L’ASSEMBLEA ANCI

I Comuni: “Risorse per la casa dal 2028? Vanno anticipate”. Fitto: a breve l’Agenda Ue delle città

L’emergenza casa è stata al centro della seconda giornata dell’Assemblea dell’Anci: i sindaci chiedono una strategia nazionale, con risorse attivabili da subito. “Più fondi per affitti e morosità incolpevole”. Il vicepresidente della commissione Ue: la decisione sulla rimodulazione del Pnrr arriverà entro novembre

14 Nov 2025 di Maria Cristina Carlini (da Bologna)

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I Comuni: “Risorse per la casa dal 2028? Vanno anticipate”. Fitto: a breve l’Agenda Ue delle città

Da Nord a Sud, è un messaggio chiaro quello che arriva dai sindaci italiani: l’emergenza abitativa è una questione nazionale che richiede interventi immediati, risorse e un cambio di paradigma nelle politiche urbane. Non per questo, i Comuni italiani stanno fermi ad aspettare ma da soli non possono trovare soluzioni.  Non bastano certo le linee indicate dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ai sindaci riuniti a Bologna per la 42ma assemblea annuale. Piuttosto, dopo che ieri il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, ha incalzato sulla necessità di un Piano Casa nazionale e dopo che lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sollecitato politiche abitative,  quello che si leva dai territori, dalle grandi città ai più piccoli centri di provincia, non  è solo un grido d’allarme – che c’è tutto- ma la richiesta puntuale e dettagliata di una strategia integrata che unisca edilizia popolare, rigenerazione urbana, housing sociale e politiche del lavoro.  “Diritto all’abitare, dovere di rigenerare”: è questo il tema di un panel che si è svolto ieri in una fittissima giornata di dibattiti al Bologna Fiere, dal welfare alla sanità, dalle infrastrutture all’energia. Dalle parole dei sindaci si delinea una strategia comune articolata in alcune principali mosse: anticipare le risorse oggi previste solo dal 2028; potenziare il Fondo per la morosità incolpevole; incrementare il contributo  affitto per il mercato libero e un piano nazionale per il social housing, coinvolgendo terzo settore e privati.

Funaro: le risposte devono arrivare ora, i bisogni dei cittadini sono oggi

Le risposte devono arrivare ora, ha detto senza mezzi termini la sindaca di Firenze e responsabile delle politiche abitative di Anci, Sara Funaro. “Noi chiediamo alcune cose che sono molto chiare e che stiamo chiedendo da tempo nel confronto che abbiamo con il Governo.  Prima  di tutto il Piano Casa di cui tanto si parla non mette risorse: le risorse disponibili sono dal 2028. È chiaro che i bisogni dei cittadini sono oggi nel 2025, nel 2026  e non si può aspettare tutto questo tempo. Quello  che noi chiediamo è , intanto, di anticipare le risorse;  di rimettere in campo risorse per la morosità incolpevole , per il contributo per gli affitti. Chiediamo  di iniziare a pensare un piano strutturale per le ristrutturazioni delle case popolari , dare risposte per il social housing attraverso il recupero di immobili esistenti. Insomma, chiediamo nuove politiche per dare risposta ai nostri cittadini, agli studenti, ai lavoratori”.  “A Firenze si sta ragionando sull’intera cintura urbana, ma le risorse locali non sono sufficienti. È quindi fondamentale ricevere supporto dal governo e dall’Europa, come avvenuto in passato con il Piano Periferie. Investimenti mirati sono indispensabili per garantire risposte concrete ai cittadini” .

I Comuni si stanno, dunque, muovendo , cercano di fronteggiare, in qualche modo l’emergenza. Un esempio arriva da Parma , ad esempio, dove il Comune, ha  lanciato “Fare la casa giusta, un progetto, come ha spiegato il sindaco Michele Guerra,  che  mette al centro l’equità nell’accesso all’abitare, intervenendo  su più fronti: dall’emergenza abitativa, che coinvolge un numero crescente di persone, alle esigenze degli studenti, fino a chi ha un reddito sufficiente ma fatica a sostenere il costo della casa. In questo ambito, il Comune sta recuperando circa 600 alloggi di edilizia pubblica.Inoltre, Per contrastare il problema delle case vuote dovute alla paura di morosità, il Comune offre un servizio di mediazione tra proprietari e inquilini.

Giuseppe Marchionna, sindaco di Brindisi, ha poi raccontato  come la sua città sta cambiando volto. “L’analisi fatta dalla sindaca di Firenze è più che realistica e la condivido ma io porto un’esperienza particolare. Siamo vivendo in città un’importante transizione industriale di tipo energetico, penso alla chiusura del Petrolchimico e dell’impianto ad energia a carbone, con la riqualificazioni territoriale. Abbiamo aggiornato il Piano triennale delle opere pubbliche e avviato convenzioni che prevedono che il 2 per cento degli investimenti industriali vadano in riqualificazione e ristrutturazione del patrimonio comunale, pari a 1200 unità abitative. La nostra missione è rigenerare senza spreco di suolo, e consentire che quelle fasce medie in affanno vivano in aree migliori”.

