LA GIORNATA

Ue e India firmano “la madre di tutti gli accordi commerciali”

  • Dl Milleproroghe, blitz della maggioranza sul condono. Tre emendamenti chiedono di riaprire la sanatoria edilizia del 2003
  • Rfi, riaperta la ferrovia della Val Pusteria, investimento da 70 milioni
  • Mase, 11,8 milioni di euro per le città sostenibili. Finanziate iniziative per l’ambiente in 9 città

28 Gen 2026

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IN SINTESI

“Ce l’abbiamo fatta caro Narendra, abbiamo firmato la madre di tutti gli accordi commerciali”. Con queste parole la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, suggella la firma dell’accordo di libero scambio Ue-India, il più grande che le due parti abbiano mai concluso. Ieri il premier indiano Narendra Modi ha accolto a Nuova Delhi la presidente von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, alla Hyderabad House per la firma ufficiale delle intese (tre le principali, sul commercio, sulla difesa e sulla mobilità delle persone).  Mentre l’intesa firmata con il Mercosur è ancora in salita, la Ue mette a segno un fondamentale risultato dal momento che l’India le concederà  riduzioni tariffarie che nessun altro suo partner commerciale ha ottenuto, migliorando notevolmente l’accesso al mercato interno. L’intesa coprirà un mercato di 2 miliardi di persone e quasi un quarto del Pil mondiale. La riduzione di oltre il 90% dei dazi dovrebbe raddoppiare le esportazioni annuali dell’Ue verso l’India, rispettando gli standard europei e promuovendo il commercio sostenibile. Nel settore agricolo, l’accordo elimina o riduce le tariffe spesso proibitive (oltre il 36% in media) sulle esportazioni di prodotti agroalimentari dell’Ue, aprendo un mercato enorme agli agricoltori. I settori europei più sensibili – come quello della carne bovina, dello zucchero o del riso – non saranno toccati. Il vino passerà da dazi del 150% al 20% per bottiglie di pregio e 30% per prodotti di valore medio. I liquori passeranno dal 150% al 40%, la birra dal 110% al 50%, l’olio d’oliva dal 40% allo 0. Gli alimenti trasformati (pane, dolci, biscotti, pasta, cioccolato, alimenti per animali domestici) pure vedranno calare i dazi dal 50% allo 0. L’Ue e l’India stanno attualmente negoziando un accordo separato sulle indicazioni geografiche (IG), che contribuirà a preservare i marchi europei. L’Ue aprirà quote calibrate per le importazioni di carni ovine e caprine, mais dolce, uva, cetrioli, cipolle secche, rum di melassa e amidi. Settore auto: I dazi sulle automobili scenderanno gradualmente dal 110% al 10% – nell’arco di 10 anni – con una quota di 250mila veicoli all’anno. Con una riduzione immediata al 35%. Non solo. Per il comparto dei Kit completamente smontati (Ckd) – auto che vengono divise in parti e assemblate in India – ci sarà una quota aggiuntiva di 75.000 auto, con dazi ridotti dal 16,5% all’8,25%. Inoltre il settore dei ricambi sarà “completamente liberalizzato”. Dall’intesa sono però escluse le auto con un prezzo basso. Servizi: L’accordo si applica ai settori dei servizi marittimi, finanziari e di telecomunicazione. Vincolante per la prima volta ai servizi di dragaggio e posa di cavi marittimi, prevede una maggiore trasparenza grazie agli obblighi imposti all’alta dirigenza, ai consigli di amministrazione e alla presenza locale. Altri settori: I dazi, che raggiungono il 44% sui macchinari, il 22% sui prodotti chimici e l’11% sui prodotti farmaceutici, saranno in gran parte eliminati. Per i macchinari e le apparecchiature elettriche il dazio sarà 0, stessa cosa per aeromobili e veicoli spaziali, apparecchiature ottiche, mediche e chirurgiche (0% per il 90% dei prodotti), e le Materie plastiche. Le perle, pietre e metalli preziosi (0% per il 20% dei prodotti e riduzione tariffaria per un altro 36% dei prodotti). Inoltre ci sarà una semplificazione delle procedure doganali per rendere le esportazioni più rapide e agevoli, protezione della proprietà intellettuale dell’Ue e un capitolo dedicato alle piccole imprese.

Grande la soddisfazione delle imprese italiane. Per Confindustria, “la chiusura del negoziato Ue-India è un segnale estremamente positivo. Dopo quasi venti anni di trattative, l’Unione europea ritrova lo slancio necessario per ottenere un risultato strategico sul fronte commerciale in un momento particolarmente critico della congiuntura internazionale. Si tratta della più grande apertura che l’India abbia mai concesso a qualsiasi partner commerciale. L’intesa prevede l’accesso a un mercato di quasi due miliardi di persone e l’abbattimento daziario su oltre il 96% delle esportazioni UE verso l’India, con un risparmio di circa 4 miliardi di euro annui e la possibilità di raddoppiare il volume dell’export europeo verso il mercato indiano, come evidenziato dalle analisi UE. Come per tutti i trattati commerciali europei, ci attendiamo piena reciprocità e adeguate tutele per i settori più esposti. Gli accordi di libero scambio – come anche nel caso del Mercosur – vanno valutati nel loro complesso: apertura e protezione possono convivere se accompagnate da standard normativi elevati e da efficaci clausole di salvaguardia per evitare ogni forma di concorrenza sleale”. E, sollecita ancora Confindustria, “è essenziale che la UE prosegua su questa strada, con una politica commerciale ambiziosa che avrà indubbi benefici sulla competitività e la sicurezza delle catene di approvvigionamento. Confindustria continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione dell’intesa anche in questa fase conclusiva, affinché tutte le garanzie previste, per i settori industriali e non, siano pienamente rispettate. Perché crediamo in un commercio internazionale aperto, equo e basato su regole chiare”.

