LA GIORNATA
Usa-Cina, tregua dazi fino a gennaio. Xi: niente trappola di Tucidide
- Via al decreto scuola, risorse Pnrr per l’edilizia scolastica
- Trevi boccia l’opa Webuild: “non conveniente”. Icop firma accordo per rilevare il 51% di Ediltunnel
- Mermec riunisce i vertici dell’industria ferroviaria a Innotrans 2026 con il ceo delle Ferrovie ucraine
IN SINTESI
Alla Casa Bianca va in scena il G2 fra il presidente USA Donald Trump e quello cinese Xi, il secondo del 2026. “Cina e Stati Uniti devono coesistere pacificamente come principali potenze globali ed evitare di cadere nella trappola di Tucidide”, esorta il presidente cinese. Nelle analisi pubblicate in questi giorni dai media cinesi la trappola di Tucidide diventa la chiave per leggere la competizione con Washington e la ricerca di quella che Pechino definisce “stabilità strategica”. Il riferimento è al rischio che la rivalità tra una potenza emergente e una potenza dominante finisca per sfociare nel conflitto. “Siamo grandi amici, ora rapporti commerciali più equilibrati’, la replica di Trump, che ha accolto l’ospite con i tappeti rossi e l’annuncio dell’estensione fino a gennaio della tregua sui dazi. Il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping punta ad essere un passaggio fondamentale per la stabilità globale, con l’obiettivo primario di mantenere aperti i canali diplomatici e prevenire escalation politiche o finanziarie capaci di travolgere l’economia mondiale. Sebbene un’intesa risolutiva su tutti i fronti appaia improbabile, il dialogo punta a gestire le forti tensioni accumulate su più settori strategici.
Sul piano tecnologico ed economico, la competizione per il primato nell’intelligenza artificiale vede Washington proporre una linea diretta d’emergenza con Pechino per prevenire incidenti catastrofici, mentre sul fronte commerciale la tregua sui dazi è stata prolungata fino a gennaio per consentire ulteriori trattative su tariffe ed esenzioni. Più complessa appare la questione geopolitica, a partire da Taiwan: la Cina considera l’isola una “linea rossa” e preme per bloccare la fornitura di armi statunitensi da 14 miliardi di dollari, minacciando in caso contrario nuove stretta sull’export di terre rare.
Nei confronti dei conflitti internazionali, Trump intende fare leva sull’influenza cinesa per cercare uno sbocco alla guerra in Ucraina e per isolare economicamente l’Iran, un obiettivo quest’ultimo quasi impossibile da raggiungere senza la collaborazione di Pechino, primo acquirente del petrolio di Teheran. Infine, i diritti umani restano sullo sfondo come tema secondario per la presidenza americana, anche se la presenza di esponenti critici nell’entourage di Trump, come il Segretario di Stato Marco Rubio, spingerà il presidente a sollevare casi simbolici specifici, tra cui quello dell’attivista di Hong Kong Jimmy Lai.
Via al decreto scuola, risorse Pnrr per l’edilizia scolastica
Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo Decreto Scuola, un provvedimento in dodici articoli che punta a rinnovare il sistema di istruzione nazionale agendo su diversi fronti: dalle regole per l’integrazione e la sicurezza fino alla riorganizzazione degli indirizzi di studio e al potenziamento dei servizi per gli studenti.
Tra le norme più dibattute figurano quelle legate alla convivenza scolastica e all’inclusione. Viene introdotto il divieto di accedere alle attività scolastiche con il volto coperto o non identificabile — norma che riguarda anche l’uso del burqa —, prevedendo sanzioni da 200 a 1.000 euro a carico dei genitori in caso di minorenni. Sul fronte dell’integrazione, viene stabilito un tetto massimo del 30% di alunni stranieri per classe, con eccezioni legate agli anni di frequenza pregressa nel sistema italiano. Per supportare gli studenti con carenze linguistiche, il governo stanzia oltre 17 milioni di euro dedicati ad attività extracurricolari; inoltre, per le famiglie che non collaborano con le strutture scolastiche, i servizi sociali potranno disporre percorsi linguistici obbligatori, anch’essi soggetti a sanzioni pecuniarie in caso di mancata frequenza.
Il decreto introduce anche un’importante riforma identitaria per l’istruzione secondaria: gli istituti tecnici e professionali cambiano denominazione, trasformandosi ufficialmente in “licei tecnologici” e “licei professionali”. Parallelamente, sul piano della disabilità, si punta a snellire la burocrazia aggiornando il Piano educativo individualizzato (Pei) solo in presenza di effettivi cambiamenti, così da velocizzare l’assegnazione dei docenti di sostegno.
Il provvedimento stanzia risorse significative per il sostegno alle famiglie, l’edilizia e l’ammodernamento delle strutture: 70 milioni nel 2026 contro la dispersione scolastica, 21 milioni per il contributo sui libri di testo — esteso innalzando la soglia d’accesso ISEE a 40.000 euro — e una quota fino al 4% delle risorse PNRR da destinare al completamento dei lavori di edilizia scolastica non ancora ultimati. Si aggiungono poi fondi dedicati al contrasto del cyberbullismo, alla digitalizzazione dei servizi amministrativi del sistema Sidi e all’organizzazione delle Olimpiadi internazionali di chimica del 2028.
Trevi boccia l’opa Webuild: “non conveniente”. Icop firma accordo per rilevare il 51% di Ediltunnel
Caro carburanti, record storico per il prezzo medio del diesel nell’Unione europea
I prezzi del diesel nelle stazioni di servizio dell’Unione europea hanno toccato un nuovo massimo di 2,23 euro al litro, contro i 2,16 euro della settimana precedente: è quanto emerge da un’analisi realizzata dall’agenzia France Presse basata sui dati nazionali pubblicati dalla Commissione europea. In base a tali tabelle, disponibili dal 2005, si registrano record in 19 Paesi dell’Unione europea – tra cui Germania, Francia e Italia – a causa degli shock energetici causati dai conflitti in Medio Oriente e Ucraina.
Acquisti pubblici: con gli strumenti Mef-Consip risparmi fino al 47% per le Amministrazioni
La 23esima edizione della Rilevazione MEF-ISTAT sui prezzi di acquisto delle pubbliche amministrazioni conferma l’efficacia del Programma di razionalizzazione degli acquisti della PA nel generare significativi risparmi di spesa e maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche. L’indagine, riferita agli acquisti effettuati nel 2024 e realizzata su un campione rappresentativo di 1.374 amministrazioni centrali e locali, evidenzia come gli acquisti effettuati tramite le Convenzioni e gli Accordi Quadro messi a disposizione dal ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso Consip risultino, nella quasi totalità dei casi analizzati, più convenienti rispetto agli acquisti negoziati autonomamente dalle singole amministrazioni. Tra i risultati più significativi emergono riduzioni dei prezzi di acquisto fino al 46,9% per i PC portatili; 42,3% per le stampanti; 41,5% per i PC desktop. Risparmi che consentono alle amministrazioni di liberare risorse da destinare a servizi e investimenti a favore dei cittadini.
Anche il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA) continua a rappresentare uno strumento efficace per ottenere condizioni di acquisto vantaggiose, grazie alle opportunità offerte dalla negoziazione digitale e alla crescente partecipazione degli operatori economici. Risultati positivi anche per il Sistema Dinamico di Acquisto della PA (SDAPA), attraverso il quale sono state rilevate riduzioni dei prezzi medi per diverse categorie di derrate alimentari, tra cui prodotti lattiero-caseari (-9,9%), ortofrutticoli freschi (-5%), olio e sale (-1,9%) e uova (-1,2%). La rilevazione conferma quindi il ruolo strategico degli strumenti di e-procurement del MEF e di Consip nel promuovere una gestione più efficiente della spesa pubblica, garantendo trasparenza, competitività e risparmi concreti per le amministrazioni. I dati mostrano ancora una volta come la centralizzazione e la digitalizzazione degli acquisti pubblici rappresentino leve fondamentali per migliorare l’efficienza della macchina amministrativa e valorizzare ogni euro di spesa pubblica.
