LA GIORNATA
Tensioni sui mercati: borse in rosso. Pesa anche l’allarme sull’Ia
- G20: nel secondo trimestre rallenta il Pil, +0,7%
- Energia, Giorgetti: con clausola Ue “percorso risanamento conti senza alterarlo”
- Aeroporti: Capodichino sarà un city airport intercontinentale, ecco il masterplan
IN SINTESI
Nuova ondata di vendite sui mercati finanziari globali, stretti tra il rialzo dei prezzi dell’energia e i timori legati ai rischi per la sicurezza dell’intelligenza artificiale. Petrolio e gas tornano a correre, alimentando le preoccupazioni per l’inflazione e spingendo verso l’alto i rendimenti dei titoli di Stato, mentre il comparto tecnologico e, in particolare, quello dei semiconduttori, accusa pesanti ribassi. A pagare il conto più salato in Europa è Piazza Affari, che chiude in calo dell’1,6%, peggiore tra i principali listini del Vecchio Continente. Madrid perde l’1,3%, mentre Londra riesce a chiudere in rialzo dello 0,4%. A Wall Street gli indici restano poco sotto la parità. In Asia, Tokyo cede lo 0,81%.
Sul fronte energetico, il Wti e il Brent salgono di oltre il 2%, rispettivamente a 102 e 107 dollari al barile. A pesare è soprattutto la situazione dell’oleodotto saudita East-West, colpito da droni la scorsa settimana e destinato a rimanere in gran parte fuori servizio per diverse settimane a causa delle riparazioni. L’infrastruttura è strategica per Riad perché consente di trasferire il greggio verso il Mar Rosso, evitando lo Stretto di Hormuz, dove gli attacchi iraniani continuano a condizionare il traffico marittimo. Lo stop all’oleodotto può ridurre fino a 7 milioni di barili al giorno i flussi diretti verso Yanbu, sul Mar Rosso, porto a sua volta esposto alla minaccia degli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran. Il segretario all’Energia statunitense Chris Wright ha cercato di rassicurare sulla situazione dei rifornimenti, sottolineando che la media dei flussi petroliferi su sette giorni è in aumento e dovrebbe continuare a crescere. Secondo Wright, il primo settembre sono stati raggiunti 18 milioni di barili transitati attraverso Hormuz in una sola giornata.
Corre anche il gas europeo, con i prezzi saliti a 82,17 euro per megawattora, in aumento del 3,33%, nonostante l’annuncio del presidente Donald Trump secondo cui Russia e Ucraina avrebbero accettato di non colpire gli obiettivi energetici.
Il nuovo rialzo dell’energia riaccende così i timori sull’inflazione e sostiene i rendimenti obbligazionari. Negli Stati Uniti il Treasury decennale raggiunge il 5%, per la prima volta dal 2023, alla vigilia della riunione del Fomc. Al centro del confronto c’è la politica monetaria della Federal Reserve e la possibilità di un rialzo dei tassi, in contrasto con le aspettative di Trump. Anche in Europa i rendimenti salgono: il Bund tedesco decennale tocca il 3,5%, mentre il Btp decennale arriva al 4,38%, massimo degli ultimi due anni. Il decennale francese raggiunge il 4,47% e lo spread tra Francia e Germania sale a 96 punti base, ai massimi degli ultimi dodici mesi.
Ma a pesare sui mercati è anche il fronte dell’intelligenza artificiale. Gli appelli arrivati nel fine settimana da alcuni protagonisti del settore – tra cui Dario Amodei di Anthropic, Sam Altman di OpenAI ed Elon Musk di SpaceX – a rallentare lo sviluppo dell’IA di fronte ai rischi legati a una crescita troppo rapida hanno alimentato le vendite sui titoli dei semiconduttori. In Giappone SoftBank, tra i principali investitori di OpenAI, perde il 10%. A Wall Street Nvidia cede il 3%, mentre Broadcom e AMD lasciano sul terreno circa il 4%, Intel il 5% e Marvell Technology il 6%.
Amodei, in particolare, ha avvertito che uno sviluppo troppo rapido dell’IA sarebbe imprudente, ma ha anche sottolineato i rischi di un rallentamento eccessivo, che potrebbe lasciare spazio ai progetti cinesi non soggetti agli stessi vincoli. Una posizione che ha trovato la netta opposizione di Trump, secondo cui gli Stati Uniti sono in vantaggio nella corsa all’intelligenza artificiale e non devono rischiare di frenare un settore considerato strategico per l’economia e la sicurezza nazionale.
Trump in pressing sulla Fed: dovremmo avere i tassi piu’ bassi al mondo
Il presidente americano Donald Trump torna a sottolineare che gli Stati Uniti dovrebbero avere i tassi di interesse piu’ bassi al mondo, proprio mentre Kevin Warsh – il candidato da lui prescelto per la guida della Federal Reserve – si trova ad affrontare nuove pressioni per un rialzo del costo del denaro. “Gli Stati Uniti sono cosi’ forti, dovremmo pagare il tasso di interesse piu’ basso al mondo, a prescindere dalla formula”, ha dichiarato Trump ai giornalisti in Irlanda, dove sta assistendo all’Irish Open di golf. Alla domanda se si aspettasse un rialzo dei tassi da parte della banca centrale durante la riunione della prossima settimana, Trump ha risposto: “Non lo so”.