Dl Milleproroghe, blitz della maggioranza sul condono. Tre emendamenti chiedono di riaprire la sanatoria edilizia del 2003

La maggioranza torna alla carica e punta a riaprire la sanatoria edilizia del 2003.  E’ la nuova offensiva che riparte con tre emendamenti al dl Milleproroghe, con identica formulazione firmati da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che ripropongono la riapertura dei termini già avanzata dalle forze di maggioranza nell’ambito della legge di Bilancio. La proposta, per Fratelli d’Italia, è depositata a prima firma della deputata Emma Vietri, e da numerosi altri colleghi. Per la Lega, la firma Gianpiero Zinzi, mentre per FI Annarita Patriarca. Ma nella serata di ieri è arrivato lo stop. Gli emendamenti sono stati definiti inammissibili, come si legge nello speech di ammissibilità delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera. Ecco cosa prevedeva il testo degli emendamenti. “Sono suscettibili di sanatoria edilizia”, si legge, le tipologie di illecito previste dal provvedimento del 2003. E rientrerebbero nella proposta di riapertura tutte le tipologie di opere abusive suscettibili di sanatoria classificate dal documento, dalle opere realizzate in assenza del titolo abitativo e non conformi alle norme urbanistiche alle opere di restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria. “Ai fini della sanatoria – prosegue l’emendamento – per le costruzioni in zona sismica, rimane, in ogni caso, ferma la necessità che l’intervento risulti conforme alle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche vigenti sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento del rilascio del titolo in sanatoria”. “Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, le regioni devono adottare una legge con la quale sono determinate le possibilità, le condizioni e le modalità per l’ammissibilità a sanatoria delle predette tipologie di abuso edilizio”, conclude l’emendamento. Fratelli d’Italia era già intervenuta con emendamenti segnalati alla Manovra. In quell’occasione il gruppo aveva presentato un pacchetto di quattro emendamenti, che intervenivano per la riapertura dei termini della sanatoria del 2003, ma anche sul condono del 1985, sui termini entro i quali i Comuni avrebbero dovuto rilasciare i titoli abitativi in sanatoria (emendamento che era stato giudicato inammissibile) e sulla previsione che fossero suscettibili di sanatoria anche quegli interventi che, al momento della loro realizzazione, “non erano gravati da vincoli imposti sulla base di norme volte alla tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesaggistici nonché dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali”.

L’ultima riformulazione dell’emendamento di Fratelli d’Italia sul condono edilizio del 2003, rimasta sul tavolo della commissione Bilancio del Senato fino alle battute finali dell’esame della legge di Bilancio, era poi stata convertita in un ordine del giorno con cui si impegnava il Governo “a dare attuazione nel primo provvedimento utile al contenuto dell’emendamento 117.0.2 e agli altri su questo argomento”. Ora, il nuovo tentativo portato avanti dalle forze di maggioranza che scatena la levata di scudi delle opposizioni.  “Mentre l’Italia va sott’acqua a causa degli eventi meteo estremi legati alla crisi climatica e i comuni franano, come a Niscemi, la destra presenta un emendamento al decreto Milleproroghe per condonare gli abusi edilizi. È un emendamento criminogeno che, se approvato, provocherà l’effetto di stimolare nuovi abusi edilizi. Invece di mettere in sicurezza il territorio, in un Paese in cui il 94% dei comuni è a rischio frane e alluvioni, la destra irresponsabile che governa l’Italia vuole sanare gli abusi anche in aree vincolate. È un governo che premia i furbi e mette a rischio l’incolumità delle popolazioni. Spendono 14 miliardi di euro per il ponte sullo Stretto di Messina, ma danno un’elemosina di 33 milioni di euro a Sardegna, Sicilia e Calabria, che hanno subito danni per quasi 2 miliardi di euro la settimana scorsa, questa destra e’ la vergogna d’Italia”, afferma Angelo Bonelli, deputato di Avs. “Le devastazioni dell’uragano “Harry” in Sicilia, Calabria e Sardegna hanno ancora riproposto il problema mastodontico della fragilità del nostro territorio, delle ferite indelebili procurate dalla speculazione edilizia, della necessità di una grande opera di messa in sicurezza delle nostre aree più a rischio. Mentre le incredibili immagini di Niscemi fanno il giro del mondo, è perciò osceno assistere in Parlamento al forcing del Centrodestra per riaprire i termini del condono edilizio del 2003″, attacca la vicecapogruppo M5s alla Camera Ilaria Fontana. “Rilanciare il condono edilizio è una scelta irresponsabile e pericolosa, soprattutto mentre Sicilia, Sardegna e Calabria sono ferite da alluvioni, dissesto idrogeologico, frane e costruzioni fuori controllo”, afferma la senatrice di Italia Viva Silvia Fregolent secondo la quale “il governo trasforma l’abusivismo in politica pubblica: invece di prevenzione e messa in sicurezza, offre una sanatoria generalizzata che legittima illegalità e mette a rischio vite”.

Niscemi, Ciciliano: l’intera collina sta crollando

Si aggrava di ora in ora la situazione a Niscemi (Caltanissetta). La frana con un fronte lungo 4 chilometri, che ha già costretto oltre 1.500 persone ad abbandonare le case, non s’arresta. Anzi. “L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela”, avverte il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano dopo avere fatto un primo sopralluogo con la componente scientifica del centro di competenza del dipartimento che ha messo in evidenza non solo quello che è visibile. Molti degli sfollati non rientreranno più nelle proprie abitazioni. Ciciliano lo dice senza mezzi termini: “Bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi ci viveva ed è in corso un censimento delle persone che vanno sostenute”. Per poter intervenire nella zona rossa, per ora off limits anche per vigili del fuoco e polizia municipale, bisognerà aspettare “la conclusione del deflusso dell’acqua”. E quindi al momento, chiarisce Ciciliano, “non è possibile fare una stima dei danni”. Quando le condizioni di agibilità nell’area lo consentiranno sarà fatto anche un “focus specifico” per verificare eventuali abusi edilizi sugli edifici, “molti dei quali però – sostiene il vicesindaco di Niscemi, Pietro Stimolo – sono stati realizzati prima del 1977, quando non c’era un regime di concessioni, quindi non dovrebbero esserci situazioni di irregolarità”.  Agli sfollati, alcuni dei quali hanno protestato stamani davanti al municipio gridando “vergogna”, il governatore della Sicilia Renato Schifani assicura che la Regione si farà carico “di un piano per ricollocare in alloggi nuovi o in altri già realizzati coloro che non potranno più rientrare nelle abitazioni”. Intanto a breve potrebbero ricevere i primi aiuti. Non appena sarà perfezionata l’ordinanza di sgombero sarà attivata la procedura per potere fare ricorso al contributo di autonoma sistemazione (Cas) destinato alle famiglie rimaste fuori casa: 400 euro a nucleo più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese. Ad anticipare ai capigruppo del Parlamento siciliano l’attivazione del fondo Cas è stato nel pomeriggio il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno dopo un colloquio col capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina. Sui tempi però non ci sono ancora certezze.