Autostrade siciliane A18 e A20, Mit: già stanziati 27,7 mld. Reperiti dalla Regione 32,5 mln per interventi urgenti
Sulle criticità delle autostrade siciliane A18 e A20 la posizione del MIT è chiara: “la sicurezza viene prima di tutto, costruire l’Italia dei sì significa che chi nasconde le criticità non incontrerà mai il placet del Dicastero”. A sottolinearlo è il ministero delle Infrastrutture e Trasporti in una nota. A seguito delle verifiche effettuate, il Ministero ha prescritto al concessionario, il Consorzio Autostrade Siciliane, interventi urgenti di mitigazione del rischio, con tempi definiti e risorse adeguate. “È questo il compito del MIT: vigilare con rigore sulla gestione delle infrastrutture e pretendere che gli interventi necessari vengano realizzati, senza sconti e senza ambiguità”, afferma il ministero. La Regione Siciliana ha comunicato di aver reperito circa 32,5 milioni di euro per gli interventi più urgenti. Per l’adeguamento strutturale complessivo di A18 e A20 il fabbisogno stimato è di circa 5,5 miliardi di euro nell’arco di dieci anni: una cifra importante, che richiede programmazione seria e interventi strutturali.
“Chi oggi racconta una Sicilia dimenticata dalle infrastrutture dovrebbe però confrontarsi con i numeri: sull’Isola il MIT ha già stanziato complessivamente circa 27,7 miliardi di euro, all’interno di programmi e opere per oltre 38,5 miliardi. Quasi 18 miliardi di risorse riguardano le ferrovie e oltre 6,5 miliardi le strade, a cui si aggiungono investimenti su trasporto pubblico locale, porti, acqua, edilizia e rigenerazione urbana. Non annunci, ma risorse, cantieri e opere distribuiti sul territorio siciliano. È quindi fuorviante – precisa il Mit – contrapporre, come fatto in alcune fantasiose ricostruzioni di stampa, la messa in sicurezza delle autostrade siciliane alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. La Sicilia non deve scegliere tra mettere in sicurezza ciò che esiste e costruire le infrastrutture di cui ha bisogno per il futuro: servono entrambe le cose”.
Mermec riunisce i vertici dell’industria ferroviaria a Innotrans 2026, interviene il ceo delle Ferrovie ucraine
Il Gruppo MERMEC, leader mondiale nelle tecnologie per la diagnostica, il segnalamento e la sicurezza delle infrastrutture ferroviarie, si conferma tra i principali protagonisti a InnoTrans 2026, il punto di riferimento internazionale per aziende, operatori, gestori e istituzioni del settore. Nella cornice dell’AXICA Congress Centre di Berlino si è tenuta la MERMEC Gala Conference, l’appuntamento promosso dal Gruppo per riunire i vertici dell’industria ferroviaria globale. Ad aprire ufficialmente i lavori è stato Oleksandr Pertsovskyi, CEO delle Ferrovie Ucraine. La sua presenza e il suo intervento d’apertura hanno dato il via a una serata dedicata all’innovazione, allo sviluppo delle infrastrutture e al futuro della mobilità su rotaia, segnando un momento centrale di confronto sulle priorità e sulla resilienza dei trasporti su scala internazionale. Tra i momenti chiave della conferenza, il “Railway Talk” con David Van de Sype, Chief Operations Officer di Infrabel (gestore dell’infrastruttura belga), ha riaffermato il ruolo strategico della diagnostica avanzata. Durante il dibattito è stata approfondita la nuova flotta sviluppata da Infrabel in collaborazione con MERMEC: una soluzione progettata per ottimizzare il monitoraggio della rete, prevenire le criticità e supportare una manutenzione predittiva, destinata a diventare la prima flotta diagnostica trimodale al mondo. A InnoTrans 2026 il Gruppo MERMEC valorizza l’integrazione e la complementarità delle sue realtà specializzate: AngelStar, Joint venture tra MERMEC e Stadler, punto di riferimento nei sistemi di segnalamento e controllo di bordo; CSEE (Compagnie des Signaux), storica società attiva in Francia e Germania, specializzata nel segnalamento ferroviario e nelle soluzioni integrate per il trasporto passeggeri e merci.
“Essere qui, in un contesto di dialogo internazionale tra le principali imprese del settore ferroviario, è per noi estremamente importante. È un’occasione di confronto con i grandi player dell’industria e, allo stesso tempo, la conferma di un percorso di crescita che continua. Vogliamo affrontare con ambizione le nuove sfide del mercato, pronti a competere da protagonisti nello scenario globale”, ha dichiarato Giuseppe Gaudiello, ceo di MERMEC STE. “InnoTrans rappresenta per MERMEC, CSEE ed AngelStar un momento importante di confronto con il settore ferroviario internazionale e un’occasione per valorizzare la complementarità delle competenze del nostro Gruppo. Innovazione, integrazione delle diverse specializzazioni e conoscenza dei mercati ci consentono di lavorare al fianco dei principali operatori e gestori delle infrastrutture, contribuendo all’evoluzione sostenibile del trasporto ferroviario a livello globale”, ha commentato Ruggero Delcuratolo, Group Managing Director di MERMEC.
AngelStar, intanto, ha rafforzato la partnership con la società ceca ČMŽO-elektronika per installare sistemi ETCS di bordo sulle locomotive destinate al mercato ceco. La collaborazione unisce la tecnologia GUARDIA di AngelStar alle competenze locali di CMZO nell’integrazione e nel collaudo, con l’obiettivo di migliorare sicurezza e interoperabilità ferroviaria. “Uniamo una tecnologia ETCS di livello internazionale alla capacità di integrazione di un partner locale qualificato”, ha dichiarato Giuseppe Sassanelli, CEO di AngelStar.
Decreto Pa, Messina (Anci): “Rammarico per mancata approvazione emendamenti Anci”
“Esprimo un forte rammarico per la mancata approvazione in Commissione Bilancio di tutte le proposte emendative dell’Anci alla legge di conversione del decreto PA,”. Lo dichiara Ignazio Messina, delegato Anci sulla materia del Personale. “ Il rammarico nasce dalla considerazione che alcune delle proposte presentate dall’Associazione risolvevano problemi operativi di gestione dei Comuni, quali, ad esempio la possibilità di rinnovo degli incarichi dirigenziali ex articolo 110 TUEL oggi impedita da pronunce giurisprudenziali o di prorogare la percentuale di utilizzo degli stessi come già disposto per il Pnrr. Altre proposte emendative invece avevano come finalità la soluzione di questioni che stanno alimentano un forte contenzioso come quelle relative all’inquadramento del personale educativo e scolastico o quelle sul trattamento economico accessorio del personale durante il periodo di ferie. L’Anci – conclude Messina – si impegna comunque a riproporre queste misure essenziali per i Comuni in occasione dei prossimi provvedimenti presentati dal Governo auspicando, questa volta, che vengano accolte”
Riforma delle professioni, gli ingegneri mettono in guardia rispetto al vuoto di responsabilità
La riforma del sistema delle professioni regolamentate è stata al centro del terzo panel di discussione, tenutosi ieri pomeriggio, del 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri che ha per titolo “Nuove frontiere, nuove responsabilità”. Una riforma che, a parere degli ingegneri italiani, deve avere al centro la qualità della prestazione professionale, garanzia per il cittadino e crescita del Paese. L’obiettivo del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, in questo senso, è quello di costruire una piattaforma comune di proposta che sia in grado di generare un confronto costruttivo con il legislatore. A nome del CNI è intervenuta sul tema
Carla Cappiello, Vicepresidente Vicario. “La riforma del sistema delle professioni – ha detto – prevede l’individuazione delle competenze, una fase delicata ed articolata. Successivamente arriva la fase della responsabilità dell’attività svolta e poi la fiducia del cittadino. Oggi la nostra legge delega utilizza due parole importanti attribuzione delle competenze e riserve. Scompare però la parola attribuzione e si assiste a un vuoto di responsabilità, creando una zona libera;. A noi interessa che, nei decreti attuativi, sia chiaro il momento dal quale decorre il termine di prescrizione professionale. Chiediamo che si stabilisca il termine di inizio della prestazione professionale. Bisogna trovare un meccanismo che tuteli il cittadino e il professionista”.