G20: nel secondo trimestre rallenta il Pil, +0,7%
Il Pil dell’area G20 e’ cresciuto dello 0,7% nel secondo trimestre del 2026, con un leggero rallentamento rispetto allo 0,8% del trimestre precedente, secondo le stime provvisorie diffuse dall’Ocse. A pesare e’ stata soprattutto la nuova e notevole contrazione accusata dall’Arabia Saudita, che si e’ accentuata a -4,8% dopo -1,4% nel primo trimestre. Il dato complessivo del G20 – precisa l’Ocse – riflette un quadro eterogeneo tra i paesi dell’area per i quali erano disponibili i dati, ma la maggior parte ha registrato un rallentamento. Nel caso dell’Arabia Saudita pesa principalmente la forte diminuzione delle attivita’ petrolifere, a causa del conflitto in Medio Oriente. Anche il Pil del Sudafrica si e’ contratto dello 0,2% nel secondo trimestre, dopo una crescita dello 0,4% nel primo trimestre. In Corea del Sud, la crescita del Pil ha subito un netto rallentamento, passando dall’1,8% del primo trimestre allo 0,6% del secondo, principalmente a causa della minore crescita delle esportazioni e dei consumi privati. Anche in Brasile la crescita ha rallentato, passando dall’1,1% allo 0,5%, in Cina, dall’1,3% allo 0,9%, e in India, dal 2,1% all’1,8%. Rallentamenti piu’ moderati si sono registrati in Giappone (0,4% da 0,5%), nel Regno Unito (0,4% da 0,6%), negli Stati Uniti (0,4% da 0,5%), in Germania (0,3% da 0,4%) e Italia (0,2% da 0,3%). Pil invariato in Francia dopo -0,2% nel primo trimestre. Al contrario, la crescita ha registrato una forte ripresa in Messico, con un aumento del Pil dell’1,4% nel secondo trimestre dopo una contrazione dello 0,3% nel primo e si e’ mantenuta sostenuta in Indonesia, con una crescita dell’1,3% (simile al primo trimestre). La crescita si e’ rafforzata anche in Turchia, dallo 0,3% all’1,1%, e in Canada, dallo 0,1% allo 0,8%, mentre in Australia ha registrato un leggero aumento, dallo 0,3% allo 0,4%. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il Pil nell’area del G20 e’ aumentato del 3,1% nel secondo trimestre. Tra le economie del G20 per le quali sono disponibili dati, l’India ha registrato la crescita annua piu’ elevata, pari all’8,1%, seguita dall’Indonesia con il 5,3% e dalla Cina con il 4,3%. Al contrario, in Arabia Saudita il Pil si e’ contratto del 4,3%.
Energia, Giorgetti: con clausola Ue “percorso risanamento conti senza alterarlo”
Le spese per la sicurezza energetica ‘si collocheranno nel percorso di risanamento dei conti senza alterarlo’ e saranno un ‘pilastro della sicurezza nazionale’. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in videocollegamento all’evento ‘Sovranita’ energetica e competitivita’ dalle biomasse al nucleare di nuova generazione’ in corso a Milano. Il ministro ha poi ricordato che il governo ‘ha presentato la richiesta di attivazione della clausola di flessibilita’ alla Commissione europea. Si tratta di un varco nella governance economica europea che l’Italia ha aperto spedendo la propria credibilita’. Si trattera’ di investimenti, ma comunque di spesa aggiuntiva e per questo guarderemo con attenzione a ogni euro speso’. Secondo Giorgetti, gli interventi riguarderanno diversi ambiti: ‘famiglia, imprese, settore pubblico, mobilita’, produzione, accumuli e trasmissione’ e ‘dovranno mirare a garantire la nostra sovranita’ non soltanto energetica ma anche tecnologica e ridurre la dipendenza estera’.
Salvini: banche contribuiscano sul caro-energia, hanno oltre 50 miliardi di utili
“Carburanti, il governo italiano al momento è quello che più di tutti ha speso in Europa per cercare di limitare questa mazzata. Siamo arrivati quasi a 3 miliardi di euro per il taglio delle accise sul diesel”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini intervenendo su Giornale Radio. “Visto che le risorse sono quelle che sono, chiediamo da tempo che anche le banche diano il loro contributo. Chiuderanno quest’anno con più di 50 miliardi di euro di utili: chiedere una piccola parte di questi utili incredibili potrebbe essere un sostegno per tanti”, ha aggiunto Salvini.
Orsini: oggi per noi il costo dell’energia è il problema numero uno
“Se vogliamo diventare competitivi dobbiamo far sì che il costo energia sia più basso. Oggi per noi è il problema numero uno”. Così, arrivando all’assemblea di Confindustria Emilia Area Centro, il presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini.
“In Europa – ha argomentato – dobbiamo fare una riflessione poiché la politica” energetica “è totalmente cambiata: gli Stati Uniti stanno quasi bloccando le rinnovabili e perforando di più, Argentina e Brasile altrettanto, la Cina sta aprendo il carbone, per noi che stiamo facendo i compiti a casa il tema della competitività è importante. Anche all’interno dell’Europa” le imprese “hanno quasi un quarto dei nostri costi e se dobbiamo essere competitivi è un problema”.
Quindi, ha sottolineato Orsini, il tema dell’energia “deve tornare al centro dell’agenda politica: noi dobbiamo fare cose per far costare meno l’energia. Ho letto che la Presidente del Consiglio ha accennato ad estrarre più fossile dal nostro Paese che è un tema di difesa: occorre risolvere il tema dell’energia che è un tema importantissimo”.