Piano Mattei, vertice Italia-Africa il 13 febbraio ad Addis Abeba

L’Italia organizzera’ il secondo vertice Italia-Africa a livello di capi di Stato e di Governo il 13 febbraio ad Addis Abeba, in Etiopia. L’indicazione della data ufficiale arriva dopo che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva anticipato nel corso della conferenza stampa di inizio anno che l’evento si sarebbe tenuto in Etiopia. “Si conferma cosi’ – sottolinea Palazzo Chigi- il rafforzamento delle relazioni strategiche con il continente africano e il consolidamento degli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa, lanciato a Roma nel gennaio 2024. Il vertice, a cadenza biennale, sara’ ospitato in Africa per la prima volta e si svolgera’ in concomitanza con il Vertice dell’Unione Africana, alla vigilia dell’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana. Nel quadro dei lavori, il presidente Meloni interverra’, in qualita’ di ospite d’onore, nella sessione plenaria di apertura dell’Assemblea prevista la mattina di sabato 14 febbraio. L’iniziativa, a due anni dalla presentazione ufficiale, rappresenta una nuova tappa dell’impegno italiano volto a promuovere un partenariato politico ed economico strutturato con le Nazioni africane, potenziando la cooperazione su sviluppo sostenibile, infrastrutture, energia, istruzione e formazione, sanità e agricoltura, secondo gli assi strategici del Piano Mattei.Il vertice sarà anche l’occasione per una valutazione dei progressi compiuti dal Piano, volto a rafforzare la presenza italiana nel continente attraverso missioni di sistema, dialogo politico e progetti congiunti, e per individuare insieme le priorità operative per i prossimi anni”.

Gara per la nuova Agenzia delle dogane Ue, Roma offre la copertura dei costi

L’Italia punta su una soluzione strutturale e di lungo periodo con la copertura dei costi dei locali per ospitare la sede della nuova Agenzia europea delle dogane, inclusa la manutenzione. La Croazia offre locali subito di proprietà e senza costi, ma con un orizzonte di nove anni. La Polonia gioca invece la carta della sicurezza e del posizionamento ai confini esterni dell’Unione. È quanto emerge dal documento di sintesi redatto dalla Commissione europea al termine della valutazione delle nove proposte presentate dagli Stati membri per ospitare l’Euca. Oltre all’Italia con Roma, a Zagabria e a Varsavia, sono in gara anche Liegi per il Belgio, Málaga per la Spagna, Lille per la Francia, L’Aia per i Paesi Bassi, Porto per il Portogallo e Bucarest per la Romania. La Commissione evidenzia che la proposta italiana individua come sede un immobile nel quartiere Eur di Roma, “immediatamente disponibile”, con una capacità di 500 persone e certificazioni ambientali di alto livello. Il punto centrale dell’offerta, evidenzia l’esecutivo Ue, è l’impegno finanziario dello Stato: “l’Italia si impegna a coprire tutti i costi legati all’utilizzo dell’immobile per un periodo indefinito”. Dopo una fase iniziale di locazione, “l’Italia acquisterà l’immobile e lo metterà a disposizione dell’Agenzia europea delle dogane a titolo gratuito”. “La candidatura indica che l’Italia ospita due agenzie dell’Unione europea e che l’assegnazione della sede dell’Agenzia europea delle dogane a Roma contribuirebbe a riequilibrare la distribuzione geografica delle istituzioni dell’Ue e a rafforzare la visibilità delle istituzioni europee nel Mediterraneo”, si legge nella sintesi redatta dalla Commissione sul “bilancio geografico” delle singole candidature

Rfi, riaperta la ferrovia della Val Pusteria, investimento da 70 milioni

La circolazione ferroviaria sulla linea Fortezza – San Candido è stata ripristinata, come da cronoprogramma, nella mattinata di ieri, martedì 27 gennaio 2026. Gli interventi di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) hanno consentito di innalzare gli indici di puntualità, regolarità, affidabilità delle linee oltre che prevedere il potenziamento prestazionale della linea e il collegamento propedeutico alla futura connessione con la linea ferroviaria del Brennero, attraverso la Variante di Val di Riga. L’investimento totale per gli interventi svolti durante l’interruzione della linea ferroviaria è stato di 70 milioni di euro. All’evento di riapertura della ferrovia della Val Pusteria, tenuto oggi nella caserma del Corpo dei Vigili del Fuoco volontari di Naz Sciaves, hanno partecipato Aldo Isi, amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana, Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola Firmi, Commissario Straordinario Variante Val di Riga e PRG di Bressanone, Daniel Alfreider, Vicepresidente e Assessore alla Mobilità e alle Infrastrutture della Provincia Autonoma di Bolzano e Alexander Überbacher, Sindaco Comune di Naz- Sciaves. Questi gli interventi realizzati. Naz – Sciaves: modifica plano-altimetrica di circa 2,5 km della linea ferroviaria esistente ed esecuzione delle principali opere strutturali del collegamento alla futura Variante della Val di Riga, della nuova fermata di Sciaves e del posto di movimento di Sciaves. Linea Fortezza – San Candido: manutenzione straordinaria dell’infrastruttura, adeguamento del PRG di Vandoies, rinnovo di circa 33 km di linea di trazione elettrica, realizzazione di viabilità di servizio, aggiornamento dei sistemi di informazione al pubblico, realizzazione del nuovo attraversamento idraulico in zona Casteldarne, rifacimento del ponticello di Rio Versciaco, ripristino dell’impermeabilizzazione della galleria Colle del Bue, costruzione opere di contenimento del dissesto idro-geologico a Perca e Valdaora, rinnovo dell’armamento ferroviario. Tra le stazioni di Fortezza e San Candido sono stati, inoltre, realizzati interventi propedeutici per il futuro sistema ERTMS – European Rail Traffic Management System. Nella stazione di San Candido è stata realizzata una prima fase degli interventi di miglioramento dell’accessibilità ferroviaria dei marciapiedi, attraverso il parziale innalzamento a quota 55 cm dalla ferrovia delle due banchine. Nelle stazioni di Rio di Pusteria, Casteldarne, Brunico, Brunico Nord, Perca, Valdaora, Monguelfo, Villabassa, Dobbiaco e Versciaco si è intervenuti sul miglioramento dell’accessibilità e del decoro. In particolare, sono stati realizzati interventi mirati di sostituzione e adeguamento degli impianti ascensori, sistemazione dei marciapiedi e dei cordoli con l’inserimento di percorsi tattili, riqualificazione di pensiline, tinteggiatura sottopassi, sostituzione della segnaletica di stazione e ammodernamento degli impianti di illuminazione con installazione di LED.