Sul lato del Governo è intervenuto il Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. “La riforma degli ordinamenti professionali – ha detto – è in una situazione molto avanzata: è stata approvata da un ramo del Parlamento, adesso si passerà al secondo. Direi che è una riforma che soprattutto prende atto del mutamento avvenuto nelle professioni e cerca in qualche modo di svecchiare una parte normativa che poteva essere un freno alla crescita di professioni quali quella degli ingegneri” Per Stefano Patuanelli, senatore dei 5 Stelle, è fondamentale, nel corso del passaggio alla Camera, fare una modifica testuale del provvedimento, anche se il percorso è stato fatto con 15 ordini professionali. “Serve un giusto equilibrio – ha detto – tra chi subisce il danno e chi, dopo un certo numero di anni, è chiamato a rispondere in caso si presenti un problema”. Carmela Pierri, Dirigente del Ministero dell’Università e della Ricerca, ha affermato che ad ottobre si dovrebbe chiudere il tavolo atto a facilitare l’ingresso dei laureati in ingegneria, rendendo così più agevole il percorso dell’esame di Stato. “Siamo nella fase in cui dovranno essere declinate – ha affermato – le competenze a partire dalle conoscenze”. La prima giornata del 70° Congresso degli Ingegneri si è conclusa con una tavola rotonda di respiro internazionale alla quale, oltre al Presidente del CNI Angelo Domenico Perrini, hanno partecipato il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri del Portogallo, Jorge Lica, il Presidente della Camera degli Ingegneri della Slovenia, Crtomir Remec, e il Presidente della Camera degli ingegneri civili della Croazia, Nina Drazin Lovrec. Sul tema dell’attrattività della professione per i giovani, quest’ultima si è espressa così: “Il reddito degli ingegneri non è adeguato al lavoro fornito e alle responsabilità assunte, anche se da noi è aumentata l’adesione da parte dei giovani”. Per Jorge Lica “come in Italia, anche in Portogallo abbiamo giovani che non si sentono particolarmente attratti dalla professione degli ingegneri e chi arriva alla fine degli studi lascia il paese perché la retribuzione è molto bassa. Attualmente le aziende stanno cercando nuovi ingegneri e non li trovano: il mercato non è in grado di rispondere a questa domanda”. Il Presidente Perrini a chiusura di giornata ha ricordato come il CNI sia legato da molti fattori alle omologhe organizzazioni europee, soprattutto di alcuni paesi. In primo luogo, la visione associazionistica, ma soprattutto il considerare l’ingegneria e dei suoi servizi come un’attività intellettuale che nessuna legge europea può permettersi di accomunare ai servizi commerciali.
Urbanistica, De Sanctis (Ance Roma- Acer): bene modifica a schema convenzione, segnale concreto per imprese e città
“Esprimiamo apprezzamento per le modifiche allo schema di convenzione urbanistica approvate dall’Assemblea Capitolina: rappresentano un segnale importante per le imprese e per la città”. A dichiararlo, in una nota, è Francesca De Sanctis, Presidente di ANCE ROMA – ACER. “In un contesto economico complesso, riteniamo che sia importante creare le migliori condizioni per l’avvio dei programmi urbanistici e favorire la loro concreta attuazione, assicurando al tempo stesso adeguate garanzie per l’Amministrazione e contribuendo allo sviluppo ordinato della città».
La nuova regolamentazione interviene infatti anche sulla disciplina delle garanzie che gli operatori sono chiamati a prestare in favore dell’Amministrazione, rafforzandone l’affidabilità. L’obiettivo è assicurare la completa e corretta realizzazione delle opere di urbanizzazione previste, attraverso soggetti garanti in possesso di adeguati requisiti di solidità e solvibilità, coerenti con i criteri e i parametri di matrice europea.
Particolarmente positiva, secondo De Sanctis, è anche la possibilità di applicare le nuove regole alle convenzioni urbanistiche già in essere, previa verifica da parte degli uffici competenti dell’effettiva presenza di criticità: “Tale previsione – afferma – consente di intervenire sulle situazioni che presentano concrete difficoltà attuative, evitando automatismi e assicurando una valutazione puntuale dei singoli casi».
«Rivolgiamo il nostro ringraziamento al Sindaco Roberto Gualtieri, all’Assessore Maurizio Veloccia, al Direttore Generale Albino Ruberti e agli uffici di Roma Capitale per il lavoro svolto”.
Eni si aggiudica una nuova licenza esplorativa nel prolifico bacino di Kutei, in Indonesia
Eni conferma l’aggiudicazione del blocco Sapukala con una quota di partecipazione del 100% nel bacino di Kutei, in Indonesia, nell’ambito del primo round di gare petrolifere d’appalto indonesiane del 2026. L’aggiudicazione fa seguito alla realizzazione di uno studio congiunto con una primaria istituzione accademica indonesiana, come previsto dalla normativa locale, e alla partecipazione alla fase di offerta diretta. Il blocco offshore di Sapukala copre un’ampia area nelle acque profonde (in una profondità compresa tra 1.000 e 2.500 m) del bacino di Kutei, nel Kalimantan Orientale. L’area è adiacente a blocchi già operati da Eni o in cui la società detiene una partecipazione, e si trova in prossimità del futuro sviluppo del North Hub, attualmente gestito da Searah (Eni
50%, Petronas 50%), che comprende i giacimenti di gas e condendati di Geng North, Gehem, Gula e Geliga (per un totale di oltre 14 Tcf di gas in posto e 800 Mbbls di olio). Sulla base dello studio condotto, l’area è considerata altamente promettente. Eni ha recentemente completato un nuovo programma di acquisizione di dati sismici di alta qualità che copre anche il blocco di Sapukala, ponendo le basi per un’ulteriore valutazione accelerata del blocco.
Eni è presente in Indonesia dal 2001 e attualmente opera i blocchi di Peri-Mahakam e dello Stretto di Makassar Strait. Da giugno 2026 Eni detiene, insieme a Petronas, una quota del 50% della società Searah, di recente costituzione, che riunisce i portafogli, le competenze e l’esperienza regionale complementari delle due società per garantire la creazione di valore a lungo termine e l’eccellenza operativa in Indonesia e Malesia. Con un portafoglio di 19 asset di produzione e sviluppo di gas — 14 in Indonesia e 5 in Malesia — Searah produce circa 350 kboe/giorno, con l’obiettivo di superare i 500 kboe/giorno di produzione sostenibile entro il 2028.
Acea cresce in Perù, si aggiudica una gara per il trattamento di acque reflue a Lima
Acea Perù, società controllata da Acea International (100% Acea Acqua), si è aggiudicata la gara per la gestione e la manutenzione di otto impianti di trattamento delle acque reflue a Lima per un valore complessivo di 4,5 milioni di dollari. Lo rende noto il gruppo spiegando che questo contratto con la società idrica di Lima Sedapal è il quarto assegnato all’azienda negli ultimi due anni per un valore complessivo di 145 milioni di euro.
