LA GIORNATA

Venezuela e Groenlandia, von der Leyen: legge più forte della forza

  • Conti pubblici, Istat: nel terzo trimestre deficit-pil sale al 3,4%
  • Istat, a dicembre inflazione in risalita all’1,2%
  • Accordo di Ran Sharing tra Tim e Fastweb+Vodafone per accelerare lo sviluppo del 5G

08 Gen 2026 di Maria Cristina Carlini

Condividi:
Dal Venezuela alla Groenlandia, sale la tensione nello scenario politico Internazionale. Con un nuovo blitz, le forze militari degli Stati Uniti ieri  hanno sequestrato una petroliera battente bandiera russa, la Marinera, dopo un inseguimento di oltre due settimane attraverso l’Atlantico. Fino a pochi giorni fa la nave era chiamata Bella-1 ed è stata intercettata nelle acque tra la Scozia e l’Islanda ‘per violazioni delle sanzioni statunitensi’ in riferimento al presunto trasporto di greggio venezuelano e iraniano. Ira di Mosca che parla di abbordaggio ‘illegale’ e denuncia la violazione della Convenzione dell’Onu sulle leggi del mare del 1982. Fermata dagli Usa nel Mar dei Caraibi anche un’altra petroliera, la M/T Sophia, legata a Caracas. Il Venezuela ha avviato ufficialmente un negoziato con gli Stati Uniti sulla fornitura di petrolio, come riferisce un comunicato della compagnia statale Pdvsa, “Questo processo – si legge nella nota – si svolge secondo accordi simili a quelli in vigore con aziende internazionali, come Chevron, e si basa su una transazione strettamente commerciale, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e reciproco vantaggio”. Intanto, il presidente USA Donald Trump non molla sulla Groenlandia. ‘La prima opzione del presidente è sempre la diplomazia, per questo sta attivamente discutendo l’acquisto’ dell’isola, dice la portavoce della Casa Bianca, Leavitt, dopo che Washington non ha escluso l’uso della forza militare per impossessarsi del territorio che fa parte del Regno di Danimarca. Il segretario di Stato americano Rubio annuncia un incontro con le autorità danesi la prossima settimana. La Francia invece fa sapere che sta lavorando con i partner europei ad un piano su come reagire qualora gli Stati Uniti dovessero dare seguito alle minacce e forzare la mano.  “Noi come Italia insieme ad altri paesi europei abbiamo ribadito che il destino della Groenlandia lo decidono la Groenlandia e la Danimarca, cioè un’unione della corona, è un paese libero la Groenlandia, è autonomo, ma il re di Groenlandia è il re di Danimarca. Fa parte della Nato, non fa parte dell’Unione Europea, ma noi – ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani – abbiamo ribadito che certo il tema dell’Artico è fondamentale, anche la sicurezza per tutti quanti noi occidentali, però rimane l’indipendenza, l’integrità territoriale, l’inviolabilità dei confini del territorio della Groenlandia”.

Von der Leyen: la cooperazione e la legge più forti della forza

“Ci incontriamo in un paese in cui la promessa della riunificazione attende di essere mantenuta. Pochi luoghi nell’Unione europea comprendono così chiaramente cosa significhi convivere con le conseguenze della divisione e, allo stesso tempo, rifiutarsi di lasciare che la divisione determini il futuro. Ecco perché è così appropriato che Cipro assuma la presidenza dell’Ue in questo momento. La stessa Unione europea è nata da un conflitto. La nostra Unione non è perfetta, ma è una promessa: quella che la cooperazione è più forte del confronto, che la legge è più forte della forza. Principi che valgono non solo per la nostra Unione europea, ma anche per la Groenlandia”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der LEYEN, durante la cerimonia di apertura della presidenza cipriota del Consiglio Ue, in corso a Nicosia. “Cipro apporta alla sua presidenza un’autorità morale unica. In quanto paese al crocevia di continenti, culture e crisi, Cipro comprende l’importanza strategica della pace e della stabilità nel nostro vicinato, l’urgenza della sicurezza in un mondo incerto e il valore duraturo del diritto internazionale”, ha aggiunto von der Leyen.

