CONCLUSA L'INDAGINE CONOSCITIVA CON LE IMPRESE
Ponti, autostrade, ferrovie: manutenzione predittiva, piano digitale, Data Space. Il Senato in scia dell’Ue
Connettività, intermodalità digitale e una piattaforma federata del dato pubblico e privato per pianificazione efficacemente e con trasparenza. Nel documento appena chiuso a Palazzo Madama i nodi prioritari: la necessità di digitalizzare il sistema infrastrutturale italiano, rafforzare l’autonomia logistica e anticipare il recepimento di normative europee.
Due anni e mezzo di approfondimenti per due milioni di opere. Il panorama delle infrastrutture italiane è esteso e articolato: ponti, viadotti, gallerie e cavalcavia che risalgono per lo più al secondo dopoguerra e quindi oggi hanno bisogno di profondo restyling. Gli approfondimenti di cui sopra sono quelli portati avanti in 8a commissione permanente al Senato e appena conclusi in un documento molto dettagliato, frutto di interlocuzioni con istituzioni, enti e imprese del settore. Un documento che descrive quattro azioni concrete per guidare la trasformazione digitale del sistema infrastrutturale e logistico italiano. Viene previsto un piano straordinario di rigenerazione e digitalizzazione, in cui prevalga la logica della manutenzione predittiva rispetto a interventi di reazione grazie al ricorso a criteri oggettivi e tecnologie avanzate. Poi, per una logistica aumentata occorre puntare su automazione, smart roads, connettività e nuove competenze. La terza proposta prevista, con plauso dell’Ance, riguarda la creazione di un Mobility, Infrastructures & Logistics Data Space, una piattaforma federata del dato pubblico e privato, condizione abilitante per ogni forma di pianificazione efficace, innovazione di servizio, interoperabilità e trasparenza. Infine, con la quarta proposta si punta ad anticipare l’attuazione del regolamento europeo n. 2020/1056 (regolamento eFTI). Infatti, viene proposta la creazione di un vero e proprio ecosistema digitale per il trasporto intermodale, con particolare attenzione alla portualità.
Dunque, una roadmap chiara messa a disposizione del parlamento e del settore che vede l’IA e le nuove tecnologie, i dati, al centro. Tra gli strumenti, per esempio, vengono citati: il Sistema Nazionale di Valutazione delle Priorità di Intervento, Digital twin, sensori IoT, manutenzione predittiva, la costruzione off-site e le tecniche di automazione. Ma anche un fondo per la rigenerazione delle opere d’arte. Mentre il governo tecnico e operativo viene affidato all’Ansfisa. Tra le linee d’intervento della seconda linea d’azione sopra citata, il documento parla di “attivare zone a regolazione speciale per la sperimentazione di veicoli autonomi, droni, tecnologie V2X (Vehicle-to-Everything), favorendo la nascita di sandbox normativi che consentano alle imprese di innovare in contesti protetti e guidati”. Quanto al Data Space, invece, viene definito “come l’infrastruttura abilitante per il salto di paradigma digitale del sistema infrastrutturale e logistico italiano. Integrando dati oggi dispersi, il Paese potrà finalmente attuare politiche pubbliche data-driven, abilitare servizi personalizzati, migliorare la manutenzione delle reti, favorire l’intermodalità e accelerare la transizione ecologica”.
Oltre alla vetustà delle infrastrutture, secondo le analisi svolte il contesto attuale vede come debolezze sistemiche italiane la disomogeneità nell’implementazione delle tecnologie tra territori e settori, la carenza strutturale di competenze tecniche e digitali all’interno delle stazioni appaltanti e degli enti territoriali. Ma anche: la frammentazione normativa, la mancanza di interoperabilità tra sistemi e la resistenza organizzativa e culturale al cambiamento. Al tempo stesso, si spiega, le risorse non mancano grazie a fondi nazionali ed europei e il moltiplicatore di sviluppo e abilitazione delle tecnologie garantisce di arrivare in tempi ridotti agli obiettivi di sostenibilità ambientale, resilienza e sicurezza delle reti infrastrutturali.
Infine, qualche caso studio da osservare. Vengono citati, ad esempio, il monitoraggio del Ponte San Giorgio a Genova con due robot, computer vision e IA, un braccio automatizzato. O il progetto Diamante 2.0: un treno diagnostico in grado di viaggiare fino a 300 kilometri orari, monitorando in tempo reale oltre 220 parametri della rete ferroviaria. Mentre il Politecnico di Milano ha sviluppato con la Regione Lombardia un sistema basato su tecniche di machine learning e intelligenza artificiale per gestire le priorità di intervento sui ponti regionali, partendo da un primo campione di 500 opere.