Acea rafforza così la sua presenza nel sud della capitale sudamericana, “gettando le basi per un’ulteriore crescita nel Paese”. Nel dettaglio, spiega la nota, le attività previste comprendono la manutenzione e la conservazione dei seguenti impianti: San Bartolo, San Juan, Huáscar, José Gálvez, Julio C. Tello, San Pedro de Lurín, Pucusana e Santa María. Il perimetro del servizio include inoltre il sistema di pretrattamento e la stazione di pompaggio Nuevo Lurín. Queste infrastrutture svolgono una funzione essenziale nel sistema di depurazione della zona sud di Lima. La loro corretta conservazione contribuisce a garantire la continuità e l’efficienza del trattamento delle acque reflue, a ridurre l’inquinamento e gli impatti sulle comunità circostanti oltre a favorire il riutilizzo delle acque trattate. Oggi Acea, ricorda la società, serve circa 10 milioni di abitanti in America Latina nel settore idrico, con un impegno di oltre 1.400 dipendenti concentrato prevalentemente in Perù, Honduras e Repubblica Dominicana. In particolare, in Perù Acea gestisce già i servizi idrici e di fognatura nell’area nord di Lima attraverso i contratti promossi da Sedapal per le zone di Comas (primo lotto) e Callao (secondo lotto) a beneficio di circa 4 milioni di persone oltre che di Lima Centro. Acea è inoltre azionista di maggioranza del consorzio Agua Azul, responsabile delle attività di captazione e potabilizzazione dell’acqua nella capitale peruviana.
Ex Ilva, Corte Ue: ‘no aiuti su energia a imprese in difficoltà’
Un’impresa in difficoltà non può beneficiare delle agevolazioni previste per le aziende a forte consumo di elettricità o gas. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Ue nelle cause relative ad Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva. Nel 2024 le autorità italiane avevano respinto le domande del gruppo siderurgico per l’accesso ai benefici nel 2025, richiamando l’amministrazione straordinaria e lo stato di insolvenza. Per la Corte, una procedura concorsuale subordinata all’accertamento dell’insolvenza rende l’impresa ‘in difficoltà’ ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato. Spetta al giudice italiano verificare il presupposto e decidere.
Vard (Fincantieri) costruirà la quinta nave per Dong Fang Offshore
La norvegese Vard, fra le prime società al mondo nella costruzione di navi speciali, controllata da Fincantieri, ha firmato un nuovo contratto con Dong Fang Offshore (DFO), uno dei principali fornitori di unità di supporto offshore nella regione dell’Asia-Pacifico, per la progettazione e costruzione di una unità Commissioning Service Operation Vessel (CSOV). Si tratta di una nave per operazioni subacquee, installazione e manutenzione nell’eolico offshore, di posa e riparazione di cavi nei settori eolico offshore e dei cavi elettrici. Il valore dell’ordine è compreso tra 66 e 75 milioni di euro.
L’accordo rafforza la partnership strategica tra le due società: è la quinta nave che VARD costruirà per DFO dopo le due Commissioning Service Operation Vessel (CSOV) commissionate nel 2024 e le altre due ordinate nel 2025, di cui una Offshore Subsea Construction Vessel. L’unità avrà grande manovrabilità in mare, con un sistema ibrido a batteria a supporto di una maggiore operatività, affidabilità e riduzione dell’impatto ambientale. Sarà lunga 102,5 metri e larga 19,5, dotata di un sistema walk-to-work 32 metri, gru a compensazione del moto 3D e ponte di lavoro di 700 metri quadrati, progettato per le operazioni di posa e riparazione dei cavi. Equipaggiata per operazioni di varo e recupero di ROV sarà predisposta per un eliporto e una gru offshore da 70 tonnellate a supporto di operazioni subacquee. La nave potrà ospitare fino a 120 persone in 90 cabine e sarà dotata di sistemi integrati per alimentazione elettrica, automazione e ponte di comando. Sarà costruita, allestita, collaudata e consegnata nel cantiere Vard Vung Tau in Vietnam; consegna prevista terzo trimestre 2028. Per Pierroberto Folgiero, a.d. e d.g. Fincantieri l’ordine “conferma la capacità di VARD di tradurre la leadership tecnologica e le competenze nella cantieristica specializzata in partnership industriali di lungo periodo, in alcuni dei segmenti più dinamici dell’economia marittima”. La quinta nave per DFO è “un importante riconoscimento del valore delle nostre competenze tecnologiche e ingegneristiche e rafforza ulteriormente la nostra presenza nella regione dell’Asia-Pacifico”.
Greenvolt: al via costruzione progetto Bess in Polonia, tra i piu’ grandi d’Europa
Greenvolt Group (societa’ controllata da Kkkr), attraverso Greenvolt Power, la propria business unit dedicata alle energie rinnovabili utility-scale, ha avviato la costruzione del sistema di accumulo di energia a batteria (Bess) di Siedlce, in Polonia, con una potenza di 600 MW e una capacita’ di accumulo di 2,4 GWh. Il progetto sara’ il piu’ grande impianto Bess del Paese e uno dei piu’ grandi in Europa, con l’avvio delle operazioni commerciali previsto entro la fine del 2027. Siedlce entra a far parte del crescente portafoglio di sistemi di accumulo di Greenvolt, che attualmente conta una pipeline Bess di circa 4,6 GW, di cui 2,4 GW in Polonia. Lo storage a batteria rappresenta una componente sempre piu’ importante della strategia di crescita del Gruppo, sia attraverso progetti utility-scale sia mediante soluzioni behind-the-meter per clienti commerciali e industriali in diversi mercati europei, tramite Greenvolt Next. Siedlce fornira’ maggiore flessibilita’ al sistema elettrico polacco, immagazzinando energia durante i periodi di elevata produzione da fonti rinnovabili e rendendola disponibile quando la domanda aumenta. In questo modo, il progetto sosterra’ l’integrazione dell’energia eolica e solare e contribuira’ all’equilibrio tra domanda e offerta di elettricita’. Byd Energy Storage fornira’ la tecnologia delle batterie. Il progetto prevede l’installazione di 210 container batteria e 105 container trasformatore dotati di sistemi di conversione della potenza, consentendo il flusso di energia tra le batterie e la rete elettrica.
Knorr-Bremse con Trenitalia, primo progetto sistema frenante elettromeccanico
“Desidero ringraziare Trenitalia per la preziosa collaborazione” afferma Simone Mantero amministratore delegato di Knorr-Bremse Rail Systems Italia “Oggi il mercato ferroviario ha bisogno di innovazione, soprattutto per rispondere alla sfida della sostenibilità e rendere il trasporto su rotaia ancora più efficiente e competitivo”.
Porti, investimenti e programmi per Trieste. Incontro tra l’Autorità e Dfds
Primo incontro oggi tra il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo, e Michael Hansen, nuovo ceo di Dfds, gruppo armatoriale e logistico danese che a Trieste opera sull’autostrada del mare con la Turchia. È inoltre azionista di maggioranza di Samer Seaports & Terminals. Tra i temi affrontati, i piani di investimento, l’andamento dei servizi e i programmi di Dfds per Trieste, nel quadro dell’organizzazione complessiva dei traffici e dell’utilizzo degli spazi e delle infrastrutture portuali, con particolare attenzione al potenziamento del ruolo della ferrovia e alla velocizzazione del deflusso dei veicoli su gomma. “È stato un confronto concreto sulle attività, sugli investimenti e sulle prospettive del gruppo a Trieste”, ha affermato Consalvo. “Il compito dell’Autorità portuale è accompagnare la crescita dei traffici, assicurando un impiego efficiente delle infrastrutture e un equilibrio tra le esigenze dei diversi operatori”.