Su queste fronte, poi, ha proseguito, , “noi vogliamo le fonti rinnovabili. Però le regioni si devono dare una svegliata sulle concessioni perché tutti vogliamo le rinnovabili, però nessuno dà le concessioni. L’Emilia-Romagna ha fatto i compiti a casa perché sul target c’è – ha proseguito – però abbiamo regioni che sono molto indietro. Se vogliamo diventare competitivi dobbiamo far sì che il costo energia sia più basso: oggi per noi è è il problema numero uno”, ha concluso Orsini. “Noi a ottobre presenteremo 10 punti economici: non ci vogliamo sostituire alla politica, non è il nostro mestiere però vogliamo dare una rotta su cosa serve per l’economia del Paese. Oggi il tema centrale sono gli investimenti. Abbiamo visto cosa ha generato l’iper-ammortamento: servono misure strutturali che diano il sostegno a una visione a lungo termine”. Così, arrivando all’assemblea di Confindustria Emilia Area Centro a Bologna, il presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini.
“Serve mettere in campo tutto ciò che è possibile, anche i nostri fondi pensioni per rigenerare”, anche perché con “la fine del Pnrr il rischio è che ci sia una caduta del Pil”, ha argomentato. Quindi, ha aggiunto Orsini, occorre “continuare gli investimenti su welfare, sanità e scuola, poiché la formazione è uno dei capitoli fondamentali”.
Inoltre, ha evidenziato ancora Orsini, “abbiamo il tema della piccola impresa sulla produzione: dobbiamo mettere al centro una misura sulle aggregazioni, fare in modo che le imprese possano aggregarsi”.
G20 energia, Gava guida la delegazione italiana a Houston
Il viceministro all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Vannia Gava, guiderà la delegazione italiana e rappresenterà l’Italia al G20 Energia, che si apre oggi a Houston e si concluderà il 16 settembre, “in un momento particolarmente delicato per gli equilibri energetici globali, segnato dalle tensioni geopolitiche e dalla volatilità dei prezzi delle materie prime”. Lo rende noto un comunicato.
L’appuntamento, si legge nella nota, vedrà i Paesi membri confrontarsi sulle principali sfide energetiche globali, dalla sicurezza energetica alla gestione dei materiali critici, fino al clean cooking, priorità che l’Italia sostiene con convinzione, anche nel quadro del Piano Mattei per l’Africa.
La missione offrirà inoltre l’occasione di rafforzare la cooperazione con i partner internazionali, a partire dagli Stati Uniti. In questo quadro è prevista la firma di un Memorandum of Understanding (MoU) tra il Mase e l’Environmental protection agency (Epa) statunitense, che riguarderà la cooperazione sul riutilizzo delle risorse idriche, l’economia circolare, la qualità dell’aria e la gestione dei rifiuti, conclude la nota.
Ricostruzione post-alluvione: seminario della Struttura commissariale, Abi, Cdp sul nuovo sistema di finanziamento agevolato
La Struttura del Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori colpiti dalle alluvioni di Emilia-Romagna, Toscana e Marche ha promosso, in collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti, un seminario online rivolto agli istituti di credito aderenti alla Convenzione ABI-CDP “Plafond Alluvione Maggio 2023” per approfondire le modalità applicative dell’Ordinanza n. 63/2026 e favorire una rapida ed efficace attuazione del nuovo sistema di finanziamento agevolato assistito da credito d’imposta. L’iniziativa si inserisce nel percorso di semplificazione per sostenere la ricostruzione privata e accelerare gli interventi di ripristino degli immobili danneggiati dagli eventi alluvionali che hanno colpito Emilia-Romagna, Toscana e Marche nel 2023 e nel 2024. Nel corso dell’incontro, che ha rappresentato un’importante occasione di dialogo e confronto tra Istituzioni, settore bancario e operatori attivi nella ricostruzione, sono stati illustrati gli aspetti operativi della nuova disciplina, con particolare riferimento: all’iter amministrativo delle domande di contributo, all’apertura e gestione dei conti correnti vincolati, ai flussi documentali tra beneficiari, soggetti istruttori, Struttura commissariale e banche convenzionate, alle
procedure di erogazione delle risorse attraverso gli stati di avanzamento lavori e il saldo finale. Ampio spazio è stato inoltre dedicato ai meccanismi di monitoraggio, trasparenza e controllo previsti dall’ordinanza. Al seminario sono intervenuti il Commissario straordinario del Governo alla ricostruzione Fabrizio Curcio, il Vicedirettore Generale Vicario di ABI Gianfranco Torriero e il Direttore Business di CDP Andrea Nuzzi, oltre ai principali istituti di credito coinvolti nell’attuazione della misura. L’incontro conferma l’impegno congiunto della Struttura commissariale, di ABI, di CDP e del settore creditizio nel sostenere il processo di ricostruzione attraverso strumenti amministrativi e
finanziari capaci di coniugare semplificazione, sicurezza e rapidità di attuazione.
Aeroporti: Capodichino sarà un city airport intercontinentale, ecco il masterplan
L’aeroporto di Napoli-Capodichino diventerà un city airport intercontinentale. La data è fissata al 2035, ma nelle intenzioni di Gesac i lavori principali saranno completati già entro il 2029. I lavori inizieranno non appena sarà approvata la Valutazione di impatto ambientale e si svolgeranno senza alcuna interruzione dell’attività dello scalo. Il masterplan ha l’obiettivo di rendere lo scalo napoletano più efficiente, accessibile, sostenibile e integrato con la città, migliorando spazi, servizi e qualità dell’esperienza dei passeggeri. Il piano, approvato da Enac il mese scorso, prevede investimenti per oltre 250 milioni di euro entro il 2035, di cui 230 con risorse private, e l’acquisizione di circa 170mila metri quadri di nuove aree destinate allo sviluppo dell’aeroporto. La restante parte, 22 milioni di euro, sono in capo alla Regione Campania per gli interventi sulla viabilità dell’area. Tra le principali novità, la realizzazione di un’area dedicata agli arrivi e alle partenze dei voli extra Schengen, su una superficie di circa 15mila metri quadri, nuove piazzole di sosta per gli aeromobili, una nuova area cargo-logistica, un airport hotel, il potenziamento della viabilità di accesso e l’interramento di viale Maddalena. Il piano comprende, inoltre, oltre 13 milioni di euro di interventi per la sostenibilità ambientale.