Ferrovie,  Ferrante (Mit) incontra Sncf Voyageurs Italia, confronto su apertura mercato alta velocità

“Garantire condizioni di accesso eque e trasparenti all’infrastruttura ferroviaria è di fondamentale importanza per migliorare l’offerta e assicurare servizi più efficienti. Ho incontrato i vertici di Sncf Voyageurs Italia per un confronto sulle prospettive di apertura del mercato dell’alta velocità”. Lo dichiara il sottosegretario di Stato al Mit, Tullio Ferrante che, ieri mattina, ha incontrato presso il Ministero la dirigenza di Sncf Voyageurs, società leader nel trasporto ferroviario in Europa. “L’ingresso di nuovi operatori, nel rispetto della normativa nazionale ed europea, può avere effetti positivi in termini di concorrenza, possibilità di scelta e minor costi per i consumatori: un tema sul quale Forza Italia, in quanto movimento liberale, è da sempre attenta. Per questo avvierò le necessarie interlocuzioni con le competenti direzioni del Mit e con Fs al fine di approfondire le condizioni dell’accordo quadro sottoscritto tra Sncf Voyageurs e Rfi nell’ottica di favorire l’accesso al mercato del trasporto ad alta velocità. L’obiettivo è rafforzare il settore e renderlo sempre più competitivo a beneficio dei cittadini”.

Porti, Mit: via agli sconti sull’energia per le navi ferme

Un passo concreto verso porti più puliti. Con il Decreto n.10 del 22 gennaio 2026, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dà attuazione all’agevolazione che prevede uno sconto sugli oneri generali di sistema per l’energia elettrica utilizzata dalle navi ferme in porto, incentivando il cold ironing, il sistema che consente di spegnere i motori durante la sosta. L’obiettivo è ridurre l’inquinamento nei porti e nelle città costiere, migliorando la qualità dell’aria e abbattendo le emissioni. Grazie all’alimentazione elettrica da terra, le navi potranno evitare l’uso dei generatori a combustibile fossile mentre sono ormeggiate. Lo sconto, previsto dalla normativa nazionale e autorizzato dalla Commissione europea nel giugno 2024, dovrà arrivare direttamente ad armatori e operatori, garantendo trasparenza e corretto utilizzo delle risorse pubbliche. Il decreto definisce le regole per la gestione del servizio di cold ironing, il trasferimento dei benefici economici e il monitoraggio della misura di agevolazione nel tempo. Il provvedimento nasce dal confronto con Autorità portuali e associazioni di categoria. “Accogliamo con soddisfazione il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, a valle della luce verde ricevuta dalla Commissione europea, prevede un’agevolazione sugli oneri generali di sistema per l’energia elettrica utilizzata dalle navi ferme in porto. Si tratta di un passaggio fondamentale per far sì che l’elettrificazione delle banchine sia concretamente utilizzabile per fornire energia alle unità in sosta negli scali, senza che questo comporti un aggravio di costi per gli armatori, commenta Assarmatori che, ricorda, “ha fornito al MIT, nella fase di preparazione del Decreto, il suo contributo di competenza, esperienza e capillare rappresentatività nei porti, con l’obbiettivo di rendere sempre più sostenibile il trasporto marittimo”. “La maggior parte del naviglio è già pronto per ‘attaccare la spina’: mancano ancora alcuni passaggi, come il completamento dell’infrastrutturazione e la successiva messa a gara, ma il traguardo oggi è senza dubbio più vicino. Parallelamente, resta aperto il nodo relativo a quelle unità per le quali, nonostante siano state equipaggiate per attingere l’energia da terra, si continua a pagare l’ETS visto che al momento la rete non è pronta”.

Mase, 11,8 milioni di euro per le città sostenibili. Finanziate iniziative per l’ambiente in 9 città

Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sostiene con un nuovo Programma di finanziamento l’impegno di nove città nella Missione UE “Città intelligenti e a impatto climatico zero”. I centri italiani selezionati dall’Europa con il riconoscimento del “Mission City Label” e chiamati ad attuare i “Climate City Contract” sono Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma Capitale e Torino: a loro, il Programma del Ministero guidato da Gilberto Pichetto destina complessivi 11,8 milioni di euro, oltre un milione e trecento mila euro per ciascuna città. L’iniziativa sostiene interventi che contribuiscano al raggiungimento della neutralità climatica attraverso azioni concrete e misurabili negli ambiti delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile, rafforzando il ruolo delle città come laboratori avanzati della transizione ecologica verso la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile. Il decreto della direzione “Programmi e Incentivi finanziari” del MASE individua anche tutte le modalità per presentare le proposte di intervento, entro il termine di novanta giorni da oggi.