Mercosur, presidenza Ue: puntiamo a decisione a fine settimana

“Abbiamo intenzione di discutere e cercare di prendere una decisione” sull’accordo commerciale con il Mercosur e sugli strumenti di salvaguardia interconnessi “alla fine di questa settimana”. Lo ha detto la ministra cipriota dell’agricoltura, Maria Panayiotou, in un punto stampa al termine della riunione straordinaria dei ministri dell’agricoltura a Bruxelles. Cipro detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue dal primo gennaio. La riunione degli ambasciatori dei Paesi Ue è prevista venerdì.

Conti pubblici, Istat: nel terzo trimestre deficit-pil sale al 3,4%

Nel terzo trimestre 2025 l’indebitamento netto delle Pa in rapporto al Pil e’ stato pari al -3,4% (-2,3% nello stesso trimestre del 2024). Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) e’ risultato positivo, con un’incidenza sul Pil dello 0,4% (1,6% nel terzo trimestre del 2024). Il saldo corrente e’ stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,3% (2,2% nel terzo trimestre del 2024). Lo rileva Istat. Le uscite totali nel terzo trimestre 2025 sono aumentate del 3,5% rispetto al corrispondente periodo del 2024 e la loro incidenza sul Pil (pari al 48%) e’ salita in termini tendenziali di 0,3 punti percentuali. Nei tre trimestri del 2025 la relativa incidenza e’ stata pari al 49,2%, in rialzo di 0,5 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2024. Le uscite correnti e le uscite in conto capitale hanno registrato, nel terzo trimestre 2025, un aumento tendenziale rispettivamente del 2,7% e del 10,1%. Le entrate totali nel terzo trimestre 2025 sono aumentate in termini tendenziali dell’1,2% e la loro incidenza sul Pil si e’ attestata al 44,6%, in calo di 0,8 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2024. Nei tre trimestri, l’incidenza delle entrate totali sul Pil e’ stata del 44,7%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2024. Nel terzo trimestre 2025 le entrate correnti e le entrate in conto capitale hanno segnato entrambi, in termini tendenziali, un aumento, rispettivamente dello 0,7% e del 61,5%. Nei tre trimestri le Pa hanno registrato un indebitamento netto pari al -4,5% del Pil, in miglioramento rispetto al -4,7% del corrispondente periodo del 2024. Nei nove mesi, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario si e’ attestato al -0,5 (-0,7% nello stesso periodo del 2024); la pressione fiscale si e’ attestata al 39,9% del Pil, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto ai 39,6 del 2024.

Nel terzo trimestre la pressione fiscale e’ stata pari al 40%, in calo di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici e’ cresciuto del 2% rispetto al trimestre precedente, i consumi sono cresciuti dello 0,3%. La propensione al risparmio delle famiglie e’ stimata all’11,4%, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di una variazione dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie e’ cresciuto rispetto al trimestre precedente dell’1,8%. Si tratta, secondo l’Istat, di un forte aumento del potere d’acquisto e della propensione al risparmio che, escludendo il periodo Covid, raggiunge livelli massimi dal terzo trimestre del 2009, mentre la spesa per consumi finali rimane debole.

Istat, a dicembre inflazione in risalita all’1,2%

Inflazione in lieve risalita a dicembre. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istar, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per
l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e dell’1,2% su base annua (dal +1,1% del mese precedente). In media, nel 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,5% (+1,0% nel 2024). L’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l’“inflazione di fondo”) e quella al netto dei soli energetici mostrano un aumento medio annuo rispettivamente dell’1,9% (+2,0% nell’anno precedente) e del 2,0% (+2,1% nel 2024). La lieve accelerazione dell’inflazione osservata a dicembre è dovuta principalmente alla crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +0,9% a +2,6%), degli Alimentari non lavorati (da +1,1% a +2,3%) e lavorati (da +2,1% a +2,6%), in parte attenuata dalla diminuzione di quelli degli energetici regolamentati (da -3,2% a -5,3%) e dal rallentamento dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%). Nel mese di dicembre l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera (da +1,7% a +1,8%), come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,7% a +1,9%). Il ritmo di crescita su base annua dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,5% a +2,2%) e dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,0% a +2,2%) si accentua. L’aumento congiunturale dell’indice generale riflette, per lo più, la crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+3,1% anche per fattori stagionali) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi di altri aggregati, tra cui quello degli energetici regolamentati (-0,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,4%). In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione su base mensile pari a +0,2% e del +1,2% su base annua (in accelerazione da +1,1% di novembre). Nella media del 2025, la variazione tendenziale dell’indice armonizzato è pari a +1,7% (+1,1% nel 2024).