Il masterplan prevede una crescita sostenibile del traffico fino a 17,3 milioni di passeggeri l’anno al 2035, senza aumentare l’attuale capacità oraria dell’aeroporto: incremento reso possibile dall’impiego di aeromobili di maggiore capacità, dall’aumento del coefficiente medio di riempimento degli aerei e da una programmazione più efficiente dei voli, con una migliore distribuzione nelle fasce orarie caratterizzate da minore intensità di traffico. Il masterplan guarda non solo all’interno dello scalo, ma anche all’esterno con particolare attenzione all’accessibilità e all’integrazione tra aeroporto e città, attraverso la realizzazione di una seconda uscita veicolare su viale Maddalena che alleggerirà i flussi nell’area circostante. L’interramento di viale Maddalena consentirà, inoltre, di recuperare superfici oggi occupate dalla viabilità e di creare nuovi spazi. verdi, aree pubbliche e collegamenti ciclopedonali tra il quartiere, la rete metropolitana e l’aeroporto. “E’ stato davvero un lavoro di squadra. Abbiamo tutti condiviso una visione che è quella di avere un city airport intercontinentale che è quasi un unicum rispetto alla dimensione della rete aeroportuale italiana”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, in occasione della presentazione del masterplan di Capodichino.
Un aeroporto che ad oggi conta un traffico di 13 milioni di passeggeri e che punta a incrementare i voli diretti intercontinentali, andando ad aggiungere a quelli per gli Usa e il Canada, anche destinazioni dell’Oriente come Cina, Giappone e India. “Avere un aeroporto intercontinentale significa – ha aggiunto – non solo turismo, ma attrazione di investimenti perché le grandi multinazionali scelgono città che abbiano una connessione intercontinentale diretta. Inoltre, consentirà di candidarci ad essere sede di una grande istituzione europea o internazionale e ci permetterà di potenziare molto anche il nostro sistema universitario che sta lavorando molto sull’internazionalizzazione”.
Manfredi ha ricordato inoltre che il prossimo anno a Capodichino arriverà la linea 1 della metropolitana e in prospettiva anche la linea 10 facendo dunque dello scalo napoletano “un’infrastruttura di riferimento per tutto il Sud perché lo snodo di Afragola sarà la stazione di riferimento della Napoli-Bari”.
Poste, Del Fante: il mercato ha capito e ci darà un ampio controllo su Tim
Poste Italiane sta valorizzando TIM in un progetto ambizioso, del quale gli investitori hanno saputo cogliere portata e strategia. Lo ha sottolineato in un’intervista al TG Poste l’AD Matteo Del Fante, manifestando soddisfazione per la chiusura della prima fase di adesione sull’OPAS, conclusa con Poste Italiane al 66,6% del Gruppo di telecomunicazioni. “Se venerdì scorso siamo arrivati a questo numero – ha detto – è perché il mercato ha capito che la cosa migliore è aderire”. Un risultato raggiunto dopo un’importante accelerazione la settimana scorsa. “Gli investitori – ha detto Del Fante – hanno capito che non ha molto più senso restare azionisti di un’azienda che non paga il dividendo e che è una frazione di Poste Italiane, in un contesto in cui Poste sta valorizzando le azioni di Tim con un progetto congiunto molto ambizioso e con grande soddisfazione per tutti gli investitori. C’è stata una presa di coscienza – ha continuato Del Fante – i mercati la chiamano F.O.M.O., Fear Of Missing Out, paura di rimanere fuori dal treno di Poste che partiva e quindi si sono tutti adoperati per aderire. Crediamo che questa F.O.M.O. ci sarà anche dal 21 al 25 settembre”. Al termine dell’OPAS, ha concluso l’AD di Poste Italiane, “ci troveremo ad una percentuale che sarà ampiamente di controllo, e partiranno le attività di integrazione delle due aziende”. Per il direttore generale di Poste, Giuseppe Lasco, l’opas di Poste Italiane su Tim è un’operazione storica per il Paese e per il territorio, e il suo successo aiuterà a guidarne la transizione digitale con la nascita di un grande Gruppo capace di creare occupazione e di competere con i grandi player internazionali. È quanto ha detto Giuseppe Lasco, Direttore Generale di Poste Italiane, commentando la chiusura della prima fase dell’offerta su Tim che ha visto l’azienda salire al 66,6% del gruppo di TLC. “Rimane e rimarrà una operazione storica per il nostro Paese, – ha detto Lasco – inimmaginabile solo qualche anno fa. Allargando il perimetro a Tim, porteremo ancora più valore al nostro Paese e al nostro territorio. Questa integrazione creerà futuro per la nostra gente e per tutti i colleghi di Tim. Ci dobbiamo sentire orgogliosi di appartenere a questo grande gruppo industriale del Paese, internazionale, che potrà competere con i grandi player internazionali per reggere l’urto dell’innovazione e della trasformazione digitale”. Lasco ha poi commentato le sfide future che potranno essere affrontate grazie alla costituzione del nuovo Gruppo. “Poste Italiane e Tim – ha detto – saranno un elemento di traino per il lancio e il consolidamento dell’infrastruttura dell’Intelligenza Artificiale. Anche se l’IA andrà a fare ottimizzazione sulle risorse, noi andremo in controtendenza, garantendo un’infrastruttura evoluta ma continuando ad agire sulle politiche attive del lavoro e a creare nuova occupazione come abbiamo sempre fatto in questi nove anni. Proviamo orgoglio – ha concluso Lasco – perché daremo un futuro a loro e alle nuove generazioni”.
