RIGENERAZIONE URBANA/1
TEHA presenta il suo social impact index. Scannapieco: attrarre investitori pazienti con regole stabili
Continua la corsa a misurare con strumenti più strutturati l’effetto degli interventi sul territorio: dopo Ance e Ifab-Si4, anche Ambrosetti elabora un proprio indicatore con PoliTo. Alla Cdp presentato il primo rapporto della community di TEHA: leva da 1.600 miliardi potenziali per il Pil. “Ma la filiera deve trasformarsi in un vero settore industriale. Risorse pubbliche insufficienti”

Dario Scannapieco, ad Cassa depositi e prestiti
Con un potenziale di 320mila metri quadrati di superficie lorda rigenerabili entro il 2050, la rigenerazione urbana può fornire un contributo al Pil nazionale di 1.594 miliardi di euro nei prossimi 25 anni. Chi ama i numeroni senza controprova può fermarsi a queste proiezioni contenute nel primo rapporto della Community Valore Rigenerazione Urbana di The European House Ambrosetti (TEHA), presentato ieri in Cassa depositi e prestiti. Ma il lavoro importante del Report di TEHA, che invece dà un contributo effettivo all’attuale fase evolutiva della rigenerazione urbana, segnata da grandi potenzialità e da grande incertezza, è la definizione di un nuovo indice, sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Torino, per misurare il valore sociale della rigenerazione: l’Urban Regeneration Social Impact Index (URSII).
Non a caso a questa corsa – che punta a misurare l’impatto sociale con strumenti più strutturati, applicabili anche a progetti ex ante e non solo a risultati ex post – si erano già iscritti l’Ance e la coppia IFAB-Si4, con lo sviluppo di altrettanti indicatori. Come è stato sottolineato anche ieri, c’è uno sforzo di oggettivare (e rendere quindi più credibili) gli impatti sociali derivanti dagli investimenti di rigenerazione urbana: questo – come ha sottolineato Jacopo Palermo, associate partner di TEHA e coordinatore della Community – può sbloccare un settore che oggi produce poco o nulla del suo potenziale a tredici cifre e rafforzare lo strumento fondamentale del partenariato pubblico-privato. Lo stesso Report, che fa ottimisticamente riferimento a una dotazione di 3,4 miliardi nella legge sulla rigenerazione urbana all’esame del Senato (risorse che nella legge non ci sono ancora perché si attende da otto mesi il parere del MEF), dice che comunque siamo allo “0,2% del potenziale di mercato oggi coperto dalle risorse pubbliche”. Su questo punto, l’insufficienza delle risorse pubbliche, c’è unanimità di tutti gli operatori.
L’URSII, in linea con gli standard del Joint Research Centre (JRC) della commissione Ue, “si basa su 45 KPI di cui 40 monetizzabili, che offrono una valutazione integrata delle dimensioni economiche, sociali e ambientali di ciascun intervento”. Tra i parametri utilizzati – hanno spiegato Matteo Zaupa (TEHA) e Patrizia Lombardi (PoliTo) – figurano la rilevanza per il territorio, la fattibilità tecnica, il controvalore economico e la qualità del progetto, con un focus particolare su equità, intergenerazionalità, integrazione urbana e competitività delle attività. “L’URSII si propone – dice la nota di Ambrosetti – come strumento concreto di supporto per enti pubblici, investitori e operatori privati, abilitando il partenariato pubblico-privato e orientando strategie di sviluppo urbano sostenibile per generare valore reale per le comunità locali”.
A introdurre il seminario era stato l’amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco, che aveva raccomandato da una parte di “adottare un approccio sistemico” per cogliere le enormi potenzialità della rigenerazione urbana come contributo alla crescita italiana dei prossimi decenni, dall’altra aveva fatto proprio l’atteggiamento di rigenerazione sociale che punta a “mettere le persone al centro”. Un terzo aspetto che Scannapieco ha sottolineato è stato quello della “attenzione particolare da dare al Mezzogiorno, che può diventare un laboratorio di innovazione sociale sostenibile”.
Cdp – ha detto Scannapieco – è sempre pronta a intervenire su interventi di rigenerazione urbana, come già fatto in passato anche su propri asset, come la Manifattura Tabacchi di Firenze, il Mind a Rho Pero, le Officine Reggiane, il Poligrafico e le torri dell’Eur a Roma. Il testo unificato in discussione al Senato “per la prima volta vede per la prima volta la rigenerazione urbana in modo trasversale”. Il nostro auspicio – ha detto Scannapieco – è che “l’Italia diventi sempre più attrattiva anche per investitori esteri pazienti, capaci di guardare al lungo periodo, ma questo sarà possibile con regole certe”. Confermata l’attenzione di Cdp all’housing nelle sue varie forme, student, senior, social e service.