Bankitalia, a dicembre  l’indice euro-coin in lieve aumento

A dicembre l’indice euro-coin è salito a 0,52 (da 0,48 in novembre). A rilevarlo è la Banca d’Italia spiegando che le indicazioni positive sull’andamento dell’attività nei servizi hanno continuato a sostenere l’indicatore, che ha beneficiato anche dei segnali di recupero nel settore delle costruzioni. Euro-coin – sviluppato dalla Banca d’Italia – fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro, esprimendo tale indicazione in termini di tasso di crescita trimestrale del PIL depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo). È pubblicato mensilmente dalla Banca d’Italia e dal CEPR.

Capotreno ucciso, sindacati: “Una tragedia che impone risposte immediate, concrete e strutturali per rafforzare sicurezza”

“Esprimiamo profondo cordoglio e ci stringiamo con sincera vicinanza alla famiglia e ai colleghi del giovane capotreno Alessandro Ambrosio, barbaramente ucciso nell’ambito del perimetro della stazione di Bologna. Auspichiamo che il o i responsabili dell’efferato omicidio sia o siano assicurati alla giustizia”: è quanto dichiarano in una nota unitaria le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti che sottolineano “pieno sostegno e condivisione allo sciopero delle attività ferroviarie in Emilia Romagna, proclamato per la giornata di domani”. “Sollecitiamo con forza la corretta applicazione del Protocollo sottoscritto il 31 marzo 2022 – proseguono le organizzazioni sindacali – rimasto ad oggi disatteso, che prevede specifiche azioni finalizzate al rafforzamento della sicurezza nei luoghi del trasporto pubblico e ferroviario. Le stazioni e i treni sono sottoinsiemi delle città pertanto è necessario un impegno comune fra i livelli istituzionali (Ministeri competenti, forze dell’ordine, Regioni, Comuni etc) per contrastare questo fenomeno che sta assumendo le dimensioni di una vera emergenza”. “Constatiamo con profondo rammarico – si legge ancora nella nota – che Trenitalia e il Gruppo Fs, per il tramite di Agens che ha sottoscritto il protocollo, non ne abbiano mai chiesto la puntale applicazione e chiediamo che entrambe le aziende si costituiscano parte civile nel procedimento che si attiverà nei confronti dell’assassino. Esprimiamo, inoltre, profondo disappunto poiché sono state ignorate le ripetute segnalazioni fatte nel tempo dai rappresentanti dei lavoratori, che da anni denunciano aggressioni sui treni, nelle stazioni, negli scali ferroviari, che rischiano di diventare aree ad alto rischio per l’incolumità di lavoratori e passeggeri. Per questo chiediamo al Gruppo Fs l’apertura immediata di un confronto finalizzato ad avviare una revisione profonda e strutturale del piano di sicurezza delle aree ferroviarie”.

“La sicurezza dei lavoratori del comparto ferroviario e dei viaggiatori deve essere una garanzia e una priorità assoluta e deve essere garantita esclusivamente da operatori di pubblica sicurezza, adeguatamente formati, presenti e strutturati sul territorio, in grado di governare efficaci programmi di prevenzione. Non sono più tollerabili silenzi, rinvii e interventi parziali. La tragedia di Bologna impone risposte immediate, concrete e strutturali”, concludono i sindacati.