Saipem si aggiudica nuovo contratto offshore in Angola di circa 350 mln di dollari
Saipem si è aggiudicata un nuovo contratto offshore in Angola per un valore di circa 350 milioni di dollari. Il contratto è stato assegnato da Azule Energy Angola S.p.A., joint venture costituita tra Eni e bp, e riguarda il progetto West Hub Tails, parte del più ampio sviluppo Agogo Integrated West Hub Development, situato a 180 km al largo delle coste angolane, a profondità fino a 1.750 metri. Saipem si occuperà dell’ingegneria, della fabbricazione, del trasporto e dell’installazione di infrastrutture sottomarine, ivi inclusi circa 62 km di flowline, riser e ombelicali, che saranno collegate all’unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico (FPSO) Agogo, per una durata prevista di circa 2 anni e mezzo. Le attività di fabbricazione saranno eseguite presso il cantiere Saipem di Ambriz, in Angola, con il coinvolgimento di aziende e risorse locali. Per la campagna offshore, Saipem impiegherà le navi da costruzione FDS e Normand Maximus. Questa aggiudicazione conferma il posizionamento consolidato di Saipem quale partner di riferimento nell’esecuzione di progetti offshore complessi in Africa Occidentale, nonché il suo impegno a supportare la crescita dell’industria energetica nei Paesi in cui la società opera.
Simest: 200 mln per portare l’intelligenza artificiale nelle Pmi italiane
Risorse dedicate a condizioni competitive per duecento milioni di euro per accelerare gli investimenti delle PMI italiane nell’intelligenza artificiale. È questa la nuova misura attivata da SIMEST, la società del Gruppo CDP per l’internazionalizzazione delle imprese, al via tra sette giorni, per accompagnare la trasformazione digitale e il posizionamento competitivo a livello internazionale del sistema produttivo italiano. La dotazione è di 200 milioni di euro e il 10% dell’intervento è a fondo perduto; i tassi di interesse del finanziamento, della durata di 8 anni, sono particolarmente vantaggiosi; è possibile ottenere un anticipo, in tempi veloci, fino al 50% dell’importo finanziato. La misura è finanziata con le risorse del Fondo rotativo 394/81, gestito da SIMEST in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. La nuova sezione “Investimenti IA”, attivata nell’ambito dello strumento Transizione Digitale ed Ecologica, sarà disponibile sul portale simest.it a partire dal 21 settembre e punta a favorire la diffusione dell’intelligenza artificiale tra le imprese italiane esportatrici e le aziende – anche non esportatrici – inserite nelle filiere dell’export. Un’impresa potrà, ad esempio, finanziare sistemi di IA per ottimizzare la produzione e la logistica, prevedere la domanda sui mercati esteri, automatizzare processi amministrativi e commerciali, sviluppare nuovi prodotti o rafforzare le attività di strategia internazionale. L’obiettivo è trasformare l’intelligenza artificiale in una nuova leva per l’export italiano. Le tecnologie IA possono infatti incidere sull’intera catena del valore delle imprese: dalla progettazione alla produzione, dalla gestione delle forniture alla logistica, dall’analisi dei mercati esteri alla personalizzazione dell’offerta, fino alle attività commerciali e di marketing internazionale. La nuova misura punta, quindi, non soltanto ad aumentare il livello di digitalizzazione delle imprese, ma a favorire investimenti capaci di tradursi concretamente in maggiore produttività, capacità di penetrazione sui mercati internazionali e rafforzamento delle filiere italiane.
L’amministratore delegato di SIMEST, Regina Corradini D’Arienzo, dichiara: «L’intelligenza artificiale rappresenta, oggi, un importante acceleratore della competitività delle imprese che vogliono crescere sui mercati internazionali. Non è più soltanto una frontiera dell’innovazione, ma uno strumento concreto per aumentare produttività, efficienza e capacità di creare valore. Con questa nuova misura – realizzata sotto la regia della Farnesina e in coordinamento con Cassa Depositi e Prestiti, e le altre agenzie del Sistema Italia quali SACE e ICE – vogliamo accompagnare le imprese italiane che esportano e tutte le imprese delle loro filiere, con focus PMI, in una nuova fase della trasformazione industriale, sostenendo investimenti che rafforzino il Made in Italy e ne consolidino la presenza nelle filiere globali».
L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia del Sistema Italia per l’internazionalizzazione – guidato dalla Farnesina – per sostenere la trasformazione digitale del tessuto produttivo e nasce dalla consapevolezza che l’intelligenza artificiale rappresenta oggi uno dei principali fattori di accelerazione dello sviluppo economico e della competitività. Nonostante la crescente diffusione di queste tecnologie, infatti, il loro utilizzo resta ancora limitato, soprattutto tra le piccole e medie imprese, dove gli investimenti sono spesso frenati dai costi di implementazione e dalla difficoltà di reperire competenze specialistiche. La misura è rivolta alle imprese italiane con una vocazione internazionale che realizzino almeno il 3% del proprio fatturato all’estero oppure operino come fornitrici di imprese esportatrici, e finanzia esclusivamente investimenti destinati allo sviluppo, all’adozione e all’integrazione di soluzioni di intelligenza artificiale. Tra le principali caratteristiche dell’intervento, nel dettaglio, sono previsti: una dotazione dedicata di 200 milioni di euro; contributo a fondo perduto fino al 10% dell’intervento agevolativo, nei limiti della disciplina de minimis; tasso d’interesse minimo (0,37% ad oggi) in regime de minimis anticipo fino al 50% dell’importo finanziato;
durata dei finanziamenti fino a 8 anni (incluso 2 anni di preammortamento).