Fs, Mit: in corso lo studio di Rfi sugli interventi di mitigazione acustica sulla tratta Milano Est

Sul fronte degli interventi di mitigazione acustica sulla tratta ferroviaria di Milano Est, “il gruppo FS ha rappresentato che dal 2024 è attivo un tavolo tecnico tra Rfi e il Comune di Milano finalizzato a individuare soluzioni condivise per l’inserimento delle barriere acustiche nel contesto urbano e a riesaminare interventi precedentemente non approvati in sede autorizzativa, individuando priorità di intervento congiunte”. Lo ha detto il sottosegretario al ministero delle Imprese e dei trasporti, Tullio Ferrante, rispondendo a un’interrogazione di Fratelli d’Italia nel corso del question time in commissione Trasporti alla Camera. Ferrante ha spiegato che “è stato concordato di procedere per singoli interventi, avviando la revisione progettuale di ciascuno a seguito del positivo completamento dell’iter autorizzativo del precedente”. “L’unico incontro del tavolo è stato lo scorso 21 gennaio”, ha spiegato il sottosegretario, evidenziando che, “per agevolare la definizione di progetti condivisi, il Comune ha indicato obiettivi, criticità e linee di indirizzo progettuale sulla base dello studio elaborato dall’Agenzia della mobilità ambiente e territorio Officina urbana”. “Nel tratto individuato come sito pilota – ha chiarito –, Rfi sta attualmente conducendo uno studio per verificare la fattibilità dell’inserimento delle barriere acustiche dotate di rivestimenti ispirati alla natura o impianti vegetazionali nella aree adiacenti nel rispetto dei requisiti tecnici. Una volta concluso – ha chiosato – lo studio sarà presentato al Comune con l’individuazione dei tratti nei quali non sarà possibile introdurre elementi di tipo ‘clever’. Per tali tratti, Rfi provvederà a proporre soluzioni alternative da condividere preventivamente con l’amministrazione comunale”.

Gse, Paolo Arrigoni si dimette da presidente

Paolo Arrigoni ha rassegnato oggi le proprie dimissioni da presidente del consiglio di amministrazione della società Gestore Servizi Energetici (Gse), a un anno dalla scadenza naturale del mandato, prevista in occasione dell’approvazione del bilancio d’esercizio 2026. Lo rende noto la società con un comunicato.
Come precisato dallo stesso Arrigoni, le dimissioni, che decorrono a partire dal 1° febbraio 2026, sono state rese per motivi strettamente personali. “Il Consiglio di Amministrazione ringrazia il Presidente Paolo Arrigoni per l’attività svolta e per il contributo fornito nel corso del mandato”, si legge nella nota.

Immobili, Abi: per le banche servono più dati e accessi più semplici per la riqualificazioe energetica

Banche e riqualificazione energetica degli edifici: servono più dati e accessi più semplici. È questo uno dei messaggi chiave emersi dalla riunione dell’High Level Forum for Sustainable Building Renovation, che si è svolta ieri e alla quale ha partecipato anche l’ABI con il contributo di ABI Lab. L’incontro rientra nell’iniziativa avviata nel 2024 per accelerare la riqualificazione del patrimonio immobiliare e accompagnare il settore verso gli obiettivi europei della transizione verde, che puntano a edifici a emissioni zero entro il 2050. Al centro del confronto, il ruolo del sistema bancario e finanziario nel sostenere gli investimenti in efficienza energetica, sicurezza e resilienza degli immobili. Secondo l’ABI, per rendere davvero efficace il sostegno creditizio alla riqualificazione è fondamentale facilitare l’accesso delle banche alle informazioni sulla prestazione energetica degli edifici, attraverso strumenti automatizzati e nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Una maggiore disponibilità di dati consentirebbe di migliorare la valutazione dei finanziamenti, classificare in modo più accurato gli immobili e sviluppare prodotti di credito dedicati alla riqualificazione. Durante la riunione si è discusso anche delle condizioni necessarie per mobilitare capitali pubblici e privati, evidenziando l’importanza di un quadro normativo stabile e di strumenti finanziari in grado di accompagnare famiglie e imprese negli interventi di rinnovamento del patrimonio edilizio. Spazio anche al tema dell’educazione al risparmio energetico, considerata un fattore chiave per aumentare la consapevolezza dei cittadini: la riqualificazione degli edifici non è solo un beneficio ambientale, ma anche un investimento che può aumentare il valore economico degli immobili, migliorarne la qualità, la sicurezza e l’attrattività sul mercato. All’High Level Forum partecipano numerosi soggetti istituzionali e di settore, tra cui la Commissione europea, i Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Banca d’Italia, ENEA, ANIA, Confindustria, Invitalia, ANCI, ANCE, Confedilizia, oltre a rappresentanze del mondo dei consumatori e delle associazioni immobiliari e finanziarie.

Imprese, Virkkunen: la proposta sul 28mo regime sarà convincente, si baserà su soluzioni ‘digital first’

Sulla prossima proposta sul 28esimo regime, per creare un quadro armonizzato di regole per le imprese innovative (startup e scale-up), “sono fiduciosa che sarà una risposta decisiva e convincente. Vogliamo che queste norme abbiano un impatto sulla vita aziendale e su tutto il ciclo di vita. Vorremmo fare in modo che ci si basi su soluzioni ‘digital first’, che saranno sostenute dall’Eu Business Wallet. Dobbiamo premere sull’acceleratore per portare a termine i lavori su questo fascicolo”. Lo ha detto Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea con delega alla Sovranità tecnologica, alla sicurezza e alla democrazia, audita dalla commissione Mercato interno (Imco) del Parlamento Ue.