Ddl Roma Capitale, la Lega chiede di estendere la potestà legislativa ai capoluoghi delle città metropolitane

Estendere ai “Comuni capoluogo delle città metropolitane” la facoltà di esercitare “la potestà legislativa” in alcune delle materie previste per Roma Capitale “individuate con legge della rispettiva Regione, sulla base di un’intesa con il Comune interessato”. Lo prevede l’unico emendamento di maggioranza al disegno di legge governativo di “Modifica dell’articolo 114 della Costituzione in materia di Roma Capitale”, presentato dalla Lega in commissione Affari costituzionali alla Camera, dove il testo è incardinato.mLa proposta è a prima firma del deputato Igor Iezzi, ed è stata sottoscritta anche dai colleghi Simona Bordonali, Gianangelo Bof e Laura Ravetto. Come preannunciato, dunque, la Lega intende chiedere – sulla scorta di quanto previsto dal ddl per Roma Capitale – una maggiore autonomia anche per gli altri capoluoghi di città metropolitana, previsione da inserire – secondo la proposta Lega – in Costituzione. Si ricorda che il disegno di legge licenziato dal Governo introduce per Roma Capitale la potestà legislativa in materia di “trasporto pubblico locale; polizia amministrativa locale; governo del territorio; commercio; valorizzazione dei beni culturali e ambientali; promozione e organizzazione di attività culturali; turismo; artigianato; servizi e politiche sociali; edilizia residenziale pubblica; organizzazione amministrativa di Roma Capitale”. Materie sulle quali, per la Lega, potrebbe essere concessa potestà legislativa anche ai capoluoghi di città metropolitana. L’esame dei 36 emendamenti depositati in I Camera non è ancora cominciato, né la presidenza (Nazario Pagano, FI) ha ancora reso i pareri sulle ammissibilità.

Hitachi Rail vince l’appalto per la linea 2 della metro di Torino per  481 milioni

Partono i cantieri per la linea 2 della metropolitana di Torino. Il Commissario straordinario per la realizzazione dell’infrastruttura ha assegnato la progettazione e la realizzazione delle opere di sistema e fornitura di materiale rotabile per la tratta Rebaudengo – Politecnico a Hitachi Rail Sts. L’importo di aggiudicazione e’ di 481.587.865 euro, di cui 114.325.541 euro per costi della manodopera e 12.467.856 euro per costi della sicurezza non soggetti a ribasso. In sede di valutazione delle offerte, Hitachi ha ottenuto 99,22 punti, con ribassi per la progettazione del 5%, per i servizi di manutenzione del 3,768%, per i lavori del 3,768% e per le forniture del 3,768%. La linea 2 con la sua configurazione a ‘Y’, colleghera’ 32 stazioni attraverso un percorso complessivo di 27 km, suddiviso in tre tratte principali: una centrale di 16 km che prevede 23 stazioni, partendo da quella di Rebaudengo a quella di Anselmetti; un prolungamento sud, che da Anselmetti conduce fino ad Orbassano collegando 5 stazioni attraverso un percorso di 6 km; un prolungamento nord della stessa lunghezza che con 4 fermate permette di raggiungere Pescarito-S. Mauro. I veicoli saranno a conduzione automatica per ridurre al minimo i tempi di attesa e ampliare l’offerta del servizio in tutte le fasce orarie.

Accordo di Ran Sharing tra Tim e Fastweb+Vodafone per accelerare lo sviluppo del 5G