Le agevolazioni potranno sostenere un ampio spettro di investimenti: infrastrutture cloud e sistemi di calcolo per l’IA, software e piattaforme di intelligenza artificiale, sviluppo e personalizzazione di modelli, integrazione con i sistemi aziendali, gestione e valorizzazione dei dati, formazione del personale, inserimento di competenze specialistiche, consulenze, certificazioni, cybersecurity, adeguamento all’AI Act e iniziative di governance dell’Intelligenza Artificiale. Le domande potranno essere presentate a partire dal 21settembre 2026 direttamente sul Portale Simest dei finanziamenti agevolati disponibile sul sito simest.it
Maire: Nextchem selezionata per un impianto di fertilizzanti in Arabia Saudita
Maire annuncia che Nextchem, attraverso il proprio licensor di tecnologie per l’azoto Stamicarbon, è stata selezionata per la fornitura del pacchetto tecnologico per il progetto di fertilizzanti di grandi dimensioni “SAN-7” di Saudi Basic Industries Corporation Agri-Nutrients (SABIC AN) ad Al Jubail, in Arabia Saudita.nLo scopo del lavoro di Stamicarbon comprende un accordo di licenza con SABIC, oltre a contratti con l’appaltatore EPC per il Process Design Package (PDP) e la fornitura di apparecchiature proprietarie, facendo leva sulla tecnologia proprietaria NX STAMI™ Urea. Il valore complessivo del pacchetto tecnologico è pari a circa €125 milioni.nIl nuovo impianto di fertilizzanti comprenderà due unità di produzione di urea, ciascuna con una capacità di 3.850 tonnellate metriche al giorno.nIl progetto è in linea con la visione di lungo periodo di SABIC volta ad ampliare le capacità produttive e di esportazione di fertilizzanti dell’Arabia Saudita, rafforzando il contributo del Regno alla sicurezza alimentare globale e sostenendo gli obiettivi di sviluppo industriale delineati dalla Saudi Vision 2030. Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, ha commentato: “La scelta di Nextchem conferma la forza della nostra piattaforma tecnologica proprietaria NX STAMI™ Urea e la fiducia che primari operatori come SABIC AN ripongono nella nostra capacità di fornire soluzioni affidabili e ad alte prestazioni su larga scala. Questo risultato riflette inoltre il solido slancio che stiamo registrando nel segmento dei fertilizzanti, come dimostrano anche le recenti assegnazioni, e conferma il nostro impegno nel supportare i clienti con tecnologie che combinano efficienza operativa, affidabilità e competitività di lungo periodo.”
Ex Ilva: protesta indotto, sciopero 24 ore e blocco strade
Dopo l’assemblea davanti alla portineria imprese dello stabilimento ex Ilva di Taranto, i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato le prime 24 ore di sciopero per tutti i lavoratori dell’appalto a partire dalle ore 9 di ieri sino alle 7 di oggi. I lavoratori hanno occupato la strada provinciale per Statte in segno di protesta ma è annunciato un blocco stradale anche sulla statale in direzione Bari. “Sia chiaro – sottolineano i sindacati nella comunicazione di sciopero – che non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti lavoratori” La mobilitazione, promossa da Fim, Fiom, Uilm e Usb, è contro il rischio di licenziamenti collettivi per circa 2.500 operai, legato alla fermata dell’area a caldo dello stabilimento entro fine ottobre, disposta dalla Corte d’Appello di Milano. Ad aprire la settimana è dunque la protesta dei lavoratori dell’indotto, mentre domani è previsto a Palazzo Chigi un nuovo tavolo sull’ex Ilva tra Governo e sindacati. A ieri, però, non era ancora arrivata alcuna convocazione formale né alle organizzazioni sindacali né ai commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d’Italia. “Il tempo è scaduto”, hanno ribadito i sindacati, chiedendo garanzie occupazionali, tutela del reddito e un piano industriale per Taranto. Al centro della protesta anche il blocco delle procedure di licenziamento nell’appalto.
Aldo Uva entra nel Cda di Natuzzi, sarà il prossimo Ceo
Aldo Uva entra nel cda di Natuzzi spa dove dovrebbe assumere formalmente la carica di ceo del Gruppo Natuzzi entro la prima metà di ottobre 2026. Lo annuncia la società di produzione e distribuzione di divani in una nota. La nomina segue la decisione dell’assemblea degli azionisti dell’11 settembre scorso sull’aumento del numero dei membri del consiglio di amministrazione. Uva è già stato ceo di Natuzzi dal maggio 2008 al marzo 2009. Aldo Uva – è detto in una nota di Natuzzi – è un executive manager di respiro internazionale specializzato in processi di trasformazione attraverso percorsi di riposizionamento strategico, turnaround operativo e creazione sostenibile di valore per gli azionisti con oltre 30 anni di esperienza manageriale alla guida di società quotate, partecipate da private equity e a controllo familiare. Prima di entrare in Natuzzi, Uva ha ricoperto il ruolo di Executive chairman e ceo di Incredo Ltd; ha avuto posizioni apicali a livello globale in Csm Ingredients, Ferrero, Firmenich, LIvekindly Collective, Nestlé, Sara Lee, Parmalat e Indesit.
