IL REPORT DELL'ADVISORY BOARD DELLA COMMISSIONE

Urbanistica, rigenerazione, fondi: 75 raccomandazioni per costruire una politica unitaria Ue sull’housing

Il presidente dell’Housing Advisory Board, Eamon Ryan, ha consegnato ieri al commissario europeo all’Energia con delega alla Casa, Dan Jorgensen, il Report con 75 raccomandazioni per superare la crisi abitativa e impostare una politica europea per la casa. Si tratta di un contributo “pesante” in vista della preparazione dell’Affordable Housing Plan. Va salvaguardata la pianificazione urbanistica, così come il Green New Deal. La rigenerazione urbana è la grande spinta alla realizzazione di case. Per alzare la produttività e abbassare i costi puntare sulla prefabbricazione. Per la finanza far leva sui capitali pazienti.

21 Nov 2025 di Giorgio Santilli

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Urbanistica, rigenerazione, fondi: 75 raccomandazioni per costruire una politica unitaria Ue sull’housing

Il presidente dell’Housing Advisory Board della commissione Ue, Eamon Ryan, ha consegnato ieri al commissario europeo all’Energia con delega alla Casa, Dan Jorgensen, il Report con 75 raccomandazioni per superare la crisi abitativa e impostare una politica europea per la casa. Si tratta del contributo indipendente più importante che la commissione acquisisce in vista della preparazione dell’Affordable Housing Plan che la commissione ha promesso di presentare entro dicembre. L’Housing Advisory Board della commissione è composto di 15 membri “volontari” scelti fra esperti, professori, ricercatori, operatori della finanza. L’Italia è rappresentata da Ezio Micelli (si veda qui l’intervista).

Il Report, che affronta anche il tema di una definizione europea comune dell’affordability, senza per altro giungere a una conclusione univoca e definitiva, parte con la prima raccomandazione di fissare, prima di tutto, un obiettivo al 2030 di eliminazione radicale del fenomeno dei “senza casa” in Europa. Segue un altro obiettivo che dovrebbe sostanziare il principio Housing First: quello del diritto alla casa o di “una casa per tutti” che viene declinato alla finlandese – come ha spiegato nella conferenza stampa Ryan – inteso come rispondenza ai bisogni abitativi specifici di ciascuno, a partire dai soggetti fragili, ma con un’attenzione a tutte le necessità. Da subito vengono quindi individuate alcune categorie che hanno bisogno di un’offerta abitativa disegnata sulle loro specifiche esigenze, come giovani, studenti e persone anziane.

Un tema ricorrente è quello del “good planning” cui Ryan ha fatto riferimento diverse volte nella sua conferenza stampa. L’individuazione dei fabbisogni abitativi e delle politiche per l’ampliamento dell’offerta abitativa si deve svolgere all’interno di buoni processi di pianificazione urbanistica. “Abbiamo bisogno di effettuare la programmazione necessaria per realizzare abitazioni senza abbandonare la buona pianificazione urbanistica”, dice il Report. Una paura, questa che l’emergenza abitativa porti ad abbandonare le politiche e gli strumenti di programmazione che l’Europa considera prioritari che vale anche, per esempio, per il Green New Deal. “Se vogliamo raggiungere obiettivi di housing che vadano oltre il breve periodo dobbiamo creare una integrazione con il Green New Deal”.

Fra queste politiche da integrare per avere successo nell’housing è assolutamente centrale, nel Rapporto, la rigenerazione urbana, richiamata in varie forme fin dalle prime pagine e anch’essa collegata alla buona pianificazione. “La densificazione delle nostre città – dice il Report già alla pagina 2 – può essere perseguita con la riattivazione di spazi sottoutilizzati e dal rinnovo e il riuso di edifici esistenti, in modo che non facciamo riferimento a una nuova espansione, specialmente se aggiunge sprawl urbano. La rigenerazione e la densificazione dei quartieri esistenti è il miglior modo per migliorare  l’offerta abitativa”.

Una raccomandazione molto forte è quella di un incremento della produttività del settore delle costruzioni. In particolare si fa riferimento alla necessità di incrementare la domanda per i nuovi Modern Means of Construction (MMC) che usano prodotti modulari, prefabbricazione e componenti offsite per abbassare i costi di costruzione e rappresentano una grande innovazione o occasione di incremento di produttività per l’industria europea.

Per il finanziamento dei piani si conferma la necessità di utilizzare fondi europei, come quelli di coesione, ma non si potrà prescindere dalla creazione di strumenti finanziari che consentano la destinazione ai piani di housing di capitali pazienti capaci di accettare rendimenti contenuti in un’ottica di lungo periodo. “La creazione di un fondo di risparmio per il public housing – dice il Report – potrebbe aiutare la crescita dell’apporto della finanza necessario insieme ad housing bonds, dove i tassi di interesse sono tenuti bassi dagli Stati e dall’Unione europea, riducendo il rischio di default o di fallimenti. Dobbiamo assolutamente discostarci da un modello di finanziarizzazione di breve periodo dove la casa è vista come un investimento speculativo capace di attrarre i capital gains, per andare verso un modello di finanza che ragiona in un orizzonte di almeno cinquanta anni”.

Diario DIAC tornerà nei giorni prossimi su alcuni aspetti delle raccomandazioni del Report dell’Housing Advisory Board  che si può comunque scaricare, in versione integrale in inglese, alla riga successiva.

Scaricare il documento integrale dell’Housing Advisory Board

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