Il segmento ro-ro, ricorda il Porto, resta uno dei punti di forza storici: nel 2025 sono state movimentate oltre 317mila unità (+7%). Nei primi sei mesi del 2026 il traffico ha sfiorato quota 164mila (+5%). La Turchia è il primo Paese partner dell’Italia per volumi di merci movimentate via mare: “un dato che consolida il primato di Trieste nello Short Sea Shipping, confermando il ruolo dello scalo quale porta d’accesso ai mercati dell’Europa centrale”.
Dfds collega Trieste con Pendik e Mersin. Il servizio con Pendik, che comprende scali a Patrasso, Tekirdağ/Martaş e Bari, conta sei toccate settimanali, quello con Mersin tre. A questi si aggiunge la linea settimanale con Damietta, in Egitto: il collegamento – conclude il Porto – registra il pieno carico in entrambe le direzioni e da ottobre raddoppierà con l’impiego di una seconda nave. Ai servizi marittimi il gruppo affianca collegamenti ferroviari con, tra le altre, Colonia, Duisburg, Bettembourg e Wels.
Porti, ridotte le risorse finanziarie per l’eolico offshore a Taranto
Ridotte le risorse disponibili per finanziare lo sviluppo dell’eolico offshore del porto di Taranto, ma con la conferma dei tagli lineari nei capitoli di spesa del ministero dell’Ambiente, arriva anche una precisa rassicurazione del ministro Pichetto Fratin: la riduzione delle risorse per l’eolico è temporanea e sarà reintegrata nel corso del 2027. E gli uffici dello stesso ministero confermano che la dotazione 2027 sarà invariata e che la riduzione di spesa 2026 potrà essere reintegrata sulla base dei cronoprogrammi. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio (AdSPMI) fornisce oltre alle indicazioni di dettaglio, anche la sua interpretazione: a fronte di risorse inizialmente disponibili per lo sviluppo della filiera dell’eolico, pari a 78 milioni di Euro, la dotazione oggi disponibile sui relativi capitoli di bilancio del MASE ammonta complessivamente a 38.300.000,00 euro e il finanziamento degli interventi previsti per il solo porto di Taranto, nel 2026, vengono ridotti a 13.940.613,03 euro. L’AdSP è stata individuata quale beneficiaria di risorse pari a 28 milioni di euro, nell’ambito del Decreto interministeriale di attuazione dell’articolo 8, comma 2, del decreto- legge 9 dicembre 2023, n. 181, recante misure per lo sviluppo della filiera relativa agli impianti eolici galleggianti in mare, adottato con D.M. n. 167 del 4 luglio 2025, a valle della manifestazione di interesse presentata nel maggio 2024 dalla stessa Autorità.
“Nella prospettiva di un reintegro, il Ministero – sottolinea il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Giovanni Gugliotti – ha evitato di modificare il rilievo strategico degli interventi e di inficiare gli obiettivi della misura prevista dall’articolo 8 del decreto-legge n. 181/2023. Anche se la dotazione oggi disponibile sui relativi capitoli di bilancio del MASE ammonta complessivamente a 38.300.000,00 euro e il finanziamento degli interventi previsti per il solo porto di Taranto, nel 2026, vengono ridotti a 13.940.613,03 euro, le indicazioni del Ministro sembrerebbero tracciare un quadro meno allarmante”. La normativa di riferimento prevedeva, inoltre, che le aree demaniali portuali destinatarie degli interventi fossero individuate entro 120 giorni dalla scadenza del bando MASE, fissata al 18 settembre 2024.L’individuazione è stata, invece, formalizzata con il decreto del 4 luglio 2025. Successivamente, l’AdSP ha riscontrato con tempestività tutte le richieste formulate dal competente Dicastero. Alla nota del 21 gennaio 2026, con la quale veniva richiesto di trasmettere gli elaborati progettuali esecutivi entro il 28 febbraio, l’Ente ha dato riscontro già il 26 febbraio. Analogamente, alla richiesta del 20 maggio 2026 di aggiornamento del cronoprogramma esecutivo entro i successivi 15 giorni, l’AdSP ha risposto il 25 maggio, restando poi in attesa di ulteriori comunicazioni da parte del MASE, ed apprendendo solo questo martedì della rimodulazione delle risorse e quindi della necessità di adeguare il progetto alla nuova dotazione.
Nucleare: Sogin, commessa da 32 mln a Gns per 5 cask per rifiuti radioattivi
Sogin ha aggiudicato alla tedesca Gns una commessa da circa 32 milioni per la fornitura di cinque cask, i contenitori metallici schermanti per rifiuti radioattivi ad alta attività, della serie Castor Haw28m. Il contratto, si legge in una nota della società, e’ stato sottoscritto il 31 agosto. L’appalto rientra nel programma di rientro in Italia dei residui del ritrattamento del combustibile nucleare irraggiato italiano, inviato negli anni scorsi negli impianti di La Hague (Francia) e Sellafield (Regno Unito). Ogni cask e’ alto circa 5 metri, ha un diametro di 2,5 metri e pesa 115 tonnellate. I contenitori rispettano le norme dell’Aiea e i criteri di accettazione di La Hague e Sellafield e sono gia’ utilizzati allo stesso scopo in Germania e Svizzera. Secondo Sogin, garantiscono la massima sicurezza per operatori, popolazione e ambiente in tutte le fasi di movimentazione, trasporto e stoccaggio dei rifiuti vetrificati ad alta attività.
Idrogeno verde su treni a scartamento ridotto, Sardegna prima al mondo
Viaggeranno in Sardegna i primi treni al mondo alimentati a idrogeno verde, prodotto da fonti di energia rinnovabile, e progettati per le linee ferroviarie a scartamento ridotto, come quelle turistiche del Trenino Verde. La centrale di produzione di Mandas (Cagliari), la più avanzata delle tre previste nell’isola, è quasi pronta all’avvio.n”La data dell’inaugurazione, attesa tra novembre e dicembre prossimi, sarà annunciata il 3 ottobre proprio a Mandas”, hanno detto il sindaco Umberto Oppus e Salvatore Perra, vicedirettore dell’Arst, l’azienda regionale di trasporto pubblico, a margine della presentazione della 18/a edizione del Festival internazionale della Letteratura di viaggio ‘D. H. Lawrence’, che comincia il 25 settembre.L’idrogeno sarà prodotto con l’energia di un impianto fotovoltaico costruito accanto alla centrale, alla periferia del paese. Entro l’anno saranno pronte, dopo i collaudi, anche quelle di Macomer e Alghero, secondo le previsioni dell’Arst, anche per rispettare le scadenze di rendicontazione dei fondi del Pnrr con cui sono in parte finanziate.
L’investimento complessivo ammonta a 75 milioni di euro, di cui 30 per Mandas, altrettanti per Macomer e 15 per Alghero. Con un finanziamento di 136 milioni di euro, l’Arst acquisterà dieci treni a idrogeno dal gruppo svizzero Stadler Rail. Il primo è già in fase i collaudo e potrebbe entrare in servizio tra un anno: in questi giorni viene presentato a Berlino in anteprima mondiale. Poiché si tratta di una tecnologia innovativa, occorreranno tempi tecnici più lunghi per le verifiche dell’Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali.
I tre impianti green potranno rifornire anche gli autobus a idrogeno: l’Azienda conta di bandire una gara per acquistarne 14, con una spesa stimata di circa 12 milioni. Anche in questo caso, dopo l’aggiudicazione, ci vorrà circa un anno perché i mezzi entrino in servizio.