“La nomina di Aldo Uva – è detto in una nota – si inserisce strategicamente nel percorso di trasformazione aziendale già avviato da Natuzzi negli ultimi mesi con l’obiettivo di rafforzare progressivamente la propria solidità, migliorare l’efficienza operativa e creare le condizioni per un recupero sostenibile nel tempo, in grado di valorizzare ulteriormente il prestigio del brand a livello mondiale, superando le dinamiche congiunturali”.
“La trasformazione che ci attende richiederà scelte difficili, ma anche velocità, focus e il coraggio di cambiare”, afferma Uva. “Sono onorato di entrare a far parte di Natuzzi, un brand italiano iconico, con un heritage distintivo, una riconoscibilità globale e un significativo potenziale inespresso. Ritengo – aggiunge – che il Gruppo disponga di punti di forza fondamentali per costruire un nuovo capitolo di successo e perseguire la creazione di valore sostenibile nel lungo periodo. La nostra priorità, ora, è trasformare questo potenziale in un miglioramento delle performance. Intendiamo esprimere appieno la forza del brand Natuzzi, semplificando al contempo il business, rendendo più efficienti le operations e rimodellando la struttura dei costi del Gruppo, con l’obiettivo di riallocare risorse verso investimenti mirati alla crescita, all’innovazione e al futuro. Intendiamo inoltre applicare una rigorosa disciplina nell’esecuzione, con un focus chiaro su profittabilità, generazione di cassa e allocazione efficiente delle risorse”.
“I nostri obiettivi – spiega – sono chiari: recuperare competitività, costruire un’azienda finanziariamente più solida, riportare Natuzzi su un percorso di crescita sostenibile e profittevole e creare valore duraturo per i nostri azionisti, i nostri business partner, clienti e le nostre persone. Perseguiremo performance ed efficienza con determinazione, promuovendo al tempo stesso un ambiente di lavoro socialmente sostenibile, nel quale le persone possano contribuire, crescere ed essere orgogliose di essere parte del futuro di Natuzzi”.
Pasquale Natuzzi, presidente del cda, spiega di conoscere Uva “da oltre 20 anni” e di aver “seguito con grande apprezzamento i suoi risultati nel suo percorso”. “Sono fiducioso – conclude – che la sua vasta esperienza internazionale gli abbia fornito le competenze di leadership necessarie per eseguire con disciplina le linee guida strategiche approvate dal Consiglio e aiutare il Gruppo a ripristinare l’efficienza e la redditività di lungo periodo”.
Scuola, Carnevali (Anci): Il Pnrr ha costruito nuove strutture, ora le risorse stabili per farle funzionare
Il Pnrr ha costruito scuole, nidi, mense e palestre. Ora arriva la parte più difficile: farle funzionare. Perché dietro ogni nuova struttura ci sono personale da assumere, bollette da pagare, manutenzione da garantire e servizi da rendere accessibili alle famiglie. È questo il nodo che, con l’avvio del nuovo anno scolastico, Elena Carnevali, sindaca di Bergamo e delegata all’Istruzione, Politiche educative ed edilizia scolastica di Anci, mette al centro della discussione: “Un edificio, da solo, non è un servizio”. La grande stagione degli investimenti non può quindi chiudersi con la fine del Pnrr, ma deve lasciare spazio a una fase altrettanto decisiva, quella del finanziamento stabile della gestione. E insieme alla gestione torna al centro l’urgenza di rilanciare l’edilizia scolastica, affrontare l’emergenza climatica, garantire il personale educativo e ridurre le profonde disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi. “Il Pnrr ha consentito a Comuni e Città di affrontare una sfida straordinaria, trasformando risorse e obiettivi nazionali in interventi concreti sui territori”. Un risultato particolarmente significativo riguarda gli asili nido, “dove il target è stato ampiamente raggiunto”. In questi anni sono state realizzate nuove strutture e nuovi servizi, insieme a mense, palestre e interventi di riqualificazione che hanno ampliato e migliorato l’offerta educativa.
Ma la realizzazione delle infrastrutture, sottolinea Carnevali, non è sufficiente a garantire un servizio. «Un edificio, da solo, non è un servizio: per farlo funzionare servono personale, aggiornamenti pedagogici, utenze, manutenzione e risorse stabili in parte corrente». Per questo il Pnrr «non deve essere considerato un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase»: agli investimenti devono seguire risorse adeguate per assicurare nel tempo il funzionamento dei servizi realizzati. Il passaggio dalla fase straordinaria degli investimenti a quella della gestione rappresenta dunque una delle principali sfide per i Comuni. «Il rischio è che i Comuni si trovino a dover sostenere nuovi costi senza che siano previsti i corrispondenti finanziamenti a livello centrale». Da qui la richiesta di una fase di consolidamento, con un’adeguata copertura dei costi di gestione per i circa 150 mila nuovi posti nido e scuola dell’infanzia realizzati. «È fondamentale che il Pnrr non lasci soltanto nuove strutture, ma servizi realmente accessibili e funzionanti”. La conclusione della fase straordinaria del Pnrr non significa, secondo Carnevali, che possa esaurirsi l’impegno sull’edilizia scolastica. Il patrimonio italiano rimane ampio e diversificato e necessita di interventi continui di manutenzione, ristrutturazione, messa in sicurezza, efficientamento energetico e adeguamento sismico e antincendio.
