Appalti – Norme
Per il TAR Napoli la predisposizione dei documenti di sicurezza da parte della consorziata non muta il soggetto esecutore
La gestione delle varianti e delle modifiche nell’affidamento diretto
L’affidamento diretto è una procedura semplificata soggetta a precisi limiti economici stabiliti dal Codice all’articolo 50 e pari ad un importo inferiore a 150mila euro per i lavori e ad un importo inferiore a 140mila euro per i servizi e le forniture. Pertanto, le modifiche in corso di esecuzione, possibili e fisiologiche anche per l’affidamento diretto, richiedono particolare attenzione, in quanto, se, da un lato, l’articolo 120 del Dlgs. 36/2023 permette una certa flessibilità per garantire la prosecuzione del contratto, dall’altro lato, è necessario evitare che tali modifiche diventino uno strumento per superare le predette soglie di legge ed eludere la norma. Vediamo, dunque, cosa bisogna sapere per una corretta gestione delle modifiche contrattuali negli affidamenti diretti.
La specialità del Partenariato culturale e l’interesse pubblico nella valorizzazione dei beni culturali
Per la Corte dei Conti la norma sulla prelazione nel project financing va disapplicata
Governare il dato (con la gestione informativa digitale) significa governare anche manutenzione, spesa corrente e responsabilità amministrativa
Le Linee Guida del 20 febbraio 2026 sulla gestione informativa digitale delle costruzioni segnano un passaggio strutturale nell’attuazione dell’articolo 43 del Dlgs 36/2023, come modificato dal Dlgs 209/2024. Non confermano soltanto un obbligo tecnico operativo già dal 1° gennaio 2025 per le opere sopra i 2 milioni di euro. Introducono un cambio di paradigma: l’opera pubblica non è più un insieme di elaborati, ma un sistema di dati strutturati che accompagna il progetto dalla sua concezione fino alla gestione e, se necessario, alla sua demolizione o riuso. È qui che la questione diventa decisiva per gli enti locali. (…)
La guida BIM per le stazioni appaltanti
Le recenti “Linee Guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti”, pubblicate dal MIT lo scorso 23 febbraio (ne abbiamo parlato qui https://diariodiac.it/valutazione-della-maturita-digitale-proporzionalita-capitolato-informativo-sa-alle-prese-con-le-linee-guida/) hanno evidenziato come la gestione informativa digitale (articolo 43 e Allegato I.9 del Codice), spesso identificata con il termine BIM, non è solo una metodologia tecnica di modellazione, ma un vero mutamento del modello organizzativo. Essa, infatti, incide, mirando a migliorarla, sulla governance della stazione appaltante, accelerandone i processi decisionali e riducendo i rischi lungo l’intero ciclo di vita dell’opera, dalla progettazione alla gestione. Ciò richiede, però, che l’amministrazione debba innanzitutto dotarsi di una struttura organizzativa e digitale adeguata già prima di avviare le singole procedure.
Vediamo insieme come tutto questo si traduce nella pratica e cosa deve fare nel concreto la stazione appaltante.
Somministrazione di lavoro e anomalia dell’offerta: il costo del personale non è una zona franca
CCNL prevalente: le istruzioni dell’ANAC che già anticipa nuovi chiarimenti sulla relazione al bando tipo e l’equivalenza contrattuale
Valutazione della maturità digitale, proporzionalità, capitolato informativo: SA alle prese con le linee guida
Le linee guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti (meglio note come linee guida BIM), adottate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 20 febbraio 2026, si collocano nel solco dell’allegato I.9 del codice, di cui rappresentano uno strumento attuativo e interpretativo. Non introducono, pertanto, nuovi obblighi, autonomi rispetto al Dlgs. 36/2023, ma forniscono indicazioni operative per dare concreta attuazione all’obbligo di adozione dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale, non prima, però, di aver chiarito la definizione stessa di cosa sia il BIM in termini di operatività quotidiana per una pubblica amministrazione.
Anac: “Le linee guida BIM aiuteranno un’innovazione concreta della Pa”. Ance: “Cambia il paradigma”
Secondo il presidente dell’Autorità anticorruzione Giuseppe Busìa (in foto), le linee guida sostengono “un processo di crescita condivisa, nel quale l’innovazione non sia percepita come mero adempimento formale”. Plauso anche dal Consiglio nazionale degli ingegneri e dall’Oice. Assorup boccia: “Ci allontaniamo dall’operatività. Basta con i quaderni delle buone pratiche”.
