Pronto il Piano casa di Salvini, in legge di bilancio riforma ex Iacp e caccia ai fondi integrativi

All’audizione del 12 novembre le parole del ministro rivelano che la struttura del documento è definita, ma i dettagli vanno messi a punto con la manovra. “Non punto ai fondi del Piano sociale clima che arriveranno dal 2028 o 2029. Piuttosto lavoro con Foti per recuperare fondi dalla riprogrammazione Fsc. Per gli alloggi popolari inutilizzati subito risorse dal bilancio MIT”

18 Nov 2025 di Giorgio Santilli

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Pronto il Piano casa di Salvini, in legge di bilancio riforma ex Iacp e caccia ai fondi integrativi

Matteo Salvini

Il Piano casa Italia di Matteo Salvini è pronto nella sua struttura, 45 pagine sulla scrivania del ministro, ma i dettagli si stanno definendo in stretto rapporto con la legge di bilancio. dove saranno inserite la riforma degli ex Iacp e si darà la caccia a fondi integrativi rispetto ai 660 milioni disponibili. Il titolare del dicastero delle Infrastrutture non è però interessato, curiosamente, ai fondi del Piano sociale clima che pure erano stati la novità della manovra. “Quelli del Piano sociale clima – ha detto Salvini – eventualmente saranno fondi integrativi: non so se arriveranno dal 2028 o dal 2029, ma ci penserà il prossimo Governo, nella prossima legislatura, non è su quello che stiamo fondando il nostro intendimento. Noi partiamo dai 660 milioni che già ci sono e prescindono dal fatto che arrivino i fondi del Piano sociale clima. Semmai, sto lavorando con il collega Foti per rendere eventualmente utilizzabili in questa legislatura i fondi FSC non utilizzati dalle Regioni”.

Sono parole tratte dalla sua audizione del 12 novembre in cui Salvini ha dato moltissimi dettagli delle politiche abitative che intende seguire: Diario DIAC ha sbobinato le parole del ministro e ha riletto il testo integrale dell’audizione, ricca di particolari. Chi è interessato a leggere la seconda parte (la prima sulla riforma del Testo unico edilizia l’abbiamo pubblicata ieri) può scaricarla qui di seguito. Noi ora diamo i virgolettati che ci sono parsi più interessanti.

Qui il testo integrale della seconda parte dell’audizione

Salvini ha voluto anzitutto ricostruire dettagliatamente tutti gli interventi in corso, sintetizzando in testa che si tratta di investimenti per 6,5 miliardi e che dovrebbero rendere disponibili 106mila alloggi aggiuntivi.

Gli interventi in corso su 106mila alloggi, piano per piano

Qui ci limitiamo a scomporre questi 106mila alloggi nei cinque piani che sono stati avviati per costruirli, riqualificarli o recuperarli:

  • 10.000 arrivano dai programmi Pinqua inseriti nel PNRR con 2,8 miliardi di euro (destinati anche al recupero di aree urbane degradate);
  • 27.371 dal programma Sicuro, verde e sociale finanziato dal Piano nazionale complementare con due miliardi di euro;
  • 17.799 dal Piano nazionale edilizia abitativa (PNEA) con 619 milioni di euro;
  • 50.515 dal Piano recupero immobili ERP con 801 milioni di euro;
  • un numero non precisato di alloggi ripartiti in 87 interventi in 23 comuni dal Piano nazionale per le città con 224 milioni di euro.

La riforma degli ex Iacp

In particolare – ha detto il ministro si prevede in legge di bilancio “una riorganizzazione delle aziende che si occupano di casa già IACP, con l’obiettivo di renderle enti più autonomi, flessibili ed efficienti. Tale trasformazione include l’apertura alla collaborazione con operatori qualificati del terzo settore, valorizzando competenze ed esperienze già radicate nei territori”.

I nuovi modelli abitativi e l’apporto dei capitali privati (pazienti e non)

“Il Piano – dice Salvini – promuove nuove soluzioni abitative pensate per rispondere alle mutate esigenze sociali co-housing, senior housing, housing intergenerazionale. Queste formule saranno integrate nei contesti urbani, con particolare attenzione alle periferie, al fine di favorire inclusione e coesione sociale dal punto di vista finanziario. Il piano supera la logica della spesa pubblica fine a sé stessa, proponendo un modello fondato sulla collaborazione virtuosa tra pubblico e privato. Le risorse statali in questo schema non sono e non possono essere l’unico motore dell’intervento, ma agiscono da leva per attrarre capitali privati che saranno fondamentali. In particolare, penso a quelli pazienti come fondi pensione e casse di previdenza interessate a investimenti stabili e ad alto impatto sociale”.

Nelle repliche alle osservazioni dei deputati, Salvini torna sul tema del ruolo dei privati, stavolta con riferimento ai fondi abitativi. “I privati come Dracula? No. I fondi di investimento abitativi che coinvolgono i privati sono già sperimentati nel social housing. Quindi Dracula è già operativo con successo da tempo con Cassa depositi e prestiti e mette a disposizione tantissimi alloggi per chi ne ha bisogno. Quindi – dice rispondendo a un parlamentare dell’opposizione – se lei ritiene che solo il pubblico possa fare il pubblico, a carico del pubblico, abbiamo due punti di vista diversi”.

I fondi del bilancio MIT per rimettere sul mercato i 60mila alloggi popolari inutilizzati

“Sul tema delle risorse dobbiamo capire quanto avrò a disposizione in legge di bilancio per il recupero dell’edilizia popolare oggi non utilizzata, come ho detto vengono stimati 60mila alloggi. Il costo medio è fra 10mila e 20mila ad alloggio, a seconda delle città e dello stato di necessità. La matematica non è un’opinione. Vorrei che in legge di bilancio venissero recuperati ulteriori fondi da dare ai Comuni, alle Regioni e agli enti gestori, per rimetterne una maggior parte nell’immediato ricircolo. Io mi sto adoperando sulle pieghe del mio bilancio per trovare risorse dedicate”.

Sul condono edilizio: riconoscere l’esistente

“Sono d’accordo che servirebbe maggior coraggio, io sono arrivato (con il decreto salva-casa, ndr) fin dove mi si è concesso. Ma se si mette una data limite, oltre la quale non si eccepisce più e si fa la ricognizione dell’esistente, io glielo firmo oggi pomeriggio. Noi siamo un Paese con tre condoni aperti: quindi, a proposito di certezza del diritto e di tempistica, sono assolutamente d’accordo sul fatto che sia ragionevole andare a riconoscere l’esistente e poi ripartire. Potrebbe essere un tema assolutamente utile”.

Il contratto Rent to buy

Tra le innovazioni lanciate da Salvini rientra “l’introduzione del modello di housing con riscatto progressivo dell’immobile rivolto alla cosiddetta fascia grigia della popolazione, ovverosia famiglie a reddito medio basso, giovani coppie, genitori separati che non riescono ad accedere al credito bancario ma non rientrano nei parametri dell’edilizia popolare. Il nostro obiettivo – ha continuato il ministro – è di offrire loro una soluzione abitativa stabile e sostenibile, in grado di supportare la costruzione di un progetto di vita autonomo per questa fascia di popolazione. Si propone l’introduzione di un modello di edilizia sociale fondato su contratto di godimento in funzione della successiva alienazione, comunemente noto come Rent to buy”.

 

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