“Dopo gli importanti investimenti del Pnrr è necessario che l’edilizia scolastica torni a essere una priorità dell’agenda politica del nostro Paese», afferma la delegata Anci. La richiesta è di rifinanziare la programmazione pluriennale nazionale, interrotta con l’avvio del Pnrr, destinando risorse direttamente a Comuni e Città metropolitane. A questa esigenza si aggiunge quella, sempre più evidente, dell’adattamento degli edifici scolastici alla crisi climatica. La ripresa delle attività didattiche in presenza di temperature ancora elevate mette in luce le vulnerabilità di molte strutture, spesso prive di sistemi di climatizzazione adeguati. «È una questione che non può essere affrontata con interventi emergenziali o lasciata alla sola responsabilità dei territori: serve una strategia nazionale». Per Carnevali occorre quindi prevedere già con la prossima legge di Bilancio «risorse strutturali e adeguate per incentivare l’efficientamento energetico delle scuole». La disponibilità di nuovi posti, in particolare nei nidi, porta però con sé un problema altrettanto concreto: chi dovrà farli funzionare. La carenza di personale educativo in molti territori rischia infatti di diventare «un vero e proprio collo di bottiglia proprio mentre aumentano i posti disponibili». Servono, secondo Carnevali, interventi capaci di rendere più attrattivo il lavoro educativo, percorsi di formazione e reclutamento più efficaci e soprattutto la possibilità per i Comuni di sostenere nel tempo il costo del personale. Su questo fronte Anci sta lavorando con il Ministero dell’Università e della Ricerca e con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per individuare soluzioni strutturali.
Salvatore Pinto eletto presidente dí Elettricità Futura
L’Assemblea di Elettricità Futura, principale associazione del settore elettrico italiano, ha eletto a larga maggioranza Salvatore Pinto nuovo Presidente. Laureato in Ingegneria Elettronica, ha sviluppato una carriera internazionale all’interno di grandi gruppi quali Telecom Italia, Pirelli e Olivetti ed è Presidente di Axpo Italia, di cui è stato CEO dal 2009 al 2015. Da sempre promotore della ricerca e dell’innovazione nell’ambito delle energie rinnovabili, è fondatore e Presidente di Green Energy Storage, start up che sviluppa sistemi innovativi di accumulo energetico.
“Sono orgoglioso di assumere la presidenza di Elettricità Futura con un così ampio consenso da parte degli associati. Il settore energetico sta attraversando una fase di grande complessità sul piano geopolitico, ma anche di profonda evoluzione tecnologica, che offre enormi opportunità di sviluppo” ha commentato Salvatore Pinto. “Il completamento della transizione energetica è una necessità per l’Italia, per rafforzare la competitività del Paese, la sicurezza e l’autonomia degli approvvigionamenti e accompagnare la decarbonizzazione dell’economia. È un passaggio fondamentale, che richiede il contributo di tutti gli stakeholder e un confronto costante tra imprese, Istituzioni e territori. Elettricità Futura è pronta a svolgere pienamente il proprio ruolo, favorendo il dialogo e contribuendo a individuare soluzioni concrete per superare gli ostacoli che ancora frenano questo percorso”.
L’Assemblea di Elettricità Futura ha inoltre approvato la nomina di dieci vice presidenti: Renato Mazzoncini (A2A, vice presidente vicario), Guido Bortoni (Cesi), Andrea Ghiselli (TTEP Italia), Francesca Gostinelli (Enel Italia), Stefano Granella (Dolomiti Energia), Monica Iacono (Engie Italia), Paolo Luigi Merli (Erg), Nicola Monti (Edison), Pietro Pacchione (Delos Service), Hannelore Rocchio (Eni). Sono stati inoltre nominati tre vice presidenti aggiunti: Alessandro Cecchi (Iren), Luca Conti (E.ON) e Simone Togni (IVPC Service).
Cgil: eletta la nuova segreteria nazionale. Entrano De Palma, Filetti e Sorrentino
L’Assemblea generale della Cgil, riunita ieri a Roma, ha eletto a voto segreto, su proposta del segretario generale Maurizio Landini, la nuova segreteria confederale, formata da dieci componenti e in pari misura da donne e uomini. Tre i nuovi ingressi Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil, Stefania Filetti, segretaria generale Cgil Varese, e Serena Sorrentino, Presidente della Commissione del Programma fondamentale. La segreteria confederale sarà pertanto così composta: Maurizio Landini, (segretario generale), Daniela Barbaresi, Michele De Palma, Christian Ferrari, Stefania Filetti, Maria Grazia Gabrielli, Pino Gesmundo, Lara Ghiglione, Luigi Giove e Serena Sorrentino. Francesca Re David ha lasciato la segreteria il 24 luglio scorso per il raggiungimento dei limiti di età.
Livorno: al Gruppo Neri e Nova Marine Carriers il controllo del Terminal Calata Orlando
Passa sotto il controllo diretto dei Gruppi Fratelli Neri e Nova Marine Carriers, il terminal livornese TCO (Terminal Calata Orlando). La maggioranza di TCO è stata infatti acquisita dalla holding NR Investimenti, che vede la partecipazione paritetica dei due Gruppi, mentre la rimanente quota è in carico alla famiglia di Roberto Alberti (storico agente di Livorno). Obiettivo dell’operazione, che nasce dalla sinergia fra un importante terminal operator e un carrier in grado di pianificare trasporti e carichi, è quello di rilanciare TCO, un terminal multipurpose che opera sulla Calata Orlando nella zona del porto commerciale di Livorno riservata ai traffici di merci alla rinfusa. Dotato di una banchina lunga 450 metri, il Terminal occupa una superficie complessiva di circa 32.000 mq per la movimentazione e il deposito di merce break bulk e rinfuse e sarà oggetto di un consistente investimento finalizzato a svilupparne i traffici e incrementarne gli standard di efficienza.