Crisi Natuzzi, sindacati soddisfatti per le linee guida delle Regione, ora si attende la risposta dell’azienda

“Apprezziamo la scelta politica chiara contenuta nelle linee guida presentate oggi della Regione Puglia sulla vertenza Natuzzi. Si tratta di una scelta netta e inequivocabile che lega il sostegno finanziario pubblico alla salvaguardia occupazionale e ad investimenti reali sul territorio”. È quanto dichiarano i sindacati di categoria FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil a margine dell’incontro odierno che si è tenuto a Bari tra le segreterie regionali e territoriali delle organizzazioni sindacali, le Rsu del Gruppo e il dott. Leo Caroli, presidente della task force regionale per il lavoro e l’occupazione in Puglia. “Nel corso dell’incontro – spiegano i sindacati – convocato per fare il punto sulla crisi occupazionale e industriale che investe gli stabilimenti di Puglia e Basilicata, sono state illustrate le Linee Guida per un nuovo piano di rilancio aziendale, delineando un perimetro di supporto pubblico condizionato a precisi vincoli di sviluppo e di tenuta sociale”. I pilastri inderogabili sono quattro: un Piano di Rilancio Industriale come progetto solido che restituisca competitività al marchio Natuzzi sul mercato globale; il Reshoring Strategico con il rientro delle produzioni attualmente dislocate in Romania e Cina, per valorizzare il Made in Italy e saturare la capacità produttiva degli impianti locali; la tutela del perimetro produttivo con il no alla chiusura di qualsiasi stabilimento e la salvaguardia dei siti esistenti come condizione necessaria per ogni futuro accordo.; infine Politiche Attive e Formazione con un massiccio piano di riqualificazione e percorsi di outplacement per gestire le eccedenze in modo non traumatico, trasformando il momento di crisi in opportunità di aggiornamento professionale. All’interno di queste linee, i sindacati hanno chiesto che i lavoratori siano ascoltati sui temi organizzativi. “Come organizzazioni sindacali – dichiarano Feneal, Filca, Fillea – esprimiamo un forte apprezzamento per il percorso delineato. Il tempo delle attese è finito: ora è necessario conoscere la posizione ufficiale del Gruppo Natuzzi, perché siamo convinti che un confronto costruttivo può proseguire solo se l’azienda dimostrerà la volontà di accogliere queste linee guida, mettendo al centro il bene dei lavoratori e la dignità del distretto murgiano. La nostra priorità resta la difesa di ogni singolo posto di lavoro e il rilancio di un’eccellenza che non può e non deve rinunciare alle sue radici. Seguiranno aggiornamenti tempestivi per tutte le lavoratrici e i lavoratori”, concludono le tre sigle sindacali.

IA: Fastweb + Vodafone e AI4I siglano intesa per guidare la trasformazione industriale e la sovranità tecnologica

Fastweb + Vodafone e l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (“AI4I”) hanno firmato un accordo della durata di tre anni per lo sviluppo e la diffusione di soluzioni di Intelligenza Artificiale per le imprese che operano in particolare nei settori della manifattura avanzata, dell’automotive e sistemi di robotica e dell’automazione.
Il protocollo d’intesa ha l’obiettivo di rafforzare la capacità tecnologica del sistema industriale e imprenditoriale nazionale, facilitando l’accesso a infrastrutture di calcolo computazionale ad alte prestazioni e a soluzioni basate sull’utilizzo di Intelligenza Artificiale. Fastweb + Vodafone e AI4I, ciascuno nel proprio ambito, metteranno a disposizione della comunità della ricerca, delle imprese e degli attori coinvolti nei progetti di innovazione le rispettive infrastrutture di High Performance Computing, le piattaforme AI e il supporto di personale altamente specializzato. Le due realtà lavoreranno insieme per disegnare e sviluppare soluzioni di intelligenza artificiale, basate su specifiche esigenze di mercato attraverso lo sviluppo diretto nei laboratori di ricerca di AI4I o con l’attivazione di un percorso congiunto, oppure ancora valorizzando soluzioni provenienti da realtà già parte dell’iniziativa “SUK – System User Knowledge”, la piattaforma di AI4I per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di prodotti
e servizi basati su intelligenza artificiale. Al centro della partnership si colloca poi la Foundry di AI4I, infrastruttura di High Performance Computing e AI di ultima generazione, progettata per supportare le attività di ricerca e sviluppo dell’Istituto e dei suoi partner, fino alla produzione e alla fornitura di veri e propri servizi industriali basati su intelligenza artificiale. La Foundry offre capacità di calcolo avanzate sia per soluzioni AI dedicate, sia come piattaforma HPC general-purpose, rappresentando un asset strategico nel portfolio di AI4I a disposizione delle imprese italiane che vogliono innovare e scalare le proprie applicazioni. Alle aziende verrà inoltre offerta la possibilità di utilizzare le infrastrutture di AI4I per ricerche e sperimentazioni e di passare alla fase operativa di sviluppo delle soluzioni AI per il mercato sfruttando le infrastrutture di calcolo avanzate e le soluzioni cloud ad alte prestazioni garantite dal supercomputer FastwebAI Factory di Fastweb + Vodafone. Il Memorandum of Understanding prevede infine che Fastweb + Vodafone e AI4I possano partecipare a progetti di ricerca e sviluppo co-finanziati a livello nazionale ed europeo e possano definire un programma congiunto di Open Innovation per accelerare l’adozione dell’AI nella filiera industriale italiana. “Siamo la prima azienda di telecomunicazioni in Italia a siglare un accordo di questo tipo con la fondazione AI4I e abbiamo l’ambizione di portare l’Italia al cuore dello sviluppo tecnologico europeo. Il MoU che firmiamo oggi è un ulteriore tassello nella nostra strategia per contribuire a colmare il gap tecnologico in ambito AI costruendo un ecosistema forte, capace di unire ricerca, industria e tecnologia avanzata” ha dichiarato Walter Renna, ceo di Fastweb + Vodafone. “L’obiettivo è posizionare l’Italia come uno dei poli più avanzati a livello europeo nella ricerca applicata e nella trasformazione digitale del settore produttivo”. “Questo accordo è un ulteriore passo concreto nella costruzione di un’infrastruttura nazionale per l’intelligenza artificiale applicata all’industria. La collaborazione con Fastweb+ Vodafone consente di mettere a sistema competenze scientifiche, capacità infrastrutturali e prossimità alle imprese, creando le condizioni per trasformare la ricerca in soluzioni industriali scalabili. È in questa integrazione tra ricerca, calcolo avanzato e mercato che si gioca oggi la sovranità tecnologica del Paese”, ha dichiarato Fabio Pammolli, presidente dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I).

