DOPO LO SGOMBERO

Spin time, il Comune punta all’acquisto prima delle elezioni. “Regolarizzare raddoppia il valore sociale”

Ciaccheri, presidente del Municipio VIII, spiega a Diac che per l’edificio c’è solo una opzione: “riportarlo all’interno del patrimonio pubblico e creare alloggi popolari”. Fiducia anche dagli attivisti del palazzo: “L’amministrazione e la città intera si rendono conto che un’esperienza come questa non può essere cancellata da uno sgombero”.

21 Set 2026 di Mauro Giansante

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Spin time, il Comune punta all’acquisto prima delle elezioni. “Regolarizzare raddoppia il valore sociale”

La vicenda Spin Time continua. Sabato pomeriggio si è svolta, infatti, la prima manifestazione dopo lo sgombero, o evacuazione, a seconda di chi ricostruisce i fatti avvenuti nella notte tra il 29 e il 30 luglio scorso. Un corteo vivace che ha visto la partecipazione di oltre 200 associazioni ed enti da tutta Italie, oltre alla comunità degli occupanti, sigle sindacali ed esponenti politici di centrosinistra e sinistre radicali. Non senza polemiche, però, visto che Arci Roma, i comitati contrari allo stadio di Pietralata, agli interventi agli ex Mercati Generali o al termovalorizzatore di Santa Palomba si sono sfilate, contestando il modus operandi nella rigenerazione urbana dell’amministrazione Gualtieri. 

Che, invece, su Spin Time punta ad acquisire l’immobile di via di S. Croce in Gerusalemme, nonostante la risposta negativa di Investire Sgr, gestore del fondo proprietario dell’edificio, a trattare. L’obiettivo, quindi, è acquisire la struttura attraverso una procedura ordinaria legata alla pubblicazione di un avviso pubblico per individuare un immobile con caratteristiche analoghe. E farlo il prima possibile per salvaguardare un’esperienza sociale e culturale che va avanti dal 2013. 

Ciaccheri (presidente Municipio VIII): “Dialogo proficuo tra noi e Spin Time”

Lo conferma a Diac Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII, durante la manifestazione. “Tra Spin Time e il Comune c’è un dialogo proficuo, aperto e continuativo”. D’altronde, “c’è consapevolezza di aver perso un punto di riferimento sociale importante” e per questo la volontà e la necessità è quella “di rispondere allo sgombero brutale che c’è stato con una soluzione concreta per le famiglie che sono rimaste senza un tetto sulla testa pur avendo diritto ad un alloggio popolare”. La responsabilità, secondo Ciaccheri, è “del Governo nazionale, intenzionato a fare campagne elettorali sulla pelle delle città e anche delle esperienze sociali che divergono dalla vulgata generale”.

L’obiettivo, allora, è “costruire presupposti di un’alleanza possibile tra movimenti sociali e amministrazioni locali per essere a livello della sfida”. Concretamente, dice il presidente del Municipio VIII, “per Spin Time serve una soluzione a sé, perché ogni storia deve avere una propria soluzione. A Portofluviale abbiamo costruito un progetto capace di rispondere a quell’opportunità che si apriva grazie all’interlocuzione con il Ministero della Difesa, con il Demanio e con la comunità che aveva utilizzato e vissuto gli spazi di via del Portofluviale per più di vent’anni. A Spin Time c’è un’altra opzione che è quella di riportare quel palazzo all’interno del patrimonio pubblico. Sottolineo riportare perché quello era uno spazio di patrimonio pubblico che è stato cartolarizzato dai Governi Berlusconi”. 

Nessuna stima sul prezzo d’acquisto. Lo studio Open Impact

Ad oggi, stime ufficiali su quanto servirebbe per acquisire l’immobile non se ne possono fare. “Siamo in attesa di riuscire a vedere i segni concreti di qualcosa di più di una disponibilità fittizia e purtroppo pregiudicata dalla connivenza con il Governo che Investire Sgr ha messo in campo quest’estate”, ribadisce Ciaccheri a Diac.

Per ora, spiega un attivista di Spin Time al nostro giornale in apertura di corteo, fa fede lo studio Open Impact secondo cui ogni euro investito nella regolarizzazione dell’immobile genera un ritorno di 1,95 euro in valore sociale. Ipotizzando, così, una spesa per l’acquisto di 36,7 milioni si genererebbe un valore complessivo di 71,55 milioni.

Concretamente, “puntiamo a continuare a garantire alla città tutta quella serie di diritti che il pubblico ha fatto estremamente fatica a portare avanti. Servono anzitutto lavori urgenti di messa in sicurezza e riqualifica delle abitazioni, perché adesso stiamo parlando comunque di uffici che vanno ampliati e messi anche a norma secondo i canoni dell’Erp”. 

In che tempi attendere una svolta, allora? “Speriamo che prima delle elezioni vengano fatti dei passi in avanti e ci si assuma questa responsabilità in termini concreti”, conclude l’attivista di Spin Time. “Siamo fiduciosi e sappiamo che però la controparte, ovvero il governo e questa proprietà, ma anche tutte le altre, non sono ben disposte perché hanno capito che c’è un modello alternativo che non prevede il regalo degli spazi pubblici a loro”. 

Le fasi della vicenda Spin Time

Per ora, insomma, resta la fiducia della comunità e del Comune di accelerare verso la svolta per Spin Time. Una vicenda, ricordiamo, apertasi nella notte tra il 29 e il 30 luglio scorso quando i Vigili del Fuoco avevano evacuato l’edificio a seguito di un incendio. L’edificio è stato quindi messo sotto sequestro probatorio, anche per le criticità in termini di sicurezza. Un sequestro che si aggiunge a quello preventivo disposto nel 2020 e tuttora in vigore.

Spiega Beatrice Tabacco di Spin Time a Diac, però, che bisogna parlare di “400 persone sgomberate in una maniera meschina di notte, dopo un incendio che era stato già domato dalla stessa comunità occupante”. 

Da lì, sono seguiti 26 giorni di presidio, oggi divenuto più “leggero” di quello abitativo dei giorni più caldi. Infatti, dopo l’evacuazione (o sgombero) il Comune di Roma ha attivato l’assistenza della Protezione civile e i servizi sociali, individuando progressivamente una sistemazione alternativa per le oltre 400 persone interessate.

La trattativa andata avanti in una prima fase tra Roma Capitale e Investire, poi fallita, prevedeva sia l’acquisto al prezzo stabilito dall’Agenzia delle entrate sia un accordo transitorio per prendere subito in gestione l’immobile e metterlo in sicurezza.

”Il tempo di Spin Time è ora”, recitano i volantini distribuiti ai manifestanti sabato, partiti da piazza della Repubblica fino a piazza Vittorio. Forse questo tempo sta davvero arrivando.

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