazi della sede di via Solferino agli iscritti all’Albo e/o a enti senza scopo di lucro per esporre progetti, prototipi e lavori inerenti tutte le scale del progetto, favorendo il dialogo tra professione, ricerca e produzione culturale. Nel quadro della programmazione 2026, la Fondazione dell’Ordine si propone di creare occasioni di apertura alla partecipazione degli iscritti alle sue attività.
“Nel 2026 l’Ordine degli Architetti e la sua Fondazione, ritornano alle origini dello spirito di Milano durante il Fuorisalone e aprono le porte di via Solferino 19 alla città e ai propri iscritti,” spiega Jacopo Muzio, presidente della Fondazione. “Attraverso questa call, offriamo parte degli spazi della sede per esporre progetti, prototipi e disegni, sviluppati attorno ai nuovi assi portanti dell’attività della Fondazione: architettura e territorio, abitare, società e inclusione, clima e sostenibilità, patrimonio e memoria, internazionalizzazione e innovazione. L’uso e l’allestimento degli spazi, proprio nel cuore della “città vetrina”, saranno completamente gratuiti per gli iscritti. Un’opportunità da non perdere: la riuscita è ora nelle mani dei progettisti; selezioneremo da 1 a 18 progetti da mettere in luce per un “ritorno al futuro” del Fuorisalone all’Ordine.”
Gli iscritti all’Albo di Milano e/o le Associazioni o Enti senza scopo di lucro (fondazioni, ETS, attori civici, etc. purché uno dei componenti sia architetto) sono invitati a presentare candidatura per l’esposizione di progetti, prototipi, modelli, disegni e lavori di architettura e design. La Fondazione mette a disposizione tre sale, per un’estensione complessiva di circa 70 mq. Gli interessati potranno presentare la propria proposta compilando entro il 22 febbraio 2026 il modulo disponibile sul sito OAMI. Le proposte dovranno essere trasmesse da una persona fisica che sia architetto (anche laddove siano espressione di un ente / raggruppamento di professionisti / collettivo di persone). Richieste di chiarimento possono essere inoltrate a fondazione@architettura.mi.it, entro e non oltre il 20 febbraio 2026. Il testo completo della call è disponibile sul sito della Fondazione.