TIM e Fastweb + Vodafon hanno definito un accordo preliminare per avviare una cooperazione per lo sviluppo delle reti di accesso mobile attraverso un modello di Radio Access Network (RAN) sharing. L’accordo – propedeutico alla finalizzazione di un contratto definitivo, previsto entro il secondo trimestre 2026 – mira ad accelerare l’espansione del 5G in Italia. Il progetto, che è soggetto alle autorizzazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom), rappresenta un importante passo avanti nell’uso efficiente delle infrastrutture esistenti e consentirà di realizzare una copertura 5G più ampia e sostenibile. L’accordo prevede che ciascun operatore possa utilizzare – nelle aree interessate – l’infrastruttura di accesso radio-mobile dell’altro, evitando duplicazioni infrastrutturali. Le efficienze consentiranno di estendere la copertura delle reti 5G ad alte prestazioni ad aree a bassa densità poco servite, migliorando l’inclusione digitale e la qualità del servizio per famiglie e imprese. Il modello di collaborazione – già ampiamente adottato in altri paesi dell’Unione Europea – garantisce a entrambe le aziende il mantenimento di una piena autonomia commerciale e indipendenza tecnologica, un ridotto impatto ambientale e, riducendo i costi di implementazione, libera risorse per nuovi investimenti nella tecnologia mobile di nuova generazione. Contribuendo a una diffusione più efficace delle reti 5G, questa iniziativa sostiene la trasformazione digitale dell’Italia rafforzandone la competitività in linea con gli obiettivi del Decennio digitale europeo, apportando benefici diretti ai consumatori, alle imprese e alle comunità di tutto il Paese.  “L’accordo di cooperazione sul modello di Radio Access Network sharing tra Fastweb-Vodafone e TIM rappresenta un passo concreto nella direzione di uno sviluppo più efficiente, sostenibile e capillare delle reti 5G nel nostro Paese, soprattutto nei territori a bassa densità abitativa”, dichiara il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, capo dipartimento Telecomunicazioni della Lega, commentando l’intesa che prevede la realizzazione di circa 15.500 siti entro il 2028, evitando duplicazioni infrastrutturali, riducendo l’impatto ambientale e liberando risorse per nuovi investimenti. “La cooperazione tra operatori – prosegue Morelli – è un modello già diffuso in diversi Paesi dell’Unione Europea ed era una soluzione già auspicata nel corso dell’indagine conoscitiva sul 5G svolta nella scorsa legislatura dalla Commissione Trasporti della Camera dei deputati, che ho avuto l’onore di presiedere. In quell’occasione emerse con chiarezza come la condivisione delle infrastrutture fosse uno strumento essenziale per accelerare la copertura, ridurre i costi e limitare l’impatto ambientale”. Morelli sottolinea inoltre come lo sviluppo delle reti debba essere accompagnato da un quadro normativo e amministrativo più efficiente: “Il necessario via libera da parte di MIMIT, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e AGCOM deve andare di pari passo con una forte semplificazione delle procedure a livello locale”.

“Proprio per questo – aggiunge il senatore – nella scorsa legislatura avevo presentato una proposta di legge, conosciuta come MR Antenna, per istituire presso gli enti locali un Responsabile unico del procedimento per le installazioni di telecomunicazione e per i rapporti con le società del settore. Un modello che consentirebbe di ridurre tempi autorizzativi, contenziosi e incertezze, favorendo una pianificazione ordinata e trasparente delle infrastrutture. Se vogliamo colmare il divario digitale e garantire una copertura 5G di qualità anche nei comuni più piccoli – conclude Morelli – dobbiamo affiancare accordi industriali virtuosi a regole chiare, tempi certi e responsabilità definite. È una sfida strategica per la competitività del Paese e la Lega continuerà a lavorare in questa direzione”.

Terna completa la posa del primo cavo del ramo ovest di Tyrrhenian Link, collegherà Sicilia e Sardegna

È stata completata la posa del primo cavo sottomarino del ramo ovest del Tyrrhenian Link, una delle più rilevanti opere infrastrutturali realizzate da Terna per il Paese. Il collegamento unirà la Sicilia e la Sardegna, toccando la profondità record di 2150 metri: un primato mondiale per un elettrodotto in corrente continua ad alta tensione posato in mare. In poco più di tre mesi sono stati installati circa 480 km di cavo sottomarino, da Fiumetorto, nel Comune di Termini Imerese (PA), a Terra Mala (CA). La posa è avvenuta in due fasi: la prima, di 200 km, conclusa a settembre; la seconda, di 280 km, avviata a fine novembre. Le attività si sono concluse al largo della costa sarda di Quartu Sant’Elena (CA) a bordo della nave Aurora di Nexans, leader mondiale nella progettazione e realizzazione di sistemi di collegamento via cavo. Il Tyrrhenian Link, per il quale Terna prevede un investimento complessivo di 3,7 miliardi di euro, comprende due collegamenti in corrente continua a 500 kV: il ramo est tra Campania e Sicilia e il ramo ovest tra Sicilia e Sardegna. L’infrastruttura si estenderà per circa 970 km di tracciato in cavo marino, con una capacità di trasporto di 1.000 MW per ciascuna tratta. Il completamento dell’opera è previsto per il 2028. Grazie alla sua capacità di trasmissione, il Tyrrhenian Link contribuirà significativamente al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. L’infrastruttura, fondamentale per la sicurezza della rete elettrica italiana ed europea, rafforzerà l’interconnessione tra Campania, Sicilia e Sardegna, aumentando la capacità di scambio e migliorando l’adeguatezza e la flessibilità della rete elettrica di trasmissione nazionale.