Sielte, al via l’Academy per i professionisti delle reti tlc ed elettriche

Sielte e il Polo Pubblico della Formazione Professionale, costituito da Roma Capitale e la Citta’ Metropolitana di Roma Capitale, annunciano un’alleanza strategica per la formazione professionale nella filiera delle telecomunicazioni. Il progetto, presentato oggi, prevede la nascita di una Academy con i corsi formativi che si svolgeranno negli spazi del centro di formazione professionale ‘Luigi Petroselli’. L’iniziativa si rivolge ai giovani che desiderano intraprendere un percorso didattico d’eccellenza finalizzato all’inserimento immediato nel mondo del lavoro. Il programma prevede circa 1.000 ore di formazione suddivise tra lezioni teoriche in aula e attivita’ pratiche in laboratorio, a cui si accompagneranno le attivita’ di affiancamento on the job. Le attivita’ didattiche prenderanno il via a ottobre 2026. Nei prossimi mesi verranno definiti nel dettaglio i programmi per la formazione di tecnici on field Vas e Ultrabroadband, specializzati sulla rete in rame e fibra ottica, palificatori e addetti alle infrastrutture di rete. Il progetto si inserisce nel piu’ ampio protocollo d’intesa siglato tra le imprese del settore, rappresentate da Asstel – Assotelecomunicazioni, e la Citta’ Metropolitana di Roma Capitale, volto a colmare il gap di competenze tecniche nel mercato digitale italiano, oltre ad assicurare al settore un importante bacino di risorse professionali. “La creazione della Academy rappresenta una significativa opportunita’ per avvicinare i giovani al mondo del lavoro – ha dichiarato il presidente di Sielte, Salvatore Turrisi – connettendo le competenze tecniche agli ambiti piu’ innovativi del digitale. Sielte crede fermamente che la collaborazione istituzionale sia la chiave per garantire infrastrutture moderne ed efficienti, formando professionisti pronti a rispondere alle sfide di un mercato in continua evoluzione. Investire sui giovani e fornire loro competenze certificate e’ essenziale per la crescita delle imprese e per lo sviluppo dell’Italia”.

EdiliziaAcrobatica: nel 2025 crescono contratti (+1,4%) e clienti (+1,9%)

EdiliziAcrobatica, società specializzata in lavori di edilizia in doppia fune di sicurezza, chiude il 2025 con un ulteriore rafforzamento delle proprie performance commerciali. Il numero dei contratti sottoscritti ha raggiunto quota 31.379, in crescita dell’1,4% rispetto ai 30.958 dell’anno precedente, mentre quello dei clienti registra un incremento del 19%. Nel medio periodo, i risultati evidenziano un trend di crescita significativo: nel triennio 2022 2025 il numero dei contratti sottoscritti è quasi raddoppiato, passando da 17.925 a 31.379, ed è quasi quadruplicato il numero dei clienti attivi.
“L’aumento di due indicatori fondamentali come quello dei clienti e dei contratti sottoscritti rappresenta per noi un ottimo risultato che arriva al termine di un anno non semplice per diversi aspetti”, afferma Anna Marras, ceo di Acrobatica group. “Un anno – aggiunge – in cui abbiamo proseguito con gli investimenti in nuovi progetti e con il consolidamento delle sedi all’estero allo scopo di rafforzare la nostra presenza sul mercato, tenendo allo stesso tempo il focus sull’importanza del nostro core business. Siamo certi che i primi risultati di queste azioni saranno già visibili a partire dal 2026, per consolidarsi nel quinquennio successivo”.

Eni al primo posto nel Corporate Human Rights Benchmark della World Benchmarking Alliance (WBA)

Eni si è classificata al primo posto nel Corporate Human Rights Benchmark (CHRB) pubblicato il 14 gennaio dalla World Benchmarking Alliance (WBA) e discusso oggi nel webinar dedicato ai risultati chiave della WBA per il 2026. Questa valutazione fa parte di un’analisi globale che ha riconosciuto Eni come una delle 2.000 aziende più influenti al mondo con la dimensione, la portata e la responsabilità necessarie per catalizzare un cambiamento significativo e sostenibile, fornendo una valutazione trasparente di come le imprese gestiscono e rispettano i diritti umani nelle loro operazioni e catene del valore. Il Corporate Human Rights Benchmark valuta circa 100 aziende che operano in cinque settori ad alto rischio e ne esamina le prestazioni in cinque aree di misurazione: impegni assunti a livello di policy aziendali, responsabilità a livello di consiglio di amministrazione, integrazione del rispetto dei diritti umani nella cultura aziendale e nei sistemi di gestione, due diligence in materia di diritti umani e meccanismi di rimedio e reclamo. Il primo posto di Eni rappresenta un miglioramento rispetto alla terza posizione del 2023 e la sua
conferma nella top decile del benchmark rappresenta un obiettivo fissato nel Piano Strategico 2025 della Società. Per Eni questo risultato è sia un riconoscimento dei progressi compiuti sia uno stimolo a continuare a rafforzare il proprio approccio, ampiamente dettagliato nel report “Eni for Human Rights” pubblicato nel 2025. L’impegno di Eni nel rispetto dei diritti umani è integrato nella sua Missione e delineato nella Policy “Rispetto dei diritti umani in Eni”, approvata dal Consiglio di Amministrazione e in linea con i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e con le Linee guida dell’OCSE per le imprese multinazionali. Lo stesso impegno si riflette nel Codice Etico di Eni e nel Codice di Condotta dei Fornitori, che guidano l’impegno con i partner commerciali e gli stakeholder in tutto il mondo.