Istat, nel 2024 le imprese private hanno investito 18 miliardi in R&S, 58,4% del totale
Nel 2024 la spesa del settore privato (imprese e non profit) si conferma la principale componente della spesa in ricerca e sviluppo (58,4%). Lo rende noto l’Istat secondo cui le imprese hanno investito circa 18 miliardi di euro (di cui 13,3 miliardi dalle grandi imprese) con un peso pari al 56,6% della spesa totale, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente (-1,8 punti percentuali). Le Università, con il 26,9% della spesa complessiva rappresentano l’attore più importante della R&S dopo le imprese e partecipano alla spesa totale del 2024 con una quota in aumento (+1,9 punti percentuali rispetto al 2023). Il contributo del settore pubblico e del non profit resta stabile rispetto al 2023, rispettivamente con il 14,7% e l’1,8% della spesa totale.
L’aumento della spesa in R&S nelle imprese nel 2024 mostra una crescente polarizzazione a favore delle grandi imprese (+6,4%), di solito le più solide e strutturate, mentre le PMI hanno registrato un forte rallentamento (-13,7% le piccole con meno di 50 addetti, -5,2% le imprese di media dimensione).
I settori che investono di più in R&S nel 2024 si sono confermati la produzione di mezzi di trasporto (autoveicoli e altri) e la fabbricazione di macchinari e apparecchiature: questi settori insieme sono responsabili del 35,9% della spesa complessiva. Seguono l’elettronica, l’informatica, il comparto della ricerca e la farmaceutica, tutte con quote superiori al 5%.
Rispetto al 2023, l’aumento della spesa è concentrato in pochi settori: altri mezzi di trasporto (+22,0%), farmaceutica (+18,9%), prodotti in metallo (+19,5%) e informatica (+6,5%). Alcuni importanti settori sono invece risultati in difficoltà. In particolare, telecomunicazioni e settore automobilistico hanno registrato una significativa contrazione della spesa (rispettivamente -13,9% e -9,3%). Sono stati inoltre interessati da un calo marcato della spesa anche i macchinari (-6,0%), il comparto della Ricerca (-6,3%), l’elettronica (-4,2%).
Crisi climatica, Piovesan (Bei) : “Europa colpita più velocemente che in altre parti del mondo, investiti circa 60mld per la finanza sostenibile”
“Come Banca Europea per gli Investimenti lo scorso anno abbiamo destinato oltre il 50% dei nostri fondi, circa 60 miliardi di euro, alla finanza climatica. Sono numeri enormi, ma ciò che conta è che il cambiamento climatico sta colpendo l’Europa a volte più velocemente che in altre parti del mondo, tra ondate di calore e alluvioni. La logica ha un ritorno altissimo per questo tipo di investimenti: un euro investito oggi in prevenzione fa risparmiare 10 euro in futuro”. Lo ha detto Laura Piovesan, Head of the Product Department della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), nel suo intervento durante il Women Economic Forum Europe in corso al Castello di Tabiano. “La BEI interviene non solo per finanziare questi investimenti, ma anche per aiutare a progettarli – prosegue Piovesan – e abbiamo un ottimo esempio in Italia di un programma di cui siamo molto orgogliosi: l’isola di Ischia, che un paio di anni fa ha sofferto un terribile disastro. Quando abbiamo guardato a come ricostruire, l’idea non era di ripartire con le stesse vulnerabilità, ma di ricostruire guardando a come sarà il mondo tra 10 anni, sapendo che la frequenza e la gravità di questi eventi aumenteranno. Dobbiamo costruire in modo già resiliente”. “Il primo errore che si fa – conclude la dirigente della BEI – è che abbiamo sempre costruito basandoci sui dati del passato. Oggi non possiamo più farlo: dobbiamo guardare ai dati e alle previsioni per il futuro e costruire su questi. Il nostro primo ruolo come Banca è portare questo sapere e consigliare come deve evolversi l’ambiente urbano”.
Nel corso del Tavolo convocato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sull’emergenza del riciclo della plastica, Utilitalia ha ribadito la necessità che la crisi sia affrontata con interventi a breve termine ed emergenziali, a partire dalla garanzia del ritiro delle plastiche raccolta da parte di COREPLA, nonché dalla semplificazione delle procedure necessarie ad aumentare gli stoccaggi, fermi restando i presidi di sicurezza impiantistica.
Nell’ottica della Federazione, vanno inoltre attuati interventi di medio e lungo termine che dovranno favorire la chiusura del ciclo della plastica, sostenendo l’utilizzo della materia prima seconda europea rispetto a quella vergine a quella riciclata di importazione extra Ue. In questo ambito, Utilitalia ha evidenziato inoltre come il Regolamento europeo sui criteri End of Waste per le plastiche rischi di aggravare la crisi del riciclo invece di risolverla. Il testo sarà sottoposto al voto degli Stati membri nelle prossime settimane, con adozione prevista a ottobre. Nell’attuale versione, ha evidenziato la Federazione, il Regolamento chiuderebbe sbocchi per il riciclo della plastica costruiti in vent’anni. Per questo motivo, la Federazione ha chiesto al MASE di intervenire urgentemente in sede europea insieme ad altri Stati membri per ampliare gli usi ammessi oltre il solo plastic-to-plastic, salvaguardare i criteri nazionali e le autorizzazioni caso per caso e consentire l’export dei blend.
Nel corso del Tavolo al MASE, la Federazione ha infine ribadito che i maggiori oneri derivanti dall’attuale situazione di crisi non possano essere sostenuti né dai gestori né dai Comuni, quindi dai cittadini, ma debbano essere a carico dei sistemi EPR, in modo trasparente e al netto dei ricavi delle materie prime seconde.
Emergenza riciclo plastica: l’allarme di Utilitalia e Assorimap al Tavolo del MASE
La crisi del settore del riciclo della plastica in Italia si è trasformata in un’emergenza conclamata, portando l’intera filiera sul punto del collasso. È quanto emerso nel corso del Tavolo convocato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), durante il quale sia le imprese dei servizi ambientali riunite in Utilitalia, sia i riciclatori rappresentati da Assorimap-Confimi Industria, hanno lanciato un duro monito sulle criticità del mercato e chiesto interventi immediati per sbloccare la situazione.
Dal vertice è emersa con forza la necessità di misure urgenti a breve termine per gestire l’accumulo di materiale. La raccolta differenziata della plastica sta infatti subendo interruzioni e mancati ritiri regolari in un numero crescente di Regioni — tra cui Emilia-Romagna, Lazio, Sardegna e Sicilia — costringendo il Sistema-Paese ad allocazioni d’emergenza. Per arginare la paralisi, Utilitalia ha sollecitato la garanzia del ritiro dei materiali da parte di COREPLA e una semplificazione delle procedure per incrementare le capacità di stoccaggio, sempre nel rispetto dei presidi di sicurezza degli impianti. Misure a tutela di Comuni e stoccaggi che, come rilevato da Assorimap, trovano un primo accoglimento anche nelle proposte della Conferenza delle Regioni.
La radice della crisi risiede tuttavia nel blocco del mercato: la materia prima seconda prodotta in Italia non trova più collocazione a causa della forte concorrenza sleale dei prodotti vergini e riciclati a basso costo provenienti da Paesi extra-UE (in particolare asiatici), costringendo gli impianti nazionali a ridurre o sospendere le attività. Per contrastare questo fenomeno, Utilitalia chiede strategie di medio-lungo termine a sostegno dell’uso della materia prima seconda europea rispetto alle importazioni esterne, chiarendo che i maggiori oneri dell’emergenza non devono gravare su gestori, Comuni e cittadini, bensì rimanere a carico dei sistemi EPR (Extended Producer Responsibility) in modo trasparente.