Snam avvia il collocamento di un green bond da 500 mln convertibile in azioni ordinarie di Italgas

Snam avvia il collocamento di un green bond convertibile in azioni ordinarie esistenti di Italgas e con scadenza nel 2031 per un importo nominale di 500 milioni di euro e il contestuale riacquisto delle obbligazioni attualmente in circolazione convertibili in azioni ordinarie esistenti di Italgas e con scadenza nel 2028. Le obbligazioni saranno emesse al valore nominale di 100.000 euro e si prevede che pagheranno una cedola annuale a tasso fisso compresa tra il 1,50% e il 2,00%, da corrispondersi su base semestrale posticipata il 14 gennaio e il 14 luglio di ciascun anno, con il pagamento della prima cedola previsto per il 14 luglio 2026. Le obbligazioni avranno una durata di 5 anni e saranno rimborsate a scadenza al valore nominale (ad eccezione dei casi di rimborso anticipato, conversione in azioni o riacquisto e cancellazione delle obbligazioni), salva l’opzione per l’emittente di rimborsare in azioni e, se necessario, un importo aggiuntivo in cash. Il prezzo iniziale di conversione, impiegato per il calcolo dell’exchange property sottostante le obbligazioni, incorporerà un premio stimato tra il 22,5% e il 27,5% applicato al prezzo di riferimento, che sarà determinato come la media aritmetica dei prezzi medi ponderati delle azioni durante l”averaging period’. Snam impiegherà i proventi del collocamento delle obbligazioni per finanziare, parzialmente o totalmente, l’Eligible Projects (così come definiti nel Green Financing Sustainable Finance Framework dell’emittente disponibile nel sito web dello stesso) già esistenti o futuri.

Tar conferma l’ok dell’Antitrust con condizioni a Italgas per acquisto 2iRete Gas

Resta confermato il via libera – con condizioni – dell’Antitrust ad Italgas per l’acquisizione di 2iRete Gas. L’ha deciso il Tar del Lazio con due pressoché identiche sentenze con le quali ha respinto i ricorsi proposti da Aemme Linea Distribuzione Srl e Ned Reti Distribuzione Gas Srl. Per dare il proprio via libera l’Agcm ha chiesto la cessione di circa 600 mila contatori (Pdr) in 35 ambiti territoriali mediante gare ad hoc, nonché l’attuazione di “misure di carattere comportamentale in tutti gli Atem (Ambiti territoriali, ndr) oggetto di istruttoria, da applicare in occasione delle future gare d’ambito”. Tutto ciò, al fine di prevenire eventuali criticità concorrenziali in merito alle future gare d’ambito per l’individuazione dei concessionari del servizio di distribuzione del gas in ben 65 ambiti territoriali italiani (Atem). Aemme contestava il provvedimento Antitrust nella parte in cui lo stesso ha ritenuto che l’operazione di aggregazione tra Italgas e 2i rete gas non produce una grave restrizione diretta alla concorrenza nella futura gara dell’Atem Milano 2. Il Tar, dopo avere descritto la vicenda sottesa al provvedimento contestato, ha ritenuto che “complessivamente considerate le misure imposte con il provvedimento non appaiono viziate: in particolare, le prescrizioni dettate per l’Atem Milano 2 risultano identiche a quelle del terzo gruppo di ambiti presi in considerazione dell’Autorità; orbene, considerato che la situazione fattuale (non solo nella ripartizione dei Pdr) appare, nelle due ipotesi, sostanzialmente analoga, ne consegue la coerenza della decisione dell’Autorità di regolare in maniera uguale le due evenienze”.