Secondo il sindaco di Siracusa Francesco Italia, quando si interviene sulle politiche abitative, come fa l’Anci, bisogna anche alzare le ambizioni. “Non sento mai parlare di demolizioni e ricostruzioni, ma la mia città ha problemi in interi quartieri”, ha aggiunto. Dal punto di vista della sicurezza, ricostruire significa anche rigenerare: una famiglia che vive in condizioni difficili può trarne beneficio. Una nota di ottimismo arriva da Pordenone. Diverso l’esempio portato da Alessandro Basso, sindaco di Pordenone. “La nostra è una realtà diversa rispetto a quella data finora. La nostra emergenza abitativa è più relativa anche su tutto il territorio regionale. Più sentito il tema della rigenerazione urbana, di sostenibilità ambientale e di valorizzazione del turismo. Abbiamo fatto la scelta di coinvolgere l’Università nella riqualificazione di aree anche in termini urbanistici, penso all’area di Trieste per promuovere la lotta di desertificazione commerciale e a favore di famiglie come nella creazione di asili nido”. Pasquale Gandolfi, presidente di  UPI e presidente della Provincia di Bergamo, ha sottolineano, invece, l’importanza di fare rete su tuto il territorio. “Non possiamo limitarci ad avere una solo visione cittadina per la gestione delle politiche abitative ma dobbiamo allargare la nostra visione all’area vasta, alle realtà provinciali come occasioni di sviluppo, con le città metropolitane che a mio avviso necessitano di maggior coordinamento anche con gli stakeholder sul territorio. Vanno cambiati i parametri e gli indici da studiare, anagrafici, statistici studiando anche gli indicatori legati al mondo del lavoro e dei lavoratori. Per impedire la delocalizzazione di poli industriali sono necessarie politiche attrattive sul territorio che prevedano oltre a misure come l’housing sociale anche una sorta di  anche l’housing lavorativo integrato con le realtà industriali”.

Fitto: presto un’Agenda europea delle città . Sulla rimodulazione del Pnrr decisione entro novembre

Casa: emergenza italiana ma anche europea. A parlarne è stato il vicepresidente esecutivo Ue Raffaele Fitto, che ha chiuso la seconda giornata dell’assemblea Anci.  “La politica della casa – ha precisato – è una competenza degli Stati membri. La Commissione Europea la sta affrontando con un approccio concreto, operativo e anche con la possibilità di indirizzare le risorse nel modo più efficace possibile”. Fitto ha ricordato in tal senso la revisione di medio termine dell’attuale programma di coesione “che consente di aumentare le risorse. Sto concludendo le fasi preliminari per la presentazione il 10 dicembre della nuova Agenda europea per le città. Il 75% dei cittadini europei vive nelle grandi aree urbane e questo pone una serie di questioni collegate alla casa, ma affronteremo anche il tema collegato alle grave situazione delle aree rurali interne dove c’è l’effetto opposto, c’è lo spopolamento”.nel mese di dicembre presenteremo un piano europeo dedicato alle case e agli alloggi accessibili”, frutto “di un lungo confronto con gli Stati membri – ha spiegato – con le autorità locali e con le reti delle città europee”.

C’è il capitolo Pnrr. La proposta di rimodulazione del Piano italiano “sta procedendo positivamente” e dopo l’ok della Commissione europea si attende l’approvazione del Consiglio “nei prossimi giorni, nel mese di novembre”. “La Commissione ha dato un suo ok, adesso aspettiamo l’ok del Consiglio – ha spiegato Fitto -. Successivamente a questo si potrà intervenire in questa direzione raccogliendo tutti questi indirizzi che consentono con la revisione del Pnrr di attuare la flessibilità”. “Io penso che su questo bisogna insistere: non si possono utilizzare le risorse, nella stagione che viviamo, con i profondi cambiamenti complessivi che abbiamo nel contesto mondiale, con la rigidità di un bilancio ingessato che non può cambiare per anni – ha proseguito il vicepresidente -. Noi dobbiamo avere la capacità di dare strumenti e di avere strumenti per muovere le risorse anche per affrontare le sfide nuove di fronte alle quale ci troviamo”.

La città che cambia: l’Agenzia del Demanio incontra gli amministratori locali

Piani Città degli Immobili Pubblici, il ruolo strategico della Struttura per la Progettazione a supporto degli enti territoriali, il Partenariato Pubblico Privato e il Temporary Use per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico in un’ottica di rigenerazione urbana: con questi temi, l’Agenzia del Demanio  è presente con  un programma di incontri e testimonianze dal titolo “La città che cambia. Il ruolo strategico degli immobili pubblici”, dedicato al tema della rigenerazione urbana e al contributo che il patrimonio immobiliare pubblico può offrire per lo sviluppo sostenibile dei territori e per creare valore economico, sociale, ambientale e culturale. La giornata di ieri è  stata dedicata  agli appuntamenti curati dalla Struttura per la Progettazione dell’Agenzia del Demanio con esperienze concrete di collaborazione con gli enti locali per una pianificazione integrata degli interventi di riqualificazione.Durante la tre giorni bolognese lo stand dell’Agenzia del Demanio è uno spazio aperto al dialogo con i rappresentanti dei Comuni, delle istituzioni e dei cittadini, con l’obiettivo di condividere strategie, progetti e strumenti per una gestione sostenibile, innovativa e integrata del patrimonio immobiliare pubblico.

 

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