Prima pietra nell’ex fiera per il nuovo centro Rai a Milano, investimento da 120 milioni

Un investimento da 120mln di euro da parte di Fondazione Fiera Milano e 28 mesi per i lavori. Con la posa della prima pietra ha preso il via il cantiere per quello che a partire dal 2029 sara’ il nuovo centro di produzione multimediale Rai a Milano, che rientra nel piano di interventi di rigenerazione urbana dell’area del ex Fiera. Alla presenza di Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, Giampaolo Rossi, amministratore delegato RAI, Giuseppe Sala, sindaco di Milano e Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, e’ stato inaugurato il cantiere nell’area tra via Colleoni e via Gattamelata. Il centro di 65.000 metri quadrati di superficie totale con 15mila metri quadrati di uffici su 6 livelli e 10 sale di registrazione da 290 a 1500 metri quadrati, nasce dall’accordo tra Fondazione e tv pubblica siglato nel dicembre 2023. Un accordo che prevede la locazione del nuovo complesso immobiliare per una durata di 27 anni, con un costo annuo di 5,9mln per il servizio televisivo pubblico. Il progetto consentira’ a Rai di concentrare in un unico polo produttivo le attivita’ e contestualmente verranno messi in vendita gli immobili di corso Sempione e di via Mecenate. Il progetto, dichiaratamente ecosostenibile, e’ di Lombardini22 e realizzato da CMB in RTI con Gianni Benvenuto. Un ritorno alle origini per la tv pubblica a Milano: per la Fiera Campionaria del 1947 all’ingresso di Porta Domodossola venne installata la prima antenna per le trasmissioni sperimentali e nella Campionaria del 1952 iniziarono prime trasmissioni televisive, che furono una vera e propria prova generale del primo sistema radiotelevisivo nazionale, che iniziera’ a trasmettere regolarmente il 3 gennaio 1954 dagli studi di corso Sempione.

Il ciclone Harry accelera l’esigenza dell’Urban Center a Catania

Catania colpita dal Ciclone Harry potrebbe ripartire dall’Urban Center. Lunedì, 26 gennaio, i temi del confronto sulle criticità e sulle potenzialità del territorio etneo hanno evidenziato quanto possa essere utile proprio adesso uno spazio di condivisione e conoscenza – diffusa e accessibile – per ascoltare i cittadini e generare consapevolezza collettiva su ciò che sarà necessario cambiare. Cresce più velocemente l’esigenza di concretizzare: l’Urban Center etneo, tanto atteso, potrà ispirarsi a esperienze già consolidate in altre realtà italiane, e diventerebbe per Catania un incubatore di competenze, risorse, idee a supporto della pianificazione urbana metropolitana. Il dibattito si è acceso a Palazzo della Cultura con il primo seminario su “L’Urban Center che non c’è”, ulteriori incontri seguiranno promossi dal Comitato Diametro – diario metropolitano futuro presente, con l’intento di mettere in dialogo istituzioni, ordini professionali degli architetti, degli ingegneri, dei geometri, mondo universitario, associazioni e cittadini. «L’Urban Center probabilmente in tempi brevi potrà essere operativo – spiega Luca Sangiorgio, assessore all’Urbanistica del Comune di Catania – per un confronto sulle scelte urbanistiche migliori che incideranno sui prossimi vent’anni. Il nostro ruolo è garantire sia un luogo fisico, sia l’accessibilità e la condivisione sulla pianificazione del territorio urbano. Dopo il ciclone Harry il tema è ricostruire. A Catania, ma anche su tutta la costa ionica, si costruivano case vicino al mare. Interroghiamoci adesso sui metodi esenti da rischi. Dobbiamo immaginare un rapporto diverso della città col mare, che non vuol dire demolire tutto, ma intervenire sul Waterfront, sull’eliminazione dei binari, creare un rapporto più aperto con il mare, senza costruzioni a rischio, perché questi eventi secondo gli esperti saranno sempre più frequenti». «Oggi più che mai per ripensare la città in modo emergenziale occorre agire in sicurezza, attivando competenza, ascolto e collaborazione – sottolinea Alessandro Amaro, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Catania – Se fosse già stato attivo l’Urban Center ne avremmo potuto sfruttare le potenzialità e avere una memoria storica delle scelte compiute negli ultimi anni. Il principio democratico della partecipazione è previsto dalla legge regionale 19/2020, ne chiediamo l’attuazione da oltre 9 anni». «L’Urban Center – spiega Ignazio Lutri, presidente del Comitato Diametro di Catania – può diventare uno spazio permanente di confronto e co-progettazione del futuro della città che deve necessariamente misurarsi con la dimensione metropolitana. Catania, infatti, non può essere letta esclusivamente come area urbana, ma come fulcro di un’area vasta che la riconosce come punto di riferimento e alla quale devono essere connesse scelte e strategie di sviluppo di un territorio più ampio». «Catania è matura per attivare l’Urban Center, in Italia sono già esistenti a Torino, Bologna e Roma- afferma Mariagrazia Leonardi presidente di Inarch Sicilia – Il confronto con queste esperienze è importante perché da ciascuna possiamo trarre il meglio». «Gli eventi estremi si ripeteranno purtroppo, in futuro dobbiamo radicalmente modificare il modo in cui abbiamo vissuto e costruito – evidenza Paolo La Greca, esperto del sindaco Enrico Trantino del Comune di Catania – in Sardegna non abbiamo visto le immagini tragiche e disastrose devastanti della Sicilia perché con la Legge Galasso dal 1985 sono stati introdotti dei vincoli, in Sardegna hanno avuto la protezione di 300 metri dalle coste. Non è facile, ma dobbiamo necessariamente intervenire. Oggi l’Urban Center sarebbe stato già d’aiuto, questa può diventare l’occasione per creare confronti seri sulle scelte del futuro, affinchè si facciano in maniera consapevole e condivisa, senza punti di posizione preordinati». Numerosi gli interventi moderati da Franco Porto, tra gli altri anche quello di Sabina Zappalà di Diametro, Maurizio Erbicella in rappresentanza dell’Ordine degli Ingeneri, Melania Guarrera presidente della Fondazione etnea degli Architetti PPC, Biagio Bisignani della Direzione Urbanistica del Comune di Catania, Maurizio Spina docente di Urbanistica e Carlo Colloca docente di Sociologia dell’Università degli Studi di Catania, Agatino Spoto presidente del Collegio dei Geometri.

 

Maria Cristina Carlini

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