Acea ammessa al regime di adempimento collaborativo dall’Agenzia delle Entrate

Ia, Omdia: la spesa per il cloud raggiunge 102 mld nel terzo trimestre 2025, +25% annuo

La spesa globale per le infrastrutture cloud ha raggiunto i 102,6 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2025, registrando una crescita del 25% su base annua. A rilevarlo è una ricerca di Omdia, società britannica di consulenza e analisi di mercato. Il trimestre di riferimento – si legge in una nota dell’azienda – è il quinto consecutivo a riportare una crescita superiore al 20%, sorretta dalla “domanda enterprise di intelligenza artificiale, che sta superando la fase di sperimentazione iniziale per passare a implementazioni produttive su larga scala”. Nello stesso periodo – spiega Omdia – “Amazon web services (Aws), Microsoft Azure e Google cloud hanno mantenuto le proprie posizioni di mercato rispetto al trimestre precedente, rappresentando complessivamente il 66% della spesa globale per infrastrutture cloud”. Insieme, infatti, secondo la ricerca, “i tre hyperscaler hanno registrato una crescita del 29% su base annua”. Inoltre – aggiunge la nota – “la crescita di Aws ha mostrato una riaccelerazione al 20% su base annua nel terzo trimestre del 2025, segnando la migliore performance dal 2022. Anche Microsoft Azure e Google cloud hanno mantenuto un forte slancio, ciascuno con una crescita annua superiore al 35%”. Secondo la società britannica, Aws ha “guidato il mercato globale delle infrastrutture cloud con una quota del 32% e una crescita dei ricavi del 20% su base annua”, seguita da Microsoft Azure, che “si è confermata il secondo maggiore fornitore cloud mondiale, con una quota di mercato del 22% e una solida crescita dei ricavi del 40% su base annua”. Al terzo posto, secondo lo studio di Omdia, Google cloud, che ha “registrato una forte crescita del 36% su base annua e aumentato la propria quota di mercato all’11%”.

Enea nel progetto europeo per ridurre la dipendenza da materie critiche dall’estero

Ridurre la dipendenza dalla fornitura di metalli del gruppo del platino, diminuire l’impatto ambientale e contribuire a una gestione più sostenibile delle risorse. Sono i princìpi a cui si ispira il progetto europeo ChemPgm (Chemistry of platinum group metals), al quale partecipa Enea, dedicato allo sviluppo di strategie sicure e green per l’utilizzo e il recupero di platino, palladio e rodio. Sono metalli inclusi dalla Commissione europea nell’elenco delle “materie prime critiche” per “carenza di approvvigionamento e divario significativo tra domanda e offerta”. Come spiega la responsabile per Enea del progetto, la ricercatrice Maria Luisa Grilli del Dipartimento tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (Terin), “le attività del progetto si concentrano sui metalli del gruppo del platino, sullo sviluppo di metodi sostenibili ed efficienti per il loro recupero da fonti secondarie – come i catalizzatori esausti – e l’utilizzo in applicazioni ad alto valore aggiunto, come nuovi catalizzatori o nanomateriali”. Nel periodico Eneainform@ si ricorda che i metalli del gruppo del platino sono utilizzati come catalizzatori in numerosi processi chimici, come ad esempio la cattura della Co2 e la sua conversione in combustibili rinnovabili. Enea è coinvolta nella realizzazione di catalizzatori ottenuti da materiali riciclati. “Questi catalizzatori – prosegue Grilli – sono ricavati da una soluzione utilizzata per sciogliere selettivamente i componenti della marmitta catalitica e potranno, in futuro, essere utilizzati anche in dispositivi elettrochimici come celle a combustibile ed elettrolizzatori”.

Argomenti

Argomenti

Accedi