Prompt efficaci o RUP competenti? Il dilemma dell’intelligenza artificiale nei contratti pubblici
Negli ultimi mesi, il dibattito sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nei contratti pubblici ha conosciuto una forte accelerazione.
Se fino a poco tempo fa si trattava di suggestioni teoriche o di sperimentazioni isolate, oggi il tema è entrato stabilmente nelle discussioni, nell’agenda di convegni, riviste specialistiche e, finanche, nei percorsi formativi dedicati ai RUP. (…)
La qualificazione (dimenticata) per la fase di progettazione
Unicità del RUP significa, prima di tutto, prendere sul serio l’idea che il nuovo Codice non abbia introdotto la qualificazione delle stazioni appaltanti come un adempimento reputazionale, ma come una regola di sistema pensata per riallocare responsabilità e competenze lungo l’intero ciclo dell’affidamento, dalla progettazione alla gara fino alla gestione contrattuale, con un effetto immediato sul modo in cui si deve intendere la titolarità del procedimento quando una stazione appaltante non qualificata ricorre a una centrale di committenza qualificata. (…)
Per il CdS è sanabile l’omessa produzione del DGUE
Il pagamento diretto al subappaltatore in caso di insolvenza dell’appaltatore
L’articolo 119 del Decreto Legislativo 36/2023 configura il pagamento diretto del subappaltatore come meccanismo tipizzato, condizionato e non automatico. Più precisamente, il nuovo Codice rafforza la tutela del subappaltatore, ma non gli attribuisce un diritto generalizzato verso la stazione appaltante. Il pagamento diretto, infatti, opera solo nei casi espressamente previsti, presuppone un subappalto regolarmente autorizzato, richiede la sussistenza dei presupposti normativi e deve coordinarsi anche con altre discipline imperative, tra cui quella della crisi d’impresa. Anche l’appaltatore pubblico, infatti, quando assume il compimento di una prestazione, lo fa con gestione a proprio rischio. Pertanto, l’insolvenza dell’appaltatore, ossia l’impossibilità di far fronte alle proprie obbligazioni per mancanza dei mezzi necessari per effettuare i pagamenti dovuti (da non confondere con l’inadempimento), è un evento tutt’altro che raro. Anzi, è un rischio quasi fisiologico. In tale evenienza, il meccanismo del pagamento diretto al subappaltatore deve fare i conti con tale stato di insolvenza dell’appaltatore e cedere il passo, laddove esso possa determinare una alterazione della par condicio creditorum o aggirare i vincoli della procedura concorsuale (cfr. TAR Lazio-Roma, sentenza del 19/02/2026, n. 3123). Vediamo insieme, quindi, cosa accade al pagamento diretto del subappaltatore in caso di pendenza di una procedura concorsuale a carico dell’appaltatore e a cosa deve prestare attenzione la stazione appaltante.
Attenzione a prorogare il termine di scadenza per le offerte: il confine netto tracciato dal TAR di Napoli
Il RUP non può riscrivere la gara: la sentenza del TAR di Napoli smonta le illusioni degli operatori economici
La nuova piattaforma CCT: cos’è e come funziona
Lo aveva anticipato il capo di gabinetto del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Grasso, in occasione del convegno “Obiettivo domani” organizzato da Ance e tenutosi a Roma il 12 novembre scorso (ne abbiamo parlato qui https://diariodiac.it/il-cct-motore-dellesecuzione/), ed ora ciò che era un progetto è diventato realtà. Stiamo parlando della piattaforma digitale per il monitoraggio dei Collegi Consultivi Tecnici (CCT) promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e attivata il 3 dicembre 2025.
La nuova infrastruttura informatica, sviluppata dalla Direzione Generale per la digitalizzazione del MIT con il supporto dell’Osservatorio permanente presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, rappresenta un passaggio decisivo nel processo di digitalizzazione e trasparenza della fase di esecuzione dei contratti pubblici. La piattaforma, infatti, è destinata a sostituire progressivamente le PEC quale strumento di raccolta e monitoraggio dei dati e degli atti dei CCT, diventandone la banca dati unica, con integrazione alla Banca Dati Nazionale ANAC e funzionalità di aggregazione e analisi in tempo reale.
Cerchiamo, quindi, di capire meglio di cosa si tratta e come funziona.