Inoltre, la Federazione ha espresso forte preoccupazione per il Regolamento europeo sui criteri End of Waste per le plastiche, in votazione a ottobre: nella versione attuale, il testo rischia di vanificare vent’anni di sbocchi di mercato restrictivi. Da qui la richiesta al MASE di muoversi in sede UE per ampliare gli usi ammessi oltre il solo plastic-to-plastic, preservare le autorizzazioni nazionali caso per caso e consentire l’export dei blend.
Da parte sua, Assorimap — il cui presidente Walter Regis ha scritto direttamente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un incontro urgente a Palazzo Chigi — lamenta la mancanza di tempi definiti per il sostegno diretto all’industria del riciclo. A differenza di Paesi come Francia e Spagna, che hanno già attivato aiuti al settore, in Italia restano ancora ferme proposte chiave come la contribuzione sulle poliolefine miste, il credito d’imposta per le materie prime seconde, il fondo per l’ammodernamento degli impianti di selezione e l’introduzione di certificati bianchi a costo zero per l’erario.
Sace: al via “Export in Rete”, il roadshow territoriale per la crescita delle imprese italiane sui mercati esteri
Sace, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, lancia “Export in Rete”, un nuovo roadshow territoriale per portare alle imprese italiane una lettura concreta degli scenari internazionali, individuare nuove opportunità di crescita e offrire strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza sfide e opportunità sui mercati esteri. Il percorso coinvolgerà le principali filiere e distretti, grazie alla collaborazione delle associazioni di categoria di riferimento, partner istituzionali e champion territoriali, rafforzando il dialogo con i territori, il tessuto produttivo e l’intero ecosistema dell’export. L’iniziativa vuole sostenere ulteriormente la fase positiva dell’export italiano. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni italiane di beni hanno raggiunto 337,2 miliardi di euro, registrando una crescita del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento sia verso i mercati dell’Unione Europea (+4,6%) sia verso quelli extra-UE (+4,4%). Una dinamica che conferma la capacità di tenuta del sistema produttivo italiano e il ruolo dell’export come motore di crescita, in uno scenario internazionale caratterizzato da incertezza, conflitti, barriere commerciali e vulnerabilità delle catene di approvvigionamento. Il roadshow si inserisce nel percorso di accompagnamento delineato dal Rapporto Export SACE 2026, che invita le imprese a reagire in un contesto globale in trasformazione, combinando capacità di lettura degli scenari, diversificazione geografica, presidio delle filiere e gestione strutturata dei rischi. Il percorso sarà dedicato in particolare alle PMI e mid-cap esportatrici, alle imprese con potenziale di internazionalizzazione e alle filiere strategiche del Paese.
Export in Rete si inserisce nel percorso di SACE50, il Piano Strategico 2026-2028 che rafforza il ruolo di SACE a sostegno dell’export, dell’internazionalizzazione e della competitività del Sistema Paese, attraverso la propria rete di Export Advisor in Italia e nel mondo, con soluzioni per la gestione e protezione dei rischi, il supporto finanziario e l’accompagnamento alla crescita, oltre a servizi di analisi dei mercati e di business matching.
“L’export italiano continua a dimostrare capacità di tenuta, nonostante lo scenario internazionale volatile e incerto. Oggi reagire ed esportare significa molto più che raggiungere nuovi mercati: significa individuare nuove rotte, nuovi partner e opportunità di espansione. Diversificare le destinazioni, rafforzare le filiere e presidiare i rischi sono leve fondamentali per sostenere la competitività delle nostre imprese. Con il roadshow Export in Rete vogliamo essere sempre più vicini alle associazioni di categoria e a tutto l’ecosistema dell’export, per accompagnare la crescita del Made in Italy nel mondo», ha dichiarato Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace. Ogni tappa del roadshow sarà progettata in collaborazione con il partner territoriale ospitante e sarà costruita sulle caratteristiche del tessuto produttivo locale, con un focus su settori, filiere e mercati di maggiore interesse per le imprese partecipanti. Con questa iniziativa, SACE conferma la propria presenza sul territorio e il dialogo con il sistema produttivo italiano, contribuendo ad accompagnare le imprese verso nuove rotte di crescita, sostenendone la competitività e favorendone l’ingresso e il consolidamento sui mercati internazionali.
Invel Real Estate e YellowSquare accelerano l’espansione della piattaforma con quattro nuove aperture in Italia
Invel Real Estate, primario operatore di real estate private equity, e YellowSquare, tra gli operatori di urban hospitality in più forte crescita in Europa, annunciano un’accelerazione del piano di espansione della piattaforma nelle principali città italiane. Le nuove acquisizioni a Bologna, Milano e Venezia, per un investimento complessivo superiore a 75 milioni di euro, si accompagnano alla firma di un contratto di locazione a lungo termine a Napoli. Complessivamente i quattro asset consentiranno a YellowSquare di raggiungere circa 3.300 posti letto. I lavori sono già in corso a Bologna e Napoli, con avvio previsto a breve anche a Milano e Venezia, segnando uno dei traguardi più importanti finora raggiunti nel consolidamento della posizione di YellowSquare tra le principali piattaforme di hybrid hospitality del Sud Europa. Questa accelerazione si inserisce nel percorso della joint venture strategica tra Invel e YellowSquare, avviata a gennaio 2025, che ha posto le basi dell’ambizioso piano di espansione della piattaforma. Dopo aver raggiunto circa 1.200 posti letto tra Roma, Milano, Firenze e Atene, YellowSquare avvia oggi la sua più ampia operazione di espansione mai realizzata finora. La crescita è sostenuta da solide performance operative: i ricavi da prenotazioni già confermate delle strutture italiane di YellowSquare sono superiori di circa il 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Considerando il contributo di YellowSquare Atene, il Gruppo prevede una crescita dei ricavi su base annua di circa il 24%, a conferma della solidità della domanda nei segmenti del leisure e della community-driven hospitality.
A Bologna, una delle città universitarie e culturali più vivaci d’Italia, Invel ha perfezionato l’acquisizione di un nuovo asset in Via Montebello, dove i lavori sono già stati avviati. Il progetto contribuirà al processo di rigenerazione dell’area circostante attraverso lo sviluppo di circa 5.000 mq di spazi a destinazione mista entro la fine del 2027, combinando spazi ricettivi con aree di co-working, staff housing, food and beverage e spazi comuni accessibili sia agli ospiti sia ai residenti. Invel ha perfezionato l’acquisizione di un nuovo asset in Via Melchiorre Gioia a Milano, il mercato immobiliare urbano più ampio e dinamico d’Italia. L’apertura dell’immobile, di circa 6.000 mq, è prevista nel 2028. L’asset sarà sviluppato e gestito secondo il concept YellowSquare, rafforzando la presenza della piattaforma in una città in cui la domanda di ospitalità contemporanea, curata nel design, e di soluzioni ricettive flessibili continua a superare l’offerta. Invel ha perfezionato l’acquisizione dell’ex complesso Officine Galileo in Via Fratelli Bandiera, a Venezia Marghera, segnando un ulteriore traguardo nell’espansione della piattaforma congiunta. Il progetto si estende su circa 7.000 mq e combinerà spazi ricettivi con food and beverage, co-working, spazi per eventi e aree comuni pensati sia per i viaggiatori sia per i residenti. Situata alla porta d’accesso a Venezia dalla terraferma, la nuova struttura YellowSquare estenderà la piattaforma in una delle principali destinazioni internazionali d’Europa, contribuendo alla continua trasformazione di Marghera in un quartiere urbano più connesso e vivace.
YellowSquare ha sottoscritto un contratto di locazione a lungo termine per l’ex Palazzo della Zecca, immobile storico di rilevante valore architettonico e culturale situato nel quartiere Pendino, nel cuore di Napoli. Il progetto di riqualificazione è stato sviluppato da YellowSquare in collaborazione con l’architetto napoletano Diego Marotta e trasformerà l’immobile di circa 5.000 mq in una piazza urbana contemporanea, con spazi ricettivi, aree di co-working, spazi per eventi e una cucina comune, oltre a una corte interna e a una terrazza panoramica aperte sia ai viaggiatori sia alla comunità locale.
Gabriele Magotti, Chief Investment Officer, Invel Real Estate commenta: “Questo annuncio riflette lo slancio che abbiamo generato da quando abbiamo lanciato la partnership con YellowSquare e conferma la nostra convinzione nel costruire piattaforme scalabili e verticalmente integrate, in grado di coniugare real estate e gestione operativa. L’hybrid hospitality è un esempio emblematico di questa tesi: non si tratta semplicemente di possedere immobili, ma di investire sul concept giusto e sul team giusto, con una reale capacità di abbattere le barriere tra viaggiatori e residenti. Stiamo costruendo una piattaforma con una dimensione rilevante, che pone l’eccellenza operativa al centro del nostro modello, e siamo molto soddisfatti sia del ritmo di crescita sia della qualità degli asset che stiamo aggregando”. Fabio Coppola, Founder & Chief Visionary Officer, YellowSquare dichiara: “Spesso ci descrivono come una catena di ostelli, ma YellowSquare non è un semplice ostello. Per noi fare ospitalità significa creare luoghi in cui persone che altrimenti non si incontrerebbero possano condividere esperienze, idee e opportunità, proprio come accade da sempre nelle piazze, il cuore delle città italiane. Ogni YellowSquare parte da un edificio, ma il nostro obiettivo è trasformarlo in una parte viva del tessuto sociale della città. Insieme a Invel non stiamo costruendo soltanto una piattaforma di ospitalità: stiamo creando una rete di piazze contemporanee in tutta Europa.”
Decreto Controlli, confederazioni artigiane: “Arriva la disciplina transitoria per i manutentori antincendio”
Cna, Confartigianato e Casartigiani esprimono soddisfazione per l’accoglimento della richiesta avanzata nelle scorse settimane al Governo per evitare il blocco delle attività dei tecnici manutentori antincendio durante la fase di avvio del nuovo sistema di qualificazione. È in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro dell’Interno e del Ministro del Lavoro che introduce disposizioni transitorie in materia di qualificazione dei tecnici manutentori antincendio, in attuazione del D.M. 1° settembre 2021. Il provvedimento è stato illustrato ieri sera al Viminale dal Sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, nel corso di un incontro con le associazioni di categoria al quale hanno partecipato anche CNA, Confartigianato e Casartigiani.
La disposizione consente ai tecnici che, entro il 25 settembre 2026, abbiano presentato regolare istanza per la valutazione dei requisiti di continuare a svolgere le attività di manutenzione e controllo fino alla conclusione della relativa procedura e, comunque, non oltre il 31 marzo 2027. La misura recepisce una precisa sollecitazione delle confederazioni, che nelle scorse settimane avevano richiamato l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà operative determinate dai tempi necessari per completare le procedure di qualificazione. In assenza di una disciplina transitoria, numerosi tecnici e imprese, pur avendo presentato regolarmente la domanda, avrebbero rischiato di dover interrompere l’attività, con conseguenze rilevanti anche sulla continuità dei servizi essenziali di controllo e manutenzione dei presìdi antincendio. CNA, Confartigianato, e Casartigiani valutano quindi positivamente la risposta del Governo, che permette di accompagnare il settore verso la piena operatività del nuovo sistema di qualificazione, tutelando le imprese e i lavoratori e garantendo al tempo stesso la continuità delle attività necessarie alla sicurezza antincendio. Le confederazioni continueranno a monitorare l’attuazione del provvedimento e a rappresentare presso le istituzioni le esigenze delle imprese e dei tecnici manutentori, affinché le nuove disposizioni siano applicate in modo chiaro, uniforme e sostenibile su tutto il territorio nazionale.
Sparkle diventa Google Verified Peering Provider (VPP) di livello Gold
Sparkle, primo operatore di servizi internazionali in Italia e fra i primi nel mondo, ha annunciato oggi di aver ottenuto lo status di Google Verified Peering Provider (VPP) di livello Gold, a riconoscimento della sua capacità di fornire a Google una connettività diversificata, affidabile e ridondante, e di offrire ai clienti un modo semplificato per accedere ai suoi servizi. Il programma Google Verified Peering Provider identifica un gruppo di fornitori di servizi Internet (ISP) che hanno dimostrato di disporre di una connettività diversificata e affidabile verso Google. I VPP gestiscono il rapporto di peering con Google e forniscono connettività Internet di livello enterprise ad aziende e fornitori di servizi, consentendo loro di accedere ai servizi Google senza la complessità legata alla creazione e alla gestione di connessioni di peering dirette. Come VPP di Google, Sparkle offre connettività attraverso i propri servizi IP ad alte prestazioni, sfruttando la portata globale e la resilienza della dorsale Tier-1 Seabone. I clienti possono così accedere a tutti i servizi Google raggiungibili tramite Internet, inclusi Google Workspace, le API Cloud, Cloud VPN, gli IP pubblici e i livelli di rete, affidandosi a Sparkle per la connettività a Google. La designazione di livello Gold riconosce in particolare la connettività ridondante e geograficamente diversificata di Sparkle verso Google in diverse aree metropolitane, garantendo un ulteriore livello di resilienza e contribuendo ad assicurare un accesso affidabile ai servizi Google. Lo status VPP di livello Gold di Sparkle si basa sull’ampia presenza globale di Seabone, che quest’anno festeggia il suo 30° anniversario. Oggi, la dorsale IP Tier-1 si estende su una rete in fibra ottica proprietaria e completamente ridondante di 600.000 km, raggiungendo i clienti attraverso 126 PoP e TeleHouse in tutto il mondo e fornendo una connettività resiliente a Internet a livello globale.
“Il raggiungimento dello status di Google Verified Peering Provider di livello Gold rappresenta un ulteriore riconoscimento della qualità, della resilienza e della portata globale della rete di Sparkle”, ha affermato Giuseppe Valentino, responsabile MPM, Backbone & Infrastructure Solutions di Sparkle. “Combinando l’infrastruttura di livello mondiale di Google con la portata e la ridondanza della nostra rete Seabone, offriamo alle imprese e ai fornitori di servizi un modo semplice e altamente affidabile per accedere ai servizi Google. Questa capacità sta assumendo un’importanza sempre maggiore man mano che le applicazioni cloud, i servizi digitali e l’intelligenza artificiale diventano essenziali per le operazioni aziendali.”
Ita Airways incrementa le operazioni tra Italia e Israele
Ita Airways rafforza i collegamenti tra Italia e Israele con la ripresa, dal 25 ottobre, della terza frequenza giornaliera tra Roma Fiumicino e Tel Aviv Ben Gurion. La nuova frequenza si aggiunge ai collegamenti già operativi sulla rotta. Il volo AZ812 partirà da Roma Fiumicino alle 16:00, con arrivo a Tel Aviv alle 20:20 locali, mentre il volo AZ815 decollerà da Tel Aviv alle 08:30 locali, con arrivo a Roma Fiumicino alle 11:20. Lo comunica la compagnia in una nota. La ripresa della terza frequenza giornaliera rafforza la connettività tra Italia e Israele e offre ai passeggeri ulteriori possibilità di prosecuzione dall’hub di Roma Fiumicino verso le destinazioni del network domestico, internazionale e intercontinentale della compagnia.